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Venezia apre la strada alla mobilità del futuro

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Debutta KINTO Share a idrogeno: tre Toyota Mirai per il primo car sharing pubblico “zero emissioni” d’Italia

VENEZIA — Una piccola flotta, ma un grande passo verso la mobilità sostenibile. Il Comune di Venezia e KINTO Italia hanno inaugurato ieri a Mestre, presso Forte Marghera, il primo servizio di car sharing pubblico a idrogeno del Paese. Protagoniste tre Toyota Mirai, berline elettriche a celle a combustibile, che si aggiungono alla flotta KINTO Share già operativa in città.

I veicoli sono ora disponibili in due nodi strategici: il parcheggio multipiano dell’Area ex Grinfan a Piazzale Roma e lo spazio riservato di fronte agli arrivi dell’aeroporto Marco Polo. Prenotabili via app sia in modalità round trip sia one way, le Mirai possono essere rifornite in appena cinque minuti presso la stazione Enilive di San Giuliano, garantendo fino a 650 km di autonomia.

«Venezia si conferma laboratorio nazionale della transizione verde», ha commentato il sindaco Luigi Brugnaro, ricordando l’apertura nel 2022 della prima stazione italiana di rifornimento a idrogeno e l’arrivo, lo scorso anno, dei bus a celle a combustibile. Un tassello ulteriore, ha aggiunto, verso la “Capitale Mondiale della Sostenibilità”.

Per Mauro Caruccio, CEO e Chairman di KINTO Italia, l’iniziativa corona una collaborazione avviata nel 2018, quando il servizio di car sharing municipale passò sotto il brand KINTO con una flotta interamente ibrida. Oggi conta oltre 6 000 utenti registrati e più di 63 000 noleggi, con un risparmio stimato di 72 tonnellate di CO₂.

Il debutto segue una fase di test avviata nel 2024 con un gruppo ristretto di utilizzatori: un banco di prova che ha confermato l’interesse per la tecnologia a idrogeno. Le vetture, personalizzate con livrea KINTO e istruzioni per il rifornimento, saranno monitorate quotidianamente da un team dedicato per garantire efficienza e autonomia.

L’iniziativa si inserisce nella strategia multi‑tecnologica di Toyota, che dal 2014 produce la Mirai — “futuro” in giapponese — già diffusa in oltre 27 000 esemplari nei Paesi dotati di infrastrutture adeguate. A Venezia il futuro, ora, si può prenotare con un tap.

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