Alla Conferenza delle Regioni la proposta di un tavolo tecnico per rivedere la legge del 1978. “Serve una riforma condivisa, fuori dalle logiche di partito”
MILANO – Un tavolo di lavoro interregionale per riscrivere le basi del Servizio Sanitario Nazionale. È la proposta avanzata questa mattina dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la seduta della Conferenza delle Regioni, accolta dal presidente Massimiliano Fedriga e ora in fase di valutazione.
“Il contesto del 1978, anno in cui nacque il SSN, è profondamente cambiato. Quel modello, da solo, oggi non basta più”, ha dichiarato Fontana, sottolineando la necessità di una riforma strutturale capace di rispondere alle sfide contemporanee, “dall’aumento delle patologie croniche ai nuovi scenari epidemiologici e demografici”.
Il governatore lombardo ha ribadito l’urgenza di un approccio condiviso e tecnico, libero da contrapposizioni ideologiche: “Durante la pandemia le Regioni hanno dimostrato che la collaborazione è possibile e può produrre risultati rapidi ed efficaci. Oggi dobbiamo agire con la stessa determinazione per salvaguardare la sanità pubblica, prima che il sistema vada incontro a un lento declino”.
Tra i problemi più gravi, Fontana ha segnalato l’aumento della domanda sanitaria a fronte di un’offerta che non tiene il passo. “In Lombardia, nel 2024, le prestazioni sanitarie sono cresciute del 2%, ma la domanda è aumentata del 36%, senza che vi siano state emergenze epidemiche. È un segnale chiaro: occorre intervenire sull’appropriatezza delle cure e sulla sostenibilità del sistema”.
Il presidente ha infine annunciato che esperti, medici e ricercatori lombardi sono già al lavoro su una proposta concreta di riforma da condividere con le altre Regioni. L’obiettivo è arrivare, attraverso un confronto tecnico e istituzionale, a un documento unitario da sottoporre al Governo per aprire il cantiere del nuovo SSN.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
