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Teatro Goldoni, Massimo Cacciari presenta “Valzer di parole”

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Il palcoscenico come una macchina del tempo, alla scoperta del teatro austriaco di inizio ‘900. E della forza comunicativa di tre grandi autori che hanno attraversato la Grande Guerra avvertendone i sintomi più profondi e catastrofici. Massimo Cacciari presenta Valzer di parole, un ciclo di tre serate evento, tra dicembre e gennaio, al Teatro Goldoni di Venezia. Primo appuntamento mercoledì 7 dicembre, alle ore 19.00, con Hugo von Hofmannsthal e la sua opera L’uomo difficile. Sul palcoscenico il filosofo veneziano assieme a Gaspare Del Vecchio e Eleonora Marchiori, giovani attori diplomati all’Accademia Teatrale Carlo Goldoni. Gli altri due incontri si terranno ad inizio 2023, precisamente venerdì 13 e 27 gennaio.

Le serate, promosse dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, rientrano nel progetto “Goldoni 400. Il Teatro Viaggiante”, cartellone ideato per le celebrazioni dei 400 anni del Teatro Goldoni, il più antico teatro veneziano ancora in attività. Una rassegna di eventi realizzata dal TSV assieme al Comune di Venezia, alla Regione del Veneto e al Circuito Multidisciplinare Regionale Arteven e promossa nell’ambito del Programma Regionale per la promozione dei Grandi Eventi 2022.

L’indagine di Cacciari partirà da Hugo von Hofmannsthal, noto per essere stato il geniale librettista di Richard Strauss e autore di favole lirico-drammatiche, nonché grande romanziere, poeta e drammaturgo. Tra tutte le sue opere la scelta ricadrà su L’uomo difficile, commedia datata 1921 ma per molti aspetti ancora estremamente contemporanea. Un testo che, giocando sugli equivoci, tratta tematiche che appartengono pienamente a problematiche novecentesche: la capacità del linguaggio di rispecchiare e dirigere la realtà, l’intenzionalità, i rapporti sociali come gioco e la vita come teatro.

Gli altri due appuntamenti si concentreranno, invece, su I fanatici di Robert Musil (13 gennaio) e Girotondo di Arthur Schnitzler (27 gennaio). Del primo emergeranno l’ironia e il disincanto attraverso i quali l’autore dimostra la profonda conoscenza della crisi spirituale europea. Del secondo la capacità di rappresentare il dissolversi di ogni tradizionale valore nella Vienna apocalittica della Seconda Guerra Mondiale.

Tre serate da non perdere durante le quali il pubblico verrà guidato a scoprire, attraverso le opere più significative, tre maestri che hanno fatto grande il teatro austriaco del secolo scorso.

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