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Dal 1° marzo 2021 è possibile richiedere l’accesso al credito d’imposta per investimenti pubblicitari. Il periodo per presentare tale comunicazione rimane valido fino al 31 marzo p.v..

 

L’agevolazione, in vigore dal 2018, si rivolge alle imprese, ai liberi professionisti e agli enti non commerciali che intendono effettuare investimenti sull’informazione editoriale, quindi stampa quotidiana e periodica, anche online, come nel caso del nostro giornale digitale.

 

Per quanto concerne la misura del credito, la legge di Bilancio 2021 (articolo 1, comma 608, della legge 30 dicembre 2020, n. 178) prevede che, per il biennio 2021 e 2022, il credito d’imposta sarà riconosciuto nella misura unica del 50 per cento del valore degli investimenti pubblicitari entro il limite massimo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni.

 

Come beneficiare del credito d’imposta

Per beneficiare del bonus, i soggetti interessati devono presentare la Comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, contenente i dati degli investimenti già effettuati o da effettuare nel corso del 2021, all’Agenzia delle Entrate, tramite la piattaforma telematica messa a disposizione dalla stessa.

 

Dal 1° al 31 gennaio 2022 si potrà poi inviare la Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati, la quale non solo attesterà la loro realizzazione, ma darà anche modo di accertarne la coerenza con i requisiti posti.

Non da ultimo, tale credito d’imposta potrà essere utilizzato esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, anche questo da presentare all’Agenzia delle Entrate tramite i servizi telematici. Per informazioni più dettagliate, è possibile consultare la pagina del Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, dove sono disponibili le faq.

L’azienda che gestisce il trasporto urbano a Venezia, AVM, ha censurato le locandine pubblicitarie preparate per la mostra “Venice Secrets. Crime & Justice”. La richiesta è quella di eliminare l’immagine, di fatto più “forte”, dai manifesti promozionali: lo scheletro all’interno della “cheba” avvolta dalle fiamme. Questa presa di posizione ha fortemente spiazzato la società organizzatrice dell’evento “Venice Exhibition”, in quanto il format distintivo dello stesso è già presente ovunque, soprattutto sui siti internet.
Alla base di tale decisione, c’è un regolamento interno al gruppo che gestisce il trasposto pubblico che vieta che immagini così forti possano girare per la città sulla parte esterna dei vaporetti.

 

Intanto per oggi sono confermate le operazioni per tentare di recuperare i pezzi mancati dello scheletro finito in acqua martedì scorso. I sub agiranno, in accordo con la polizia municipale, in un’area di 200 metri quadrati che verrà interdetta alla navigazione. Ci sono buone possibilità di recupero dei pezzi mancanti e gli organizzatori della mostra sono fiduciosi di riuscire a ricomporre lo scheletro prima del 29 marzo, data in cui verrà inaugurata la mostra.

Una nota compagnia di navigazione nazionale ha pubblicizzato sui quotidiani le sue crociere con la seguente frase: “Il nostro personale? È tutto italiano”.

 

Ricordo che una frase del genere apparsa sulla vetrina di una pizzeria moglianese suscitò un’ondata di proteste da parte di esponenti del Comune e di molti cittadini sui social.

 

Il locale in questione, la pizzeria ai Veneziani, accusato di razzismo ha subìto un notevole danno economico per la perdita di clientela, tanto che i proprietari stanno pensando a denunce per danni nei confronti di coloro che hanno promosso tutto questo putiferio.

 

Non voglio giudicare la bontà o meno di questo tipo di frasi pubblicitarie, noto solo che quando a pronunciarle è un piccolo esercente sono sanzionate, ma se a scriverle è una grande compagnia di navigazione nessuno si azzarda a dir qualcosa.

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