Nel giorno di Italia-Francia la Federazione Italiana Rugby celebrerà la carriera di Sergio Parisse, indiscusso protagonista del Rugby azzurro
ROMA – 142 caps. 92 volte capitano della Nazionale italiana di Rugby. Potrebbero bastare questi numeri per descrivere la grandezza del campione. Ci aggiungiamo due scudetti e una Coppa Italia con la Benetton, due con lo Stade Francais di Parigi. Unico italiano della storia a entrare nella World Rugby Hall of Fame. Riconosciuto da tutti come l’unico giocatore che avrebbe giocato titolare in ogni squadra del mondo.
Stiamo parlando ovviamente di Sergio Parisse, tra i rugbisti più amati in assoluto, di certo il giocatore con più presenze al Guinness Sei Nazioni. E quale occasione migliore per celebrarlo se non la terza giornata del torneo più antico del mondo che vede affrontarsi Italia e Francia per il Trofeo Garibaldi?
Non c’era stato modo di festeggiarlo come dovuto in campo all’Olimpico, calcato per l’ultima volta proprio contro i francesi nel torneo del 2019. Non era riuscito a partecipare alla speciale cerimonia di consegna degli speciali caps ai Centurioni azzurri il 12 marzo 2022 per impegni con il suo ultimo Club, il Tolone, che gli ha dato anche l’ultima soddisfazione vincendo la Challenge Cup nel 2023 e dove ora collabora nello staff tecnico.
Ecco quindi l’occasione perfetta. Italia-Francia nel Sei Nazioni, domenica 23 febbraio allo Stadio Olimpico di Roma. La sua Nazionale contro quella del Paese che lo ha adottato negli ultimi vent’anni. Saranno celebrazioni in campo ma anche fuori. L’indimenticato numero 8 azzurro prima della partita salirà sul palco del Peroni Nastro Azzurro Terzo Tempo Village per salutare il pubblico e poi ricevere dal Presidente federale Andrea Duodo il proprio cap bianco da Centurione e infine ricevere l’applauso e il ringraziamento da tutto lo Stadio.
Proprio il Presidente della FIR Andrea Duodo ha dichiarato: “La carriera di Sergio può essere definita solamente come straordinaria. Per durata, per la qualità del gioco che ha saputo esprimere sino al giorno del proprio ritiro, per l’impegno che in ogni singolo minuto ha messo al servizio della maglia azzurra e del movimento. Non potrebbe esserci un momento migliore della partita del 23 febbraio contro la Francia, che unisce i due mondi rugbistici che hanno caratterizzato il suo percorso sportivo, per consegnargli il cap da Centurione e, soprattutto, per ringraziarlo – noi insieme ai nostri cugini e amici in arrivo dall’altro lato delle Alpi – per il meraviglioso rugby che ci ha regalato per quasi vent’anni”.
Photo credits: federugby.it
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