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Le Nazionali di volley da Mattarella

13 minuti di lettura

Le Nazionali italiane di pallavolo campioni del Mondo femminile e maschile sono state ricevute dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

ROMA – Due Nazionali (la maschile e la femminile) dello stesso sport contemporaneamente campioni del Mondo. In Italia non era mai successo negli sport di squadra, se non contiamo il tennis. A livello di pallavolo mondiale c’era riuscita solo la Russia nel 1952 e nel 1960. Due successi a sole tre settimane di distanza l’uno dall’altro entrando così di diritto nella storia dello sport italiano e mondiale. 

Ecco quindi che ieri pomeriggio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto ricevere al Quirinale le due squadre e i rispettivi staff, in quella che ormai è quasi una tradizione per le Nazionali vincenti. Dal calcio femminile, al basket e ora anche la pallavolo.

Le azzurre e gli azzurri, accompagnati dai rispettivi staff, dal presidente del CONI Luciano Buonfiglio, del segretario Generale Carlo Mornati e dal presidente federale Giuseppe Manfredi, sono stati accolti all’interno del Salone delle Feste del Palazzo del Quirinale dal Capo dello Stato. Presente in platea anche il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

Un incontro emozionante, che dimostra ancora una volta, il forte legame tra il Capo dello Stato e lo sport italiano, in questo caso il Volley. Molto significativi alcuni passaggi, su tutti l’intervento del CT dell’ItalVolley femminile Julio Velasco che ha ribadito come in squadra “Abbiamo molta diversità, una diversità però vincente”.

A prender la parola per primo è stato il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, seguito poi dal presidente FIPAV Giuseppe Manfredi. È stata poi la volta dei due CT Julio Velasco e Ferdinando De Giorgi, della capitana Anna Danesi e del vice capitano Simone Anzani. I due hanno poi omaggiato il Presidente delle loro medaglie d’oro, di una maglietta autografata per squadra, un pallone con tutte le firme e una cravatta a ricordo del doppio successo.

Assenti per impegni sportivi con i rispettivi club di appartenenza Myriam Sylla, Alessia Orro, capitan Simone Giannelli, Yuri Romanò e Roberto Russo.

Le parole di Buonfiglio

A esordire il presidente del CONI Luciano Buonfiglio:

“Signor Presidente è sempre un piacere essere qui per l’accoglienza che sempre dimostra verso il mondo dello sport. È la terza volta che sono qui in 100 giorni, ma l’emozione è sempre la stessa. La pallavolo, la FIPAV, ha compiuto una cosa straordinaria. Siamo qui perché è lo sport italiano che merita e che si fa valere nel mondo. Le immagini che abbiamo appena visto raccontano tutte le emozioni che ci hanno trasmesso le ragazze e i ragazzi nei loro percorsi. Quello che hanno fatto le nazionali femminili e maschili è straordinario, per la prima volta, due nazionali hanno vinto nello stesso anno i mondiali.

Voglio fare una menzione speciale per i tecnici Velasco e De Giorgi. Ferdinando è un figlio Julio e Velasco è straordinario, perché ha vinto sia con gli uomini sia con le donne. Faccio i complimenti al presidente Manfredi per lo straordinario lavoro che ha compiuto. La FIPAV è esempio non solo sportivo, ma anche di comportamento. È un modello da studiare e da seguire. Caro presidente, ancora una volta grazie per l’attenzione e per l’affetto. Sappiamo benissimo che segue ogni manifestazione delle nazionali italiane. Durante tutta l’estate c’è stato un motivo ricorrente: l’Inno d’Italia. È stata la “hit” dell’estate e lavoreremo per farlo risuonare anche d’inverno, alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
Viva l’Italia, viva lo sport e grazie di cuore presidente.”

Il presidente Manfredi

Questo invece il discorso del presidente FIPAV Giuseppe Manfredi:

“Gentile Presidente, la ringrazio di cuore per averci accolto ancora una volta in questo luogo che è simbolo dell’unità, della storia e dell’identità del nostro Paese. Essere ricevuti al Quirinale è un onore immenso; quando questo accade significa che è stato fatto qualcosa di rilevante per l’Italia e per gli italiani, e lo è ancor di più quando sono invitate due Squadre Nazionali che hanno scritto una pagina indelebile nella storia dello sport italiano.

In questo anno 2025 l’Italia ha compiuto un’impresa straordinaria: conquistare il titolo mondiale sia con la Nazionale maschile che con quella femminile. E dietro le vittorie delle due squadre maggiori ci sono anche altri importanti risultati come la vittoria del Campionato Europeo delle azzurre del sitting volley e le numerose
medaglie ottenute dalle formazioni giovanili tricolori, passaggio fondamentale per la crescita di tanti campioni azzurri. Sono risultati che ci riempiono di orgoglio, ma che sono anche il frutto di un lavoro profondo, continuo e condiviso.


