Il 24 agosto 2016, un violento terremoto di magnitudo 6.0 colpiva il centro Italia, provocando la morte di 299 persone e il crollo di migliaia di edifici. Tra i comuni più colpiti, Amatrice, in provincia di Rieti, distrutta dalla furia del sisma.
A sette anni di distanza da quella tragedia, come sta Amatrice?
Secondo il sindaco di Amatrice, Michele Cortellesi, la ricostruzione è ancora lontana dal completamento. In un’intervista al Fatto Quotidiano, Cortellesi dichiara che è stato ricostruito solo il 30% del patrimonio edilizio del comune, e che ci vorranno ancora almeno 10 anni per tornare alla normalità.
Il sindaco ha anche denunciato la lentezza delle procedure burocratiche, la scarsità di risorse economiche e la mancanza di una visione strategica da parte delle istituzioni. Cortellesi ha sottolineato che la ricostruzione non riguarda solo gli edifici, ma anche il tessuto sociale ed economico del territorio, che è stato profondamente ferito dal terremoto.
Infatti, molti abitanti di Amatrice hanno dovuto abbandonare il loro paese e trasferirsi altrove, perdendo i loro affetti, le loro attività e le loro radici. Altri sono rimasti, ma vivono in condizioni precarie. Alloggi provvisori o inagibili, senza servizi essenziali e opportunità di lavoro. Il sindaco ha affermato che è aumentato tantissimo il disagio sociale, con casi di depressione, solitudine e violenza domestica.
Tuttavia, non tutto è negativo. Da luglio 2023, si è registrata un’accelerazione nella ricostruzione, grazie all’arrivo di nuovi fondi e alla semplificazione delle norme. Inoltre, alcuni simboli della rinascita di Amatrice sono già visibili, come la nuova scuola elementare, inaugurata nel 2019, o il nuovo centro storico, in fase di ultimazione.
Amatrice non si arrende e continua a lottare per riconquistare la sua identità e la sua bellezza. Come ha detto il sindaco: “Amatrice non è morta, è ferita. E le ferite si possono curare”.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
