L’arrivo in pompa magna con tappeti rossi ben in vista e clima apparentemente disteso hanno caratterizzato in buona parte l’incontro tra il leader cinese Xi Jinping e Putin avvenuto ieri.
Ben quattro ore e mezzo con argomenti vitali che sfoderano intese per obiettivi comuni e interesse per un piano di pace ascrivibile ancora per pochi adepti.
Nel bel mezzo la passeggiata di Putin a Mariupol e il mandato di arresto arrivato proprio ieri dalla Corte dell’Aja che poi tanto simbolico non è, per buona pace di alcune voci sollevatesi ieri con l’intento di derubricare il tutto.
E nella terra di mezzo cosa c’è? Una Russia controllabile, un partner secondario ma discretamente solido per una sorta di riorganizzazione mondiale che avrebbe le stimmate di un manifesto multipolare è il pensiero di Pechino, ancora agli albori, appena abbozzato sulla tavolozza con pochi colori.
Il presunto declino di Mosca sul piano militare che coincide con i continui stanziamenti di bocche di fuoco dell’Europa pro Ucraina prevede un aiuto, anche se Xi Jinping appare ancora guardingo vista l’abitudine di Putin nel muoversi in maniera difforme, seppur la presentazione dei 12 principi per una pace duratura è cosa nota.
Oggi la seconda giornata di incontri, soffierà una brezza primaverile?
Instacult di Mauro Lama
Credit photo – Il Foglio
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