Home / Posts Tagged "vincitori"

La Digital Edition conquistata dal trevigiano Gianluca Chiapparo, con una grigliata in vigneto. 60 team, la passione per la griglia riunisce l’Italia

 

Non c’è Covid che tenga, la passione per la griglia riunisce tutta Italia. Lo mostrano ancora una volta gli iscritti a Griglie Roventi, il campionato di barbeque per non professionisti che si tiene ogni anno a Jesolo. L’edizione 2020 si è svolta per la prima volta in versione “Digital Edition” con un party su Zoom. Ognuno si è connesso da casa, ma ha potuto condividere la festa con tutti, grazie a una diretta social andata in scena da piazza Mazzini a Jesolo con la voce di Daniele Belli di Radio Company.

 

60 i team che hanno partecipato: gruppi, non singoli, perché la grande festa di Griglie si è trasformata in tante feste nelle terrazze, nei giardini, e nei campeggi di tutta Italia, dalla Sardegna a Torino, da Bergamo a Murano. I concorrenti, anche se a distanza, hanno decisamente colto lo spirito dell’evento: balli, maschere, parrucche, non è mancato l’entusiasmo. E nemmeno la carne: costicine, salsicce, costate, hamburger, condite con fiumi di salse e tante verdure.

 

 

La presidente di giuria, Angela Maci, raccolto il materiale fotografico, ha giudicato l’impiattamento e la cottura della carne. La scelta è caduta sulla spettacolare creazione di Gianluca Chiapparo, trevigiano, che insieme a una famiglia decisamente numerosa ha cucinato tra i vigneti incarnando perfettamente l’idea della Grigliata. Ha cucinato costicine in cottura lenta e chiuse in cartoccio con birra; tagliata e costata marinate con olio extravergine e spezie; pollo marinato alla birra e miele di castagne, con crema di cipolla di tropea. Ai vincitori arriverà a casa un barbeque professionale Weber, buoni spesa Maxì e birra Forst. Il premio della critica è andato invece al veronese Matteo Cavalleri, per lo stile particolarmente gourmet.

 

Sono davvero giovanissimi i due nuovi campioni della Tiramisù World Cup Junior 2019, la seconda edizione della “sfida più golosa dell’anno”, aperta ai piccoli chef.

 

Ecco i loro nomi: Deva Marton (classe 2010) di Fossò di Venezia, in gara per la ricetta originale, e Daniele Fabris (classe 2009) di Sant’Angelo di Piove di Sacco (Padova) con un Tiramisù realizzato con panna, torrone e fave di Tonka, per la ricetta creativa del dolce (in foto).

 

Dopo le selezioni che si erano tenute nella giornata di sabato, presso la Scuola di Formazione Professionale Fondazione “Lepido Rocco” di Lancenigo di Villorba (TV), la splendida cornice di Villa De Reali di Canossa a Dosson di Casier è stata il teatro delle semifinali e delle finalissime di domenica per entrambe le ricette del dolce, originale e creativa.

 

   

 

I ragazzi hanno dato prova di possedere già la manualità degli adulti, muovendosi con dimestichezza fra savoiardi, uova e mascarpone, e impugnando fruste e cucchiai “da adulti”.

Nella due-giorni di gare l’entusiasmo e la passione dei giovanissimi pasticceri, accompagnati al tavolo da un adulto, hanno fatto divertire gli stessi partecipanti e il pubblico che ha assistito alla competizione e fatto il tifo per loro.

 

«Con dei Campioni così, il futuro del Tiramisù è assicurato – scherza Francesco Redi di Twissen, ideatore e organizzatore della rassegna – . Le iscrizioni per la TWC 2020 sono già aperte e siamo al lavoro per un 2020 che nasce per stupire e crescere ancora di più».

 

La giuria

A decretare i due Campioni di quest’anno, è stata una giuria composta dai nomi “celebri” della Tiramisù World Cup: Sara Arrigoni (Campione TWC 2019, ricetta creativa), Fabio Peyla (Campione TWC 2019, ricetta originale), Diletta Scandiuzzi (Campione TWC 2018, ricetta originale), Marco Bertolo (Campione TWC 2018, ricetta originale), Riccardo Landonio (Campione TWC Junior 2018, ricetta creativa).

 

I finalisti

Per la ricetta creativa, erano giunti in finale anche:

Cristina Pulos, classe 2010, di Zoppola (PN) con un Tiramisù con la Mastica di Chio;

Ambra Arvedi, classe 2010, di Casier (TV) con un Tiramisù con pistacchi salati, mandorlato e sciroppo d’acero.

