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“La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia” (Gandhi)

 

Durante i mesi di lockdown, in cui il mondo si è fermato e tutti noi ci siamo trovati costretti a rimanere chiusi in casa sperimentando sensazioni di paura, incertezza, vulnerabilità e solitudine, c’era chi pensava a come poter restituire segnali di fiducia, solidarietà e respiro.
Ma se è vero che la salute delle persone passa anche dalle relazioni, come fare in un momento in cui proprio il distanziamento sociale e la limitazione dei contatti umani costituiscono la cura al contagio?

Con queste premesse, mesi fa, su iniziativa dei Servizi Sociali del Comune di Mogliano Veneto è nato il progetto “Una Finestra Aperta”, presentato questa mattina alla conferenza stampa tenutasi in municipio.

 

Se ripensiamo agli ultimi giorni primaverili trascorsi, in cui il mondo esterno veniva visto quasi unicamente dalla finestra di casa nostra, prezioso si è rivelato il ruolo dell’Amministrazione moglianese e dei tanti volontari al servizio delle persone più fragili per aiutarle attraverso iniziative di consegna di spesa e farmaci a domicilio, supporto telefonico e contributi economici, unitamente a mezz’ora di musica quotidiana dalla terrazza del municipio per infondere un po’ di serenità.

 

In quello stesso drammatico contesto è nata “Una Finestra Aperta”, con l’obiettivo di stimolare la creatività delle persone, a partire dai bambini, che si sono rivelati i protagonisti più attivi del progetto. In tantissimi (dalla scuola materna alle superiori) hanno espresso e trasmesso speranza, solidarietà e i propri stati d’animo attraverso poesie, canzoni, filastrocche, racconti e disegni. Disegni, pieni di colore, che insieme a un fiore di cartapesta quale inno alla primavera sono stati consegnati agli anziani ospiti della casa di riposo “C. Gris” per rallegrarli. Proprio gli anziani, infatti, sono le persone più colpite da questo virus e, quando ricoverati in una RSA, è ancora più facile che si sentano soli e preoccupati.

 

“L’istituto Gris è stato uno dei più colpiti durante questa pandemia. Avevamo dei colleghi con i quali ci relazionavamo in quel periodo e ci raccontavano il clima di paura” racconta Cristina De Castris, assistente sociale del Comune di Mogliano.

Da lì l’idea di raccogliere i disegni dei bambini e di farli recapitare agli anziani quale messaggio di vicinanza. “Immagino – commenta l’educatrice Daniela Marinello – i bimbi che da oggi pomeriggio arriveranno in Piazza e si vedranno il proprio elaborato appeso alle colonne. Credo che per loro sarà motivo di orgoglio e anche senso di cittadinanza attiva, poiché nel loro piccolo sono riusciti a dare un segnale e ad abbellire la Città”.

 

    

 

Tutto il materiale prodotto è stato infatti raccolto ed elaborato da Erika Barbiero, Cristina De Castris, Ketty Visetto (assistenti sociali), Daniela Marinello (educatrice) ed Elia Lo Monaco (responsabile sito web), con il supporto di Mauro Pizzato e Monica Tessarin, e trasformato in un entusiasmante progetto che da oggi fino al 18 ottobre sarà esposto sulle colonne di Piazza Caduti, per trasmettere positività e “colorare” la Città di Mogliano, ricordandoci al tempo stesso quanto siamo stati forti durante il lockdown, chiusi nelle nostre case.

 

 

Come ha ricordato l’assessore alle Politiche Sociali Giuliana Tochet, che si è detta particolarmente fiera di quanto realizzato, “chi avesse piacere di collaborare ancora al progetto può inviare il proprio contributo all’indirizzo mail [email protected] perché la Finestra resta aperta, affinché tutti possiamo superare questo duro momento continuando, nel frattempo, a ballare sotto la pioggia”.

 

 

In data odierna la Giunta Comunale di Mogliano Veneto ha dato avvio al progetto “Controllo del Vicinato”, aderendo al Protocollo d’intesa della Prefettura di Treviso.