Alle spalle di quelle Coppe sollevate al cielo da Anna e Simone – i nostri straordinari capitani – c’è il volto di un intero movimento: delle migliaia società di base, dei club di vertici, di tecnici, dirigenti, volontari, e soprattutto delle migliaia di ragazze e ragazzi che
ogni giorno entrano in palestra con un sogno negli occhi.

La pallavolo italiana è una grande famiglia ed è lo sport per le famiglie. Un movimento forte, sano, che cresce nelle palestre scolastiche, nelle piccole società di provincia. È una realtà che unisce, che educa, che forma: dentro e fuori dal campo. E oggi, più che
mai, abbiamo il dovere di farla crescere ancora.

Signor Presidente, siamo consapevoli che il successo sportivo non si misura solo con le medaglie, ma con ciò che lasciamo alle generazioni che verranno. Per questo ci auguriamo che questa storica doppietta sia anche l’occasione per rilanciare un tema che ci sta particolarmente a cuore: quello degli impianti sportivi scolastici. Noi crediamo che ogni bambina e ogni bambino in Italia debba avere la possibilità di scoprire e vivere la bellezza della pallavolo, e dello sport in generale, in ambienti accoglienti, sicuri e moderni.

Investire nello sport scolastico non è solo una scelta educativa; è una scelta culturale, sociale, perfino economica. Perché lo sport è inclusione, rispetto delle regole, spirito di squadra. È uno dei luoghi dove si impara anche a perdere, ma allo stesso tempo a rialzarsi e reagire alle situazioni difficili, proprio come hanno fatto le nostre Nazionali, che con forza, coraggio e determinazione, ci hanno regalato una delle stagioni più belle della nostra storia.

Vedere i nostri Azzurri e le nostre Azzurre cantare l’inno con la Coppa del Mondo tra le mani è un’immagine che resterà nel cuore di tutti gli italiani. Un’immagine che ci ricorda cosa possiamo fare quando crediamo nel lavoro, nella passione, nell’unione.
E allora, caro Presidente, ancora una volta grazie. Grazie per l’ennesima dimostrazione di sostegno al nostro sport, così come per la sua costante attenzione ai giovani e per l’emozione con cui oggi accoglie le nostre campionesse e i nostri campioni.
Siamo fieri di rappresentare l’Italia. Un’Italia che sa vincere, ma soprattutto sa costruire.
Insieme
.
Viva la pallavolo italiana. Viva lo sport. Viva l’Italia.

Il Ct Velasco

Queste le parole del Commissario Tecnico della Nazionale femminile Julio Velasco: 

“Caro Presidente, per noi è un enorme orgoglio essere qui. Quando il Presidente della Repubblica ci riceve vuol dire che tutta l’Italia ci riceve. Per noi si tratta di un’importante giornata, soprattutto in un momento storico dove le divisioni, purtroppo la fanno da padrona. Credo che però lo sport possa difendere una cultura democratica e convivere con la diversità.

La squadra femminile credo sia un modello da seguire e ammirare. Abbiamo molta diversità, una diversità però vincente e che riesce a lavorare insieme, perché si lavora per un’unica funzione, quella di raggiungere un determinato obiettivo, quello di vincere. Credo che la gente abbia riconosciuto il valore delle ragazze e soprattutto si sia impersonificato sull’ atteggiamento messo in campo. Per come le stesse atlete abbiamo hanno dato. Come fatto ai Giochi Olimpici di Parigi 2024 e ora ai Mondiali.

Queste ragazze non hanno mail mollato, dimostrando grande unità. Abbiamo in rosa molte culture diverse a partire da me che vengo dall’Argentina ma che mi sono innamorato follemente di questo paese. Abbiamo atlete che vengono da regioni differenti, giocatrici che hanno genitori provenienti da paesi diversi. Questo fattore credo possa rappresentare in pieno la nuova società, sia in Italia, sia in Europa. La squadra ha dimostrato di difendere la bandiera italiana e gli ideali del Paese riuscendo a portare il tricolore in cima al Mondo.

Un giornalista mi chiedeva di quanto è difficile metter insieme tante individualità. Non è stato difficile perché le ragazze hanno tanta motivazione. Loro rappresentano un movimento straordinario. Siamo la punta di un iceberg ma dietro c’è un intero movimento di primissimo livello. Abbiamo la fortuna di esser tornati qui da lei, tornare a vincere e molto difficile. Il prossimo anno faremo finta di aver perso per sperare di tornare un’altra volta qui a festeggiare insieme a lei”.

