Emanuele Di Leo, presidente di Steadfast Foundation Onlus e collaboratore del network Ditelo sui tetti, ha voluto riportare l’attenzione su una realtà spesso dimenticata: la persecuzione dei cristiani nel mondo.
«Quello dei cristiani perseguitati è un tema che porto nel cuore in qualità di presidente di Steadfast», ha raccontato Di Leo.
«Si parla tanto di guerre e persecuzioni», ha spiegato Emanuele Di Leo, «ma quella dei cristiani è qualcosa che viene spesso abbandonato. Eppure i cristiani sono la religione più perseguitata al mondo».
L’attivista ha ricordato episodi recenti e tragici: «Poco tempo fa, c’è stato un grande attacco in Congo, dove 20-30 persone sono state uccise in una sola notte. E due settimane prima, in Nigeria, 200 cristiani sono stati bruciati vivi in una sola notte».
«È un tempo molto difficile per noi cristiani», ha aggiunto. «Non abbiamo voce, ma dobbiamo cercare di dar voce ai nostri fratelli martiri».
Non solo Africa e Asia
Di Leo ha sottolineato che la persecuzione non riguarda soltanto i Paesi africani o asiatici: «I martiri non avvengono solo in Africa o in Asia, ma anche in altro modo. Anche qui in Occidente e in Italia assistiamo a una forma di persecuzione ideologica, fatta di gogne mediatiche che rovinano la vita delle persone solamente perché dicono cose che possono dar fastidio».
Steadfast e l’impegno per i diritti umani
Fondata nel 2014, Steadfast Onlus opera soprattutto in Africa, con progetti di sostegno a donne vittime di violenza, bambini soldato e persone colpite dalla tratta. Di Leo è noto anche per il progetto LifeAID, che nel 2018 ha affiancato la famiglia del piccolo Alfie Evans, e che oggi continua a supportare casi di emergenza in diversi Paesi.
Ha rilanciato un appello preciso: «Non possiamo rimanere in silenzio. La nostra missione è dare voce a chi non ce l’ha, e difendere la dignità dei cristiani perseguitati in tutto il mondo».
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