 

Il Sindaco Davide Bortolato ha dichiarato: “Le promesse vanno mantenute, dopo appena qualche mese dall’elezione abbiamo già provveduto ad aderire al progetto sul Controllo del Vicinato.
La logica di collaborazione orizzontale tra cittadini e istituzioni, che ispira il progetto, viene accolta e valorizzata dal nostro Comune, che presenta un tessuto sociale naturalmente teso alla condivisione, al rispetto e all’aiuto degli altri. Favorire i contatti tra vicini nell’ottica di una partecipazione condivisa, nel rispetto dei ruoli, significa migliorare le condizioni di sicurezza urbana del territorio.”

 

“Nella sostanza – ha aggiunto l’assessore alla Sicurezza, Carlo Albanese –  il progetto di Controllo del Vicinato prevede che i cittadini possano contribuire attivamente alla segnalazione di una serie di situazioni, peraltro puntualmente definite dal Protocollo d’Intesa, comunicandole al Corpo di Polizia Locale e alle Forze dell’Ordine, allo scopo di aumentare le condizioni generali di sicurezza della nostra Città. Una Città più sicura è una Città più viva. Un luogo adeguato dove far crescere i nostri ragazzi.”

 

 

Cos’è il Controllo del Vicinato

Il “Controllo del Vicinato” è uno strumento di prevenzione basato sulla partecipazione attiva dei cittadini che eseguono un controllo informale dell’area di residenza.
La vera sicurezza urbana si ha nei luoghi ove è presente una forte coesione sociale e buoni rapporti di vicinato.
Attraverso il “Controllo del Vicinato” i residenti e i commercianti prestano attenzione a tutto ciò che avviene nell’area ove si svolge la propria vita quotidiana segnalando, per il tramite dei coordinatori, al Corpo di Polizia Locale o alle Forze dell’Ordine, situazioni di pericolo o situazioni di degrado urbano.

 

Le segnalazioni potranno, ad esempio, riguardare:
– presenza di mezzi di trasporto o persone palesemente sospetti;
– eventuale fuga sospetta di mezzi di trasporto o persone;
– presenza in luogo pubblico di auto, moto o biciclette che si sospettano rubate;
– persone in stato confusionale o in evidente difficoltà;
– presenza di ostacoli pericolosi sulle vie di comunicazione;
– interruzione dei servizi di fornitura di energia;
– situazioni significative di degrado urbano e disagio;
– atti vandalici;
– gravi fenomeni di bullismo.

L’attività di “Controllo del Vicinato” si limita all’osservazione e alla segnalazione al Corpo di Polizia Locale o alle Forze dell’Ordine, per il tramite dei coordinatori.
Non si dovranno pertanto assumere iniziative personali o comportamenti imprudenti che possano determinare pericolo per sé o per gli altri.

 

Come aderire al “Controllo del Vicinato”

Il “Controllo del Vicinato” è l’occasione di collaborare attivamente con le Istituzioni per contribuire a un territorio più sicuro, più solidale, più partecipe.

Il modulo di adesione potrà essere presentato, compilato in ogni sua parte, al Punto Comune (in piazzetta del Teatro) oppure trasmesso tramite PEC a [email protected] o via e-mail a [email protected].

Parte il progetto SPI CGIL – Auser contro la ludopatia

 

Il 13 marzo scorso, nella sede Auser di Campalto in Piazzale Zendrini 22, è iniziato il percorso del Progetto Ludopatia, frutto di incontri tra lo SPI CGIL Lega Laguna, il dottor Silvano Felisati – ex sociologo del Servizio Dipendenze Droga Alcol e Gioco (SERD) Ulss 3 Serenissima – e l’Auser, al fine di fornire specifiche informazioni e delucidazioni a chi è coinvolto direttamente o indirettamente nel crescente fenomeno della ludopatia – ormai vera e propria patologia – presente con notevole incidenza nel territorio metropolitano  di Venezia.

 

 

Si potrà quindi telefonare – per una prima informazione – al numero 041.5491445 ed essere richiamati dal dottor Felisati,  che riceverà chi necessita di informazioni e delucidazioni inerenti alla patologia, nella sede Auser di Campalto, il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 18.

