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Nella tarda mattinata di ieri sono stati fermati in campo San Salvador da una pattuglia in abiti civili del Commissariato San Marco tre cittadini rumeni. Si trattava di due donne e un uomo con precedenti specifici per furti e borseggi. I soggetti hanno giustificato la loro presenza in centro, affermando di essere turisti. I tre hanno provato inoltre a giustificare il possesso di varie centinaia di dollari USA precisando di essere collezionisti della valuta statunitense.

 

Le verifiche effettuate alla banca dati hanno tuttavia evidenziato che non si trattava né di turisti né di collezionisti di banconote. È emersa una lunga carriera criminale che li ha visti protagonisti di numerosi furti nelle principali città italiane.

 

Il Questore ha pertanto irrogato il foglio di via obbligatorio con divieto di ritorno a Venezia per 3 anni a tutti e tre che sono stati poi accompagnati fuori città.

Nella serata e nottata di ieri sono stati svolti controlli straordinari nel centro storico di Venezia da parte degli agenti del Commissariato “San Marco”, coadiuvati dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto” e da una unità cinofila della Questura di Padova.

Sono stati sottoposti a controlli amministrativi vari esercizi pubblici nei sestieri di Cannaregio e Castello.

 

È stata arrestata e accompagnata all’istituto penale minorile di Pontremoli una cittadina bosniaca dedita ai borseggi su cui gravava un ordine di esecuzione per una condanna da scontare di 1 anno e 8 mesi di reclusione. Un’altra straniera di nazionalità bulgara, dedita ai borseggi, è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per violazione del divieto di ritorno nel Comune.

 

Gli agenti hanno inoltre denunciato per detenzione a fini di spaccio un cittadino italiano trovato in possesso di circa 14 grammi di haschish.

 

Un bar che somministrava alcolici a minori, non nuovo a questo tipo di violazione, verrà segnalato per la sospensione dell’attività che la legge prevede da 15 giorni a tre mesi.

Nella giornata di ieri, lunedì 17 giugno, il Caffè Florian in Piazza San Marco a Venezia – in partnership con gli organizzatori del Salone Nautico – ha ospitato il primo evento glamour del Salone.

 

Un parterre importante di ospiti, imprenditori del settore della nautica e autorità cittadine brinderà all’apertura di questa nuova e attesa manifestazione legata alla tradizione marinara in chiave contemporanea, che apre le porte dell’Arsenale di Venezia, da oggi fino a domenica 23 giugno.

 

Il Caffè Florian, prossimo a festeggiare nel 2020 i suoi “primi” trecento anni di vita, e Piazza San Marco non potevano che essere il luogo ideale per celebrare Venezia e la sua storia importante legata alla marineria.

 

 

Il legame inscindibile tra la Città e il suo Caffè per definizione, viene festeggiato nel modo migliore con un cocktail offerto agli ospiti del Salone e che precede l’avvio delle attività espositive all’Arsenale.

 

 

Come ha sottolineato Marco Paolini, amministratore delegato di Sacra s.r.l., proprietario del marchio Florian: “Il Caffè Florian è da sempre al centro della vita di Venezia. Con piacere diamo il benvenuto agli Amici del Salone Nautico ospitandone il cocktail pre-inaugurale. La tradizione dell’accoglienza declinata al meglio del Caffè incontra questa nuova importante iniziativa volta a riportare la nautica nella sede naturale dell’Arsenale, dove si progettavano e costruivano i potenti mezzi navali che affermarono il dominio della Serenissima nei Mari. Il Florian ha un legame inscindibile con la città di Venezia e ancora una volta l’antico motto andemo da Floriàn si dimostra il miglior viatico per lanciare col vento in poppa questo primo Salone della Nautica dalle grandi e legittime ambizioni!”

 

 

Il Caffè Florian

In posizione prestigiosa sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco a Venezia, il Caffè Florian è il più antico caffè d’Europa e rappresenta un simbolo della città. Venne inaugurato nel 1720 da Floriano Francesconi con il nome di “Alla Venezia Trionfante”. Nel corso dei secoli le sale dall’atmosfera riservata hanno ospitato personalità illustri come Giuseppe Parini, Silvio Pellico, Lord Byron, Ugo Foscolo, Goethe, Charles Dickens, Marcel Proust, Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse, Rousseau, Rubinstein, Stravinsky, Modigliani e Campigli, per citarne alcuni.

