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Tombolando

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Il Tombolone scientifico dell’Istituto Tecnico Montani di Fermo

FERMO. Una tradizione  divenuta una festa della divulgazione scientifica.

Durante le mie recenti vacanze natalizie nelle Marche, mi sono imbattuta in una iniziativa curiosa e a dir poco geniale, che si tiene ogni anno a Fermo.

Il 28 dicembre dalle ore 15 alle ore 19 l’Istituto Montani ha aperto le sue porte, come succede ormai da 18 anni, non per un semplice open day, ma per un pomeriggio insieme ricreativo e divulgativo, che coinvolge studenti e cittadinanza in un percorso di conoscenza scientifica in 90 postazioni, come quelle delle caselle della classica tombola.

Innanzitutto bisogna comprendere la storia e il ruolo che questo istituto ha ed ha avuto particolarmente in questo territorio, ma anche e soprattutto a livello nazionale.

La storia

Primo in Italia per fondazione, Il Regio Istituto Tecnico Industriale di Fermo sorse nel 1854 come Opera pia grazie a un lascito testamentario del conte Girolamo Montani e di sua moglie Margherita.

L’Opera pia, che aveva lo scopo di istruire e insegnare una professione a ragazzini poveri, immediatamente dopo l’Unità si trasformò in scuola di Arti e Mestieri per le Marche, grazie all’interessamento del sindaco di Fermo Giuseppe Ignazio Trevisani e dell’architetto Giovambattista Carducci.

Nel 1863, per portare la scuola a livelli d’avanguardia in campo nazionale nell’ambito dell’istruzione tecnica, fu chiamato a dirigerla l’ingegner Hippolyte Langlois, proveniente dal Conservatoire National des Arts et Métiers di Parigi e allievo di Arthur Morin. Egli trapiantò a Fermo i metodi delle “Écoles d’Arts et Métiers” francesi e nel 1884 trasformò la scuola in regio istituto industriale.    Tra i numerosi docenti illustri dell’istituto si ricorda il fisico Giovanni Giorgi, padre dell’unificazione internazionale dei sistemi di misura e il matematico Corrado Ciamberlini.

Tra gli allievi illustri, il pesareseGiuseppe Benelli, fondatore nel 1911 della Benelli insieme ai suoi 5 fratelli. Altra persona illustre che ha frequentato questo istituto è statoGiuseppe Sacconi, architetto noto soprattutto per essere stato il progettista del Vittoriano a Roma e, più recentemente, i Guzzini (sia Pierino e Mariano che i figli Giovanni e Raimondo), fondatori di una industria leader a livello mondiale nel settore dell’illuminotecnica e arredamento, nonché Aristide Merloni(fondatore della Ariston di Fabriano), Adriano Cecchetti (Industrie ferroviarie Cecchetti di Civitanova M., ex SGI), Mario Clementoni e il figlio (industria di giocattoli), il fermano Ilario Properzi (Continuus Properzi di Milano) e tanti altri noti industriali italiani.

Il ruolo di una istituzione

Già queste informazioni, ci danno l’idea del ruolo di questa istituzione nel tempo, anche perché i ragazzi che frequentavano il Montani provenivano da tutta Italia; parte di essi era ospitata in un convitto tuttora esistente e anche in altri collegi cittadini. Numerosi erano i pendolari dai paesi vicini. Gli altri fuori sede (si arrivò ad avere 5000 studenti iscritti all’Istituto), erano accolti da tante famiglie in città e tutto il territorio viveva dell’indotto di questa cospicua presenza.

Ecco perché questa manifestazione è così sentita, ma soprattutto è importante per il suo valore culturale e divulgativo. Difatti i visitatori, per la maggior parte famiglie con bambini, nonni con nipoti, ex studenti, ex docenti, vengono accolti da preside, vice preside, impiegati e docenti e da un Babbo Natale (ex allievo) che dispensa dolcetti.

Come si gioca

A un tavolo vengono consegnate le cartelle con 6 numeri che corrispondono alle relative postazioni, dove si effettuano esperimenti di ogni genere: chimici, fisici , elettronici, elettrotecnici, informatici, proposti da un team di studenti preparati e  coordinati dai professori delle discipline in questione, effettuati nei vari laboratori tematici della scuola.

Bisogna ricordare che in questo istituto esistono delle apparecchiature d’avanguardia, come i simulatori di volo o navigazione, acquistati o donati, ma anche un museo, il MITI, diretto dal prof. Marco Rotunno: oltre a raccontare la storia dell’istituto e collezionare i vari strumenti scientifici di ogni epoca (compresi esemplari rarissimi o addirittura unici), espone i prestigiosi progetti a cui ha partecipato l’Istituto, come ad esempio le cancellate monumentali del monumento nazionale delle Marche in memoria della battaglia di Castelfidardo o i manufatti a suo tempo esposti dal Montani all’Esposizione Universale di Parigi del 1889, in occasione della quale fu costruita la Torre Eiffel (alla cui progettazione partecipò lo stesso Arthur Morin).

Quando si è completata la cartella della tombola, si va a ritirare un piccolo gadget, in ricordo di questa esperienza.

La manifestazione di quest’anno si è conclusa con un esperimento suggestivo proposto dagli allievi di chimica nel cortile dei laboratori. Una scia di Luminol, quel liquido che serve a rilevare le tracce di sangue nei luoghi dei delitti, si è trasformato in una coda luminosa, come quella di una cometa, davanti agli occhi stupiti di adulti e  bambini.

Questa manifestazione rappresenta quindi un esempio virtuoso della scuola italiana, che in un giorno delle vacanze natalizie si mette al servizio della comunità, responsabilizzando gli studenti, con la collaborazione preziosa di docenti competenti e motivati e di personale ATA collaborativo e gentile.

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