Il CT De Giorgi

Il discorso del Commissario Tecnico della Nazionale maschile Ferdinando De Giorgi:

“Buongiorno a lei Presidente e grazie a tutti voi per questo invito speciale. Sono felice di essere di nuovo alla sua presenza qui insieme con la squadra, lo staff e i dirigenti dopo una breve pausa di riflessione post olimpiadi. Devo dirle in piena sincerità che lei, caro Presidente è diventato il Nostro Motivatore.

Prima di partire per le Filippine – all’interno del nostro percorso formativo di squadra – abbiamo visto il video con il discorso fatto dal nostro capitano Giannelli nell’occasione del mondiale vinto nel 2022 che finiva con l’auspicio di vederla ancora il prima possibile.
Questa è stata la prima nostra spinta motivazionale.


È stato un mondiale vissuto tra spinte e controspinte emozionali in cui abbiamo cercato di essere sempre in equilibrio. Un mondiale molto difficile ed impegnativo ma consapevoli però del nostro percorso di lavoro fatto che ci rendeva certamente non
perfetti ma speciali.


I ragazzi e lo staff di questa nazionale azzurra di cui io sono il loro allenatore sono speciali per la loro capacità e volontà di integrarsi, di aiutarsi, di sopportarsi. Si sono guardati dentro per trovare delle energie valoriali che hanno reso la squadra solida, coesa e coinvolta e si sa che, quando le persone sono coinvolte, i sogni si realizzano. Siamo qui per festeggiare un momento storico della nostra Federazione e della pallavolo mondiale: la doppia vittoria del mondiale maschile e femminile.


Presidente questa vittoria riflette il valore immenso della Nostra Italia complessa ma immensa nella sua storia e nel suo sentire morale. L’altra volta le avevo confidato del nostro grido agonistico di Noi Italia. Oggi le voglio confidare delle tre parole imperative che abbiamo utilizzato grazie all’ispirazione del nostro fisioterapista toscano Pito, nelle due ultime partite:

Divertitevi perché la pallavolo è sempre un gioco e l’atleta di alto livello non deve mai rinunciare alla fanciullesca natura divertente del gioco.
Lottate… la forza di un carattere morale per affrontare le faticose sfide inevitabile per
arrivare a traguardi significativi
Resistete…la tenacia di credere insieme che i sogni si possono realizzare.


Signor Presidente vorrei chiudere con un auspicio. Lei ha ancora un po’ di anni di
mandato…io qualcuno di meno…mi piacerebbe rivederla a breve”. 

Capitan Danesi

Le parole dell’emozionatissima capitana, Anna Danesi: 

“Signor Presidente a nome di tutte le mie compagne di squadra intendo ringraziarla sinceramente per questo invito e per l’accoglienza che ci ha riservato oggi in una cornice straordinaria. Per noi non si tratta di una prima volta ma le emozioni che
derivano dall’incontrarla oggi sono nuove e genuine, forse dettate dalla costante attenzione con cui guarda al mondo dello sport, e per la passione autentica che ha sempre dimostrato nei confronti della pallavolo. Lei la conosce, La segue e La ama: per noi, questo significa moltissimo.

I numeri nel nostro sport sono fondamentali. Si vince raggiungendo un determinato numero in un set e solo mettendo assieme tre set si può vincere una partita. I numeri sono diventati i nostri compagni di viaggio negli ultimi due anni facendo da contorno a due estati indimenticabili e chissà, forse irripetibili. Questi numeri, la matematica, raccontano parte della nostra storia: 36 vittorie consecutive tra il 2024 e il 2025, pochissimi set lasciati per strada, un’infinità di punti messi a referto. Numeri, divenuti record, che impressionano, certo, ma che non bastano a spiegare davvero cosa c’è dietro questo gruppo. Perché quei numeri dicono tanto… ma allo stesso tempo non dicono tutto.

I numeri, signor Presidente, non raccontano le ore in palestra, i dettagli curati con ossessione, la fatica condivisa, gli allenamenti infiniti. I numeri, non parlano delle rinunce, degli infortuni, degli addii, degli affetti a distanza, della pressione che accompagna i favoriti, dei momenti di buio, dei pianti, delle arrabbiature e delle attese che sembrano eterne.

Eppure è lì, in quei momenti, che si costruiscono le vittorie. È lì che questo gruppo ha dimostrato la sua forza più grande: l’entusiasmo con cui ha saputo affrontare ogni ostacolo, trasformando la pressione in energia, unendo esperienza e gioventù,
valorizzando ogni singola atleta all’interno di un progetto comune.