Per la ricetta originale, erano giunti in finale anche:

Mattia Carraro, classe 2009, di Lasi (VR);

Miguel Fantuz, classe 2009, di Codognè (TV).

I due azzurri conquistano la classica kermesse di Piazza dei Signori che ieri sera ha festeggiato il trentesimo compleanno. Oltre 740 atleti al traguardo, compreso il sindaco Conte  

 

Nekagenet Crippa (Trieste Atletica) ed Elena Romagnolo (Cus Pro Patria Milano) hanno vinto la trentesima edizione della Corritreviso-Trofeo Lattebusche. Classica kermesse su strada che ieri sera, sul traguardo di Piazza dei Signori, ha visto sfilare oltre 740 atleti, tra i quali il sindaco della città, Mario Conte.

 

I due azzurri si sono imposti nelle gare ad invito che chiudevano la serata. Neka Crippa, fratello maggiore del più celebre Yeman, ha conquistato la prova maschile sui 10 chilometri (distanza certificata Fidal), precedendo in volata Pietro Riva (Gs Fiamme Oro Padova). Crippa ha chiuso in 30’55”, avvicinando il record del percorso appartenente ad Eyob Faniel (30’51” nel 2018). A 4” Riva, in ripresa dopo un periodo di infortuni. Terzo il giovane Ahmed Ouhda (Atl. Casone Noceto), l’ultimo ad arrendersi al ritmo imposto dai due battistrada, che si sono giocati la vittoria nell’ultimo giro.

 

“Non mi sembrava di essere in gran serata – ha commentato Neka Crippa -. Ho lasciato agli altri il compito di fare la gara, cercando di rimanere più coperto possibile e la volata mi ha premiato”. Meno incerta la gara femminile.

 

Elena Romagnolo ha allungato la falcata durante il terzo dei cinque giri, chiudendo i 5 km in 17’09”. Sul podio, nell’ordine, anche Sara Brogiato (Aeronautica) e Federica Dal Ri (Esercito). “Treviso? Una città meravigliosa – ha detto la vincitrice, due Olimpiadi nel palmarés -. Non c’ero mai stata, me la sono goduta. Il mio futuro? Da due stagioni non ho problemi, voglio togliermi ancora qualche soddisfazione”.

 

  

 

Oltre 650 gli atleti al via nella prova aperta a tutti sulla distanza di 9,9 chilometri. I più veloci sono stati due trentini: Davide Raineri (Atl. Trento), che ha chiuso in 33’15” dopo una corsa in solitaria, e Loretta Bettin (Atl. Paratico), arrivata al traguardo in 38’24”.

 

Il sindaco Mario Conte è arrivato nel gruppo in 55’02”. Più veloce, il collega di Preganziol, Paolo Galeano, neo tesserato dell’Asd Corritreviso, arrivato 69° assoluto in 41’16”.  La serata si era aperta con le gare giovanili, valide per il campionato regionale. Prima del via, il saluto dell’olimpionico di ginnastica Igor Cassina. Un bel modello a cui ispirarsi. I sei titoli veneti in palio sono stati vinti tutti da atleti trevigiani. Merito, nell’ordine, di Rebecca Agbortabi (Trevisatletica), leader tra le ragazze, di Pietro De Pizzol (Silca Ultralite), dominatore tra i ragazzi, di Sofia Tonon (Silca Ultralite), protagonista tra le cadette, di Sofyan Goudadi (Atl. Valdobbiadene), senza rivali tra i cadetti, e di Matteo Andreola e Sara Meneghel, duo del Team Treviso, impostosi nella gara allievi.

 

 

A Trevisatletica, anche quest’anno, il Trofeo Lattebusche, per il più alto del numero di iscritti nelle gare under 18. A proposito di alto, salutati in piazza anche Paolo Borghi e Sergio Baldo, due grandi ex – trevigiani doc – della specialità. Treviso corre (e salta) tra gli applausi.

 

Classifiche complete.

Photo Credits: Roberta Radini

I vincitori del Premio Locanda da Gerry 2019 sono una videomaker che vive a New York e lavora per Vice, uno dei più importanti siti di informazione mondiale, una violinista dal lungo palmares di riconoscimenti, ultimo dei quali l’ingaggio al prestigioso teatro San Carlo di Napoli, e due fratelli che stanno rilanciando un’impresa artigiana dopo la scomparsa del padre.

