Italian flag
Città Metropolitana di VeneziaSior Pare & miVenezia

La coccola del Sior Pare

2 minuti di lettura

Abbiamo già visto quanto sia importante, per il sior Pare, il rituale del caffé e di quanto ne abbia fatto un’arte negli anni. Questo anche grazie a tutti i segreti carpiti dalla torrefazione che aveva accanto alla bottega, quando da giovane lavorava nel negozio di dolciumi di famiglia.

Come ben sapete, se avete letto L’elogio alla pazienza, il rito caffè per il sior Pare è una cosa che ha bisogno del suo tempo per essere gustata appieno, in quanto lo ha sempre bevuto rigorosamente freddo.
Quindi, da quando esce dalla moka a quando è pronto per essere sorseggiato “ce ne passa di acqua sotto i ponti” come si dice a Venezia. Si deve aspettare un po’ di tempo.

Una volta spenta la moka, quindi, riprende a fare le cose che stava facendo prima di questa parentesi. Si rimette a guardare la tv con le ultime notizie, va a portare le immondizie o mette le pappe a Yoshiko. Ma alla fine, per un motivo o per l’altro alla fine ultimamente si dimenticava sempre di berlo. E con la scusa che al mattino il latte non lo può più bere, andava sempre sprecato.

Giorno dopo giorno, caffè dopo caffè buttato, ha smesso semplicemente di berlo. Da uomo paratico qual è il Sior Pare, si è accorto che alla fine era solo un’abitudine, e non voglia di berlo in sé.

Ma il suo rituale però non è morto, si è solo trasformato.

Come tutte le azioni abitudinarie che facciamo senza più darci il giusto peso, e gusto, è nata una nuova ritualità, che diventa speciale proprio perché fatta spontaneamente quando se ne ha veramente la voglia, e se ne dà il giusto valore.

È così che è nata la nuova coccola del Sior Pare.
Il “Vuoi che lo andiamo a bere al bar?“.

Diventa così un valore aggiunto prepararsi e farsi bello per uscire dopo pranzo, quando le temperature lo permettono. Semplicemente fare quattro chiacchiere durante la passeggiata, ordinare il caffè al bar, e ripetere quel rituale in compagnia.

A volte incontra persone che conosce e si fa due chiacchiere, o sente qualcuno parlare e ci si diverte insieme in quella convivialità delle piccole cose.

L’attesa che il caffè sciolga lo zucchero la si fa comodamente seduti sui tavolini dentro, o fuori se c’è quell’arietta fresca che ti coccola mentre lo sorseggi.

  • “Pare, ma tu il caffè non lo bevi freddo?“
  • “Eh no ciò, queo del bar xe diverso, va bevuo caldo, perché mantien a fragransa!” (Eh no, ciò, quello del bar è diverso, va bevuto caldo perché mantiene la fragranza!)

E tutto prende un sapore diverso, il caffè, il rituale, la vita.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

1940 articoli

AUTORE
Nasce a Venezia e fin da piccola coltiva la passione per lo sport, la scrittura e l'Oriente. Prima cestista, poi calciatrice, infine allenatrice. Lotta da sempre per l'uguaglianza nello sport. Caregiver, convive con 4 gatti maschi
Articoli

    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

    Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

    Newletter Il Nuovo Terraglio

    Articoli correlati
    Città Metropolitana di VeneziaItaliaSlide-mainSportVenezia

    Reyer in EuroCup

    3 minuti di lettura
    L’Umana perde 55-81 con il Flammes Carolo Basket la partita di qualificazione alla prossima EuroLeague e scala ai gironi di EuroCup Women…
    Città Metropolitana di VeneziaItaliaSlide-mainSportVenezia

    Reyer esordio vincente

    1 minuti di lettura
    Umana Reyer Venezia travolge 104-72 gli Skyliners Francoforte all’esordio in EuroCup al Taliercio di Mestre. Domenica a Trieste la seconda di campionato.
    AmbienteMondoSlide-mainVenezia

    Venice Climate Week 2027: da New York il lancio di "Aqua Age", Venezia chiama il mondo a proteggere l'acqua

    3 minuti di lettura
    L’acqua come grande sfida del nostro tempo, e Venezia come punto di partenza per affrontarla insieme. È questo il messaggio lanciato da…