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Edison entra tra i big partner assieme al Porto di Venezia e Gruppo PAM

 

Il Comitato Marghera forever annuncia il programma di 22 eventi dal 16 aprile fino al 31 maggio e presenta l’ingresso di Edison tra i big partner dell’Alfabeto di Marghera per lo Sviluppo sostenibile. Dopo il Porto di Venezia e il Gruppo PAM, la partecipazione di Edison accresce l’importanza del Progetto patrocinato dal Comune di Venezia, da Confindustria Venezia Metropolitana, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale. Collaborazione della Municipalità di Marghera, supporto di M9 e Venezia Heritage Tower, Rigato e Farmacia Pizzini. Altre importanti collaborazioni sono in arrivo.

 

Edison, 5.000 persone e 153 impianti in Italia, accresce il valore del Progetto e sostiene gli artisti nella realizzazione delle 21 opere d’arte. A breve, la centrale di Marghera Levante diventerà l’impianto sostenibile più efficiente d’Europa. Grazie a un nuovo ciclo combinato a gas di ultima generazione, la centrale termoelettrica di Marghera Levante diventerà un esempio di eccellenza italiana a livello internazionale. Un progetto che conferma l’impegno di Edison per la transizione energetica e lo sviluppo sostenibile del Paese. Impegno condiviso da Alfabeto di Marghera che ha ottenuto il riconoscimento nazionale nel Festival Sviluppo Sostenibile, Agenda 2030 riferita ai Goals 4, 11 e 15.

 

Il programma prenderà il via la mattina di martedì 16 aprile con tre eventi. Tutti i protagonisti si trasformeranno in ricercatori reporter creativi. Alunni, insegnanti e artisti si recheranno in tre distinte location, ovvero in Via Beccaria per la A di Alberi, poi alla mega fontana di Piazzale Giovannacci per la Z di Zampilli e in zona S. Antonio per la G di Giardino nella prima Marghera ideata dall’ing. Emilio Emmer agli inizi del ‘900.

 

Mercoledì 17 aprile altri due eventi. Il primo sarà centrato sulla P di Porto con partenza in barca dal Canal Grande ed esplorazione in tutta l’area portuale. Il secondo, al pomeriggio, con la N di Negozi della Città Giardino di Marghera.

 

Dopo la pausa delle feste pasquali, si riprenderà con la R per fare il giro delle Rotonde di Marghera partendo dal Piazzale Martiri delle Foibe. Tra un evento e l’altro del ricchissimo programma, la parte creativa terminerà il 17 maggio con la E di Energia alla centrale Edison di Marghera Levante.

 

Tutte le opere saranno presentate il pomeriggio del 31 maggio in un evento innovativo che durerà 5 giorni. Al centro di Marghera si tenterà di incrociare sostenibilità, educazione, arte, commercio e solidarietà.

 

Il team educativo dell’Istituto Comprensivo Grimani, guidato dalla Preside Marisa Zanon con il supporto della Vicaria Flavia Raspati, è composto da ben 37 insegnanti e vede la partecipazione creativa di 500 alunni. Gli artisti che hanno aderito al Progetto fanno parte dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, del Circolo Artistico Serenissima di Marghera e dell’Associazione Pittori La Torre di Mestre.

 

 

 

Gli abbinamenti di lettere e parole

Per il plesso della Grimani la 2A farà la Z di Zampilli, 2B la U di Uguaglianza, 2C la A di Alberi, 3A la N di Negozi 3B la G di Giardini, 3C la H di Hotel, 3D la S di Sostenibilità, 4A la L di Laguna, 4B la P di Porto, 4C la V di Vega, 4D la M di Mercato. Il plesso della Visintini vedrà impegnata la 2A con la B di Biciclette, la 2B farà la C di Chiese, la 2 la R di Rotonde, la 2D la T di Tram, la 3A la D di Darsena, 3B la O di Operai, 4A la Q di Questura, la 4 B la F di Fabbriche, la 4 C la E di Energia. La I di Intercultura sarà un’opera comune a tutto l’Istituto Comprensivo che valorizzerà l’evento GustaGrimani.

 

La conclusione del Progetto è prevista per ottobre 2019. Al Museo M9 di Mestre si terrà una grande festa con oltre 600 persone per lo Sviluppo Sostenibile e l’asta dei quadri per finanziare l’Aula del Tempo alla Grimani di Marghera.

