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Ecco Diesel, in tutta la sua fierezza, con la pettorina della Polizia Locale, mentre sembra addirittura sorridere alla fotocamera.

 

È proprio lui il protagonista della vicenda che ieri sera ha portato a compimento un’importante operazione antidroga nel coneglianese, ad opera del comando intercomunale di Polizia Locale di Cimadolmo, Vazzola e Gaiarine, congiuntamente ai Carabinieri di Conegliano.

 

Guidato dall’Agente Rudy Colodet, Diesel ha infatti contribuito in maniera rilevante al ritrovamento di sostanze stupefacenti, quali eroina e cocaina, durante una perquisizione.

 

Diesel è uno splendido esemplare di golden retriever regalato al sindaco di Cimadolmo, Giovanni Ministeri, quando era appena un cucciolo. Ma forse lui ha sempre sentito di essere destinato a cose più grandi. E allora Ministeri, che ha a cuore la sua cittadinanza, ha deciso di donarlo alla Polizia perché potesse essere di ausilio e a protezione della comunità.

 

All’età di cinque mesi Diesel è così entrato nel corpo di Polizia locale dove ora, dopo un percorso di educazione e addestramento, è riconosciuto da tutti come un compagno di squadra speciale.

È stato arrestato e sarà processato oggi, lunedì 24 agosto, in via direttissima, un pregiudicato di origine nigeriana sorpreso nel pomeriggio di sabato a spacciare sostanze stupefacenti nel rione Piave. L’uomo è stato fermato dopo un’operazione della Polizia locale portata avanti da Agenti in abiti civili con la collaborazione del nucleo cinofili e le radiomobili del nucleo pronto impiego.

 

Verso le 15 di sabato Agenti presenti in perlustrazione nella zona hanno notato una persona, già conosciuta come consumatore di sostanze stupefacenti, incontrare in via Dante due spacciatori, vicino al piazzale Bainsizza. Dopo un breve colloquio l’uomo ha consegnato una somma di denaro a uno dei due spacciatori, il quale ha sputato dalla bocca una dose di eroina consegnandola al cliente, che si è subito allontanato dall’area. La scena è stata vista dagli Agenti in borghese che hanno avvisato le radiomobili presenti nelle vicinanze, pronte ad intervenire.

 

Gli Agenti hanno iniziato un inseguimento nei confronti dello spacciatore che è scappato verso via San Michele e, nella fuga, è entrato in alcuni giardini di abitazioni scavalcando le recinzioni. La sua corsa si è bloccata in un primo momento proprio all’interno di un giardino, dove il pusher ha tentato una ulteriore fuga entrando in altre proprietà private. Gli Agenti, anche con l’aiuto di una pattuglia dei Lagunari, hanno circondato il quadrilatero delle abitazioni e stretto il cerchio sullo spacciatore. Ancora una volta il nigeriano, deciso a non arrendersi, ha iniziato una colluttazione con gli Agenti e i militari, risolta con l’uso dello spray. Un lagunare e un Agente sono ricorsi alle cure del pronto soccorso.

 

L’uomo è stato arrestato per spaccio, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Su di lui pende anche una denuncia per violazione di domicilio. Lo spacciatore, già al terzo arresto dal suo arrivo in Italia, è stato trattenuto nella camera di sicurezza della questura di Venezia in attesa di presentarsi lunedì davanti al giudice.

Un ventiquattrenne di nazionalità nigeriana, è stato arrestato ieri dal Nucleo operativo e cinofilo della Polizia locale, nella zona di piazzale Bainsizza, a Mestre, con l’accusa di spaccio continuato e aggravato, dopo aver ceduto dosi di eroina a tre ragazzi di giovane età: una diciottenne di Camposampiero e un diciassettenne e una quindicenne, residenti entrambi nel Veneto Orientale.

 

L’ennesimo blitz antidroga compiuto dal Corpo nel Rione Piave è scattato verso le 16, dopo che una pattuglia in abiti civili ha notato il gruppo dei ragazzi a colloquio col nigeriano, giunto da loro in sella ad una bicicletta. Il pusher, in cambio di denaro, ha ceduto due dosi di droga, che teneva nascoste in bocca, dirigendosi poi verso il sottopasso ciclopedonale di via Dante, doveva è stato intercettato da una pattuglia del Nucleo cinofilo, che nel frattempo era stata allertata via radio.

 

Nel frattempo i tre giovani sono stati a loro volta fermati e identificati: la quindicenne, che è stata poi riconsegnata alla madre, giunta in treno a Mestre, in tarda serata, teneva anch’essa l’eroina appena acquistata in bocca.

 

Il cittadino nigeriano, vista la gravità dei fatti (spaccio a minorenni) è stato trasferito direttamente in carcere a Venezia. Il giovane vanta già arresti e denunce per spaccio di sostanze stupefacenti oltre che per vari altri reati (violazione di domicilio, danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale): nel maggio scorso era stato già arrestato, in quel caso a Marghera, dalla Polizia locale.