Alla fine dell’Ottocento Riccardo Selvatico, allora sindaco di Venezia, e i suoi amici intellettuali erano soliti incontrarsi nella Sala del Senato del Caffè Florian: durante una di queste serate, nacque l’idea di organizzare un’esposizione d’arte biennale, come omaggio al Re Umberto e alla ReginaMargherita d’Italia. Nacque così la prima Esposizione Internazionale d’Arte, diventata poi famosa nel mondo come La Biennale di Venezia, organizzata nel 1895.

Oggi il Caffè Florian è ancora il luogo dove Venezia e il mondo si incontrano.

Il marchio Florian è gestito dalla società S.a.c.r.a., di cui dal 2009 è presidente Andrea Formilli Fendi e CEO Marco Paolini.

Nel primo pomeriggio di oggi, gli agenti del Commissariato di San Marco, impegnati nei servizi giornalieri antiborseggio, hanno controllato nei pressi del ponte della Paglia, un gruppetto di stranieri noti ai poliziotti del centro storico lagunare.
Uno di questi, rumeno, di 42 anni, con precedenti per furto aggravato, è stato trovato in possesso di una mannaia con lama in acciaio inox di 14,5 cm, che occultava all’interno del proprio zaino.
Gli operatori hanno proceduto al sequestro della mannaia e alla denuncia a piede libero dell’uomo per porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. A carico dell’individuo, inoltre, in considerazione della sua comprovata pericolosità sociale, è stato emesso un foglio di via obbligatorio dal Comune di Venezia della durata di tre anni.

Venezia può essere considerata una delle città più verdi d’Italia e quindi una delle più prossime ai canoni del vivere vicino alla natura e quindi meno inquinate ed ecologiche, se non fosse attualmente invasa dai fumi e dall’inquinamento prodotto dall’intenso traffico acqueo e dalle grandi navi che continuano ad attraversare il Bacino di San Marco ed il Canale della Giudecca.

L’ecologia di Venezia dipende dal fato che, oltre ad essere la città dell’acqua, è anche la città dei giardini, del verde, degli alberi e degli orti. Moltissimi sono i giardini privati, se ne contano circa 500 nascosti nei cortili e dietro i muri dei palazzi privati. Tutti ben curati con alberi ed innumerevoli qualità di fiori, in particolare le rose. Questi giardini possono essere considerati il polmone verde della città antica.

Sono però molti e rigogliosi i giardini pubblici, tutti godibili che producono un effetto benefico sull’ossigenazione dell’aria in città. Eccone l’elenco:

Giardini Savorgnan, vicino al Ponte delle Guglie, Sestiere di Cannaregio,

Giardini Pappadopoli, situati tra Piazzale Roma ed i Tolentini. Sorti nell’ottocento abbattendo il Monastero di Santa Croce;

Giardini Reali, dietro Piazza San Marco, creati nell’ottocento da Napoleone. Per costruirli furono abbattute alcune abitazioni tra cui alcuni squeri ed il Granaio di Terra Nova;

Giardini della Biennale. I più estesi di Venezia, creati nel periodo napoleonico nel Sestiere di Castello ed ospitano la Biennale;

Parco delle Rimembranze a Sant’Elena, sono adiacenti ai Giardini della Biennale. Sorgono sull’isola di Sant’Elena;

Isola della Certosa, che per la maggior parte è un grande parco;

Isola di San Giorgio con il Teatro Verde. Alle spalle del complesso dell’ex Monastero benedettino, oggi Fondazione Giorgio Cini, sorge un parco con il Teatro Verde, anfiteatro all’aperto;

Isola di Sant’Erasmo, l’orto di Venezia dove vengono coltivati ampi orti, frutteti e vigneti;

Oasi WWF Alberoni al Lido o oasi delle Dune degli Alberoni che rappresenta il più ricco sistema di dune sabbiose e di alberi di tutto l’Alto Adriatico;

Cimitero di San Michele, luogo di sepoltura di Venezia, ricco di verde e di alberi e di storia.

 

Fonte: Turismo.it,  Diarioinviaggio

Un dibattito dal respiro internazionale per fare il punto sulle modalità di tutela e fruizione del luogo simbolo di Venezia in cui arte, storia e fede convivono da 900 anni: “San Marco, la Basilica nel Terzo Millennio” è il convegno che avrà luogo il 13 aprile 2019 alle ore 15.30 a Palazzo Ducale a Venezia, su iniziativa della Procuratoria di San Marco.

 

 

I temi

 

La mezza giornata di lavori si compone di un momento di riflessione sulle condizioni attuali della basilica di San Marco, su cosa è stato fatto in questi anni per mantenere il suo splendore, e di una tavola rotonda che guarderà al suo futuro, alle nuove modalità di tutela e di fruizione sostenibile ed inclusiva. Verrà evidenziato il ruolo della Procuratoria nella gestione del monumento, e dell’aiuto da parte di Stato e privati, a partire dalle iniziative già intraprese a quelle in via di progettazione.