Li ha scelti nei giorni scorsi la giuria del riconoscimento che dal 2018 premia i talenti “under 35” che si siano distinti nel campo della cultura, dello sport, dell’impresa.

I loro nomi: Elena Grosso, 27 anni di Roncade, Claudia Irene Tessaro, 23 anni di Vallà di Riese e i fratelli Riccardo e Marco Zanesco, 27 e 26 anni di Pederobba.

Le loro storie raccontano la migliore gioventù fatta di coraggio, passione e determinazione. Conosciamoli!

Elena Grosso

Nasce a Roncade, studi al Liceo Canova e al Duca degli Abruzzi, dopo il diploma si trasferisce a Miami (Usa) dove per un anno lavora nella cucina di un ristorante italiano; poi il rientro in Italia e la decisione più coraggiosa: investire nel proprio futuro, d’intesa con la famiglia che la incoraggia a una scelta di vita internazionale. Elena passa una selezione per entrare nella prestigiosa scuola di recitazione Actors Studio, fondata da Elia Kazan nel 1947 a New York, e per due anni si forma in questo “tempio sacro”. Nel frattempo si specializza nella tecnica video e insieme a un socio fonda la Lightofilm, casa di produzione di video e realizza alcuni lavori di successo. Uno di questi, dedicato a un pescatore di Murano, vince numerosi premi. Collabora con Netflix per la realizzazione di un video sulla Juventus. Da alcuni mesi lavora a Vice, uno dei più importanti siti di informazione mondiale, come tecnico al montaggio e alla post produzione.

Claudia Irene Tessaro

Inizia  gli studi  di violino all’età di cinque anni e si diploma a 17 anni con il Massimo dei voti, Lode e Menzione d’Onore nel Conservatorio” A. Steffani” di Castelfranco sotto la guida di Stefano Pagliari. Dal 2013, si perfeziona con Salvatore Accardo, nel 2016 consegue una borsa di studio alla Musikhochschule di LuganoÈ considerata nel panorama nazionale dalla critica un talento emergente del violino, e una raffinata interprete del repertorio violinistico del ‘900.  In ambito orchestrale è risultata idonea alle audizioni indette al Teatro San Carlo di Napoli e dal 2018 ricopre il ruolo di Professore d’orchestra aggiunto; nella stagione 2018-’19 è già stata convocata per alcune produzioni in cartellone . Dal 2015 al 2018 è stata a fianco del maestro Riccardo Muti, come violino di ruolo dei primi, risultando idonea anche come spalla, nell’Orchestra Giovanile L. Cherubini da lui diretta. Suona un violino per lei espressamente costruito del Liutaio Franco Simeoni.

 

Riccardo e Marco Zanesco

Rappresentano una storia di impresa positiva. All’età di poco più di vent’anni, a causa della prematura scomparsa del padre, Nico, sono costretti a rimboccarsi ancora di più le maniche e a fare la scelta di proseguire nell’azienda di famiglia, la ORVI (Officina Riparazioni Veicoli Industriali) di Pederobba, fondata appunto dal padre nel 1972 con un socio. La scelta è condivisa e incoraggiata dalla famiglia: dalla madre Elisabetta e dalle sorelle Marta, Sara e Serena. Oggi l’azienda di famiglia prosegue nella sua attività, riscuotendo l’apprezzamento dei clienti e del territorio: ha sette dipendenti e ricavi per 1,5 milioni di euro. La storia di Riccardo e Marco, e delle loro famiglie, rappresenta un esempio di talento applicato al mondo dell’impresa.

La cerimonia di consegna del Premio Locanda Da Gerry venerdì 21 giugno nell’omonimo ristorante Da Gerry di Monfumo, nel corso di una serata speciale che renderà omaggio alla tradizione enogastronomica locale per dare il benvenuto all’estate.

L’iniziativa del Premio Locanda da Gerry ha avuto il patrocinio di Confartigianato AsoloMontebelluna e Credito Trevigiano. Il ricavato della serata, attraverso una sottoscrizione libera, andrà a sostenere la Lega italiana per la lotta contro i tumori di Treviso (LILT).

L’anno scorso il Premio Locanda da Gerry era stato attribuito allo chef stellato Francesco Brutto, al designer e progettista Andrea Mocellin e alla campionessa mondiale di scherma Eleonora De Marchi.