 

 

Il Progetto Ludopatia appena inaugurato, è stato concordato e perfezionato – per la sua attuazione – nell’incontro dell’11 marzo scorso, alla presenza di Roberto Giacomini e Bruna Busso dello SPI CGIL Lega Laguna, del dottor Felisati, dei presidenti Auser di Campalto, Quarto d’Altino e Marcon, rispettivamente Giuseppe Varagnolo, Maria Grazia Coletti e Giancarlo Boschin. Il Progetto Ludopatia appena avviato è l’inizio di un percorso di massima – che vede altresì  l’interessamento di alcuni Medici di Base – sarà via via corretto e aggiornato in base alle necessità, con la prospettiva di aggiungere eventuali altri recapiti, ove l’organizzazione sindacale metropolitana lo riterrà opportuno, non ultimo nei territori di Marcon e Quarto d’Altino, comuni che vedono una sempre maggior incidenza del fenomeno.

La struttura di progetto Superstrada Pedemontana Veneta (SPV) comunica quanto segue:

 

“Il contratto di concessione di Pedemontana Veneta stipulato con SPV Spa, terzo atto convenzionale, all’articolo 21 prevede la possibilità di aprire anche anticipatamente le tratte ultimate, previo accordo tra la Regione ed il concessionario.

 

È il caso della tratta A31-Breganze, i cui lavori di realizzazione sono stati ultimati da tempo, e sulla cui apertura è stato raggiunto l’accordo con SPV Spa.

 

Purtroppo ciò non è sufficiente per poter mettere in esercizio l’infrastruttura. Infatti poiché la tratta si interconnette con il sistema autostradale esistente, l’autostrada A31 nello specifico, il concessionario deve preventivamente entrare a far parte di AISCAT, l’associazione dei concessionari autostradali italiani (ingresso già avvenuto il 13 novembre 2018), e quindi deve stipulare l’accordo tra tutti i concessionari stessi per la regolamentazione degli introiti da pedaggio.

 

Questo permette di entrare, ad esempio, a Bari ed uscire a Breganze, pagando un unico pedaggio al termine del percorso a SPV Spa. Quest’ultima concessionaria ripartirà tale pedaggio con tutti gli altri concessionari, sulla base degli accordi intrapresi con l’accordo sopraddetto.

 

Il problema da superare oggi pertanto è esclusivamente tra i privati che devono riuscire ad attuare quanto già richiesto da SPV Spa ad AISCAT con nota del 21 giugno 2018. Apertura richiesta e agognata da parte degli operatori economici della zona e da molti cittadini”.

Riceviamo e pubblichiamo dai giovani di Officina 31021 un comunicato stampa con cui informano circa un nuovo progetto in partenza, questa volta in Marocco

 

Nel weekend appena conclusosi abbiamo ospitato alcuni dei ragazzi e delle ragazze provenienti dai centri giovanili di Un Ponte Per nel Kurdistan Iracheno, con cui da due anni abbiamo attivato il progetto di cooperazione internazionale “Educazione Per Tutte e Per Tutti”, finanziato dal bando della Regione Veneto. La serata alla Filanda Motta di Campocroce ha fatto registrare il tutto esaurito, e altrettanto importante è stata la risposta dei ragazzi della scuola media “Mandela” di Mogliano Veneto nei giorni successivi.

 

Ma la nostra progettazione internazionale non si ferma qui, anzi si arricchisce e cresce aggiungendo una nuova missione, questa volta in Marocco. Domani infatti Irene Favaro e Denny Castiglione partiranno in delegazione per un progetto in Marocco con il nostro partner storico Ya basta e con due nuovi: Cefa Onlus, e l’associazione Chantiers et Culture. Il bando che abbiamo vinto è stato invece promosso dal Ministero degli Affari Esteri.

 

L’obiettivo generale del progetto è quello di promuovere la cultura del rispetto e della tolleranza, favorendo la comunicazione e l’azione comune tra giovani di diverse provenienze e contesti sociali: italiani, dell’area MENA (Middle East e North Africa) e dell’area Subsahariana. Questo progetto è volto a favorire la crescita culturale e sociale dei partecipanti nell’affrontare positivamente le problematiche del fenomeno migratorio, a partire dalla riflessione comune agita anche attraverso la valorizzazione della propria creatività.

