L’Ulss 2 Marca Trevigiana rende noti dati significativi sulla salute della popolazione, evidenziando come gli uomini potrebbero trarre enormi benefici dall’adottare stili di vita più simili a quelli femminili
TREVISO. Lo studio, condotto su un campione rappresentativo della popolazione della provincia, ha messo in luce un divario significativo tra uomini e donne in termini di aspettativa di vita e diffusione di malattie croniche.
“Si otterrebbero benefici enormi in termini di salute per il singolo e per la collettività”, ha commentato il direttore generale dell’Ulss 2, Francesco Benazzi.
In provincia di Treviso, l’aspettativa di vita alla nascita per le donne è di 86,5 anni, ben 4 anni superiore a quella degli uomini (82,3 anni). Un dato che colloca la provincia tra quelle con la più alta aspettativa di vita femminile in Italia.
Ma a cosa è dovuta questa differenza? Secondo lo studio, fattori determinanti sono gli stili di vita e la maggiore attenzione che le donne dedicano alla propria salute.
I dati parlano chiaro: le donne fumano e bevono meno degli uomini, sono più attente all’alimentazione e partecipano più attivamente agli screening oncologici.
Unica eccezione, l’attività fisica: sono gli uomini a praticarne di più a livelli raccomandati. Un dato che, secondo i ricercatori, potrebbe essere dovuto al maggior carico familiare che grava sulle donne, limitandone il tempo libero.
Particolarmente significativo il divario in termini di sicurezza stradale. Gli uomini sono più propensi a guidare in stato di ebbrezza e a non utilizzare la cintura di sicurezza, con un conseguente aumento del rischio di incidenti mortali.
Lo studio ha calcolato che se gli uomini adottassero comportamenti più virtuosi, si potrebbero evitare ogni anno 600 decessi precoci, 33 morti sulle strade e 500 casi di tumore.
Numeri che non lasciano spazio a dubbi: la prevenzione e l’adozione di stili di vita sani sono fondamentali per vivere più a lungo e meglio. E in questo, gli uomini hanno ancora molto da imparare dalle donne.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