Federico Bagni di Rovellasca (Como) con il racconto Dieci minuti e Alice Codato di Scorzè (Venezia) con il racconto L’ultima tappa sono i vincitori nelle categorie adulti e under 18 della quinta edizione del concorso letterario nazionale “Rosso d’Inverno”, organizzato dal Comune di Casier.

 

A Tatiana Santin di Miane (Treviso) con il racconto Una cassetta da lustrascarpe e… dintorni l’assegnazione del premio speciale in memoria di Francesca Rago.

 

La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 26 gennaio 2019 nella tensostruttura della 33esima Festa del Radicchio Rosso di Treviso a Dosson alla presenza di una folta cornice di pubblico.

 

La giuria, presieduta dal giornalista e scrittore Pierluigi Tamborini e composta da Daniela Barzan, presidentessa dell’Associazione Selaluna, dall’ex sindaco di Casier Daniela Marzullo, dalla giornalista Rai Patrizia Giustarini e dal prof. Gianfranco Casaro, ha inoltre premiato i seguenti raccontiCorrendo sui ricordi di Claudia Giuliato di Casale sul Sile (Treviso) (2. Posto adulti), Domani mattina di Maurizio Comanducci di Aguscello (Ferrara) (3. Posto adulti), Oltre il bosco di Erica Truglio di Paternò (Catania) (2. Posto under 18) e L’artista che guardava l’orizzonte di Gioia Baccan di Villadose (Rovigo) (3. Posto under 18).

 

Una segnalazione di merito inoltre è andata ai racconti Il folle volo di Diego Inghilleri di Sesto San Giovanni (Milano) e Fuoco alle polveri di Anna Di Giusto di Firenze.

 

I finalisti hanno ricevuto premi in denaro, targhe e la valigetta di radicchio offerto dalla locale Associazione produttori. Durante la cerimonia, presentata dal vicesindaco nonché assessore alla cultura Simona Guardati e dallo stesso Pierluigi Tamborini, grande spazio è stato dato alla lettura dei racconti premiati, grazie alle voci di Miriam Noè, Rossella Gioia e Maurizio Rizzo. Non è mancata la componente musicale con la presenza di una band composta dagli amici di Francesca Rago.

La squadra formata da Matteo Gobbo, Paolo Pellizzari, Marco Pavan, Luca Solone e Mattia Picello si è imposta nella gara sui 15,5 chilometri da Colfosco allIsola dei Morti che ha commemorato il centesimo anniversario della fine della Grande Guerra. Team Treviso primo tra le donne. Una mattinata dalle emozioni forti, tra sport e rievocazione storica

 

Hanno vinto gli Arditi, e in fondo non poteva essere diversamente. La Staffetta del Centenario ha incoronato un quintetto dal nome evocativo: durante la Prima Guerra Mondiale, gli Arditi erano il reparto d’élite dell’esercito italiano. E a loro è andato l’omaggio della staffetta composta da Matteo Gobbo, Paolo Pellizzari, Marco Pavan, Luca Solone e Mattia Picello. Cinque atleti, in rappresentanza di altrettante società sportive (rispettivamente Tornado, Vicenza Runners, Audace Noale, Biotekna Marcon e Brugnera Friulintagli), che hanno fatto il vuoto sui 15,5 chilometri da Colfosco di Susegana a Moriago della Battaglia, dove la suggestiva cornice dell’Isola dei Morti ha accolto i protagonisti della staffetta organizzata dal Comitato provinciale della Fidal per commemorare i cento anni dalla fine della Grande Guerra.

 

Gli Arditi hanno completato la prova in 49’50”, infliggendo un distacco di oltre 4 minuti al Team Treviso B, composto da Emiliano Facin, Francesco Capovilla, Giosuè Gazzola, Johnny Moretto, Edoardo Poloni. Bronzo, in 56’31”, per la Scuola di Maratona di Vittorio Veneto, con Luca Emanuele, Enrico Tomasella, Moreno Nadal, Ivan Cao e Luca Della Libera. Al quinto posto un quintetto dell’Atletica Sernaglia che ha schierato come ultimo staffettista il presidente del Comitato provinciale della Fidal, Oddone Tubia, l’uomo che più di ogni altro ha voluto la riproposizione della Staffetta del Centenario.

