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Una notte agitata di Trump riaccende le tensioni tra USA ed Europa

2 minuti di lettura

La giornata europea si apre all’insegna delle tensioni transatlantiche dopo una notte particolarmente movimentata per il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Nelle ore notturne, ora americana, il capo della Casa Bianca ha pubblicato una serie di messaggi sui social che hanno coinvolto direttamente Regno Unito, Francia, Nato e Groenlandia

USA. Nel mirino di Trump è finito innanzitutto Londra, accusata di voler rinunciare alla sovranità sulle isole Chagos in favore di Mauritius. Una decisione definita con sarcasmo come “brillante” e utilizzata dal presidente americano per rafforzare la propria tesi sull’importanza strategica della Groenlandia, che – a suo dire – dovrebbe passare sotto controllo statunitense per ragioni di sicurezza globale.

Non meno controversa la scelta di rendere pubblici presunti messaggi privati scambiati dal presidente francese Emmanuel Macron e dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, nei quali si commenterebbero le ultime iniziative dell’amministrazione americana. Un gesto che ha suscitato forti critiche sul piano diplomatico.

Il confronto con Parigi si è ulteriormente inasprito quando Trump ha minacciato pesanti dazi sulle esportazioni francesi di vino e champagne, parlando di tariffe fino al 200%. Alla base dello scontro ci sarebbe il rifiuto di Macron di aderire a una nuova iniziativa internazionale sulla gestione del conflitto a Gaza. Nei suoi interventi, il presidente statunitense non ha risparmiato attacchi personali al leader francese, mettendone in dubbio la tenuta politica.

Ampio spazio, ancora una volta, è stato dedicato alla Groenlandia. Trump ha ribadito che l’isola rappresenta un obiettivo strategico irrinunciabile per Washington, affermando che la questione non è più negoziabile. A far discutere è stata anche la pubblicazione di un’immagine creata con l’intelligenza artificiale che lo raffigura mentre issa la bandiera americana sul territorio groenlandese, accompagnata da un riferimento simbolico a una futura annessione nel 2026. Il gesto arriva in contrasto con i recenti impegni diplomatici a mantenere toni più riservati nei confronti della Danimarca.

Sul fronte economico, dal Forum di Davos è arrivato un ulteriore segnale di tensione. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha ironizzato sulla capacità dell’Unione europea di reagire alle politiche commerciali americane, mettendo in guardia Bruxelles da eventuali contromisure.

Con l’avvio del World Economic Forum, la risposta europea è attesa nelle prossime ore. In agenda gli interventi della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente francese Emmanuel Macron, mentre l’Alta rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, interverrà al Parlamento europeo sul tema della Groenlandia.

La giornata si preannuncia densa di sviluppi, in un clima internazionale sempre più teso.

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