 

Nei giorni in cui si svilupperanno i laboratori, si cercherà di rafforzare la capacità dei giovani di costruire comunicazione sociale sul tema delle frontiere, a partire dalla riflessione comune sul tema delle migrazioni, attraverso la realizzazione e circolazione di Mostre e un ebook di illustrazioni sul tema delle frontiere.Questo progetto, denominato “Disegnare il futuro”, è iniziato a settembre 2018 e si concluderà nel mese di febbraio 2019 e si svolgerà per l’appunto tra Italia e Marocco.

 

Crediamo fermamente che l’esperienza di Officina debba continuare a fondarsi su due linee d’azione, imprescindibili l’una dall’altra e in continua contaminazione fra di loro: da un lato quella del forte legame con il territorio e della crescita sociale del posto in cui viviamo per le generazioni che dopo di noi lo abiteranno; dall’altra quella della mondialità e della continua tensione ad allungare lo sguardo oltre il nostro naso per costruire ponti e relazioni con ragazzi come noi che hanno avuto solo la sfortuna di nascere in un posto diverso dal nostro.

 

Quello che stiamo sperimentando con questi progetti è come organizzare una risposta collettiva in spazi sociali attraverso gli strumenti della cultura salvi i destini individuali di ciascuno di noi. Qui in Italia come in Kurdistan e come in Marocco. Così lontani eppure così vicini.

 

I ragazzi e le ragazze di Officina 31021

Sarà uno spazio multifunzionale per il mercato quotidiano di pesce e ortofrutta, per il mercato del lunedì e per parcheggi, e sarà in parte pedonalizzato

 

Ridare un’identità e un carattere allo spazio funzionale di Piazza Donatori di Sangue, oggi deteriorato dal tempo e dall’utilizzo di molti anni, ricollegandosi al sistema pedonale del centro storico e al nuovo parco in realizzazione nell’area ex-Macevi: con questo obiettivo è stata avviata la riqualificazione dell’intera piazza, per la quale la Giunta comunale ha approvato nell’ultima seduta il progetto di fattibilità tecnica ed economica, redatto dallo Studio Made Associati Architettura.

 

“Piazza Donatori di Sangue continuerà ad assolvere anche in futuro le sue attuali funzioni, con l’area destinata a parcheggio, un’area destinata al mercato giornaliero del pesce e ortofrutticolo, attrezzata con pensiline e banchi fissi, e gli spazi per il mercato comunale settimanale del lunedì. Ma lo farà con strutture più funzionali e dignitose di quelle attuali, più adeguate al secolo scorso che all’oggi, dando più spazio ai pedoni e in continuità con la nuova conformazione che il centro storico sta assumendo grazie ai molteplici interventi in atto. Completeremo, con questa riqualificazione i cui costi saranno in parte sostenuti dal privato che sta operando nell’area ex Macevi, un altro importante tassello della riqualificazione complessiva del centro moglianese”, ha dichiarato il Sindaco Carola Arena.

 

Tenendo conto delle molteplici funzionalità dello spazio, parcheggio, area di sosta, diverse configurazioni mercatali durante i giorni della settimana, si è cercato di definire uno spazio aperto, omogeneo e libero da eventuali ostacoli. Lo spazio a parcheggio è stato definito con semplici segni a terra, che configurano il disegno e pattern della totalità della piazza. All’interno di questo spazio libero sono state identificate delle isole – bolle con funzioni precise: un’isola per il mercato giornaliero del pesce coperto, un’isola per la sosta, e due isole verdi che preservano gli alberi esistenti, tre grandi platani rimasti in vita, e ne integrano di nuovi. La disposizione di queste isole è stata progettata in modo da ottimizzare gli spazi di circolazione, garantendo la possibilità di parcheggio e la disposizione dei vari venditori ambulanti nel giorno di mercato.

 

La definizione dello spazio della piazza prevede di eliminare l’attuale via Gris e di estendere lo spazio pedonale sino al fronte Nord, dove è prevista la demolizione degli edifici fatiscenti esistenti e la ricostruzione di un edificio porticato, con un fronte commerciale-vetrato in affaccio sulla nuova superficie della piazza.

 

In continuità con il carattere pedonale del centro storico, anche il percorso proveniente dal parco Ex-Macevi trova nel progetto una sua prosecuzione e punto di arrivo all’interno della piazza.

