Da uno studio internazionale al quale ha partecipato ENEA condotto in 744 città di 36 Paesi europei, pubblicato su The Lancet Planetary Health e realizzato nell’ambito del progetto europeo LIFE “Airfresh” è emerso più di un dato importante
Per prima cosa è che l’aumento del 5% della superficie alberata in città comporterebbe una fondamentale riduzione degli inquinanti atmosferici, ma non solo. Questa ricerca esaustiva, che non ha mancato di suscitare curiosità ed interrogativi ha fatto emergere anche un altro dato che non mancherà di far discutere e cioè che se ogni centro cittadino detenesse una copertura arborea quantomeno del 30% si arriverebbe a ridurre la mortalità. Si parla di almeno 12 mila morti in meno l’anno.
Ed è facile comprendere che un dato di siffatta specie merita attenzione e cura, approfondimento. Aumentare la quantità di alberi in città, non solo ci permetterebbe di respirare in maniera ottimale, essere circondati dalla bellezza che un albero sa dare e raccontare, mitigare il caldo estivo e tutelare la biodiversità.
Il versante della sostenibilità, che frequenta giocoforza questi temi appare ovviamente interessato, ma è una sorta di missione collettiva. Infatti per poter avvinghiare questo obiettivo occorre un impegno comune, in quanto non sarebbero solo gli spazi pubblici quelli interessati ai programmi di piantumazione bensì anche quelli privati. Pensiamo alle corti e agli spazi ancora oggi lontani da questa sorta di cambiamento culturale. Proiettati verso un risultato dal duplice obiettivo, proteggere il cambiamento climatico e migliorare la qualità della vita, concetti che si confermano attuali e imprescindibili.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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