Sergio Parisse, ex capitano della Nazionale italiana di Rugby e Recordman di presenze, è il primo Azzurro a entrare nella Hall of Fame di World Rugby
MONTECARLO – Ci sono stati tanti giocatori che hanno scaldato i cuori degli appassionati di Rugby nei primi anni ‘2000, ma uno forse un po’ più di tutti. L’indiscusso capitano dell’Italia per 92 volte su un totale di 142 caps distribuiti in 17 anni. Recordman indiscusso di presenze. Dalla prima partita nel 2002 ad Hamilton contro la Nuova Zelanda a soli 18 anni e 269 giorni, fino all’ultima contro il Sud Africa nella Rugby World Cup giapponese del 2019.
Due squadre leggendarie, come lo è Sergio Parisse. Uno dei pochi giocatori al mondo che sarebbe partito titolare in ogni squadra del mondo. Ed è così che arriva anche la celebrazione mondiale con l’onore di essere il primo italiano della storia a entrare nella Hall of Fame di World Rugby con cerimonia il 24 novembre a Montecarlo.
La Federazione internazionale ha infatti deciso di inserirlo con l’ex Capitano della Nuova Zelanda 7s DJ Forbes e Chris Laidlaw, 20 volte in campo con gli All Blacks tra il 1963 e il 1970 prima di intraprendere la carriera politica come membro del parlamento neozelandese. A far loro compagnia anche due grandi del Rugby femminile: la campionessa olimpica australiana Emilee Barton-Cherry e la scozzese Donna Kennedy, prima atleta scozzese assoluta a raggiungere i 100 caps con la maglia blu scuro.
Una carriera particolare quella dell’ex numero 8, iniziata in Argentina da genitori italiani e poi sbarcata a Treviso dove ha vinto due scudetti e una Coppa Italia. Il passaggio poi in Francia prima allo Stade Français (con cui vinse altri due campionati nazionali e una Challenge Cup) e poi al Toulon, dove vinse la seconda. Ed è proprio lì che è rimasto ora come allenatore dopo aver appeso gli scarpini al chiodo nel 2023.
Ma è soprattutto in Nazionale che Parisse è diventato leggenda. Primatista italiano di presenze in test-match e di gare giocate da capitano. Record assoluto di presenze nel Sei Nazioni. Uno dei giocatori più forti della storia passando sotto la guida di cinque Commissari Tecnici: John Kirwan, Pierre Berbizier, Nick Mallett che lo nominò Capitano, infine Jacques Brunel e Conor O’Shea.
Prima un tifone, poi il Covid gli hanno negato un’ultima grande apparizione in campo con la Nazionale. Ma nei cuori degli appassionati la sua classe e il suo carisma rimarranno sempre impressi.
I commenti
Sergio Parisse ha commentato così l’annuncio di World Rugby:
“Un ringraziamento a tutto il rugby italiano per avermi sostenuto, insieme alla mia famiglia, in ogni momento della carriera. Dedico questo riconoscimento a tutto il movimento. È stato un viaggio indimenticabile, un’avventura che da ragazzo, arrivato in Italia dall’Argentina compiendo a ritroso il viaggio dei miei genitori, potevo solo sognare. Essere il primo italiano mi riempie di orgoglio, anche se non posso fare a meno di pensare a tanti altri giocatori che mi hanno preceduto e che hanno giocato con me. Aspetto con entusiasmo la cerimonia di Montecarlo, un nuovo ricordo che sarò felice di vivere insieme a mia moglie e ad Andrea a cui mi lega una lunga amicizia e che aspetto di incontrare di persona nei panni di Presidente della nostra Federazione”.
È proprio Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby, a rendere omaggio a Sergio Parisse in vista della cerimonia degli Awards del fine settimana:
“Conosco Sergio sin dal suo arrivo, giovanissimo, alla Benetton Rugby. Come amico, come Presidente della Federazione e come membro del Consiglio World Rugby considero un privilegio poter celebrare il suo ingresso nella Hall of Fame, il giusto riconoscimento a una carriera agonistica che non si può fare a meno che definire stellare. Sergio ha dato lustro al rugby italiano nel mondo, è stato e continua ad essere ancora oggi un magnifico ambasciatore. Con il suo talento ed il suo carisma ha contribuito, insieme a una generazione di atleti straordinaria, a mostrare per anni il volto migliore del rugby italiano. La Hall of Fame del rugby apre per la prima volta le proprie porte a un atleta italiano, altre e altri lo seguiranno negli anni a venire ma, ancora una volta, Parisse è stato un fantastico precursore, portando con le sue gesta il nostro movimento ai vertici del rugby globale”.
Photo credits: federugby.it
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