 

 

 

 

Come cambierà la piazza nel dettaglio

 

L’area di sosta, che offre 63 posti auto tra i quali saranno dedicati degli stalli ai disabili, è stata collocata nella porzione sud.

Le isole verdi definiranno aree di sosta visuale, interrompendo l’uniformità dello spazio a parcheggio e offrendo ombra alle aree adiacenti.

 

Lo spazio del mercato coperto sarà attrezzato con sei postazioni per la vendita del pesce, composte di banco di vendita refrigerato fisso e banco di lavorazione con lavabo e predisposizione elettrica. Queste postazioni saranno utilizzate tutte i giorni della settimana da un numero variabile di rivenditori. Si prevede di fornire copertura e allacciamenti idrico ed elettrico anche a parte del mercato ortofrutticolo come pure delle postazioni coperte per i rivenditori locali (senza furgone) e uno spazio scoperto a disposizione per altri rivenditori. La piazza sarà attrezzata con 8 torrette elettriche a scomparsa, per servire in modo completo le attività mercatali.

 

Per quanto riguarda i materiali, il progetto prevede per l’area adibita a parcheggio e mercato settimanale una pavimentazione tecnica tipo idro-drain, un calcestruzzo armato carrabile ed altamente drenante.  Le linee che disegnano e definiscono lo spazio degli stalli saranno realizzate con dei cordoli stradali rettificati. Per garantire un corretto smaltimento delle acque, definire frontalmente gli spazi a parcheggio e contenere i dispositivi di fornitura idrica ed elettrica a scomparsa (necessari per le attività mercatali), vengono proposte delle fasce in grigliato carrabile antitacco.

 

Le isole del mercato e di sosta, vista la maggiore usurabilità dello spazio e la necessità costante di lavaggio delle superfici verranno realizzate in lastre di trachite; la superficie del mercato avrà inoltre una piccola pendenza in modo da facilitare ulteriormente le operazioni di lavaggio. Le fasce di delimitazione delle isole dalla superficie in cemento drenante verranno realizzate in lastre metalliche tipo corten, posizionate a raso terra in continuità con la pavimentazione, tranne nei punti dove definiscono le aiuole verdi.

 

Il principale dispositivo di arredo urbano previsto è la copertura dell’isola designata ad ospitare il mercato giornaliero del pesce. Il progetto prevede di realizzare una copertura leggera con sostegni su pilastri realizzata con dispositivi modulari. La struttura principale sarà in metallo mentre la chiusura di copertura in pannelli opachi. Il sistema di pensiline permette di proteggere dal sole e dalle intemperie l’area mercato sottostante. L’illuminazione sarà integrata alla struttura di sostegno e realizzata con fasce led.

 

L’isola di sosta sarà attrezzata con una panca, in prosecuzione con la fascia che definisce il perimetro dell’isola stessa e all’interno dello spazio verranno inoltre collocate delle sedute in metallo fisse e resistenti, organizzate a gruppetti in modo da favorire diversi tipi di socialità.

 

L’illuminazione della piazza prevede due diversi sistemi in relazione alle aree. Per i fronti Nord e Sud dispositivi testa palo collocati linearmente con passo regolare, per garantire un’illuminazione omogenea dello spazio. Per l’area centrale si prevede l’installazione di tre corpi illuminanti su palo dotati di molteplici punti luce per accentuare i fasci luminosi su determinate porzioni della piazza.

Il progetto
Il nuovo stadio del Venezia Calcio sorgerà nell’area del Quadrante di Tessera, a 12km da Venezia, in una zona pienamente accessibile: sarà vicino all’aeroporto Marco Polo, in prossimità dell’autostrada Venezia/Trieste e sarà servito dalla futura stazione ferroviaria, in fase di progetto esecutivo. La sua realizzazione interesserà 40 ettari di terreno.

 

Il nuovo complesso comprenderà non solo uno stadio da 18mila posti (ampliabili in futuro fino a 25mila), capace quindi, secondo le indicazioni della Uefa, di ospitare partite delle coppe europee, ma anche un retail park di oltre 36mila metri quadrati, suddivisi in attività commerciali, intrattenimento, bar e ristorazione, con aree anche all’aperto e coperte da far vivere tutto l’anno con eventi e iniziative; un hotel a 4 stelle da 150 camere, parcheggi pubblici e privati.

