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È stata unitaria l’assemblea pubblica che si è svolta mercoledì 29 maggio, tra le 10 e le 12, in Piazzetta G. Pellicani, a Mestre (o, in caso di maltempo, nella Sala Laurentianum di fianco al Duomo).

 

I rappresentanti dello SPI CGIL Venezia, di FNP CISL Pensionati Venezia e della UIL Pensionati Venezia, illustreranno i motivi (16 milioni di buoni motivi) che vedranno scendere in piazza i pensionati nella Manifestazione del 1° giugno a Roma.

 

“Dateci retta! È la parola d’ordine con cui chiederemo al Governo la difesa e la tutela dei diritti dei pensionati, messi a dura prova dai tagli alle rivalutazioni e dalle diminuzioni del potere d’acquisto, nonché da politiche di riduzione e taglio ai servizi sociali e sanitari, essenziali per la vita degli anziani”. Questo sottolinea Daniele Tronco, segretario generale dello SPI CGIL Metropolitano Venezia.

 

“Paghiamo più di tutti i pensionati d’Europa e le risorse recuperate dalla lotta all’evasione e all’elusione devono essere destinate a ridurre la pressione fiscale sui pensionati e lavoratori. Sono circa 81 mila gli anziani della provincia di Venezia a subire il taglio della pensione; solo perché “colpevoli” di ricevere un assegno superiore ai 1537 euro lordi al mese (circa 1200  euro netti). Continueremo quindi a mobilitarci contro questi provvedimenti, domani a Mestre in una assemblea pubblica unitaria e il 1° giugno a Roma”. Conclude Tronco.

Il recente incontro tra l’amministrazione comunale e le rappresentanze sindacali è stata l’occasione di un bilancio delle attività svolte e di prossima realizzazione

 

Già in questo inizio anno si sono incontrati amministrazione comunale di Mogliano e i Sindacati dei pensionati in rappresentanza di CGIL, CISL e UIL provinciali per siglare l’intesa 2019. Sul tavolo l’attività amministrativa svolta dal Comune sul versante del contenimento dell’imposizione fiscale locale, i progetti di particolare utilità alla cittadinanza più debole con interventi, anche di natura economica, per le famiglie, i precari, gli anziani e i bambini, come la riqualificazione dei plessi scolastici, la sanità territoriale, ma anche la tutela e la valorizzazione dell’ambiente e il contenimento del consumo del suolo.

 

Al recente incontro con il sindaco Carola Arena per la sigla dell’intesa erano presenti Paolino Barbiero, Maurizio Busso e Franco Baggioli per lo SPI CGIL di Treviso, Sneder Scotton, Antonio Bidinotto e L. Battistella per FNP CISL Belluno Treviso e Mario Tozzato per UILP UIL Treviso Belluno.

 

Il sindaco Arena ha illustrato la situazione economico finanziaria del Comune, evidenziando come, nonostante alcune pesanti criticità – quali il peso della rata di maxi mutuo ereditata dalla precedente amministrazione relativa al derivato e la questione SPL ancora in corso (a tal proposito, dal 2015, sono stati accantonati più di 5 milioni di euro a tutela dell’Ente) – il Comune abbia comunque operato per abbattere la tassazione locale introducendo una soglia di esenzione per l’addizionale Irpef per i redditi fino a 10mila euro annui. A tal proposito i Sindacati, nel sottolineare l’importanza di questo primo passo, hanno rinnovato la richiesta di esentare i redditi fino ai 15mila euro.

L’amministrazione conferma inoltre la volontà di aderire al Patto antievasione attraverso l’accordo con Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate.

 

Sono stati poi elencati i diversi interventi in corso e di prossima realizzazione sugli edifici pubblici e le infrastrutture: le riqualificazioni alle scuole primarie Verdi e media di via Gagliardi, in convenzione con l’ULSS 2 l’intervento per la riqualificazione e ristrutturazione del Distretto socio-sanitario con il mantenimento in loco degli attuali servizi, la realizzazione della pista ciclabile del Terraglio da Marocco a Mogliano centro, la riqualificazione e decoro di piazza Donatori del Sangue e dell’area della stazione ferroviaria, l’ampliamento del cimitero monumentale e la realizzazione del centro culturale e sociale di via Roma, per finire con l’implementazione della videosorveglianza sul territorio. Per l’affidamento dei lavori di tali opere il Comune si impegna a non adottare gare al massimo ribasso.

Citati anche i numerosi interventi per la tutela e la salvaguardia idrogeologica del territorio svolti nel corso del 2018 lungo i corsi d’acqua.