La centrale termoelettrica di Porto Marghera verrà totalmente rifatta per una spesa di circa 300 milioni di euro.
I due gruppi esistenti saranno smantellati e sostituiti da un impianto di ultima generazione alimentato a gas naturale.
Con questo nuovo impianto le emissioni in atmosfera verranno ridotte del 70%.
Il cantiere preventivo un impiego di 600 persone. Il personale della centrale rimarrà invariato, ossia 31 persone.

 

Fonte: Venezia Today

È stato approvato ieri mattina il progetto di protezione del Canale “Malamocco Marghera” promosso dall’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Nord: il porto esprime soddisfazione

 

La Commissione per la Salvaguardia di Venezia ha approvato il progetto di protezione del Canale “Malamocco – Marghera” promosso dall’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Nord.

 

Non solo l’Autorità di Sistema Portuale ma, sono certo, l’intera comunità portuale accoglie con soddisfazione la decisione della Commissione – queste le parole a caldo del presidente Pino Musolino – La scelta riconosce l’efficacia tecnica di un progetto sviluppato sfruttando modalità d’intervento sostenibili, in linea con quanto previsto dalla legislazione relativa alla laguna di Venezia. Un progetto che, mantenendo adeguati livelli di salvaguardia dell’ecosistema lagunare, raggiunge anche l’obiettivo della salvaguardia della portualità e, di conseguenza, rafforza la sostenibilità culturale, sociale ed economica di Venezia. Poter finalmente garantire pienamente l’accessibilità nautica del porto, così come previsto dal Piano Regolatore Portuale, consente al nostro scalo di mantenere standard competitivi adeguati alle sfide imposte dal mercato, a beneficio di tutte le attività insediate, e di interpretare al meglio il ruolo che gli è proprio di motore economico della nostra regione, e di porta d’accesso ai mercati internazionali per i distretti produttivi veneti. Sarà ovviamente cura dell’Autorità di Sistema Portuale – conclude – dare seguito alle prescrizioni emerse dalla Commissione di Salvaguardia”.

 

L’ente di tutela e salvaguardia della città, riunitosi nella mattinata di ieri, stabilisce chiare prescrizioni relative alla forma delle palancole che dovranno minimizzare il ritorno dell’onda, e alla velocità delle navi, che dovrà mantenersi al di sotto del limite stabilito dalla Capitaneria di Porto ai fini della sicurezza della navigazione, per tutta la durata dei lavori.

 

Fortemente negativo il parere di Italia Nostra, associazione di tutela culturale e ambientale della laguna, da sempre critica nei confronti del progetto e dell’impatto ambientale che potrebbe comportare.

 

Particolarmente critico il parere dell’associazione sulle palancole, di fatto “argini emersi che comportano la divisione della laguna, uno sfregio paesaggistico che emergerebbe dall’acqua e che si vedrebbero come bordo continuo di acciaio di 1.335 m. Inoltre – continua Italia Nostra – le palancolate intercetterebbero, tagliandola, la seconda falda freatica: dovremmo dunque aspettarci negli anni a venire un incremento della subsidenza, come già è avvenuto dopo gli emungimenti artesiani a Marghera degli anni ’30-’70 del secolo scorso“.

 

L’associazione ha già annunciato che presenterà ricorso.

 

Fonte: La Nuova Venezia; Italia Nostra Venezia

 

 

Una giornata tutta nella terraferma veneziana quella di sabato per il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Dopo il taglio del nastro di questa mattina al nuovo Museo del Novecento M9 nel cuore di Mestre, la seconda carica dello Stato ha visitato la bioraffineria Eni di Porto Marghera, accompagnata dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. Ad accoglierli i vertici della società multinazionale, la presidente Emma Marcegaglia e l’amministratore delegato Claudio Descalzi. Numerose le autorità presenti, tra cui l’assessore comunale allo Sviluppo economico, Simone Venturini, l’assessore allo Sviluppo economico ed Energia della Regione Veneto, Roberto Marcato, il prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale, Pino Musolino.