 

La notevole pressione turistica (nel 2018 sono stati 5,5 milioni i visitatori entrati in basilica) costituisce insieme un’opportunità ed un rischio: essa impone l’urgenza di pensare a una “fruizione sostenibile” del patrimonio di San Marco che lo renda godibile anche per le generazioni future in un suo rinnovato messaggio culturale e spirituale, in un mondo che è radicalmente cambiato e si appresta ad affrontare sfide globali. Quasi fosse un simbolo di queste sfide, l’acqua alta è causa di aggressioni crescenti negli ultimi anni, dovute ad eventi climatici sempre più estremi e frequenti (l’episodio del 29 ottobre scorso è solo l’ultimo di questi). L’invasione dell’acqua salata mette a rischio mattoni, marmi, mosaici, colonne, e richiede interventi mirati e straordinari di salvaguardia.

Questi ed altri i temi che saranno affrontati nel convegno.

 

I presenti

 

I lavori saranno introdotti dagli interventi di Carlo Alberto Tesserin, Primo Procuratore di San Marco; S.E.R. Mons. Francesco Moraglia, Patriarca di Venezia; arch. Luigi Brugnaro, sindaco di Venezia; on. Gianluca Forcolin, vice Presidente della Regione del Veneto; on. Vincenzo Zoccano, Sottosegretario di Stato per la famiglia e disabilità.

Gli argomenti

 

A seguire, sul tema “Tutelare, conservare ed innovare: la Basilica di San Marco come organismo vivente”, vi saranno le relazioni degli architetti Mario Piana, attuale Proto della Basilica di San Marco, e di Ettore Vio, proto emerito, che per l’occasione presenterà la pubblicazione da lui curata “San Marco. La Basilica di Venezia. Arte, storia, conservazione”, un’opera di grande cura editoriale in tre volumi, edita da Marsilio, che raccoglie i contributi di oltre 60 studiosi, massimi esperti della materia.

 

 

Saggi e splendide immagini ripercorrono con rigore scientifico la storia della Basilica e dei suoi capolavori d’arte, permettendo di scoprirne anche gli angoli più remoti. I tre volumi di Marsilio rappresentano una fotografia precisa e millimetrica dello stato di salute della basilica oggi, alla luce degli studi più recenti in ambito spirituale, religioso, artistico e architettonico, sociale, nonché un punto di riferimento fondamentale sugli interventi di restauro compiuti negli ultimi anni con le migliori tecnologie disponibili.

 

La tavola rotonda “Le sfide del terzo millennio” sarà condotta dal giornalista Bruno Vespa. Interverranno: il dott. Pierfrancesco Pacini, Presidente dell’Associazione Fabbricerie Italiane; Mons. Antonio Meneguolo, già Arcidiacono del Capitolo della Basilica di S. Marco; l’ing. Pierpaolo Campostrini, Direttore CORILA e Procuratore di San Marco; l’arch. Emanuela Carpani, Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e laguna; il prof. Peter Schreiner, bizantinista all’Università di Colonia e Monaco.

La giornata si chiuderà con il concerto di musica sacra in Basilica “Passio Christi”, diretto dal maestro Marco Gemmani, a cura della Cappella Marciana.

Dopo Dorsoduro, San Polo, Santa Croce, San Marco, Cannaregio, Castello e la Giudecca, da martedì 16 aprile è partita anche a Burano e Mazzorbo la raccolta dei rifiuti porta a porta.

 

“Continua la rivoluzione che abbiamo avviato nel 2015 – commenta l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin – una rivoluzione che ha visto i cittadini rispondere positivamente, a vantaggio di tutta la collettività. Vogliamo rendere la città sempre più pulita, uniformando le modalità di gestione dei rifiuti. È giusto che tutti, residenti o visitatori che siano, abbiano le stesse opportunità, compresi coloro che abitano nelle Isole. Per questo motivo non ci fermeremo qui e a breve introdurremo il porta a porta anche a Murano. La nostra è una politica ambientale che guarda non solo all’igiene pubblica, ma anche a favorire l’aumento del tasso di riciclo degli scarti, in un’ottica di economia circolare. Del resto sono i numeri a darci ragione. Con l’introduzione del porta a porta in centro storico, a fine 2018 le richieste di derattizzazione sono diminuite di quasi un terzo e il tasso di differenziata appare in miglioramento”.

