Slide-mainSpettacoloVeneto

Teatro Stabile del Veneto, omaggio al poeta Ezra Pound

2 minuti di lettura

Dall’11 al 15 gennaio, al Teatro Verdi di Padova, Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini nel testo di Leonardo Petrillo.

PADOVA – Il 2023 si apre all’insegna del grande teatro. E della memoria, per rievocare uno dei più influenti poeti del XX secolo, a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Mercoledì 11 gennaio, alle ore 20.30, va in scena, al Teatro Verdi di Padova, Ezra in gabbia o il caso Ezra Pound, scritto e diretto da Leonardo Petrillo. A dare voce e volto alle parole del controverso e tormentato scrittore sono Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini.

Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale insieme a OTI – Officine del Teatro Italiano, rientra nel progetto VenEzra promosso dalla Regione del Veneto e sarà in replica fino a domenica 15 gennaio, per procedere poi con la tournée organizzata in collaborazione con il Circuito Teatrale Regionale Arteven al Teatro Mario Del Monaco di Treviso (20 al 22 gennaio), al Russolo di Portogruaro (24 gen) e al Toniolo di Mestre (25 e 26 gen).

Sul palcoscenico solamente una gabbia. Come quella in cui, nell’estate del 1945, Ezra Pound, ormai sessantenne, fu rinchiuso per 25 giorni, nel campo Arena Metato, in provincia di Pisa. Imprigionato dall’esercito americano tra pareti di rete metallica, un tetto di lamiera e il pavimento in cemento, venne esposto alle intemperie e illuminato costantemente anche durante la notte. Ma nello spettacolo la gabbia rappresenta i successivi 13 anni, quelli in cui Pound fu rinchiuso in un manicomio criminale degli Stati Uniti. Petrillo fa tornare in vita il poeta, con tutte le sue ossessioni. Di giorno, sotto il sole cocente, l’Ezra interpretato da Mariano Rigillo scatenerà la sua furia ieratica, mentre durante la notte emergerà l’intenso mondo poetico, espresso magistralmente negli indimenticabili Cantos rievocati da Anna Teresa Rossini.

Venezia è stata per Pound la città della bellezza, della nostalgia e della libertà. Durante la prigionia nel canto 76 scrive: «free then, therein the difference … »; e Pound è stato un poeta di riferimento in quel raffinato circolo intellettuale veneziano che dialogava con uomini e donne di cultura internazionale, come Peggy Guggenheim o Ernest Hemingway. Il primo viaggio di Pound a Venezia è nel 1908. Il giovane poeta non poteva immaginare che dopo il lungo amore di D’Annunzio per la “Città di Anadiomene” e la furia iconoclasta di Marinetti, sarebbe stato proprio lui l’ultimo cantore modernista della “città di Aldus” [Manuzio], come lui amava chiamarla. Delle visioni e delle acque di Venezia, ultima amata dimora del grande poeta, sono intrisi quasi tutti i Cantos. Della sua presenza nella città lagunare vi è ampia e sentita testimonianza tra gli intellettuali che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.

Lo spettacolo, che ha debuttato anche sul piccolo schermo su Rai5, è liberamente tratto dagli scritti e dalle dichiarazioni del poeta. Le scene sono di Gianluca Amodio, i costumi di Lia Francesca Morandini, le luci di Enrico Berardi e le musiche di Carlo Covelli.

Note di regia di Leonardo Petrillo. Ezra in gabbia è uno spettacolo basato sulle ossessioni: ossessione per la giustizia, per la libertà, per l’usura, che corrode il mondo… L’ossessione dell’uomo Pound che si sente inadeguato, per non essere riuscito, se non a sprazzi, a far fluire carità e amore, “a rendere le cose coerenti”; ma difende la sua poesia, la scoperta delle incongruenze sociali e artistiche, del mondo e degli uomini. È una messinscena che tutto mostra e tutto nega. La scena è spoglia, a eludere sé stessa. La musica è distorsione del reale. I video montano e smontano il concetto stesso di materico, come un bimbo che gioca a creare. Solo la parola, ghianda di luce, trova la propria forma e la propria ragione. Solo il silenzio, finale e definitivo apre la memoria finalmente alla danza della vita e gli restituisce dignità e libertà. Mariano Rigillo è l’attore ideale per interpretare Ezra Pound, con la sua gestualità, la ricerca del silenzio, la parola in idea. Anna Teresa Rossini evoca il pensiero ed i Cantos del poeta/profeta rendendo bello il difficile. A ragione della memoria.

Articoli correlati
AmbienteSlide-mainVeneto

Caccia uccelli migratori, Zanoni (PD): “Su delibera Giunta pronto a depositare un doppio esposto"

2 minuti di lettura
Caccia uccelli migratori, Zanoni (PD): “Su delibera Giunta pronto a depositare un doppio esposto, a Corte dei Conti e Procura della Repubblica….
Slide-mainTempo liberoVenezia

Laura Pausini - Anteprima World Tour a Venezia

1 minuti di lettura
A solamente un’ora dall’apertura delle date dell’Anteprima World Tour in Piazza San Marco e Plaza de España, considerata la grande richiesta dei…
AttualitàSlide-mainVeneto

Morto l’imprenditore Scaligero Giuseppe Manni. Il Cordoglio del Presidente Zaia

1 minuti di lettura
(AVN) Venezia, 27 gennaio 2023 “Con Giuseppe Manni il Veneto perde non solo un imprenditore illuminato – la società Manni Group Spa…

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Newletter Il Nuovo Terraglio