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Tremenda frana a Niscemi, già evacuate 1.500 persone

1 minuti di lettura

Dopo il ciclone Harry che ha devastato la costa Ionica della Sicilia, una frana ha bloccato la cittadina di Niscemi, di circa 25 mila abitanti

Sicilia – Dopo i grandi danni provocati dal ciclone Harry che ha devastato la costa Ionica dell’isola, una vasta area di Niscemi, cittadina del Nisseno di circa 25 mila abitanti, è stata interessata da una frana cominciata intorno alle 13 di domenica 25 gennaio, con lesioni aperte sull’asfalto che hanno messo in fuga alcuni abitanti. Lo smottamento del terreno sarebbe stato accentuato dalla pioggia copiosa che si è abbattuta su quell’area della Sicilia.

A scopo precauzionale le autorità di Protezione civile avevano disposto l’immediata evacuazione dei residenti nelle aree a ‘rischio’. La zona interessata è quella compresa tra il quartiere Sante Croci, il Belvedere e l’area che arriva al torrente Benefizio e a contrada Pirillo.

Il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti, ha disposto la chiusura delle scuolefino a nuovo ordine e attivato il Centro operativo comunale. Il primo cittadino parla di “evento franoso drammatico”, in una zona che aveva già subito uno smottamento 29 anni fa. Il paese è a rischio isolamento: l’unica strada di collegamento con la statale Gela-Catania è la provinciale 11.

Aggiornamenti

La frana di Niscemi si mostra in tutta la sua gravitò. E anche il numero degli sfollati sfollati cresce: ora 1.500. Ma ciò che preoccupa è l’allargamento del fronte della frana. Il taglio verticale è cresciuto a 50 metri, un avanzamento che ha fatto aumentare la fascia di rispetto a 150 metri.

È quando emerge dalla riunione tra tavolo prefettizio, Coc di Niscemi e Protezione civile nazionale, cui hanno preso parte, collegati in videoconferenza, il ministro Nello Musumeci e Fabio Ciciliano. Il fronte della frana è in continua evoluzione e si prevede che possa aumenterà . Trovate soluzioni alternative per garantire la sicurezza di scuola, sanità e viabilità secondaria. Domani ci saranno a Niscemi il presidente della regione e il capo nazionale della protezione civile.

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