Il Centro Provinciale per i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (CPD) dell’Ulss 2 Marca Trevigiana inaugura nuovi spazi, raddoppiando la sua capacità per rispondere all’aumento delle richieste di presa in carico.
TREVISO. La nuova sede del Centro Culturale, situata in via Scarpa 9, accanto alla sede storica di via Pinelli, offre ambienti dedicati alla cura dei disturbi alimentari, con un focus sull’integrazione tra corpo e mente.
La struttura ampliata comprende un ambulatorio medico, studi per la psicoterapia individuale e familiare, e una palestra specificamente progettata per la psicoterapia corporea. Questa vicinanza tra le due sedi crea uno “spazio terapeutico allargato”, dove le diverse aree si integrano per offrire un approccio completo e personalizzato ai pazienti.
Attivo dal 2005, il CPD è parte integrante della rete regionale per la diagnosi e la cura dei disturbi dell’alimentazione. Il centro opera in stretta collaborazione con diversi dipartimenti dell’Ulss 2, tra cui il Dipartimento di Salute Mentale, la Neuropsichiatria Infantile, le Malattie Endocrine del Ricambio e della Nutrizione, la Psicologia Ospedaliera e il privato sociale “Insieme si Può”. Questa rete interdistrettuale e interdipartimentale garantisce un approccio multidisciplinare e coordinato alla cura dei pazienti.
I numeri del 2025
Nel corso del 2025, il CPD ha registrato un aumento significativo delle richieste di presa in carico, confermando un trend in crescita iniziato durante il periodo pandemico. I quadri clinici presentati dai pazienti sono sempre più complessi, spesso caratterizzati dalla presenza di sintomi associati come depressione, impulsività e autolesionismo. Nonostante questo aumento della domanda, si è osservato un calo dei ricoveri ospedalieri (68), in linea con i dati del 2024 e in diminuzione rispetto al picco del periodo pandemico. Questo dato suggerisce che il sistema di cura è in grado di intercettare i pazienti in una fase precoce della malattia, prevenendo situazioni di emergenza.
Nel 2025, il CPD ha preso in carico 669 pazienti, distribuiti per diagnosi come segue: 347 con anoressia, 106 con bulimia, 125 con disturbi alimentari non specificati (DAI) e 91 con altri disturbi alimentari. Le nuove prese in carico multiprofessionali sono state 229, di cui 95 relative a minorenni (87 femmine e 8 maschi). Tra i minori, 51 presentavano una diagnosi di anoressia nervosa, e 28 avevano meno di 15 anni, con la paziente più giovane di soli 10 anni. Si sono registrati anche esordi tardivi, oltre i 30 anni, che rendono più complessa l’organizzazione dei percorsi di cura.
Nel corso del 2025, sono stati effettuati 57 inserimenti in regime semiresidenziale (20 minori e 37 maggiorenni) per un totale di 2.160 giornate di trattamento, e 15 inserimenti residenziali per 1.460 giornate. I ricoveri pediatrici sono diminuiti drasticamente rispetto al 2021, passando da 42 a 18.
Testimonianze
Stefano Bettiol, vicepresidente dell’Associazione “L’abbraccio” e padre di una ragazza con disturbi dell’alimentazione, ha condiviso la sua esperienza: “Nostra figlia ha iniziato con una dieta, è partito tutto da lì. All’inizio, come tutti, abbiamo cercato di far da soli, poi si capisce che non è possibile e abbiamo deciso di farci aiutare: per fortuna abbiamo trovato nel Centro un riferimento. L’invito che rivolgo a tutti i genitori che si trovano ad affrontare situazioni simili è di chiedere aiuto”.
Franca (nome di fantasia), 36 anni, ha raccontato la sua storia di guarigione: “Un anno fa pesavo 39 kg, avevo perso 17 chili tra restrizione alimentare e iperattività fisica che la portava a camminare fino a 20 chilometri al giorno. Oggi è in remissione, ha recuperato il peso e si avvia alla conclusione del trattamento intensivo al Centro Diurno di Treviso. Un’esperienza tanto difficile quanto profonda la mia. Seppur con fatica, ho abbassato le difese, muri altissimi costruiti nel tempo, e ho permesso al mio corpo di parlarmi apertamente, senza filtri. Ho capito che il mio corpo non merita giudizio ma comprensione e amore. Oggi, dopo molto tempo, ho indossato un pantalone aderente. Sono fiera di me”.
Laura (nome di fantasia), 12 anni, ha intrapreso un percorso neuropsicomotorio dopo un lungo ricovero, per imparare a riconoscere e regolare emozioni e vissuti corporei senza ricorrere al controllo alimentare. Al termine del trattamento, ha scritto a sé stessa: “Hai scoperto che il tuo corpo si può muovere liberamente e che quando lo ascolti meglio riesci a sentire anche le tue emozioni. Ricorda sempre che tutto passa, che le emozioni sono come le onde del mare”.
Corpo e mente: un approccio integrato
Nei disturbi dell’alimentazione, il rapporto con il proprio corpo e l’insoddisfazione per peso e forme sono elementi centrali. L’alterazione non riguarda solo l’immagine corporea, ma anche la percezione di segnali fondamentali come fame, sonno, stanchezza o dolore, spesso accompagnata da difficoltà nel riconoscimento delle emozioni. Le più recenti evidenze neuroscientifiche sottolineano come l’esperienza senso-motoria preceda quella cognitiva, rendendo un intervento esclusivamente verbale insufficiente per accedere agli aspetti più profondi e non verbali dell’esperienza corporea. Da qui l’importanza di integrare alla psicoterapia tradizionale interventi corporei strutturati.
Il modello del CPD si fonda su una presa in carico multiprofessionale, dove la cura non riguarda solo il sintomo alimentare, ma coinvolge corpo e mente in modo unitario. La famiglia è considerata parte attiva del progetto terapeutico, con il supporto dell’associazione “L’Abbraccio”. L’équipe comprende psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, nutrizionisti, dietisti, educatori, infermieri, operatori socio-sanitari e terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva. I livelli di intervento variano dall’ambulatoriale all’ambulatoriale intensivo, fino al semiresidenziale, residenziale e al ricovero ospedaliero nei casi di maggiore gravità.
Come accedere al Centro
L’accesso alla rete del Centro Provinciale Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione dell’Ulss 2 è centralizzato presso l’Unità Operativa di Treviso tramite numero unico dedicato. È possibile contattare la segreteria allo 0422 322961 dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 19 e il martedì dalle 9 alle 11, oppure inviare una mail a [email protected].
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