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Imprese: Vicenza è la realtà più dinamica del Veneto per capitale umano, formazione e solida filiera

1 minuti di lettura

Vicenza è la realtà più dinamica del Veneto dal punto di visto industriale. Ma sconta ancora episodi di fragilità finanziaria. È quanto ha affermato l’assessore regionale al lavoro, intervenendo a villa Valmarana Morosini di Altavilla Vicentina alla presentazione dei risultati della ricerca condotta sui bilanci delle 500 aziende con il maggior fatturato che hanno sede legale nel Vicentino. Ricerca curata dal Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona e da PwC, che ha messo a fuoco pregi e difetti della realtà imprenditoriale berica e veneta.
 
 
“La Regione – ha sottolineato l’assessore – è molto attenta a queste analisi perché le scelte della politica devono essere suffragate dalla realtà del Veneto. Una regione che è, e che resta, uno dei territori più dinamici d’Europa e sicuro traino per l’Italia”.
 
 
“Dall’ottava edizione del rapporto Top 500 – ha commentato – si evince come il Veneto stia crescendo in tutte le sue realtà. Vicenza è la più dinamica e, dal punto di osservazione delle politiche regionali per il lavoro e le reindustrializzazioni, emergono alcuni elementi  che sono una costante delle aziende più dinamiche e dei settori più trainanti: investimenti nel capitale umano di alta formazione, un buon clima aziendale  legato spesso ad accordi e contratti di partecipazione, una filiera robusta e molto collegata agli ambiti formativi. Per contro, le difficoltà riscontrate da alcune aziende, molto significative dal punto di vista della storia e della solidità  produttiva, sono attribuibili a una condizione di fragilità finanziaria”.
 
 
Tre le parole d’ordine lanciate dalla responsabile delle politiche regionali per il lavoro e la formazione: “consapevolezza”, “comunicazione” e “crescita”.
“Alle imprese ho chiesto maggiore consapevolezza, anche dei propri limiti, oltre che delle proprie potenzialità”,  riassume l’assessore. “Inoltre ho chiesto una corretta comunicazione  all’interno dei distretti, e dei distretti con le istituzioni, al fine di ottenere i migliori vantaggi”.
 
 
“Infine, ho sollecitato una prospettiva di ulteriore crescita – conclude – per difendere le nostre imprese, che sono oggi molto appetibili per investitori stranieri, i quali non sempre hanno l’orizzonte dell’investimento, ma piuttosto quello della speculazione”.

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