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Azzalin (PD): “Zaia dica se vuole o meno il Campus H Farm, anziché pensare solo al Prosecco”

1 minuti di lettura

“Zaia fa la spola con Parigi per salvare la candidatura Unesco delle Colline del Prosecco, ma non ha mosso un passo per rispondere alle sollecitazioni di H-Farm, l’azienda che ha ideato il mega Campus a Ca’ Tron, a pochi chilometri da casa sua. Non entriamo nel merito dell’operazione, però è intollerabile che la Commissione Via impieghi 40 mesi per decretare l’assoggettabilità del progetto alla Valutazione di impatto ambientale: adesso passerà almeno un altro anno, se va bene per una decisione definitiva ed è probabile che nel frattempo tutto venga spostato a Milano”. È quanto afferma il consigliere del Partito Democratico Graziano Azzalin a proposito dell’allarme lanciato dal fondatore di H-Farm, Riccardo Donadon sull’ampliamento del Campus, il polo scolastico sul modello anglosassone, dalle primarie fino ai master post laurea, legato alle nuove tecnologie digitali. “Indipendentemente dal giudizio politico sul progetto, occorre fare chiarezza sui motivi di tempi burocratici così lunghi e sull’atteggiamento della Giunta”, aggiunge il consigliere, annunciando un’interrogazione che presenterà nei prossimi giorni.
 
“Se questa è la famosa efficienza veneta per cui si è chiesta maggiore autonomia, direi che è stato preso un grande abbaglio, ancora una volta i fatti sono più forti della propaganda. Due anni e mezzo per avere una risposta del genere è un qualcosa di incredibile, considerato che finora tutti gli enti interpellati hanno espresso parere favorevole sulle tematiche idrauliche. Se le ragioni sono di altro genere si dica apertamente, senza il solito scaricabarile. La Regione – continua Azzalin – non si nasconda dietro l’indipendenza della Commissione Via, nominata dalla Giunta e che fa riferimento all’assessore all’Ambiente. L’autonomia sta negli atti e nei pareri, ma la Giunta può comunque ridurre i tempi entro cui deve esprimerli, laddove ne rilevi l’interesse. Evidentemente non è il caso del Campus di Roncade: magari le cose sarebbero andate in maniera diversa se il progetto, nell’area destinata a parco, avesse riservato qualche ettaro ai vigneti per il Prosecco….”.

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