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Venezia accoglie nell’isola di San Servolo l’Università americana dell’Afghanistan

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L’Università americana dell’Afghanistan (AUAF), che aveva sede a Kabul, torna a vivere nell’isola di San Servolo a Venezia. “È un giorno storico per Venezia, per la Venice International University e per l’isola di San Servolo” è il messaggio del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. “La nostra città conferma davanti al mondo la sua vocazione di luogo dell’accoglienza, come già fu ai tempi della Serenissima Repubblica. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per raggiungere questo traguardo, che riempie di orgoglio l’intera città di Venezia e il nostro paese: dall’infaticabile lavoro del presidente della Venice International University Umberto Vattani, all’amministratore unico di San Servolo Servizi Simone Cason, alle autorità religiose presenti, fino ai rettori delle università e ai docenti coinvolti. L’augurio per gli studenti è che Venezia possa diventare una seconda casa, un luogo di cultura dove, magari, un domani, poter lavorare e formare una famiglia”.

In rappresentanza dell’Amministrazione comunale hanno preso pare alla cerimonia la presidente del Consiglio comunale Ermelinda Damiano, l’assessore all’Università Paola Mar e l’assessore al Turismo Simone Venturini. “Quello della Venice International University è senza dubbio un progetto grande e importante perché riaccende i riflettori sulla drammatica situazione delle donne afgane che non hanno più il diritto di studiare” ha detto la presidente Damiano. “Dobbiamo tenere viva l’attenzione su questo aspetto e far sì che Venezia città aperta al mondo, da sempre città del dialogo e della cultura, perseveri nel suo essere luogo di accoglienza”.

“È una giornata importante perché Venezia prosegue la sua tradizione di ospitalità – ha spiegato l’assessore Mar – La Venice International University, che con l’apertura dell’attività dell’Universita americana dell’Aghanistan arriva a ospitare una rappresentanza di 21 atenei da tutto il mondo, consentirà agli studenti afgani di poter proseguire gli studi in un ambiente da sempre accogliente e ponte tra Occidente e Oriente. Venezia ribadisce così il suo ruolo e apre le sue porte con la solita accoglienza a chi vive una situazione problematica”.

“Oggi viviamo un momento importante – ha sottolineato l’assessore Venturini – fortemente voluto anche dal sindaco Brugnaro, che certifica come Venezia sia capitale dell’accoglienza, della cultura e del dialogo. Una giornata che va al di là del singolo aspetto pratico dell’apertura di una nuova università, ma rappresenta una speranza che resta accesa e inquadra a pieno lo spirito della nostra città”.

“La collaborazione tra San Servolo e la Venice International University è consolidato da tempo e i risultati sono evidenti – ha aggiunto Simone Cason, amministratore unico della San Servolo Servizi. L’isola di proprietà della Città metropolitana rappresenta, ormai, un crocevia di giovani generazioni e culture, un luogo di studio, di arte grazie alle collaborazioni con La Biennale di Venezia e anche di sperimentazione, vista la vocazione a poter diventare un’isola sostenibile. L’arrivo dell’ Università americana dell’Afghanistan è un ulteriore tassello che va ad aggiungersi a rendere ancora più prestigiosa questa location, unica nel suo genere”.

“La città di Venezia – ha detto in apertura di conferenza Umberto Vattani, presidente della Venice International University – si lega al tema dei riflessi, che qui hanno diversi significati. Dal riflesso del cielo sull’acqua, dell’acqua sui monumenti, ma anche, il riflesso sul territorio di tante nazionalità e di gruppi che si sono stabiliti qui nei secoli. Venezia è terra di libertà e democrazia e nella sua più che millenaria storia, partita da un gruppo di isole con poche risorse che dovevano difendersi in mezzo al mare, ha accolto tante civiltà che sono riuscite a fondersi creando una realtà unica. Sono arrivati i greci e gli ortodossi dopo la caduta di Costantinopoli, nel 1516 è stata la volta della comunità ebraica e poco dopo è stata l’isola di San Francesco ad accogliere gli armeni. E qui a San Servolo, è nata la Venice International University. Siamo stati accolti, come tutte le comunità, con simpatia dai veneziani. Qui abbiamo portato venti atenei da 4 continenti. E sempre qui, nel 21esimo secolo, arrivano gli amici afgani. Tutto questo reso possibile grazie alla grande apertura mostrata dal sindaco Luigi Brugnaro e dall’Amministrazione oggi presente con due assessori e la presidente del Consiglio comunale. Una dimostrazione di quanto aperta e comprensiva sia l’azione svolta dal Comune e siamo grati per l’accoglienza riservata ai nostri amici afgani”.

“Ho viaggiato fino a qui per portare personalmente un messaggio di apprezzamento e gratitudine a nome del Consiglio dell’Università americana dell’Afghanistan e a nome di coloro che hanno lavorato sodo per questa Istituzione – ha detto Ian Bickford, presidente dell’Auaf – Il messaggio che vuole trasmettere l’Istituto è quello di preservare e ampliare la storia e la cultura afgana attraverso la ricerca, l’insegnamento e la proposta formativa. Venezia stessa ha una lunga storia di supporto verso le popolazioni sfollate e le culture minacciate. Con l’aiuto dei nostri partners, dell’Università internazionale di Venezia e del sindaco Luigi Brugnaro, speriamo che il supporto per il popolo afgano diventerà il prossimo segno in questa costellazione storica. Non vediamo l’ora di rafforzare la nostra collaborazione con la Venice International University per una futura espansione della nostra istituzione perché noi crediamo che l’educazione avrà la meglio”.

Nel suo intervento il patriarca di Venezia Francesco Moraglia ha definito l’apertura dell’Università americana dell’Afghanistan a Venezia “un gesto di amicizia tra popoli e culture, un segno di omaggio, rispetto, solidarietà e vicinanza concreta al nobile popolo afgano, così duramente colpito nella storia e in questo ultimo tempo in particolare. Penso a tutta la popolazione – ha proseguito il patriarca – ma in particolare ai bambini gli anziani, in modo specifico alle donne. Chi non rispetta le donne non rispetta un popolo. È importante, inoltre, rimarcare come la vicinanza e l’aiuto al popolo afgano si esprimano nell’ambito della cultura, della ricerca, nello studio e nel dialogo tra le persone e le generazioni. Sono contesti spesso sottovalutati, ma rappresentano un investimento per il futuro delle persone. La cultura, da veneziani possiamo dirlo – ha concluso Moraglia – è il motore della storia. E da abitanti di questa città dobbiamo essere fieri di questa iniziativa, che testimonia la sensibilità di Venezia e della sua gente, nel solco della sua tradizione. Ecco perché questo è un giorno luminoso, di speranza. Qui a Venezia, città di ponti, si crea un ulteriore ponte di amicizia e collaborazione che ci unisce all’altra parte del mondo a una realtà che sentiamo comunque nostra”.

L’Auaf, ampiamente considerata come la migliore istituzione di istruzione superiore in Afghanistan fino al cambio di regime del 15 agosto 2021, trasferirà, dunque, la sua attività di ricerca nell’isola di San Servolo in collaborazione attiva con istituzioni di istruzione superiore in Italia, Francia e Stati Uniti. San Servolo è un sito unico che già ospita la Venice International University, un consorzio di 20 università di tutto il mondo e che per tutto l’anno vede la presenza di decine di studenti a Venezia, in una location che quindi risulta essere ideale anche per questa nuova iniziativa. Le istituzioni partner, con le quali l’Istituto rafforzerà i legami, includono le Università Ca’ Foscari di Venezia e la Sapienza di Roma, l’Institut National des Langues et Civilizations Orientales (INALCO) di Parigi, nonché il Bard College e l’American Institute per Afghanistan Studies (AIAS) negli Stati Uniti. L’Isola di San Servolo sarà in grado di fornire un ambiente accademico stimolante per studiosi e studenti afgani e internazionali, interagendo fruttuosamente con le altre istituzioni nel cuore di Venezia.

La missione dell’Istituto è preservare, studiare e mantenere la consapevolezza del ricco patrimonio culturale dell’Afghanistan per molte generazioni a venire, con un’importante biblioteca – inclusa la collezione privata del professore universitario e Chevalier de la Légion d’honneur Michael Barry – e strutture per conferenze.

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