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La rubrica del venerdì: la Guerra Fredda 1949 – 1989

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Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i rapporti tra vincitori e vinti determinarono un nuovo equilibrio, focalizzato tra le due superpotenze mondiali. Da una parte gli USA, che, insieme agli Stati aderenti al Patto Atlantico (1949), portava avanti la politica del capitalismo; dall’altra l’URSS, emblema dell’ideologia comunista, affiancata dalle Nazioni Europee Orientali che avevano accettato la protezione politico-militare della Russia. Spartitesi, dunque, le sfere d’influenza, USA e URSS si prepararono per quella che è stata definita una Guerra Fredda, conclusasi con il crollo del muro di Berlino nel 1989.
 
Durante quell’arco temporale, tra i due blocchi continuò lo scambio di rapporti diplomatici, così come quello di informazioni politiche e militari. Fortunatamente, sfogarono la loro opposizione concentrando tutti i loro sforzi nella scienza e nel progresso tecnologico che, proprio nel corso di quegli anni, raggiunse vette vertiginose da ambo le parti, con traguardi e scoperte di altissimo interesse scientifico.
Decisero, quasi di comune accordo, di dedicare i loro sforzi economici non agli armamenti, bensì alla “corsa allo spazio”, nella previsione di raggiungere il traguardo lunare.
Dei primi tentativi, ancora in fase di sperimentazione, si ricorda quello dei Russi, che il 3 novembre 1957 lanciarono nello spazio una navicella modello, lo Sputnik, con a bordo la cagnolina Laika, la quale, però, fece ritorno esanime in mancanza di un supporto vitale con acqua e cibo. Senza aspettare la contromossa americana, i Russi proseguirono la maratona spaziale con il sovietico Juri Gagarin, il primo uomo a volare nello spazio (12 aprile 1961). L’anno successivo arrivò la risposta dagli Stati Uniti con la missione in orbita intorno alla Terra di J. Glenn e S. Carpenter, ma tre anni più tardi i Russi tornarono in vantaggio con la prima passeggiata nello spazio del cosmonauta Leonov. Era il 1965, solo un anticipo del grande evento che avrebbe segnato l’anno successivo, quando la sonda Lunik IX si posò sulla superficie della Luna.
Tuttavia, l’inarrestabile corsa al satellite fu rilanciata tre anni dopo dagli Americani, che passarono in testa a quella appassionante gara di cervelli impegnati nella conquista continua e nello sviluppo scientifico. L’America, quindi, lanciò in orbita la navicella Apollo 11, a bordo della quale erano presenti Neil Armstrong, Buz Aldrin e Michael Collins, atterrati il 20 luglio 1969. Il primo a poggiare il piede sul suolo lunare fu Armstrong, che di quella spedizione era il Comandante. Dopo alcune ore scese anche Aldrin, mentre Collins rimase a bordo del modulo lunare Columbia. Armstrong dalla luna commentò quell’avvenimento come «un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità». La spedizione si concluse con l’ammaraggio nell’Oceano Pacifico e un lungo periodo di festeggiamenti per il popolo americano.

A cura di Nuccio Sapuppo

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