un altro film magico di Maryam Touzami
Dopo aver raccontato la maternità in Adam e successivamente l’amore proibito in Il caftano blu,
la regista e sceneggiatrice marocchina Maryam Touzami racconta la storia di una persona anziana,
magistralmente interpretata da María del Carmen García y Maura, nota semplicemente come Carmen Maura, un’attrice spagnola. Considerata una delle muse del regista Pedro Almodóvar, con quattro Premi Goya vinti detiene insieme a Verónica Forqué detiene il record di attrice più premiata della storia della manifestazione
Il film parla diMaría Ángeles, 79 anni, ha trascorso tutta la vita a Tangeri, nella comunità spagnola di cui fa parte. In passato ha lavorato presso il teatro Cervantes e ora, rimasta vedova, trascorre la sua quotidianità nel quartiere attorno alla sua casa della Calle Málaga, la via in cui abita da sempre. Quando la figlia Clara viene a trovarla da Madrid riceve una comunicazione destinata a sconvolgere la sua esistenza. Clara, prossima al divorzio, con figli e in difficoltà economiche, ha deciso di mettere in vendita la casa in cui vive la madre. María Ángeles rifiuta di seguire la figlia in Spagna e si oppone alla sua volontà sulla casa, ma la proprietà è intestata a Clara, che, prima di tornare in Europa, vende tutti i mobili e gli oggetti e avvia la pratica con un’agenzia immobiliare.

Profondamente addolorata e delusa per una decisione che la sradica da un ambiente in cui conosce tutti e da una casa che fa parte della sua identità, María Ángeles finisce in una residenza per anziani di Tangeri, ma, partita Clara, firma le carte per abbandonare l’istituto, fingendo di raggiungere la figlia a Madrid. Si fa invece condurre nella casa della Calle Málaga, ormai in vendita, dove si reinstalla segretamente. Con i pochi soldi a disposizione e con uno stratagemma ricompra ad Abslam, l’antiquario che li ha acquistati, i primi mobili. Determinata a portare a termine l’opera, si attiva per comprare anche gli altri, affiancata da Abslam, celibe settantenne, con cui ritrova dopo tanti anni l’amore.
Al di là dell’originalità del soggetto, Maryam Touzami mette in luce alcuni aspetti molto rilevanti.
Il primo riguarda la cittadinanza ed appartenenza. Maria, pur essendo spagnola, non si sente tale perché è nata e vissuta a Tangeri, dove durante il regime franchista si è creata una comunità di fuoriusciti spagnoli. Lei lì è felice; ha creato la sua rete di relazioni e per nulla al mondo lascerebbe quel luogo a lei così caro, anche se molte delle persone che conosceva oramai sono al camposanto, che lei visita periodicamente per far visita non solo al marito defunto, ma alla comunità ideale di cui lei fa parte.

Il secondo aspetto che la regista mette in luce è il rapporto genitori figli: quanto nelle fasi della vita le esigenze possano essere diverse e come possano cozzare le une contro le altre. Il desiderio di una vita migliore della figlia non può distruggere la vita della madre, magari usando anche degli assurdi sensi di colpa.
Terzo aspetto: quello del desiderio e della qualità di vita di un anziano: può una residenza per anziani soddisfare le esigenze di un anziano autonomo e con una vita precedente ricca di relazioni, interessi e gusto vedi il cibo anonimo servito sulla tavola nella struttura)?
Quarto aspetto: quanto un carattere e la personalità di una persona possano incidere nella sua vita.
Maria, pur assecondando inizialmente la figlia, si rende conto che la residenza per anziani non fa per lei e se ne va verso l’incerto pur di sopravvivere. Con la sua intelligenza riesce poi a trovare una serie di strategie che la riportano alla situazione iniziale, con la variante dell’amore che arriva inaspettato.
Forse del film le immagini che più rimangono nella mente, nel cuore e negli occhi dello spettatore sono i momenti di intimità tra questi due anziani di una tenerezza e di una dolcezza impensabili e ci fanno riflettere sulla dimensione affettivo- sensuale delle persone age.


Infine il cammeo della sorella suora di clausura, che con i suoi silenzi e la sua mimica facciale è più eloquente di qualsiasi altro, ci fa capire quanto la presenza di una persona cara, faccia la differenza, in qualsiasi modo lei sia. E che come il silenzio ed i silenzi ci aiutino a riflettere sullo svolgersi della nostra vita.
Questo film ci aiuta perciò a riflettere su che cosa vogliamo farne della nostra esistenza; quanto le esigenze degli altri siano accettabili per sconvolgere la nostra; quanto ci aspettiamo dal tempo che ci resta.
Ecco perché questo film, uscito nel 2025, ha meritato appieno il premio degli spettatori Armani-Beauty all’82° mostra internazionale del cinema di Venezia.
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