“Il passaggio dei lavori di manutenzione del canale Malamocco-Marghera per la Commissione VIA nazionale, voluto dal Ministero dell’Ambiente, è la condanna a morte dell’economia e dello sviluppo non solo del Porto di Venezia, ma anche di quella gran parte del Veneto che dipende dal traffico commerciale che qui viene effettuato. Ci faremo sentire come Regione e a Roma perché queste scelte scellerate non uccidano questa realtà”: il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, il veneziano Raffaele Speranzon, annuncia così il sostegno del gruppo e del partito per sbloccare al più presto i lavori di pulizia dei canali del porto.
“Diciamo basta a questi ambientalisti da salotto che, tanto sui temi della montagna come su quelli della laguna, pontificano su come vanno gestiti territori che non conoscono, sostenendo iniziative che minano le economie locali”, sbotta Speranzon. “Lo sanno che i lavori sono già stati assegnati per 15 milioni di euro, una cifra importante per le aziende soprattutto in un momento come questo, e che ora resteranno sospesi per un tempo indefinito? Lo sanno che, se i canali interrati non saranno percorribili dalle navi di maggior tonnellaggio, queste cambieranno porto di destinazione, condannando il Porto commerciale di Marghera ad una dolorosissima agonia? Non solo il Porto, ma anche tutto l’indotto che intorno alla sua attività vive rischia di essere cancellato da questo estremismo irresponsabile; parliamo di semplici operazioni di pulizia e manutenzione dell’esistente, fondamentali per il suo funzionamento e la sua sicurezza. Tra le nostre priorità c’è sicuramente l’ambiente, che però deve coesistere con la possibilità delle popolazioni e delle imprese di fare economia”.
“Come gruppo di Fratelli d’Italia, faremo tutto il possibile affinché la Regione Veneto prenda una decisa posizione a difesa del nostro porto”, annuncia Speranzon. “Il nostro coordinatore regionale Sen. Luca de Carlo si è già attivato assieme ai parlamentari di Fratelli d’Italia perché vogliamo capire se si sia trattata di una grave leggerezza, di un’azione presa senza comprendere l’importanza dell’operazione per Venezia e il Veneto o, al contrario, se dietro questa scelta si nasconde la volontà di allontanare il traffico commerciale navale dalla laguna a favore di altri porti nazionali”.
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