 

Due possibilità: netturbino a domicilio o rifiuti ai punti di raccolta

Il modello di raccolta sarà lo stesso avviato in precedenza nei sestieri del Centro storico. I cittadini potranno aspettare direttamente che il netturbino suoni il campanello di casa tra le 8.30 e le 12 circa (da lunedì a sabato, festivi esclusi) e ritiri i sacchetti con il rifiuto residuo e la differenziata del giorno. In alternativa, potranno conferirli nei punti di raccolta da lunedì a sabato, dalle 6.30 alle 8.30, secondo il seguente calendario: lunedì, mercoledì, venerdì cartone e Tetrapak; martedì, giovedì e sabato vetro, plastica, lattine e metalli; dal lunedì al sabato rifiuto residuo. Le barche di Veritas, dove i cittadini potranno personalmente portare i rifiuti stazioneranno, tra le 6.30 e le 8.30, in Fondamenta Santa Caterina, in Fondamenta dei Squeri e in Fondamenta Pizzo (all’incrocio con rio terà Pizzo).

 

Dopo un periodo iniziale di tolleranza, scatteranno le multe per chi non rispetta le nuove regole, con sanzioni che partiranno da 167 euro. In questi giorni la novità è stata illustrata alla cittadinanza con un pieghevole in italiano e in inglese, con tutte le istruzioni per non incorrere in errori.

 

L’APP Scoasse

Alla campagna di comunicazione messa in atto da Veritas si aggiunge l’APP “Scoasse” che, da quando è entrata in funzione nel maggio scorso, è stata scaricata già da migliaia utenti. L’APP propone due ‘percorsi’ differenziati, uno per i residenti (in italiano) e l’altro per gli ospiti (in inglese). Una volta geolocalizzata la posizione dell’utente, consente anche di visualizzare sulla mappa della città la posizione e gli orari dei punti di raccolta dei rifiuti, quelli di distribuzione dei sacchetti di carta per la differenziata e per la raccolta dell’olio da cucina usato, dell’Ecocentro e dell’Ecomobile, delle fontane, dei bagni pubblici e dei punti di sosta turistici. Tra i servizi offerti anche il calcolo del percorso per raggiungere la meta desiderata, una guida alla differenziata per imparare a smaltire i rifiuti in modo corretto, una mappa dei punti di raccolta sestiere per sestiere e un’opzione di notifica, che ricorda i giorni e gli orari di conferimento di ogni tipologia di rifiuto.

Si è concluso ieri pomeriggio in Piazza San Marco, a Venezia, il Cammino Da San Marco a San Marco; un percorso pedestre che partiva da Pai di Sopra (sul Lago di Garda) fino a Venezia.

Per quattro fine settimana i partecipanti hanno percorso 130 chilometri attraversando quattro province, passandosi di mano in mano il gonfalone di San Marco, patrono e protettore di Venezia e dei veneti.

 

La manifestazione, giunta all’undicesima edizione, è promossa dall’associazione culturale San Marco Evangelista in collaborazione con l’associazione Veneto Nostro – Raixe; il tutto patrocinato della Regione Veneto e dal Comune di Venezia.

 

 

Ad attendere i partecipanti il consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni Giovanni Giusto, il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti e i rappresentanti istituzionali di venti Comuni che sono stati tappe del cammino, ciascuno con il proprio gonfalone portato dalla Polizia locale.

 

 

La manifestazione si è conclusa nella basilica di San Marco, con una breve cerimonia e la benedizione della bandiera; poi affidata al Patriarcato di Venezia, insieme ai molti doni raccolti durante il percorso dei diversi comuni coinvolti. Inoltre, all’Associação Cultural Italiana do Vale do Jaguari, dove vive una comunità di veneti emigrati in Brasile, è stato donato un gonfalone.

Un’aquila “pattinatrice di Short track”, immancabilmente vestita di ghiaccio, a ricordare la sua specialità olimpica, è scesa ieri mattina dal campanile di San Marco tra l’entusiasmo della folla e nel suo volo sopra la Piazza. La campionessa Arianna Fontana ha sventolato la bandiera della candidatura di Milano-Cortina alle Olimpiadi 2026.

 

   

Il sindaco Brugnaro dal palco: “Venezia sostiene la candidatura Milano-Cortina alle Olimpiadi invernali 2026”

“Dedichiamo questo volo – ha spiegato dal palco il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, poco prima dell’impresa dell’atleta – alla candidatura di Milano e Cortina ad ospitare le Olimpiadi invernali 2026: Venezia la sostiene con forza. È bello far vedere che l’Italia si mette d’accordo, che i presidenti delle regioni e le città lavorano insieme a un progetto comune per il futuro il nostro Paese. Il Veneto è unico grande territorio ed è naturale che Venezia, capoluogo di Regione, sostenga Cortina”.