 

 

“Oggi per me, da veneta, prima ancora che da presidente del Senato, è una giornata davvero bella e importante, che ha il sapore del riscatto, della determinazione e del successo, tutti elementi che sono universalmente riconosciuti ai cittadini di questa regione”. Dopo aver ricordato l’inaugurazione dell’M9, “esempio innovativo di rigenerazione urbana e di visione proiettata al futuro”, il presidente Casellati ha evidenziato come anche la riconversione della raffineria di Porto Marghera in bioraffineria sia un’esperienza positiva di costruzione di un nuovo futuro attraverso l’innovazione.”Realizzare tutto questo a Marghera, e sappiamo tutti le criticità di questa lunga transizione, anche sotto il profilo del mantenimento dei posti di lavoro – ha proseguito Casellati – non può che meritare il plauso e l’incoraggiamento delle Istituzioni”.

 

“Ancora una volta l’Italia, in questo caso proprio qui a Marghera – ha commentato il sindaco Brugnaro – sta dettando le regole per il futuro ecologico del pianeta. Una scelta che la città di Venezia condivide e vuole continuare a sviluppare. Abbiamo acquistato i biocarburanti che vengono prodotti in questa bioraffineria per alimentare i vaporetti Actv, ma molto altro si può fare. Penso, ad esempio, al nuovo impianto a Marghera al quale stiamo lavorando con Eni per consentire la produzione di idrogeno a partire dalle plastiche”.

 

Avevamo detto che avremmo investito su Marghera – ha concluso il primo cittadino – e l’abbiamo fatto. In tre anni non solo non abbiamo perso posti di lavoro, ma ne abbiamo creati 1000 di nuovi, in completa controtendenza con altri luoghi. Un segnale di speranza, un messaggio soprattutto per i nostri giovani, perché non vadano all’estero ma mettano a frutto qui le competenze che hanno acquisito con gli studi, perché questa è un’area che in futuro avrà le migliori performance a livello europeo”.

 

Un reading/spettacolo di Cristiano Dorigo ed Elisabetta Tiveron. Introduzione di Roberto Masiero. Accompagnamento musicale di Franco Belcastro

 

Porto Marghera non è solo un paesaggio di gru, banchine e ciminiere… vi aleggia una particolare vitalità che i sedici narratori e un poeta, legati al territorio e riuniti in questo volume, – curato da Cristiano Dorigo e Elisabetta Tiveron – hanno scelto di far risaltare partendo da diverse prospettive, chi proponendo una visione più letteraria e intimista e chi attingendo alla cronaca e alla storia sociale.
Sono passati cento anni da quel 1917 in cui vennero fondate le prime strutture sul bordo della laguna antistante Venezia, ponendo le basi del polo chimico-industriale di Porto Marghera – idea partita da un articolo giornalistico del capitano marittimo Luciano Petit e sviluppata nell’arco di un ventennio da un gruppo di nobili e imprenditori capitanato da Piero Foscari e Giuseppe Volpi – e dell’attigua “città giardino”.

Da allora le storie di migliaia di persone si sono incrociate in situazioni non facili, come nelle tensioni politiche legate alla contestazione, ai grandi scioperi e alle lotte operaie, fino alla sanguinosa deriva terroristica di fine anni Settanta; il dramma delle malattie mortali dovute alla mancanza di un’adeguata protezione degli operai e alla sottovalutazione della nocività di alcuni prodotti; la scoperta dei danni ambientali causati dagli sversamenti di sostanze inquinanti nei terreni paludosi e dalle fughe di gas tossici negli incidenti degli impianti.

 

 

Domani, domenica 16 settembre, dalle 18 alle 19.30, alla Filanda Motta in via della Chiesa a Campocroce di Mogliano Veneto, si terrà il reading del libro Porto Marghera – Cento anni di storie.

L’ingresso è libero e seguirà una bicchierata.

 

Il Governo ha firmato il Decreto relativo alle risorse finanziarie che il ministero dello Sviluppo economico metterà a disposizione per la riconversione e riqualificazione dell’area di crisi industriale complessa di Porto Marghera a Venezia, a seguito della call di Invitalia del febbraio scorso che aveva registrato in totale 59 manifestazioni d’interesse. Nello specifico, il Governo ha assunto un impegno finanziario di 20 milioni di euro per sostenere la realizzazione di investimenti produttivi di dimensioni non inferiori a 1,5 milioni di euro. Le risorse ministeriali saranno integrate dai fondi della Regione Veneto, finalizzati al sostegno di interventi di riqualificazione e l’adeguamento delle competenze professionali e dell’occupazione.

