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Venezia: approvato il Canale dei Petroli, Italia Nostra annuncia il ricorso

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È stato approvato ieri mattina il progetto di protezione del Canale “Malamocco Marghera” promosso dall’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Nord: il porto esprime soddisfazione

 
La Commissione per la Salvaguardia di Venezia ha approvato il progetto di protezione del Canale “Malamocco – Marghera” promosso dall’Autorità di Sistema Portuale dell’Adriatico Nord.
 
Non solo l’Autorità di Sistema Portuale ma, sono certo, l’intera comunità portuale accoglie con soddisfazione la decisione della Commissione – queste le parole a caldo del presidente Pino Musolino – La scelta riconosce l’efficacia tecnica di un progetto sviluppato sfruttando modalità d’intervento sostenibili, in linea con quanto previsto dalla legislazione relativa alla laguna di Venezia. Un progetto che, mantenendo adeguati livelli di salvaguardia dell’ecosistema lagunare, raggiunge anche l’obiettivo della salvaguardia della portualità e, di conseguenza, rafforza la sostenibilità culturale, sociale ed economica di Venezia. Poter finalmente garantire pienamente l’accessibilità nautica del porto, così come previsto dal Piano Regolatore Portuale, consente al nostro scalo di mantenere standard competitivi adeguati alle sfide imposte dal mercato, a beneficio di tutte le attività insediate, e di interpretare al meglio il ruolo che gli è proprio di motore economico della nostra regione, e di porta d’accesso ai mercati internazionali per i distretti produttivi veneti. Sarà ovviamente cura dell’Autorità di Sistema Portuale – conclude – dare seguito alle prescrizioni emerse dalla Commissione di Salvaguardia”.
 
L’ente di tutela e salvaguardia della città, riunitosi nella mattinata di ieri, stabilisce chiare prescrizioni relative alla forma delle palancole che dovranno minimizzare il ritorno dell’onda, e alla velocità delle navi, che dovrà mantenersi al di sotto del limite stabilito dalla Capitaneria di Porto ai fini della sicurezza della navigazione, per tutta la durata dei lavori.
 
Fortemente negativo il parere di Italia Nostra, associazione di tutela culturale e ambientale della laguna, da sempre critica nei confronti del progetto e dell’impatto ambientale che potrebbe comportare.
 
Particolarmente critico il parere dell’associazione sulle palancole, di fatto “argini emersi che comportano la divisione della laguna, uno sfregio paesaggistico che emergerebbe dall’acqua e che si vedrebbero come bordo continuo di acciaio di 1.335 m. Inoltre – continua Italia Nostra – le palancolate intercetterebbero, tagliandola, la seconda falda freatica: dovremmo dunque aspettarci negli anni a venire un incremento della subsidenza, come già è avvenuto dopo gli emungimenti artesiani a Marghera degli anni ’30-’70 del secolo scorso“.
 
L’associazione ha già annunciato che presenterà ricorso.
 
Fonte: La Nuova Venezia; Italia Nostra Venezia
 

 

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