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Cercasi laureati: ingegneri e medici introvabili

2 minuti di lettura

Le imprese italiane faticano a reperire laureati in ambiti tecnici e scientifici. Scopri le professioni più richieste e le difficoltà di reclutamento nel mercato del lavoro

ROMA – Con il termine degli esami di maturità, molti giovani diplomandi stanno valutando se iscriversi all’università, considerando anche le prospettive occupazionali offerte dai vari indirizzi di studio. Nel 2023, le aziende italiane del settore industriale e dei servizi hanno programmato di assumere oltre 768mila laureati, rappresentando il 13,9% dei 5,5 milioni di contratti di lavoro previsti. Tuttavia, quasi un laureato su due, ovvero 376mila figure, risulta difficile da trovare.

Le lauree più richieste

I dati del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e analizzati insieme ad AlmaLaurea, rivelano che le lauree in economia e ingegneria sono le più richieste dalle imprese. Le aziende hanno pianificato di assumere 223mila laureati in economia e 162mila in ingegneria, suddivisi in vari settori: industriale (53mila), civile e architettura (49mila), elettronica e dell’informazione (45mila) e altri indirizzi (15mila). Anche i settori dell’insegnamento e formazione (117mila), sanitario e paramedico (62mila) e scientifico-matematico-fisico-informatico (56mila) sono molto ricercati.

Motivi delle difficoltà di reperimento

Le aziende hanno riscontrato difficoltà a trovare quasi un laureato su due (49%), accentuando un problema già evidente nel 2019, quando la difficoltà riguardava un laureato su tre. Nel 62,9% dei casi, il problema è il “gap di offerta”, ovvero un numero insufficiente di candidati disponibili, soprattutto nei settori statistico, sanitario, paramedico, medico, odontoiatrico e chimico-farmaceutico. Nel 29,3% dei casi, invece, le difficoltà sono legate al “gap di competenze”, ovvero alla formazione non adeguata dei candidati.

Professioni più difficili da reperire

Le professioni più difficili da reperire riguardano principalmente i settori ingegneristico, medico e scientifico. Tra queste, gli ingegneri elettrotecnici (90,6%), gli ingegneri dell’informazione (80,7%), le professioni sanitarie infermieristiche e ostetriche (80,3%), i tecnici gestori di reti e sistemi telematici (74,5%), i farmacisti (73,1%), gli specialisti in terapie mediche (71,4%), i medici generici (70,9%) e i progettisti e amministratori di sistemi (69,8%).

Tassi di occupazione dei laureati

I dati di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati mostrano indicatori positivi per il mercato del lavoro. Nel 2022, il tasso di occupazione a un anno dalla laurea era del 75,4% per i laureati di primo livello e del 77,1% per quelli di secondo livello. Questi tassi migliorano con il passare del tempo: a cinque anni dalla laurea, il tasso di occupazione è del 92,1% per i laureati di primo livello e dell’88,7% per quelli di secondo livello. I tassi di occupazione più elevati a cinque anni dalla laurea si registrano per ingegneria elettronica e dell’informazione (96,2%), statistica (95,8%), ingegneria industriale (95,6%), altri indirizzi di ingegneria (95,0%) e le aree scientifica, matematica, fisica e informatica (92,6%).

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