 

Nel collaborare con tante realtà associative del territorio l’Amministrazione persegue l’obiettivo di intervenire nella creazione e nel sostegno di progetti di utilità sociale e a favore delle fasce più deboli anche attraverso l’erogazione di contributi economici riconosciuti su verifica dell’ISEE per agevolazioni. Tra questi AffittiAMOgliano, finalizzato al reperimento di soluzioni abitative per famiglie o singoli che dispongono di medio-bassa capacità economica, e progetti per favorire il reinserimento lavorativo degli espulsi dal ciclo produttivo e l’inserimento di giovani precari.

 

Tra i tanti punti, parti sociali e amministrazione comunale hanno condiviso le criticità emerse dal varo del nuovo Piano SocioSanitario Regionale e rispetto alla programmazione dei futuri piani di zona. I Sindacati si dicono vigili nel monitorare tali aspetti per il completamento e l’integrazione della rete di sanità locale con gli ospedali di comunità, il funzionamento della centrale operativa territoriale e la realizzazione delle aggregazioni funzionali territoriali, nonché delle forme associate delle medicine di gruppo integrate. Verranno, inoltre, investiti un milione di euro (40% ULSS e 60% Comune) per l’ampliamento e la ristrutturazione del distretto sanitario dove saranno ospitati gli studi medici specialistici ora in via Tommasini e creata la sala del Commiato. L’amministrazione ha sottolineato come, solo attraverso un percorso di concertazione tra Comune, ULSS, Regione Veneto e Sindacati, si potrà risolvere l’annosa questione dell’Ipab Gris.

 

“Nessuna amministrazione è immune da valutazioni – hanno affermato le organizzazioni sindacali presenti –, crediamo che attraverso il coinvolgimento dei soggetti che operano nel territorio e che ne portano le diverse istanze si possa raggiungere il compimento dell’interesse della collettività. Nell’amministrazione Arena abbiamo sempre trovato un interlocutore aperto all’ascolto e la capacità di fare sintesi per trovare soluzione alle questioni poste”.

 

“In questi 5 anni il dialogo e il confronto con tutte le sigle sindacali è stato e continua ad essere di grande aiuto nella individuazione delle priorità per il nostro territorio e nella successiva programmazione degli interventi e delle progettualità da mettere in campo a favore della nostra comunità”, ha dichiarato Carola Arena, sindaco di Mogliano Veneto.

La redazione de Il Nuovo Terraglio ritorna sul tema del ridimensionamento Carrefour e della riorganizzazione del centro commerciale Valecenter a seguito dell’interesse suscitato dalla pubblicazione dell’intervista al Sindaco di Marcon, Matteo Romanello.

 

Abbiamo contattato Alberta Fuga, dipendente Carrefour da 25 anni e delegata sindacale FILCAMS CGIL, che ci ha dato una sua opinione in merito.

 

Signora Fuga, anche a Lei chiedo: quali impressioni ha avuto a seguito dell’incontro avvenuto lo scorso 13 novembre presso la sala parrocchiale di Dese?

Innanzitutto una precisazione: l’idea di questo incontro è nata quando il sindaco Romanello è venuto a conoscenza della situazione dell’ipermercato Carrefour che noi lavoratori – vivendo tutti i giorni – ben conosciamo. Se ne parla da parecchio tempo e ha quindi chiesto a me ulteriori informazioni e di organizzare un incontro con i lavoratori e le lavoratrici sia dell’ipermercato Carrefour che del centro commerciale nel suo insieme. Nel corso della serata sono emerse delle problematiche circa un calo del fatturato che riscontriamo ormai da parecchio tempo, probabilmente dovuto alla perdita di clientela, a un’organizzazione forse non sufficientemente competitiva rispetto ai nostri diretti concorrenti. Di conseguenza, se cala il fatturato, maggiore è la difficoltà ad affrontare le spese, si taglia sul personale, non vengono effettuate nuove assunzioni e via dicendo.

 

Quali proposte avete inoltrato alla direzione per ovviare il problema? Quali le opinioni del sindacato?

Innanzitutto vorrei affermare che, finora, nessuno è mai stato lasciato a casa: la società ha usufruito di tutti gli strumenti di legge a favore dell’occupazione predisponendo gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga) e gli incentivi di solidarietà. Aggiungo inoltre che ad alcuni lavoratori a cui mancava poco per raggiungere i requisiti pensionistici sono stati concessi incentivi di buonuscita.

Le proposte che abbiamo messo in campo per attenuare la perdita di fatturato, di cui si diceva, riguardano una diversa riorganizzazione degli spazi all’interno del centro commerciale Valecenter, il ripristino del punto informazioni in galleria – a nostro avviso di fondamentale importanza per indirizzare i clienti verso il negozio prescelto –  e la reintroduzione della navetta, ad oggi soppressa, che anni fa collegava Venezia al nostro centro commerciale.

 

A proposito di trasporti pubblici, il Sindaco Romanello si è impegnato a dialogare con ACTV affinché anche la fermata del Valecenter rientri all’interno della fascia urbana agevolando un maggior numero di utenti.

Sì, confermo. Non credo abbia senso pagare un biglietto di fascia extraurbana per poche centinaia di metri, senza contare che l’area commerciale non comprende solo noi ma molte altre realtà di vendita, da LeRoi Merlin al Cinema Multisala, passando per Mondo Convenienza, Oviesse, eccetera. Rimango perplessa circa l’attuazione di tale proposito ma non perdo le speranze. Sarebbe auspicabile, inoltre, puntare sulla clientela delle navi da crociera, così come sulle centinaia di turisti “parcheggiati” in aeroporto in attesa di imbarcarsi: predisporre dei transfer ad hoc da e per il Marco Polo ci consentirebbe di raggiungere una clientela potenzialmente dedita all’acquisto.

Queste e altre iniziative ci consentirebbero di recuperare sia i clienti “perduti“, riacquistando la loro fiducia, che di riceverne di nuovi, più “mordi e fuggi“.

 

Qual è la sua opinione, signora Fuga, circa le aperture domenicali?

Sono ormai più di sei anni che le liberalizzazioni alle aperture domenicali sono state introdotte dall’allora governo Monti. A conti fatti non hanno portato a un reale aumento dei posti di lavoro, se non delle contrattualizzazioni a termine. La triste realtà è che si sono persi ben 30.000 posti di lavoro in Italia. La crisi nera che continua ad attraversare il nostro paese non permette ai cittadini una stabilità e un maggiore potere d’acquisto delle famiglie che di conseguenza non spendono e – se lo fanno – concentrano i propri acquisti sull’essenziale. Pertanto non capisco il senso nell’aprire un giorno in più la settimana se gli stipendi rimangono pressoché invariati, se non diminuiti. Da dipendente posso dire che tendenzialmente lavoriamo se piove, in occasione di qualche ricorrenza importante, con i saldi, ma non è scontato, dipende molto dal momento e dalla situazione. L’apertura domenicale inoltre comporta maggiori spese in termini di costo del lavoro, di vigilanza, di riscaldamento e, viste le perdite di fatturato di cui parlavo, a rimetterci sono i lavoratori che preferirebbero stare con le loro famiglie.

Lo vediamo tutti: la maggior parte dell’utenza durante il weekend viene a fare un giro, porta persino il cane, ma non effettua acquisti. Quindi, a mio avviso, è necessario ridiscutere il tutto in Parlamento, cosa che avverrà a inizio 2019.

 

Che cosa pensa delle aperture domenicali a rotazione?

Che non risolverebbero il problema. Si rischia di creare grossa confusione e generare malumori tra noi e i grossi competitors della zona, Auchan e Nave de Vero in primis. Se, ad esempio, una domenica dovesse cadere a ridosso di una festività o dovesse esserci brutto tempo e se Valecenter rimanesse aperto, concentrerebbe su di sé una grossa fetta di utenza; ma se la domenica seguente splendesse, viceversa, il sole? L’altro centro commerciale sarebbe deserto! Non può funzionare!

La soluzione auspicata dai sindacati e dal movimento “Domenica No Grazie” rappresenta una buona sintesi delle diverse istanze sviscerate nel corso dei mesi e degli anni, da quando, cioè, ci si è resi conto che le aperture “selvagge” non avrebbero portato i benefici sperati: ritornare a sole 12 aperture durante l’anno, nessun festivo compreso, prevedendo particolari deroghe per le città turistiche e riportando le competenze in materia alle Regioni.

 

In conclusione, quale futuro aspetta l’ipermercato Carrefour a Marcon e i centinaia di lavoratori?

La società ha affermato più volte di non volere chiudere il nostro punto vendita ma di voler attuare solo un ridimensionamento dello spazio. Il prossimo 4 dicembre, a Bologna, si terrà il tavolo nazionale fra i sindacati e i vertici di Carrefour Italia: ci aspettiamo e auspichiamo che ci venga detto chiaramente quali sono i piani di intervento per il futuro, quali le progettualità, sia a livello territoriale che nazionale, che il colosso francese intende portare avanti.

 

Anna Maselli

 

 

 

 

Di seguito diffondiamo il comunicato sindacale unitario della proclamazione di proroga dello sciopero dei lavoratori turnisti Vinyloop, sin alle ore 6.00 del 25 maggio p.v.

 

Indegno spettacolo quello offerto dalla direzione aziendale della Vinyloop sino ad oggi. Nonostante la promessa che entro la metà di maggio il consiglio di amministrazione della società avrebbe deciso il destino dell’attività produttiva, ad oggi i lavoratori della Vinyloop non hanno ancora ricevuto alcuna notizia dalla direzione aziendale.

