Benazzi: “Partiamo con 120 dispositivi nei Pronto Soccorso, area più colpita. Un passo concreto per la sicurezza di chi cura”
TREVISO – Contrastare in modo efficace il crescente fenomeno delle aggressioni al personale sanitario: è questo l’obiettivo del nuovo progetto “braccialetti anti-aggressione” avviato dall’ULSS 2 Marca Trevigiana. La sperimentazione, presentata oggi dal direttore generale Francesco Benazzi insieme al direttore sanitario Stefano Formentini, al direttore dei Sistemi Informativi Roberto Da Dalt e alla responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione Carla Polo, prevede una prima dotazione di 120 dispositivi destinati al personale dei Pronto Soccorso.
Se la sperimentazione darà esito positivo, l’iniziativa verrà estesa al Servizio per le Dipendenze, all’Area Psichiatrica, ai Pronto Soccorso pediatrici e ai Consultori familiari, dove il rischio di episodi di violenza resta significativo.
“Gli operatori dell’ULSS 2, sanitari e non, svolgono un compito delicatissimo, spesso in condizioni di grande pressione – ha dichiarato Benazzi –. Con questi dispositivi vogliamo offrire loro uno strumento concreto di tutela, capace di garantire un intervento immediato in caso di emergenza. Solo nel 2025 abbiamo registrato 672 aggressioni, di cui il 30% fisiche: un dato che impone risposte rapide e innovative.”
Come funzionano i braccialetti anti-aggressione
I nuovi dispositivi, compatti, leggeri e resistenti, sono molto più di un semplice allarme. Il loro funzionamento è immediato:
- in caso di pericolo, basta premere il tasto rosso SOS per inviare un segnale d’allarme alla control room, attiva 24 ore su 24;
- la centrale verifica subito la situazione con una chiamata diretta e, se necessario, allerta le Forze dell’Ordine;
- contemporaneamente, l’Unità operativa interessata riceve una notifica in tempo reale.
Il braccialetto integra anche funzioni avanzate:
- geolocalizzazione GPS per individuare con precisione la posizione dell’operatore;
- monitoraggio dei parametri vitali (battito, pressione, temperatura) con allerta automatica in caso di anomalie;
- rilevamento di cadute o perdite di conoscenza;
- autonomia prolungata e resistenza a urti, polvere e liquidi, caratteristiche indispensabili negli ambienti ospedalieri.
Una tecnologia al servizio delle persone
L’iniziativa rappresenta una misura innovativa di prevenzione e sicurezza che unisce tecnologia e tutela del personale. “Il Pronto Soccorso – ha sottolineato Formentini – è l’area più esposta a episodi di aggressività, spesso legati a situazioni di stress, dolore o disagio. La possibilità di intervenire tempestivamente grazie a un segnale di allarme può fare la differenza.”
Per Roberto Da Dalt, responsabile dei Sistemi Informativi, “questo progetto dimostra come l’innovazione digitale possa essere messa al servizio della sicurezza e del benessere dei lavoratori, migliorando la capacità di risposta in tempo reale e riducendo i tempi di intervento”.
Un passo avanti nella sicurezza del personale
Con l’introduzione dei braccialetti anti-aggressione, l’ULSS 2 Marca Trevigiana conferma il proprio impegno nel creare ambienti di lavoro più sicuri e sostenibili, riconoscendo il valore e la vulnerabilità di chi opera quotidianamente in prima linea.
Il progetto, che partirà già questa settimana nei Pronto Soccorso della provincia di Treviso, rappresenta un passo concreto verso una sanità più protetta, moderna e umana, dove la sicurezza degli operatori diventa parte integrante della qualità della cura.
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