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Treviso, centro benessere nel mirino dei Carabinieri per sospetto giro di prostituzione

I Carabinieri della Compagnia di Castelfranco Veneto, all’esito di indagini, hanno accertato che da diversi mesi, presso un centro benessere orientale, una donna cinese senza fissa dimora esercitava stabilmente la prostituzione e che il gestore

I Carabinieri della Compagnia di Castelfranco Veneto, all’esito di indagini, hanno accertato che da diversi mesi, presso un centro benessere orientale, una donna cinese senza fissa dimora esercitava stabilmente la prostituzione e che il gestore dell’esercizio commerciale, un 39enne anch’esso cittadino cinese, oltre ad essere il titolare del contratto di affitto del locale, percepiva anche parte dei proventi dell’attività di meretricio della connazionale. I militari dell’Arma hanno pertanto deferito l’uomo in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per i reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e hanno posto i sigilli al centro benessere, impedendo così il proseguimento dell’illecita attività.

 

Le indagini sono state avviate quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile castellano hanno riscontrato un notevole andirivieni di clienti dal centro all’insegna “Anna”, collocato in una palazzina composta da diversi appartamenti appena fuori le mura cittadine, in via Matteotti di Castelfranco Veneto.
I movimenti sospetti hanno, pertanto, suggerito ai Carabinieri di approfondire gli accertamenti che hanno permesso effettivamente di riscontrare un cospicuo giro di frequentazioni maschili dell’esercizio, dove entravano di volta in volta svariati clienti di differenti età, che vi rimanevano per qualche decina di minuti, per poi uscire ed allontanarsi.

 

Nei giorni scorsi i militari hanno quindi operato il blitz all’interno del centro “Anna”, dove hanno trovato una massaggiatrice cinese 35enne che, in abiti succinti, aveva appena consumato un rapporto sessuale con un cliente della zona e attendeva l’arrivo di altri avventori.

 

I locali del centro benessere, dotati di luci colorate soffuse, candele e profumatori vari, oltre a musica in sottofondo, nell’intento di rendere l’ambiente il più accogliente possibile, erano stati effettivamente adibiti ad altrettante location per incontri intimi.

 

Il giro d’affari dell’attività, come accertato, sin dall’estate del 2019, era sicuramente fiorente, consentiva lauti proventi e avveniva secondo una consolidata prassi per la quale i clienti contattavano dapprima la donna su un numero di telefono inserito in vari annunci pubblicati su siti internet, quindi fissavano un appuntamento con la prostituta che, oltre a pratiche di massaggi orientali, offriva la possibilità di rapporti sessuali aggiungendo un extra sulle tariffe consuete.

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