Filmare, filmare e filmare. Tik Tok, il social ammantato a torto di mood che pescherebbero solo intorno ai Millenials o alle GZ, generazioni Z, racconta la vita della guerra in una diretta che forse diretta non dovrebbe più chiamarsi, vista la sua luce sempre live, a prescindere.
Bombe, rincorse al buio e cronache filmate in bunker e supermarket per arrivare alla musica che sapientemente si sovrappone senza imporsi alle immagini.
In questa terra di mezzo tra realtà, televisione e stampa chi ticca e tocca testimonia seduta stante il fatto e lo rende normale, almeno in apparenza.
Visto che questa anomala realtà è fatta di invasione e guerra, con tutto quello che gli esplode dentro.
Un desiderio neanche troppo malcelato? Che i Tik Toker ritornino alle loro mission originarie, video cortissimi, filtrati e rimagheggiati per contenere musica e divertimento.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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