 

 

Il tracciato della corsa, seguendo il Piave, ripercorreva lo sviluppo di una staffetta organizzata nel 1968 per celebrare il cinquantenario della fine della Grande Guerra: Tubia era in gara anche allora, poco più che ragazzo, con la maglia dell’Audax Fontane, e questo spiega l’emozione mostrata dal numero uno della Fidal trevigiana una volta tagliato il traguardo. Miglior quintetto femminile, il Team Treviso: Alessia Dal Vecchio, Sara Tommasini, Martina Pillon, Chiara Mometti e Deborah Zilli sono giunte sulla linea d’arrivo in 1h03’12”, mentre gli altri due gradini del podio sono stati occupati da quintetti dell’Atletica Sernaglia.

 

È stata una mattinata ricca di emozioni. Tra gli ultimi atleti ad arrivare all’Isola dei Morti, Vittorio Cappellin, giunto appositamente da Ferrara. Cappellin non è riuscito a mettere insieme una staffetta e così ha corso l’intera gara da solo, portando con sé un mazzo di fiori che ha poi depositato ai piedi del monumento a forma di piramide dedicato ai caduti del Piave. Un’ottantina di staffette ha partecipato alle gare giovanili che, su un percorso ridotto, tutto all’interno dell’Isola dei Morti, con un suggestivo passaggio anche nel Giardino della Memoria, ha accompagnato la prova assoluta. Tra gli intervenuti, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni comunali del Quartier del Piave, guidati dal sindaco di Moriago della Battaglia, Giuseppe Tonello, anche un grande campione del passato: l’ex mezzofondista Stefano Mei. Poco prima delle premiazioni finali, in un clima di generale emozione, il sorvolo degli aerei d’epoca della Jonathan Collection che hanno disegnato in cielo il Tricolore. Con la Staffetta del Centenario si è corso davvero nella Storia.

 

 

 

 

RISULTATI

 

UOMINI: 1. Gli Arditi (Matteo Gobbo, Paolo Pellizzari, Marco Pavan, Luca Solone, Mattia Picello) 49’50”, 2. Team Treviso B (Emiliano Facin, Francesco Capovilla, Giosuè Gazzola, Johnny Moretto, Edoardo Poloni) 54’03”, 3. Scuola di Maratona (Luca Emanuele, Enrico Tomasella, Moreno Nadal, Ivan Cao, Luca Della Libera) 56’31”, 4. Insieme per ricordare (Cristian Casotto, Stefano Cuzziol, Daniele Girardi, Silvano Tomasi, Pierandrea Agnini) 57’17”, 5. Atl. Sernaglia A (Mauro Stival, Loris Pillon, Daniel Rizzetto, Enrico Bortoluzzi, Oddone Tubia) 57’57”, 6. Amici di Lutrano (Sandro Brisot, Paolo Zanet, Ivan Lunardelli, Telemaco Menegaldo, Cristian Pivetta) 58’05”.

 

Settore giovanile

Allievi (200-400-600): 1. Atl. Pederobba (Elia Ian Baratto, Samuele Menegazzo, Fabio Piovesan), 2. Atl. San Biagio (Loris Cadamuro, Davide Portello, Fabio Nureconda), 3. Vittorio Atletica (Giacomo De Osti, Massimiliano Pinese, Samuele Voltolina).

 

Cadetti (200-400-600): 1. Us Quinto Mastella (Alessandro Pettenò, Edoardo Doro, Giovanni Lazzaro), 2. Atl. Sernaglia (Mario Meler, Manuel Benedetti, Enea Ballancin), 3. Vittorio Atletica (Andrea Dal Cin, Matteo Zanette, Filippo Peruch).

 

Ragazzi (200-400-600): 1. Trevisatletica (Alessio Favaretto, Giovanni Zuccon, Filippo Bisetto), 2. Atl. Santa Lucia di Piave (Damiano Busatto, Filippo Brescacin, Marco Zanchetta Modolo), 3. Atl. Sernaglia (Nicola Dalla Longa, Filippo Tonon, Federico Morona).

 

Esordienti mista (3×200): 1. Atl. Ponzano A (Carlotta Pivato, Arianna Berto, Alessia Tozzato), 2. Vittorio Atletica D (Vittoria De Osti, Ishmael Awah, Valentino Stremiz), 3. Nuova Atl. Roncade A (Andrea Marcolongo, Matilde Zamuner, Noemi Bona).

