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Attenzione, non pubblicate post che puzzano di truffa perché potreste essere accusati di complicità!

1 minuti di lettura

Da un po’ di tempo girano sui social notizie di svendite, o addirittura regali di biciclette e altra merce, perfino automobili, che puzzano di truffa lontano un miglio, ma alle quali credono molte persone. Ora, questi creduloni, potrebbero essere accusati di complicità in quanto inducono altri a cadere nella truffa semplicemente con un clic di condivisione.

Ѐ successo ieri su un gruppo FB dove è apparso un post che diceva: “Siamo felici di annunciare che doneremo 670 biciclette che non possono essere vendute a causa di alcuni graffi e piccoli danni, tutti i motori sono in buone condizioni, quindi le invieremo a caso a qualcuno che ha scritto FATTO”.

Il messaggio era supportato da foto di biciclette con tanto di logo del negozio Decathlon, firmato dalla pagina Decathlon Fans, ideata lo scorso 10 agosto 2022.

Interpellata la società Decathlon, questa ha confermato di aver sporto già da tempo denuncia alla Polizia Postale poiché il messaggio gira, di qua e di là nel web, da più di un anno. Dal momento della sua pubblicazione avvenuta domenica 28 agosto, fino alla rimozione la mattina successiva, oggi, il post è stato visualizzato da ben 160 persone. Alcune hanno scritto nei commenti la parola “FATTO” ma di questi nessuno sembra essere membro del gruppo nel quale è stato pubblicato.

Ora la domanda è la seguente: si tratta di complici che aderiscono all’iniziativa per invogliare altri a farlo o sono dei semplici sciocchi che ci cascano? E qual è il ruolo di chi pubblica o condivide il post nei gruppi, si tratta di vittima o complice?

Ma cosa succede dopo aver risposto all’iniziativa?

Lo dice la direzione di Decathlon: “Le persone che aderiscono vengono contattate da questo fantomatico gruppo di fans e poi viene chiesto loro di fare un versamento di pochi soldi per avere poi la bici gratis. Tante persone questa cifra la versano!” e così seppur piccola, la cifra sommata alle tante che arrivano, diventa importante. Naturalmente non arriva nessuna bicicletta a casa! Inoltre le persone comunicano dei dati sensibili che vanno a formare la famosa banca dati degli stolti, utilissima per altre truffe”.

Silvia Moscati

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