Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo intervento a firma di Luigi Giovannini sull’attuale panorama politico-economico italiano ed europeo
Credo sia necessario ricordare che le regole per utilizzare il NextGenerationEU non sono fissate dai singoli Paesi ma dall’Europa, con specifiche indicazioni di carattere strutturale, funzionale, economico e temporale, perché sarà lei, dopo aver approvato ogni piano nazionale, a rivolgersi ai mercati per chiedere i previsti 1.800 miliardi di euro.
Ma l’Europa, prima di esporsi direttamente, ha stabilito che entro il prossimo 30 aprile 2021 ogni Paese dovrà sottoporre il proprio piano al placet di una sua Commissione di massimo livello, composta dalla presidente Ursula von der Leyen, da Gentiloni, Dombrovskis e Vestager, ed è stato naturalmente chiesto a ogni nazione europea di fornire, per il confronto, Commissioni nazionali di analogo grado di responsabilità: conseguentemente, l’Italia ha identificato nel presidente del Consiglio Conte, nel ministro dell’Economia Gualtieri e dello sviluppo economico Patuanelli il trio che dovrà illustrare, sostenere e far promuovere i nostri progetti.
In questa situazione il Governo Conte ha anche tutto il diritto di nominare strutture operative di sua fiducia, così come la scelta dei giornalisti è lasciata ai direttori dei giornali, o come i collaboratori di qualsiasi impresa industriale e commerciale vengono scelti dai singoli promotori, o come qualsiasi politico ha il diritto di scegliere i propri aiutanti per svolgere la sua attività.
Ma a Conte questa possibilità non sembra essere riconosciuta, quando invece il problema gestionale del piano è per noi particolarmente delicato, visto che la nostra amministrazione ha da anni dimostrato di non essere in grado di utilizzare in maniera compiuta le risorse europee e, proprio per questo, l’Europa oggi considera i problemi di governance parte integrante del nostro piano: la scelta accentratrice di Conte pertanto, è ampiamente giustificata e, a riprova, ricordo che – dopo oltre 25 anni di mala gestio politica – la nostra burocrazia non è nemmeno in grado di promuovere il regolare funzionamento dell’app “IO”.
Non capisco nemmeno perché Renzi, Boschi e chi con loro, possano interferire su determinate operatività che ormai non sono più riferibili al loro livello, perché oggi la politica che conta – come dimostra la realizzazione di questo piano – non si svolge più in ambiti nazionali, per cui anche i richiami costituzionali mi sembrano aggiungere modestia a modestia, avventurandosi sulla stessa strada percorsa al rinnovo dei nostri periodi di emergenza Covid.
In realtà il problema sollecitato dalle scelte di Conte, penso riguardi l’esclusione dei soliti potentati economici che, in assenza di collaudate trazioni politiche, vengono esclusi dalla gestione di una torta di 209 miliardi e conseguentemente sollevano violente e disperate polemiche.
Speriamo che, superando la discussione su ruoli e convenienze personali, si possa ora valutare il merito di quanto presentato, così da dare finalmente all’Europa il contributo qualitativo della nostra partecipazione.
Luigi Giovannini
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