 

DONNE: 1. Team Treviso (Alessia Dal Vecchio, Sara Tommasini, Martina Pillon, Chiara Mometti, Deborah Zilli) 1h03’12”, 2. Atl. Sernaglia F (Moira Lorenzon, Monica Partis, Valeria Furlan, Cristina Tormena, Marzia Signorotto) 1h03’48”, 3. Atl. Sernaglia E (Caroline Walz, Tiziana Moro, Mara Campion, Selena Sanzovo, Olivetta De Conti) 1h10’09”, 4. Valdobbiadene (Maria Pia Marino, Patrizia Berton, Manuela Moro, Silvia Bordin,Elisabetta Bogo) 1h15’14”, 5. Per ricordare (Claudia Faraon, Nelly Piovesan, Marilisa Peruch, Tatiana Da Dalt, Arianna Zardetto) 1h29’17”.

 

Settore giovanile

Allieve (200-400-600): 1. Vittorio Atletica (Silvia Pandolfo, Giorgia Rizzo, Beatrice Rossetto). 

 

Cadette (200-400-600): 1. Atl. San Biagio (Anna Trevisiol, Martina Vallero, Elena Campion), 2. Atl. Ponzano (Gloria Thomas, Maguatte Thiam, Arianna Vidotto), 3. Atl. Pederobba (Letizia Checuz, Lia Menel, Deborah Cecchel).

 

Ragazze (200-400-600): 1. Trevisatletica (Rebecca Agbortabi, Wally Spagnol, Beatrice Buso), 2. Atl. Ponzano (Cecilia Feltrin, Matilde Spessotto, Emma Carniato), 3. Atl. Stiore Treviso (Lucrezia Comin, Irene Bortoletto, Elisa Maglione).

Acqua dal cielo, acqua dalla laguna: la 33. edizione della Venice Marathon, disputatasi ieri mattina, si ricorderà non solo tra le più bagnate, ma anche, dovendo fare i conti anche con il vento di scirocco, tra le più dure.

 

La marea sostenuta, che ha costretto gli organizzatori a cambiare all’ultimo momento il percorso, portando l’arrivo da piazza san Marco a Riva dei Sette Martiri, non ha evitato ai 13.000 partecipanti (di cui 5.000 donne) di dover affrontare l’ultimo tratto della gara con i piedi ben dentro l’acqua. Una fatica in più, a cui si devono aggiungere le cattive condizioni climatiche, che hanno decisamente influito anche sui tempi finali.

 

A vincere, nella categoria maschile, è stato il favorito, l’etiope Mekuant Ayenew Gebre, in 2.13’23”, davanti al keniano Gilbert Kipleting Chumba. Primo degli italiani, con un tempo abbondantemente sopra le 2.30′, il noalese Luca Solone. Tra le donne, invece, ha letteralmente trionfato, col tempo di 2.31’29”, la keniana Angela Tanui.

 

A premiare i vincitori, sul palco, in rappresentanza della città, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, in compagnia degli assessori comunali Michele Zuin e Paolo Romor.

 

Tra le novità del tracciato, il passaggio per il centro di Mestre davanti all’M9, il nuovo polo culturale cittadino che ospiterà tra l’altro il Museo del Novecento.

 

Il veneziano vince in 1h09’35”, nuovo primato personale, precedendo il pugliese Marangi e il trevigiano Ghenda. La romagnola si migliora di oltre due minuti, chiudendo in 1h15’49”, miglior tempo italiano nella storia della mezza maratona organizzata dall’ex azzurro Salvatore Bettiol. Oltre 2.100 classificati sui 21 chilometri. In 850, con il sindaco Mario Conte, nella nuova 10K

 

La Mezza di Treviso si veste del tricolore. Non era mai successo, in quattro anni, che due italiani trionfassero nella stessa edizione della mezza maratona organizzata dall’ex azzurro Salvatore Bettiol. È accaduto ieri, con le vittorie di Luca Solone e Beatrice Boccalini, un veneto e una romagnola per un’accoppiata del tutto inedita sulle strade trevigiane.

 

 

Luca Solone, noalese, figlio d’arte (papà Claudio è stato un ottimo fondista negli anni ’80), in forza alla Biotekna Marcon, ha chiuso in 1h09’35”, staccando il pugliese Alessandro Marangi (Atl. Amatori Cisternino), giunto al traguardo in 1h10’42”. Bronzo per Stefano Ghenda (Atl. Biotekna Marcon), che risiede a Ponzano, dove si allena con il tecnico Rocco Pol, ed è il miglior trevigiano di giornata (1h12’18”).