 

Il primo cittadino ha poi colto l’occasione per ringraziare pubblicamente quanti hanno lavorato per la sicurezza e la buona riuscita della manifestazione, in questa terza e ultima domenica di Carnevale: “I volontari, gli steward, le società partecipate del Comune Vela e Veritas, e ancora, i Vigili urbani, la Polizia, i Carabinieri, i Vigili del fuoco, la Guardia di Finanza: tutti – ha dichiarato il sindaco Brugnaro – hanno contribuito a far funzionare il poderoso impianto di sicurezza che abbiamo messo su e affinato negli anni, che comprende anche misure antiterrorismo, e che garantisce il rispetto della città. Sappiamo di aver chiesto a chi è qui oggi di avere un po’ di pazienza, per i controlli che vengono eseguiti, ma sono misure adottate per dare la massima sicurezza a tutti. E a tutti voglio ripetere #EnjoyRespectVenezia, il nostro Leitmotiv, perché Venezia va vissuta, divertendosi, ma con rispetto per la città e per i suoi abitanti”.

 

Un ringraziamento è andato poi da parte del consigliere delegato alla Tutela delle Tradizioni, Giovanni Giusto, alla campionessa Arianna Fontana per aver accettato di cimentarsi nell’impresa di calarsi dal “Parón de casa”, come il campanile viene comunemente chiamato a Venezia. Anche da parte dell’atleta è venuto l’augurio di poter vincere la candidatura per le Olimpiadi 2026: “Io ci spero e ci credo e se lo facciamo tutti potremo portare a casa questa vittoria”.

 

Ad assistere all’evento, secondo i dati della Polizia locale, c’erano 20mila persone. Tra le autorità presenti, poi, anche l’assessore al Bilancio, Michele Zuin, e il consigliere comunale e presidente della Commissione allo Sport, Matteo Senno.

Lo scorso aprile la nostra redazione si era occupata dei lavori intorno alla Basilica di San Marco allo scopo di impedirne l’allagamento. Ora, a distanza di poco più di due settimane dalla posa dell’ultima delle 78 paratie a difesa e protezione dalle alte maree, ritorna sull’argomento.

 

 

A Venezia, dopo circa 16 anni dalla posa della prima paratia del Mose, all’alba del 30 gennaio 2019 è stata posata in mare l’ultima delle 78 a difesa e protezione dalle alte maree, che entrano in funzione quando il livello medio del mare supera i 110 cm SLM.PS, fino al raggiungimento dei 3 metri.

 

Il 29 gennaio 2019 Hydro Air Bank srl, invece, ha collaudato, con esito positivo, il funzionamento delle 4 barriere automatiche antiallagamento realizzate a protezione dei preziosi mosaici del Nartece della Basilica di San Marco.

 

Le quattro barriere automatiche antiallagamento, chiamate da molti quotidiani Mini Mose sono state commissionate da ECF Group per il Consorzio Venezia Nuova, il 29 maggio 2018, alla Hydro Air Bank srl, azienda leader e unica in Italia, del settore, nella realizzazione di protezioni antiallagmento automatiche, che in soli otto mesi ha studiato, progettato e posato queste chiusure antiallagamento automatiche.

 

Posizionate nei gatoli, cunicoli sottostanti al Nartece che servono a convogliare le acque chiare, attraverso le forine, in piazza San Marco verso il mare, impediranno all’acqua alta di creare quel reflusso di acqua salata tipico delle alte maree superiori ai 65 cm SLM.PS.

In questo modo si andranno a evitare quei pericolosi allagamenti che con l’umidità salmastra di risalita continuavano a compromettere rovinosamente i preziosi mosaici del Nartece.

 

L’apertura del cantiere in San Marco per la posa delle barriere H.A.B. è avvenuta lo scorso 8 ottobre, malgrado le notevoli interruzioni causate in prima battuta da differenti modalità di coordinamento del lavoro fra le varie imprese coinvolte nella gestione dei cantieri, e in seconda battuta dalla straordinaria acqua alta del 29 ottobre 2018.

 

In soli 8 mesi dalla progettazione, HAB ha comunque permesso l’entrata in funzione dei suoi dispositivi antiallagamento automatici, garantendo la protezione del Nartece da ben il 75% delle alte maree.

 

Le barriere HAB dovrebbero essere inaugurate ufficialmente a breve.

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