 

Aree verdi e opere di mitigazione interesseranno 8,7 ettari di terreni; parcheggi pubblici e privati occuperanno 10 ettari. Lo stadio sarà servito da infrastrutture interne all’area, nuova viabilità comunale, nuova stazione ferroviaria, autostrada di collegamento e aeroporto. Il tutto nel pieno rispetto della sostenibilità economica e delle basse emissioni di Co2.

 

Lo stadio avrà una tribuna interamente dedicata a premium seat e sky box per favorire l’afflusso di imprese e società e farlo diventare una nuova esperienza emozionale. Il progetto prevede la realizzazione di un’opera che dia agli spettatori l’impressione di essere molto vicini al campo da gioco e contemporaneamente faccia sentire ai giocatori il calore dei tifosi. Sarà un luogo che potrà ospitare eventi, concerti, attività commerciali, gli uffici della società e perfino un museo dedicato al calcio, alla squadra e ai suoi 110 anni di storia. Una struttura moderna e interattiva in cui le famiglie possano trascorrere la giornata.

 

 

Nuova urbanizzazione: tre tipi di accesso
uno dedicato alle forze dell’ordine e ai tifosi ospiti sul versante nord;
complanari che correranno lungo la tangenziale per consentire l’accesso e il deflusso delle auto che accederanno al retail park e dei tifosi locali;
prevista anche la realizzazione di una rotonda che collegherà la bretella dell’autostrada con un’arteria di supporto che verrà realizzata. Sarà l’infrastruttura necessaria per collegarsi alla ferrovia.

 

 

Costi e finanziamento
185 milioni di euro, completamente finanziati da privati attraverso fondi immobiliari e investimenti. Per la sua realizzazione darà lavoro a migliaia di persone. Nella fase operativa riuscirà a impiegare in modo continuativo 1500 persone.

 

 

 

È stato il presidente del Venezia FC in persona, Joe Tacopina, a presentare all’ufficio Protocollo del Comune di Venezia lo studio di fattibilità per il nuovo stadio della squadra della città. A illustrare nel dettaglio il progetto è stato poi, nel corso di una conferenza stampa è svolta a Ca’ Farsetti, il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, affiancato dal presidente della squadra, dal direttore generale e dal consigliere d’amministrazione del Venezia FC, Dante Scibilia e Alessandro Vasta.

 

“Siamo molto felici – ha esordito il primo cittadino nel dare il benvenuto al presidente Tacopina – di presentare oggi questo progetto, frutto di due anni di lavoro del pubblico e del privato insieme, perché a Venezia pensiamo che la sussidiarietà sia un elemento fondamentale. Non presentiamo idee, ma un progetto concreto, per il quale ringrazio tutte le persone che hanno collaborato alla sua stesura. La struttura, che sarà realizzata con i soldi dei privati, rappresenta un grande motivo di orgoglio non solo per il Venezia calcio, ma per l’intera città: un simbolo di rinascita che testimonia come Venezia sa fare squadra”.

 

“È una fortuna – ha dichiarato Tacopina – collaborare con un sindaco come Luigi Brugnaro, un uomo che fa quello che dice e lo fa nei tempi previsti. È anche grazie a lui, ai suoi collaboratori, ai dirigenti del Comune di Venezia, che abbiamo potuto realizzare uno dei progetti più importanti in Italia in ambito calcistico. Dopo 50 anni che se ne parla è arrivato il momento che una delle città più belle del mondo abbia uno degli stadi più moderni del mondo e una delle squadre più forti.

 

“Questo stadio – ha proseguito Tacopina – rappresenta molte cose diverse, ma è soprattutto una casa, la casa del Venezia e di tutti i suoi tifosi. Il progetto è importante non solo per la squadra locale, ma per tutto il calcio italiano: “Negli ultimi 20 anni – ha ricordato Tacopina – la serie A è andata in crisi, scivolando al quarto, quinto posto su scala mondiale, e la causa è la mancanza di impianti sportivi all’avanguardia. Il Penzo è uno stadio con una lunga storia alle spalle, suscita immagini romantiche, ma è vecchio, raggiungibile con difficoltà, con una capienza insufficiente. Per tornare ad occupare posizioni di rilievo a livello internazionale c’è bisogno di stadi moderni, in grado di generare profitti da reinvestire nella squadra per aumentarne la competitività”.