 

La gara si è decisa al 15° chilometro, a conclusione del suggestivo Giro dei Tappi – preludio all’innesto del percorso sulla Restera, la strada arginale che accompagna il Sile – quando Solone ha allungato, staccando progressivamente Marangi. “Sono in preparazione per la Venicemarathon – ha commentato Solone -. Ero indeciso se spingere a fondo o risparmiarmi un po’. Poi mi sono detto che valeva la pena provarci. Alla fine, è arrivato anche il nuovo personale, con un miglioramento di una ventina di secondi. Ora la maratona”.

 

 

Alla maratona è arrivata, senza fretta, anche Beatrice Boccalini (G.s. Gabbi), ventiseienne fisioterapista di Riccione, scesa a 1h15’49”. Il 23 settembre era giunta sesta a Udine in 1h18’08”. A Treviso si è migliorata di 2’19”. “Non ci credo neppure io – ha detto Beatrice -. Un progresso di questa portata non l’avevo messo in preventivo. Complimenti all’organizzazione: il percorso, oltre che stupendo, è anche molto veloce. La maratona? È nel mio futuro. Ma non prima della primavera”.

 

La Boccalini ha fatto gara a sé sin dai primi metri, realizzando il miglior tempo di sempre per un’italiana sul traguardo ai piedi delle mura. Argento per Giulia Montagnin (Atl. Saluzzo), trevigiana trapiantata in Piemonte, per lei, un buon 1h22’54”. Terza, in 1h25’33”, la bellunese Francesca Tonin (Ana Atl. Feltre).

 

 

Applausi anche per Mauro Casagrande e Stefania Bonatto, primo uomo e prima donna a giungere sul traguardo della 10K, la nuova prova sui 10 chilometri, aperta a tutti e cronometrata, che nel finale ripercorreva lo stesso tragitto della mezza maratona. Casagrande, 43 anni, è un montebellunese trapiantato per ragioni familiari al Lido di Venezia. L’agile falcata con cui è giunto, in 34’47”, sul traguardo di viale Bartolomeo d’Alviano, denuncia i suoi trascorsi d’alto livello: Mauro è stato azzurro dei 1500 metri alla fine degli anni ’90. Ora corre per divertimento.

 

“Il primo amore non si scorda mai – spiega Casagrande -. Vado una volta alla settimana ad allenarmi a Noale da Giuseppe Mattiello, il tecnico che mi seguiva ai bei tempi. Due ore andare e due ore tornare, ma alla passione non si comanda. Sono venuto a Treviso, che considero sempre la mia città, per rendere omaggio a un campione com’è stato Salvatore Bettiol. Ho trovato un percorso bellissimo e un’organizzazione perfetta”.

 

Stefania Bonatto, atleta di Vittorio Veneto, tesserata per il Gp Livenza, ha invece fermato il cronometro a 42’02”. Una soddisfazione, a suo dire, inattesa. Nel gruppo degli 850 partecipanti alla 10K anche il sindaco Mario Conte, che all’ultimo momento, a causa di un piccolo infortunio domestico, ha rinunciato alla mezza maratona per prendere il via sulla prova ridotta. Conte ha chiuso in 1h02’46”. Poco più indietro l’ex sindaco Giovanni Manildo (1h04’00”).

 

 

Oltre 2.100 i classificati nella mezza maratona. Il commento di Salvatore Bettiol: “È stata una grande domenica di corsa. Abbiamo ricevuto tantissimi complimenti per l’organizzazione. Anche il debutto della 10K è piaciuto. Il resto, l’hanno fatto la bellezza del percorso e della città. Siamo una realtà organizzativa solida, che punta sempre più in alto”.

 

La Mezza di Treviso tornerà il 13 ottobre 2019. Ma prima c’è un altro appuntamento: la “5 alle 5”, la grande corsa all’alba che il prossimo anno si svolgerà il 7 giugno. Obiettivo: i tremila iscritti, per proseguire la crescita che ha condotto l’evento ad essere una delle corse in orario antelucano più partecipate d’Italia. La Mezza di Treviso non si ferma proprio più.

 

 

La tredicesima edizione di Griglie Roventi è stata vinta da due amici padovani: Davide Merigliano e Giuseppe Cantele.

Sabato 21 luglio, in piazza Torino a Jesolo, cento coppie si sono sfidate a colpi di griglia per conquistare la giuria composta da chef professionisti, operatori e giornalisti del settore, capitanati dalla food blogger Angela Maci.

 

Pollo in salsa di rum, salsicce con tartufi, costine alla curcuma, peperoni e cipolla di Tropea: questa è la ricetta vincente che ha permesso agli amici padovani di superare le altre 99 coppie di cuochi non professionisti in gara.