 

“La grande collaborazione tra Comune, Città Metropolitana e Regione, in particolar modo con il presidente Luca Zaia e gli assessori Elena Donazzan (Lavoro) e Roberto Marcato (Sviluppo economico) ha portato a questo importante risultato, non solo per Porto Marghera, ma per tutta Venezia e il Veneto – commenta il sindaco Luigi Brugnaro – Al Governo va il nostro ringraziamento per aver dato una risposta concreta alle 43 manifestazioni d’interesse di imprenditori che hanno deciso di investire nel nostro territorio un totale di 556 milioni di euro, che creeranno 895 nuovi posti di lavoro. Cento anni fa nasceva Porto Marghera; questi 20 milioni, cui si aggiungono i 6,7 milioni della Regione, puntano al futuro, diventando il segnale tangibile per assicurare le condizioni necessarie allo sviluppo del territorio e al suo rilancio, sia in termini produttivi che occupazionali. Sono previsti inoltre altri finanziamenti regionali specifici per gli investimenti sotto il milione e mezzo di euro, con un potenziale di altri 16 interventi, con 10 milioni di euro di capitali privati, che creeranno un centinaio di nuovi occupati. È un grande risultato di squadra, ottenuto grazie alla collaborazione di tutte le istituzioni nazionali, regionali e locali, Invitalia e le parti sociali ed economiche interessate”.

 

La firma del Decreto consente di pervenire in tempi rapidi alla sottoscrizione, da parte del Comune di Venezia e degli altri soggetti coinvolti, a un Accordo di programma con cui saranno puntualmente definite le modalità di erogazione delle agevolazioni previste per favorire la crescita e lo sviluppo dell’area di crisi in attuazione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione industriale di Porto Marghera – Venezia.

 

In particolare, con la sottoscrizione dell’Accordo di Programma il Comune di Venezia si impegna a:

– collaborare con Invitalia nella definizione dell’offerta di opportunità insediative nel territorio comunale e nelle attività di promozione e comunicazione previste;
– prevedere, in accordo con gli altri soggetti istituzionali coinvolti, azioni di semplificazione e/o accelerazione dei percorsi procedurali necessari all’insediamento delle imprese;
– individuare un referente unico per accompagnare gli investitori nella fase iniziale di raccolta delle informazioni (es. ricognizione lotti/stabilimenti industriali disponibili) e nel corso dell’iter amministrativo di insediamento;
– essere parte attiva del Gruppo di Coordinamento e Controllo.

Fincantieri sta trasferendo molte attività dal cantiere di Marghera ad altri, come quello di San Giorgio di Nogaro e uno addirittura in Romania.

 

Siamo di fronte ormai al fatto che Fincantieri ha appaltato gran parte delle attività produttive, come ad esempio scafo e allestimento, ma a quanto sembra l’azienda intende spostare altrove il taglio delle lamiere e dei profili.

 

Le commissioni sono in continua crescita, ma l’azienda sta sottraendo attività dal cantiere di Porto Marghera.

Andando avanti così cosa resterà nel cantiere Fincantieri di Porto Marghera?

 

Fonte: VeneziaToday

Poco prima delle 17.30 di ieri, i vigili del fuoco sono intervenuti in via della Libertà nei pressi del centro Vega a Porto Marghera, nella città metropolitana di Venezia, per l’incendio di un’auto: illeso il conducente. Mentre percorreva la strada, l’automobilista si è accorto che qualcosa non andava e ha accostato, e l’auto si è incendiata provocando una colonna di fumo visibile da molto distante. I pompieri intervenuti da Mestre con due squadre hanno spento il rogo dell’auto, andata completamente distrutta.

 

 

Alle ore 10 circa, i vigili del fuoco sono intervenuti in via dell’Industria a Porto Marghera per un principio di incendio divampato in una fonderia, dopo la fuoriuscita di zinco fuso da un forno: nessuna persona è rimasta ferita. Il metallo liquido è caduto nelle sotto vasche dii contenimento, sviluppando fiamme, fumo e vapore. Dopo il primo intervento della squadra di soccorso interno, i vigili del fuoco – accorsi con 12 operatori e 5 automezzi, tra cui il nucleo NBCR – hanno spento il principio di”incendio e messo in sicurezza il reparto. Le operazioni di soccorso coadiuvate dal funzionario di guardia dei V.vigili del fuoco sono ancora in corso.

 

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