 

Il presidente del Venezia FC si è poi soffermato sui vantaggi che la realizzazione del nuovo progetto porterà alla città di Venezia: “Migliaia di nuovi posti di lavoro verranno a crearsi prima per la costruzione poi per la gestione del nuovo impianto e delle altre strutture previste. All’evidente vantaggio economico di cui la città potrà beneficiare si aggiunge quel nuovo legame che si creerà in una comunità unita dall’orgoglio di avere in casa uno degli stadi più belli al mondo”.

 

“Il nuovo impianto – ha poi evidenziato Scibilia – sarà utilizzato tutto l’anno, perché ospiterà non solo partite di calcio ma anche eventi culturali, concerti, iniziative di intrattenimento che genereranno un flusso continuo di persone”. Sono previste inoltre aree coperte, per poter utilizzare la struttura anche in inverno, negozi di piccole e medie dimensioni, bar, ristoranti, e persino un museo, aperto 7 giorni su 7, per ripercorrere, in modo divertente e interattivo, i 110 anni di storia del Venezia calcio.

 

L’iter che porterà dal progetto preliminare alla realizzazione dell’impianto sportivo è quello individuato dalla nuova legge sugli stadi, che prevede una semplificazione delle procedure amministrative e tempi certi di risposta per incentivare la costruzione e l’ammodernamento degli impianti sportivi. “Dopo la presentazione di oggi dello studio di fattibilità – ha spiegato Vasta – la palla passa al Comune di Venezia che dovrà indire la Conferenza dei Servizi preliminare e, entro 90 giorni, esprimere la dichiarazione di pubblico interesse. Si procederà poi alla stesura del progetto definitivo, la cui presentazione è prevista per febbraio 2019. La Regione Veneto avrà poi sei mesi di tempo per valutare il progetto definitivo ed esprimersi attraverso la Conferenza dei Servizi decisoria, cui partecipano tutti i soggetti interessati. Infine, entro 90 giorni dalla dichiarazione di pubblica utilità, si dovrà bandire una gara a evidenza pubblica per l’assegnazione del progetto. A questo punto si potrà procedere con l’avvio dei lavori, previsto per gennaio 2021. Infine, se il percorso procede senza intoppi, il nuovo stadio potrà essere inaugurato ad agosto 2023.

 

La Giunta comunale, su proposta dell’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto, ha approvato nell’ultima seduta il progetto definitivo per il ripristino funzionale di 24 cappelle di famiglia e di 28 loculi perimetrali dei campi inumatori del cimitero di Chirignago.

 

L’intervento prevede un impegno di spesa di 562mila euro e risponde a una richiesta dei proprietari dei loculi soggetti a infiltrazioni d’acqua piovana e cedimenti a causa della neve caduta nel febbraio del 2013 e nel dicembre del 2014 che hanno provocato un collasso e il conseguente crollo delle pensiline installate a copertura dei loculi.

 

La delibera approvata dalla Giunta, non prevede il totale rifacimento delle strutture distrutte, ma un intervento mirato destinato a ripristinare il corretto utilizzo dei loculi e alle tombe di famiglia e a garantire la sicurezza di chi va a far visita dei propri cari. I tempi prevedono, ora, il bando di gara per l’assegnazione dei lavori entro il mese di ottobre e l’avvio dell’intervento a partire dalla primavera del 2019.

 

“Quando abbiamo fatto un sopralluogo nel cimitero di Chirignago assieme al sindaco Luigi Brugnaro l’agosto dello scorso anno, molti cittadini e familiari dei defunti che riposano nelle tombe e nei loculi hanno avvicinato il primo cittadino pregandolo d’intervenire per sanare una situazione davvero disastrosa – è il commento di Francesca Zaccariotto – Le cappelle di famiglia sono sempre state oggetto di problemi di infiltrazioni come anche i loculi. Oggi, purtroppo, possiamo solo rimediare ad un progetto nato male con un intervento che la gente si aspettava da tempo come rimedio. Una sensibilità e un impegno che questa Giunta conferma di avere di fronte a richieste che arrivano direttamente dai cittadini”.