Merito di uno staff incredibile, che ringraziamo pubblicamente e con forza: un gruppo di donne e uomini divenuti per noi fonte di ispirazione oltre che guida tecnica. Persone che ci hanno sostenuto con competenza, empatia e passione. Dietro ogni successo c’è
stato il loro lavoro silenzioso ma fondamentale. Anche per questo essere qui oggi rappresenta per noi un onore immenso che non dovrà mai superare la responsabilità che vogliamo condividere tutte assieme: quella di essere considerate un modello. Un
gruppo vincente, sì, ma soprattutto un gruppo unito nella diversità, capace di valorizzare le differenze e di esaltare le individualità.
Questo è forse il nostro traguardo più bello, prima di ogni trionfo che ha caratterizzato gli ultimi anni.


Un ringraziamento speciale va anche alla Federazione Italiana Pallavolo, che ha creduto in noi in ogni fase del percorso, sostenendo e supportando ogni nostra necessità e scelta. Una Federazione capace di andare sempre più in alto prima dei nomi, oltre i nomi solo ed esclusivamente per amore di questo splendido gioco.

E naturalmente un pensiero deve andare a tutte le tesserate – se mi consente ora intendo parlare alle ragazze che sognano all’ombra della rete – perché ci seguono ovunque, non facendoci sentire sole, nemmeno per un istante. Oggi contiamo 281.349 atlete tesserate: un numero straordinario, che testimonia una passione in crescita e ci fa gridare con convinzione che il futuro della pallavolo femminile italiana non può che essere fantastico.

E a queste bambine e queste ragazze che sognano di arrivare fin qui, voglio dire una cosa semplicissima: fate sport. Fatelo a scuola e nel tempo libero, di giorno, di sera e se necessario anche di notte. Non ascoltate chi dice che lo sport è nemico dello studio.
Perché lo sport allena la concentrazione, rafforza il corpo e la mente, e vi darà quella determinazione che vi aiuterà anche tra i banchi. Abbiamo tanti esempi di campionesse e campioni del volley che sono riusciti a completare con successo il loro percorso scolastico, senza mai dover scegliere tra un sogno e l’istruzione.

Signor Presidente, per noi oggi non è solo una celebrazione. Oggi si trova di fronte 28 persone tra ragazze e ragazzi che hanno sognato, sacrificato e alla fine ce l’hanno fatta. Due percorsi diversi caratterizzati da un amore comune. Essere qui, insigniti di tale
onore è un qualcosa che custodiremo per sempre nel cuore. Dal canto nostro continueremo a dare il massimo per rappresentare l’Italia con orgoglio, dedizione e amore per questa bellissima maglia.
Grazie di cuore. Viva la pallavolo. Viva lo sport. Viva l’Italia”.
 

Il vice capitano Simone Anzani

È stata poi la volta del vice capitano Simone Anzani, alla sua ultima esperienza con la maglia azzurra:

“Egregio Presidente Mattarella, la ringrazio per aver, come in altre occasioni, voluto celebrare e accogliere le nostre vittorie in questa sala, esaltando il nostro sport e il nostro movimento. Oggi ho l’onore di essere qui davanti a lei a parlare anche in nome del Capitano
Simone Gianelli che per impegni con il proprio club di appartenenza non è potuto essere presente, e portare i saluti anche di Roberto Russo e Yuri Romanò che per il medesimo motivo non sono qui con noi oggi.


Questo Back to back, dal mondiale 2022 ad oggi, ci rende orgogliosi di avere portato in alto i colori della nostra nazione. Ripetersi non è mai facile, ma noi ci siamo riusciti: questo è frutto di anni di sacrifici e determinazione che ci hanno accompagnato in
questo lungo cammino.

Ma questa vittoria Signor Presidente non è solo una vittoria sportiva è la testimonianza di ciò che si può raggiungere con unità, sacrificio, passione e umiltà. In campo non c’erano solo quattordici atleti, ma c’era l’Italia intera: la forza dei nostri tifosi, il sostegno
delle nostre famiglie.

Questa coppa appartiene all’Italia: a chi ha creduto in noi, a chi ci ha seguito con emozione e a chi, guardandoci giocare, ha ritrovato l’orgoglio di sentirsi parte di un Paese capace di primeggiare anche nelle sfide più difficili. Signor Presidente, dedichiamo questa vittoria al nostro Paese. Lo facciamo con l’orgoglio di aver portato in alto i colori dell’Italia, certi che questo successo possa ispirare le nuove generazioni a credere nei propri sogni, con la stessa determinazione e lo stesso cuore che ci hanno guidato in campo”.
 