Che non è un mestiere, e neanche un mestiere qualunque. E Rosa Scafa, che oggi spegne 95 candeline, lo sa, da quando dopo un corso nella polizia femminile entrò nel 1951 nella Buoncostume ad assistere i minori e assicurare i controlli medici delle prostitute.

 

Roba border line ma è così. Poi nel 1960 la scelta, impavida e sicura. Entrare nella polizia italiana, per assicurare il futuro dei fratelli e consacrare il suo innato altruismo. Paure, avventure e aneddoti, tutto si snocciola e si tinge di rosa, quello tosto, senza compromessi.

 

Oggi la prima poliziotta assaporando la sua fetta di torta potrà volgere il suo sguardo indietro ed essere fiera.

 

Zero Biscuit di Mauro Lama

Continua con intensità l’attività di presidio del territorio da parte della Polizia locale nelle zone più sensibili della città, compresa Marghera. Sabato pomeriggio il dispositivo di sicurezza urbana, entrato in azione in abiti civili tra le via Rizzardi, Ulloa e limitrofe, e i piazzali Giovannacci e Sant’Antonio, ha intercettato, verso le 17.30, una coppia di etnia rom, una donna e un ragazzino che, nel percorrere via Rizzardi in direzione Mestre, concentravano l’attenzione su case e palazzi della zona, saggiando anche l’apertura di alcuni portoni.

 

I sospetti degli operatori di trovarsi dinanzi a topi d’appartamento sono stati corroborati dal fatto che i sospetti, al passaggio di una pattuglia della Guardia di Finanza, cambiavano subito direzione imboccando via Ulloa. A quel punto gli agenti di Polizia locale hanno deciso di intervenire bloccando i due e identificandoli.

 

La donna è risultata essere una 26enne di nazionalità croata, all’ottavo mese di gravidanza e con decine di precedenti specifici per furti in abitazione, mentre il ragazzino, suo fratello, di 11 anni, vanta anch’egli svariate denunce per furti in abitazione. Nessun dubbio sul fatto che entrambi stessero cercando di mettere a segno qualche colpo: la donna aveva con sé la classica plastica utilizzata per l’apertura delle porte d’ingresso degli appartamenti, mentre il ragazzino, incaricato della custodia degli strumenti di effrazione, custodiva 2 cacciaviti e una chiave inglese nello zaino.

 

Al termine degli accertamenti la 26enne è stata denunciata per possesso ingiustificato di strumenti da effrazione in concorso con il minore, non imputabile. Della sua situazione è stata informata l’Autorità giudiziaria minorile.

Ennesimo significativo e tempestivo intervento delle radiomobili della Polizia locale, in servizio di controllo del territorio tra Carpenedo e Favaro Veneto: nei giorni scorsi, in pieno pomeriggio, una pattuglia del Nucleo Pronto impiego del Servizio Sicurezza urbana, impegnata a pattugliare la dorsale che da piazza Carpenedo arriva fino a piazza Pastrello, giunta in prossimità dell’intersezione tra via San Donà e via Monte Civetta, è stata allertata da un passante che, in maniera concitata, spiegava che era in corso un’aggressione in strada, anche con l’uso di un’arma da taglio.

 

Gli agenti hanno raggiunto subito il luogo della rissa, soccorrendo un uomo, successivamente identificato come un 30enne di nazionalità albanese, che camminava in mezzo alla strada con il volto tumefatto e ricoperto di sangue. Altre due persone alla vista degli agenti hanno invece iniziato a scappare di corsa.

 

È scattato quindi un inseguimento, al termine del quale gli operatori sono riusciti a bloccare uno dei sospetti: un 25enne di nazionalità albanese. Il compare invece era riuscito a far perdere le proprie tracce. Giunti i rinforzi, è stato individuato, seguendo l’itinerario degli aggressori per scappare, un cacciavite senza manico lungo 16 cemtimetri con evidenti tracce di sangue sulla superficie.

 

Anche le testimonianze raccolte subito dopo hanno suffragato quanto già appariva evidente: i fuggitivi hanno aggredito a calci e pugni la vittima per strada utilizzando anche il cacciavite sequestrato. Il ferito, che ha sporto denuncia-querela nei confronti dei picchiatori, è stato trasportato in ospedale da un’ambulanza del Suem 118, dove gli è stata riscontrata la frattura del setto nasale.

 

Il complice del fuggitivo, un 22enne sempre di nazionalità albanese, è stato individuato nei giorni successivi al pestaggio: entrambi gli autori sono stati denunciati per lesioni aggravate in concorso.

Continuano i controlli della Polizia locale a contrasto dello spaccio a Marghera, dove già nei giorni scorsi si sono registrati interventi che hanno portato a denunce e a sequestri di stupefacente. Gli agenti si sono portati in via Rizzardi, concentrando l’attenzione su cinque cittadini di colore, noti pusher. Gli agenti si sono appostati in attesa del possibile arrivo di clienti. L’attesa non è durata a lungo: dopo circa un’ora è giunto il primo acquirente, un camionista 49enne residente nel territorio della Riviera del Brenta. Quest’ultimo si è intrattenuto in un conciliabolo con uno dei 5 sospetti spacciatori e poi gli ha consegnato alcune banconote, ricevendo in cambio degli involucri appena sputati dal pusher.

