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Da ieri, mercoledì 16 aprile 2025, il marchio Bialetti è diventato cinese. La holding lussemburghese Nuo Capital, di proprietà della famiglia cinese Pao-Cheng, ha firmato due contratti per l’acquisizione del 78,567% del capitale sociale di Bialetti Industrie. L’operazione dovrebbe concludersi entro giugno di quest’anno

L’omino con il baffo della Bialetti, iconico simbolo del marchio, impresso sulla caffettiera, ha il braccio alzato con una mano che “invoca” un caffè! É il ritratto stilizzato di Renato Bialetti (1923-2016), figlio e successore di Alfonso (1888-1970).

La storia Bialetti

Alfonso aveva fondato l’azienda omonima, inizialmente specializzata nel trattamento dell’alluminio. Poi, con un colpo di genio, il figlio Renato aveva inventato la rivoluzionaria caffettiera e l’aveva chiamata Moka.

Il nome voleva ricordare la città yemenita Mokha, cruciale centro mercantile del caffè. Renato aveva dato nuovo impulso all’azienda, anche attraverso la pubblicità, Carosello, e il motto “sembra facile!”

Sulla macchinetta, fu apposta la caricatura di Renato Bialetti, creata nel 1953 dal fumettista Paul Campani. Il gesto del braccio alzato era un modo per renderlo riconoscibile e simpatico, un tratto distintivo della sua figura. E quel braccio alzato, poi, che dal fondo di un bar affollato significava: “un caffè anche per me, grazie”.

Oggi la “macchinetta” per il caffè moka è presente nella collezione permanente del Museo del Design di Milano e al MoMA di New York.

Un esempio di discontinuità familiare

Renato Bialetti ha avuto 3 figli: Alessandra Bialetti, Antonella Bialetti e Alfonso Bialetti (omonimo del nonno fondatore)

Dopo la sua morte, avvenuta nel 2016, non è chiaro se i figli abbiano avuto un ruolo diretto nella gestione operativa quotidiana dell’azienda.

Nel 1986, Renato Bialetti aveva ceduto l’azienda di famiglia alla Faema. Successivamente, nel 1993, la Rondine acquisì la Bialetti dalla Faema, dando vita poi al gruppo Bialetti Industrie nel 1998.

Nel corso degli anni successivi, la gestione di Bialetti Industrie è stata affidata a diversi manager e consigli di amministrazione, senza un coinvolgimento diretto e continuativo dei figli di Renato Bialetti nelle posizioni apicali.

L’acquisizione cinese è dunque solo l’ultimo passaggio di uno smantellamento iniziato molti anni fa.

Sembra facile….

In realtà è molto difficile da digerire questo caffè cinese, soprattutto per chi, con il Caffè della Bialetti, si è svegliato una vita intera. Il suo profumo si espandeva per tutta la casa e rendeva il risveglio meno faticoso.

L’omino, con il suo aspetto bonario e il gesto semplice, voleva rassicurare il consumatore sulla facilità e la bontà del caffè preparato in casa con la Moka, diventando un simbolo familiare e rassicurante.

Una nostalgia quasi dolorosa ti assale al pensiero che un pezzo di storia italiana se ne sia andato per sempre.

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