Dopo una giornata vissuta sull’incertezza a causa della positività dell’arancioneroverde Felicioli, alle 20.30 di sabato 20 giugno, al Nereo Rocco di Trieste si svolge regolarmente la sfida fra Pordenone e Venezia, valevole per la ventinovesima giornata del campionato di SerieBKT.
I friulani che sognano la Serie A, provengono da tre vittorie di fila ottenute prima del lockdown, i veneti, con l’obbiettivo salvezza, hanno ottenuto un solo punto dalle ultime tre gare.
Dionisi recupera Lezzerini tra i pali, lascia Modolo in panchina e schiera la coppia centrale Casale-Ceccaroni. Davanti, in campo dal primo minuto il tandem Capello-Longo con dietro Aramu. Montalto e Zigoni in panchina.
Mister Tesser conferma la formazione che ha battuto il Cittadella prima del lockdown.
Prima di iniziare l’incontro, si osserva un minuto di raccoglimento in memoria delle vittime del Covid-19.
Sul campo le squadre si studiano per i primi dieci minuti poi è il Pordenone a provarci all’11’: Strizzolo mette al centro dalla sinistra per Gavazzi che controlla bene e tira in porta ma Lezzerini è attento e risponde prontamente con il piede. Passano solo 6’ e sono gli arancioneroverdi a farsi pericolosi: Cross di Fiordaliso, Aramu controlla per Maleh che con una potente conclusione dalla distanza scheggia la traversa. Il primo tempo si conclude con una punizione di Aramu deviata pericolosamente da Pobega verso la propria porta costringendo Di Gregorio ad un intervento provvidenziale.
Il secondo tempo appare subito in discesa per i leoni. Al minuto 52, Pasa commette gioco pericoloso su Aramu e si procura il secondo cartellino giallo lasciando i ramarri in dieci. Al 59’ la prima vera occasione per il Venezia: Fiordilino allarga per Molinaro che appoggia a Capello, ma a due passi dalla porta, spara clamorosamente sopra la traversa. Passano solo tre minuti e arriva la seconda e più ghiotta occasione per i lagunari: filtrante perfetto di Capello per Aramu che viene steso da Barison, per l’arbitro Marini è calcio di rigore. Sul dischetto va lo stesso Aramu, ma si fa ipnotizzare da un reattivo Di Gregorio che riesce a parare il tiro del numero 10 arancioneroverde.
L’occasione per il Pordenone arriva al 76’: Burrai calcia direttamente in porta dal corner, Lezzerini va clamorosamente a vuoto ma Capello, con un grandissimo gesto atletico, in rovesciata salva sulla linea. Nonostante la superiorità numerica il Venezia tenta più volte di spingere verso l’area avversaria ma senza successo. Dopo 4’ di recupero, con triplice fischio dell’arbitro Marini, si conclude il derby del triveneto con il risultato di 0-0.
Al termine della partita mister Dionisi ha così commentato: “È stata una partita atipica, oltretutto abbiamo vissuto una settimana particolare come noto, senza sapere fino all’ultimo se c’era la possibilità di giocare oppure no. I ragazzi sul campo hanno risposto alla grande, abbiamo fatto tutto il possibile, abbiamo sbagliato anche un rigore ma ci può stare. Sono comunque contento del risultato, certo mi dispiace e mi fa arrabbiare non aver portato a casa i tre punti, in particolare per i ragazzi che volevano davvero tanto questa vittoria. Abbiamo creato tanto, certo è stato difficile giocare con una squadra così fisica, è un limite che abbiamo dimostrato altre volte ma miglioreremo: quello che è certo che non avremmo cercato alibi con qualunque risultato. Bisogna comunque sottolineare la prova di oggi dei miei ragazzi: lunedì non abbiamo fatto allenamento, non abbiamo fatto la rifinitura, siamo partiti per Trieste solo questa mattina. Nonostante tutto dico che non dobbiamo farci destabilizzare e non deve influenzarci un episodio andato male: la prossima partita faremo meglio, ne sono sicuro. Il presidente dice una alla volta: ci sono altre 9 partite e 27 punti in palio: la prossima con l’Ascoli sarà importante, non decisiva. Certo è che oggi non abbiamo raccolto quanto meritato quindi la prossima bisognerà fare sicuramente meglio.”
I leoni hanno dominato gran parte della partita giocando quasi tutto il secondo tempo in superiorità numerica senza però concretizzare. I problemi di finalizzazione restano tuttora il tallone d’Achille di questa squadra
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