Al secondo posto si sono classificati Elena Dal Bianco e Manuel Ciot, provenienti da Fontanelle (Treviso).

Terza classificata infine una coppia di Bologna, composta da Giuseppe Masi e Ilaria Barie.

 

In questa tredicesima edizione due partecipanti hanno proposto ai giudici una ricetta con insetti, suscitando grande curiosità tra il pubblico e permettendo loro di ottenere la ventitreesima posizione.

 

L’edizione di quest’anno aveva come tema il carnevale. Gli sfidanti si sono cimentati nella sfida all’insegna della goliardia, trasformando la gara in un enorme barbecue in maschera per il divertimento loro e del pubblico. L’organizzazione ha assegnato il premio del miglior costume ad Asterix e Obelix.

 

Il palcoscenico è stato animato da Cristiano Militello, il famoso inviato di Striscia la Notizia, ed Elisa Bagordo.

 

In 13 anni di sfide, Griglie Roventi ha coinvolto ben 3410 concorrenti e 215 mila spettatori. L’edizione di quest’anno ha raggiunto il sold-out in appena 3 giorni.

 

Fonte: Il Gazzettino

La giuria ha votato la rosa dei tre giovani che si sono distinti per il loro talento. Sul podio Francesco Brutto, chef del ristorante veneziano Venissa, Eleonora De Marchi, campionessa mondiale di scherma da Castelfranco Veneto e Andrea Mocellin, inventore del progetto Revolve originario di San Nazario, nel Vicentino. Venerdì 22 giugno la serata della premiazione ufficiale al ristorante di Gerry Menegon a Monfumo, nel Trevigiano

 

La giuria dello storico premio “Locanda da Gerry”, ideato da Gerry Menegon, titolare col fratello del ristorante omonimo di Monfumo, nel Trevigiano, ha proclamato i vincitori assoluti che si sono distinti per il loro talento. Ecco chi sono i tre giovani under 35 saliti sul podio delle eccellenze: lo chef Francesco Brutto, la campionessa mondiale di scherma Eleonora De Marchi e l’inventore Andrea Mocellin.

 

Francesco Brutto, trevigiano di Campocroce, classe 1988, è uno chef prodigio che vanta prestigiosi premi, tra i quali una stella Michelin per entrambi i ristoranti che gestisce, il Venissa di Mazzorbo a Venezia e Undicesimo Vineria a Treviso, Tre Cappelli alla Guida dell’Espresso di quest’anno, la stessa che già nel 2017 l’aveva nominato “Giovane dell’anno”.

 

 

 

Il secondo talento viene da Castelfranco Veneto, sempre nel Trevigiano, ed è la campionessa di scherma Eleonora De Marchi, appena ventenne e già pluripremiata. Componente della Nazionale italiana assoluta di spada femminile, ha collezionato molteplici Coppe Oro del Mondo, tra le quali Under20 a Burgos, in Spagna e a Helsinki in Russia, e le recenti sia in squadra che individuale a Laupheim, in Germania.

 

 

 

 

 

 

Infine, il terzo giovane che si è aggiudicato il premio arriva dalla provincia di Vicenza, a San Nazario in Valbrenta, ed è Andrea Mocellin, innovativo designer trentatreenne. Laureato in un Master in progettazione di veicoli al Royal College of Art di Londra, il suo curriculum riporta esperienze professionali notevoli con i più famosi marchi d’auto come Fiat, Audi e Ferrari. Mocellin si è distinto in particolare per aver inventato Revolve, la prima ruota modulare che si può piegare e infilare anche in zaino: il sogno dei viaggiatori e dei pendolari.

 

 

Lo storico premio “Locanda da Gerry” è nato nel 2008 e, dopo una pausa creativa, è tornato con una forte motivazione, “Sfatare il mito che l’Italia è un paese per vecchi, che non dà spazio quindi alle giovani leve”, spiega Gerry. “Il Premio vuole infatti dare visibilità a quei talenti under 35 che appartengono alla fascia territoriale compresa tra il Brenta e il Piave. Ma oltre a mettere in luce le grandi risorse umane del nostro territorio, abbiamo anche uno scopo sociale: una parte del ricavato viene devoluta a un’associazione di solidarietà  indicata di volta in volta, come sarà anche quest’anno”.

 

Appuntamento dunque a venerdì 22 giugno presso il ristorante di Menegon a Monfumo, in via Chiesa 6, con una cena con ospiti vip per le premiazioni.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni