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Veneto: in arrivo bodycam e braccialetti smart per la sicurezza del personale sanitario

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Per contrastare il crescente fenomeno delle aggressioni ai danni di medici e infermieri, la Regione Veneto ha annunciato un piano innovativo che prevede l’introduzione di dispositivi di sicurezza all’avanguardia

VENETO. Il presidente Luca Zaia ha illustrato in conferenza stampa l’investimento di 4 milioni di euro destinato all’acquisto di bodycam e braccialetti smart per il personale sanitario operante nei reparti più a rischio, come pronto soccorso, guardie mediche e salute mentale.

L’iniziativa fa del Veneto la prima regione italiana ad adottare strumenti tecnologici di questo tipo per proteggere gli operatori sanitari. Secondo le stime, il finanziamento consentirà l’acquisto di circa 7.000 dispositivi tramite una gara d’appalto europea che partirà nei prossimi mesi. Nel frattempo, le aziende sanitarie locali valuteranno le necessità specifiche per ogni struttura e le modalità di integrazione con i sistemi di sicurezza già esistenti.

La sperimentazione delle bodycam prenderà il via a breve presso l’azienda sanitaria 4 del Veneto Orientale, coinvolgendo gli operatori dell’accettazione e del triage. Le telecamere, fissate al camice tramite un magnete, si attiveranno premendo un pulsante e registreranno le interazioni con i pazienti. Le riprese saranno conservate per sette giorni e accessibili esclusivamente a personale autorizzato, forze dell’ordine e magistrati. Prima dell’avvio del progetto pilota, il personale coinvolto riceverà una formazione specifica sull’uso delle bodycam e sulle normative relative alla privacy.

I braccialetti smart, che verranno introdotti successivamente, offriranno un ulteriore livello di protezione, monitorando i parametri vitali di chi li indossa e segnalando eventuali emergenze, come cadute improvvise. In caso di pericolo, gli operatori potranno attivare un allarme che notificherà immediatamente la sicurezza interna dell’ospedale o le forze dell’ordine.

L’incremento delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari è un problema sempre più grave in tutta Italia. Secondo i dati pubblicati dal Ministero della Salute, nel 2024 si sono registrate oltre 18.000 aggressioni, con un aumento del 15% rispetto all’anno precedente. In Veneto, i casi segnalati nel 2024 sono stati 2.595, in crescita rispetto ai 2.295 del 2023 e ai 895 del 2022.

Zaia ha sottolineato che queste misure rappresentano un passo concreto per garantire maggiore sicurezza al personale sanitario, che opera spesso in condizioni di forte stress e sotto pressione a causa della carenza di organico e dell’elevato afflusso di pazienti. L’obiettivo è prevenire episodi di violenza e creare un ambiente di lavoro più sicuro, favorendo così anche un servizio migliore per i cittadini.

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