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“Visto che il Ministro Provenzano sembra essere il più informato di tutti sulla proposta di autonomia del Veneto sono certo che saprà dire agli italiani, in tempi brevissimi, quali ne sono i contenuti; cosa ne pensa, invece, dell’autonomia siciliana; e, di conseguenza, i motivi tecnici per cui la Sicilia può avere la sua autonomia e il Veneto no; perché l’autonomia siciliana va bene ed è “virtuosa” e quella chiesta dal Veneto spacca l’Italia e penalizza il Paese; qual è il modello di autonomia (par di capire non quello siciliano) che, secondo lui, fa sì che il federalismo sia un sistema che aumenta i costi”.

 

Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ribatte al Ministro per il Sud, che ha dichiarato oggi che la proposta di autonomia del Veneto “spaccava l’Italia”.

 

“Da buon siciliano esperto di economia, vice direttore dello Svimez che si occupa di sviluppo economico del meridione, in passato capo segreteria dell’Assessore all’Economia Luca Bianchi della Giunta Crocetta in Regione Siciliana, e poi consulente del Ministro Andrea Orlando in materia di ambiente – aggiunge Zaia – di certo sarà facilmente in grado di spiegarci i contenuti che rendono economicamente e gestionalmente efficiente e virtuosa l’autonomia siciliana, visto che si dice così preoccupato della proposta veneta”.

 

Zaia conclude con una domanda al ministro Provenzano: “nelle sue dichiarazioni – chiede – ha usato il verbo ‘spaccava’, al passato. Forse che il Governo di cui fa parte ha già deciso qualcosa? Se sì, ci dica cosa. O dedichi qualche ora del suo tempo a studiare la proposta di autonomia del Veneto per poterne parlare con cognizione di causa”.

Il coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, in occasione della triste scomparsa dello scrittore Andrea Camilleri, vuole associarsi ai tanti messaggi di condoglianze pervenuti da più parti, ricordandone l’alto contributo letterario e l’attualità dei temi affrontati, in molteplici circostanze, con ferma e lucida ironia.
Se ne va uno dei più carismatici affabulatori del Novecento; un siculo in cui risuonava la sapienza universale di derivazione magno-greca, che lo rendeva un libero pensatore e un autentico cosmopolita, sensibile al dolore dell’uomo in quanto tale. Molti studenti hanno scoperto il piacere della lettura attraverso le sue opere e i suoi personaggi. La sua lezione non verrà dimenticata.

 

“Non basta leggere, bisognerebbe anche capire. Ma capire è un lusso che non tutti possono permettersi.” (A. Camilleri, Segnali di fumo).

Questa mattina si è spento lo scrittore e ideatore del Commissario Montalbano, divulgatore della “parlata” siciliana, colui che ha insegnato anche agli irriducibili parlatori della lingua veneta alcuni modi di dire della sua bellissima isola, la Sicilia.

 

Una mesata, un’ammazzatina e molti altri, tra fantasia e sicilianità, sono termini che ormai tutti conoscono grazie alla seguitissima serie televisiva del Commissario Montalbano.
Il “Vigatese” può essere avvicinato al Goldoniano, quel veneziano italianizzato che ha fatto conoscere la lingua della Serenissima attraverso le opere di Carlo Goldoni.

 

Andrea Camilleri, in famiglia chiamato Nené, scrittore arrivato tardi alla pubblicazione del suo primo libro dopo una lunga carriera con diversi incarichi soprattutto nella RAI, aveva 93 anni. Fumatore accanito, mai succube di diete e limitazioni alcoliche, rimarrà un esempio di cultura e, come tutti gli scrittori, non morirà mai.

 

 

Silvia Moscati

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