 

Nel particolare il progetto prevede un risanamento delle tombe danneggiate dalle infiltrazioni d’acqua, l’innalzamento della parte superiore dei loculi con una nuova copertura con forma di cornice sagomata a forma di tettoia per ripararli dall’esposizione diretta all’acqua piovana. Verrà, poi, posata una guaina impermeabile in poliestere, rifatto il massetto in cemento e quindi sarà fissato un cordolo in calcestruzzo con una copertura in acciaio inox per evitare nuove infiltrazioni e il ripetersi del problema.

Dal prossimo anno tornerà la grande musica al Parco di San Giuliano di Mestre. La gestione sarà dell’Home Festival di Treviso, che investirà nel progetto i prossimi nove anni.

 

In totale sono previsti 27 milioni di euro di investimenti pubblici al San Giuliano. Di questi, otto milioni andranno spesi per il rifacimento di via San Giuliano e la costruzione di una nuova strada a fianco del Parco.

 

Inoltre verranno investiti 1 milione e 400 mila euro per il rifacimento del canile. Saranno costruite due nuove passerelle ciclo pedonali e un ponte da San Giuliano ai Pili.

 

Settanta ettari del Parco saranno recintati e le toilette saranno potenziate con 200 servizi igienici. Il Parco così potrà ospitare ben 76 mila persone.

 

Il palco principale sarà posto nell’area tamburello mentre un secondo palco sarà posizionato dove c’è l’edificio pagoda.

 

Per riportare la grande musica al parco San Giuliano, Vela ha firmato un accordo di nove anni.

 

 

Fonte: La Nuova Venezia

Il Servizio Progettazione educativa comunica che da oggi le associazioni e società sportive potranno partecipare alla selezione per la realizzazione del progetto “Sport in Cartella” – seconda edizione, rivolto alle classi 4° e 5° della scuola primaria.

 

Il progetto “Sport in Cartella”, in applicazione alla L.285/97, ha la finalità di integrare l’attività fisica con l’educazione, l’ambiente, il benessere e il diritto alla cittadinanza.

 

“Introdotta per la prima volta nell’anno scolastico 2017/18 – commenta l’assessore alle Politiche educative, Paolo Romor – si ripete l’iniziativa, che ha il merito di proporre l’attività sportiva ai bambini delle scuole primarie, andando a stimolare in maniera particolare – grazie alla formula studiata dai nostri uffici di progettazione educativa – sopratutto quei ragazzi che, per disinteresse o a causa delle più varie difficoltà, non sono abituati a svolgere regolarmente un’attività motoria. Un progetto, con spiccate finalità inclusive, che promuove lo sport come strumento per uno stile di vita sano e come occasione di aggregazione”.

 

L’educazione fisica e sportiva rappresenta un supporto importante nella crescita delle abilità personali di ogni studente contribuendo, in sinergia con le altre discipline, al raggiungimento delle competenze chiave per l’apprendimento permanente definite anche dal Parlamento europeo.

 

Le associazioni e società sportive regolarmente iscritte all’Albo del Comune di Venezia sono invitate a partecipare alla selezione per realizzare interventi ludici-motori-sportivi, rivolti ai bambini delle classi 4° e 5° della scuola primaria. Gli interventi consisteranno in giochi tradizionali, giochi polivalenti e polifunzionali.

 

Il personale delle associazioni e società sportive che sarà incaricato della realizzazione degli interventi ludici-motori-sportivi, dovrà partecipare obbligatoriamente a un percorso formativo offerto dal Comune di Venezia, finalizzato a offrire gli strumenti per poter operare con bambini di età fra i 9 e gli 11 anni. Gli istruttori che hanno ottenuto l’attestato di formazione nella precedente edizione sono esonerati dalla formazione e pertanto risultano già idonei a effettuare gli interventi nelle scuole.

 

Sul sito del Comune di Venezia è possibile trovare le indicazioni per la partecipazione e scaricare la domanda che dovrà essere presentata entro le ore 12 del 31 luglio 2018.

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