 

Ormai non vi sono più aggettivi per qualificare il comportamento del management societario e della proprietà, la multinazionale Ineos e Serge Ferrari. Proprietari che si sono negati alle richieste di incontro sindacali e istituzionali. Questo atteggiamento irresponsabile costringe ancora una volta i lavoratori a proseguire lo sciopero intrapreso per salvaguardare il proprio lavoro.

 

A far luce in tutta questa vicenda è forse la storia di Ineos nel nostro Paese. Di questa multinazionale, tristemente famosa per avere portato la Vinyls, società produttrice di VCM, PVC e PVC compound al collasso e alla conseguente successiva chiusura. Vinyls nota per la vicenda dell’isola dell’Asinara, l’isola dei cassintegrati.

 

 

Ma imbarazzante risulta anche la posizione di Serge Ferrari, del proprietario di minoranza della Vinyloop, produttore di teloni in PVC e fibre in poliestere. Imprenditore che ha costruito la propria immagine, di responsabilità sociale ed ambientale grazie anche all’attività di recupero e di riciclo del PVC nell’impianto di Ferrara. Immagine che Ferrari continua a pubblicizzare sul proprio sito on-line, nonostante l’impianto sia completamente fermo da almeno 1 mese e che la parte impiantistica Texyloop della lavorazione dei teloni di Ferrari non produca alcun materiale riciclato da oltre sette mesi. Serge Ferrari dunque millanta questa attività oppure in quale impianto e in quale luogo ricicla il PVC prodotto?

 

È evidente dal sito internet che la tecnologia utilizzata esiste solamente nel sito di Ferrara, quindi questa pubblicità quali interessi economici determina? L’affare Vinyloop appare sempre più intricato, crocevia di interessi economici e di scelte industriali e manageriali mancate che si ripercuotono sui lavoratori e le loro famiglie.

 

Le OO.SS. e la RSU Vinyloop proclamano pertanto la proroga dello sciopero dei lavoratori turnisti sino alle ore 6.00 del 25 maggio p.v.

Episodio di grave violenza ai danni degli agenti della polizia penitenziaria, mercoledì 9 maggio nella sala colloqui del carcere trevigiano di Santa Bona. Un detenuto di origini straniere ha dato in escandescenza durante il colloquio con un familiare, aggredendo per futili motivi i poliziotti penitenziari presenti. Solamente la solerzia operativa del personale ha fatto sì che le conseguenze non fossero peggiori. Un agente è stato condotto in ospedale e ha riportato 15 giorni di prognosi per un colpo al naso.
Ne danno notizia Claudio Montella per la Funzione Pubblica CGIL Treviso e Innocenzo Bonelli per la FNS CISL Belluno Treviso.
“Ci ritroviamo oggi a raccontare lo spiacevole epilogo di un disastro annunciato – spiegano i due sindacalisti -: il detenuto più volte aveva dimostrato la sua indole violenta minacciando il personale in diverse occasioni”. Già nei giorni precedenti l’aggressore aveva infatti mostrato di voler intraprendere azioni offensive nei confronti del personale di polizia penitenziaria, riuscendoci ieri nella sala colloqui, incurante delle persone non detenute e dei bambini presenti in visita ai parenti.
“Analizzando la situazione a livello nazionale – spiega Montella della Fp CGIL – sembra di assistere inermi ad un bollettino di guerra con continue aggressioni al personale senza che l’amministrazione metta in campo azioni utili a contrastare il fenomeno; è da tempo che chiedo che siano forniti al personale all’interno degli istituti penitenziari dispositivi anti-aggressione in uso alle altre forze di polizia europee al fine di arginare l’azione violenta ai danni dei lavoratori e lavoratrici della polizia penitenziaria”.
“Da non sottovalutare – aggiunge Bonelli FNS CISL – come il decreto ministeriale del 2 ottobre 2017 in materia di tagli agli organici della polizia penitenziaria abbia ulteriormente compromesso la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari italiani, senza cura alcuna del rischio aggressioni crescente, soprattutto in considerazione del regime aperto applicato anche in istituti strutturalmente inidonei, come quello trevigiano, dove i detenuti sono sorvegliati all’interno del reparto stesso, con una media di 70 reclusi controllati da appena 2 poliziotti penitenziari. Questa situazione è stata rappresentata dalla FNS CISL agli organi superiori già in diverse occasioni. É necessaria una maggior tutela per il personale di polizia penitenziaria: sicuramente un ampliamento dei sistemi di sicurezza ad uso del personale limiterebbe, e non di poco, situazioni di questo genere”.

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