Il discorso del presidente Sergio Mattarella

Al termine dei vari interventi ecco il discorso del Presidente Sergio Mattarella: 

“Bentornati. Vi ringrazio per i doni che conserverò con grandissima cura. Le medaglie sono vostre, le portate con orgoglio, e deve essere una sensazione straordinariamente coinvolgente. Siete stati formidabili, complimenti e grazie ancora per le emozioni che avete trasmesso. Siete stati seguiti in maniera appassionata da tutti gli italiani, da tutto il Paese. Vorrei estendere il saluto a chi non può esser stato presente oggi qui con noi, al capitano Simone Giannelli, che ringrazio per la lettera inviatami, a Myriam Sylla, Ad Alessia Orro, a Roberto Russo e a Yuri Romanò. Sono molto contento per la presenza di Daniele Lavia, che ha partecipato anche lui al Mondiale con cuore e mente.

Il percorso di queste due squadre è stato straordinario e pieno di fascino. Ringrazio tutti gli staff per la grande opera di accompagnamento, così come ringrazio i due commissari tecnici Julio Velasco e Ferdinando De Giorgi, per l’impegno e per quello che hanno messo in campo, fuori dal campo per poter far arrivare gli atleti nel miglior modo possibile, e anche soprattutto per l’estrema lucidità avuta durante i vari time out.

Un’azione di guida davvero eccelsa. Ho seguito gli incontri. Per le campionesse fino alla Polonia devo dire la verità che è stato un percorso davvero eccellente, ma la semifinale e la finale sono state entusiasmanti. Contro il Brasile e contro la Turchia sono stati due
incontri di altissimo livello e molto impegnativi, complimenti davvero. Ai campioni vorrei dire che li ho seguiti dai quarti, sono stati fortunato perché non ho potuto vedere la partita con il Belgio. Ho avuto poi la sensazione che nel terzo set contro la Bulgaria i
ragazzi volevano immettere un po’ di vivacità perché non fosse troppo piatta. Siete strati anche nella reazione nel quarto set veramente fantastici e padroni del campo.


Vorrei ringraziare molto Anna Danesi e Simone Anzani per quanto detto. Vorrei sottolineare una cosa in riferimento a un aspetto che magari a volte viene sottolineato. I sacrifici, le difficoltà, le rinunce, la pressione che si avverte, gli affetti personali a distanza, tutti questi elementi, rappresentano un prezzo che si paga e un sacrificio alto. Naturalmente il tutto viene affiancato dalla passione, è questa la base dei successi. Ma trovo una ricompensa, nei successi e nell’affetto che vi circonda.

Quell’aspetto, quello della preparazione, negli impegni faticosi per arrivare a questi livelli, non va mai dimenticato quando si apprezza il vostro impegno. Vorrei aggiungere che c’è un’altra ricompensa ai sacrifici e agli impegni che svolgete, che è quella di avere spinto, sollecitato, esortato e incoraggiato tante bambine e tanti bambini, tante ragazze e tanti ragazzi, a dedicarsi alla pallavolo o comunque a uno sport.

Questo è un contributo grande per la vita del nostro Paese e per i nostri giovani. Il Presidente Manfredi pocanzi ricordava che le società di base, sparse in tante province, sono loro le protagoniste vere, così come le scuole e le palestre scolastiche. Questo è un elemento che aggiunge valore al vostro successo. I numeri importanti dei tesserati sono un patrimonio di impegno che contribuisce molto al benessere e al livello anche etico di comportamento della nostra Società. Tutto questo esprime una fiducia nei giovani.

Qualche giorno fa ero a Napoli per la cerimonia d’apertura dell’anno scolastico, ed era presente come ospite graditissimo Julio Velasco che ha fatto un intervento a difesa dei giovani e contro quelli della mia generazione, che ogni tanto si lamentano e li criticano. L’ho applaudito molto, con molto calore e convinzione, perché sono convinto che stia crescendo e stia venendo su una straordinaria e positiva generazione giovanile.

Questo incoraggiamento ai giovani si avvale anche del vostro esempio, del vostro trascinamento e nella dimostrazione che si si possono avere dei sogni. Vorrei concludere dicendo a Ferdinando De Giorgi, che si augura di tornare presto per un’occasione simile…me lo auguro molto anche io. Mi auguro che ci vediamo presto per lo stesso motivo. Auguri, vi aspetto”.

Photo & Video credits: Quirinale.it

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AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
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