 

Il cliente è stato quindi pedinato e bloccato a debita distanza: aveva appena acquistato due dosi di eroina pagandole 40 euro. Altri agenti, in contemporanea, sono riusciti a bloccare lo spacciatore, un cittadino nigeriano di 25 anni, richiedente asilo. Al termine degli accertamenti è stato denunciato per spaccio, mentre il camionista è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di stupefacenti e sanzionato (al pari del pusher) con 350 euro per aver violato il Regolamento di polizia e sicurezza urbana, che punisce amministrativamente la cessione di droga sulla pubblica via.

Un 27enne originario del Senegal con domicilio a Mira è stato arrestato nel pomeriggio di martedì per detenzione e spaccio di stupefacenti. L’intervento è stato effettuato dal personale del Nucleo operativo e cinofilo della Polizia locale.

 

La pattuglia ha bloccato il ragazzo durante lo svolgimento del quotidiano servizio di contrasto allo spaccio e consumo di sostanze stupefacenti sul territorio. Il 27enne è stato notato dagli Agenti mentre percorreva un tratto di strada in bicicletta portando in spalla uno zaino di colore nero.

 

Alla vista dell’auto della Polizia locale, l’uomo ha abbandonato la bicicletta, gettato lo zaino a terra e tentato di scappare lungo via del Gazzato, in località Cipressina. Gli Agenti sono riusciti a raggiungerlo e a immobilizzarlo pochi metri dopo; la sua borsa è passata all’esame del cane antidroga “Hadesz” e, dopo un’ispezione, ha rivelato al suo interno un quantitativo di circa 100 grammi di marijuana, utile al confezionamento di un centinaio di dosi al dettaglio, per un controvalore approssimativo di 1000 euro.

 

L’uomo, regolarmente residente in Italia e con precedenti per reati contro il patrimonio e resistenza a pubblico ufficiale, è stato dunque tratto in arresto.

 

Il contrasto all’attività di spaccio sul territorio segna un altro punto in favore della Polizia locale, da tempo impegnata su questo fronte anche attraverso l’utilizzo dell’unità cinofila. L’ultimo risultato è stato conseguito nella serata di martedì 11 febbraio, durante i consueti pattugliamenti del territorio.

 

I fatti

Una pattuglia in servizio nella zona del Lido est di Jesolo ha fermato un’utilitaria con a bordo due giovani jesolani di circa vent’anni che era stata notata aggirarsi nella zona e che aveva insospettito gli agenti. Nel corso dei controlli preliminari, conducente e passeggero del veicolo hanno manifestato nervosismo spingendo gli agenti ad approfondire gli accertamenti sui giovani e i rispettivi effetti personali. Le verifiche sul passeggero hanno dato esito negativo mentre il conducente dell’auto è risultato in possesso di un vasetto in vetro contenente circa 20 grammi di marijuana e qualche grammo di Hashish. Assieme alle sostanze il personale di Polizia locale ha rinvenuto anche un bilancino di precisione, dei coltelli, alcune centinaia di euro ed altri oggetti funzionali allo spaccio di stupefacenti.

 

Sequestrati marijuana, coltelli e oltre 500 euro in contanti

A supporto della pattuglia è giunta anche l’unità cinofila con il cane “Baskoo” per una perquisizione più approfondita del veicolo che ha portato all’individuazione di un ulteriore panetto di hashish di circa 40 grammi. Constatata la flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, gli agenti hanno proceduto a perquisire l’abitazione del conducente dell’auto, sempre coadiuvati dall’unità cinofila. Quest’ultimo accertamento ha portato all’individuazione di alcuni grammi di marijuana e di altro denaro.

 

Il conducente è stato accompagnato presso la sede della Polizia locale e, in accordo con l’autorità giudiziaria, essendo incensurato è stato denunciato a piede libero per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti.

 

Le sostanze rinvenute nel corso dei controlli, l’intero “kit” in possesso del giovane e il denaro sono stati sottoposti a sequestro penale.

 

“La nostra Polizia locale si dimostra sempre efficace nelle attività di contrasto allo spaccio e la scelta fatta da qualche anno di introdurre l’unità cinofila sta dando sempre migliori frutti e soddisfazioni – dichiara l’assessore alla Sicurezza della città di Jesolo, Otello Bergamo -. Dobbiamo trasmettere un messaggio chiaro e importante, soprattutto ai giovani: non devono essere sottovalutate le conseguenze di scelte e comportamenti, perché poi si finisce sempre per pagare un prezzo. E sul fronte dello spaccio di droga non c’è tolleranza”.

Settanta uomini e donne in uniforme uniti per la donazione di sangue

 

Ieri, mercoledì 11 dicembre, al Centro trasfusionale dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso si è svolta l’edizione 2019 di “Uniformi nel donare”, evento che ha chiamato a raccolta numerosi agenti della Polizia di Stato, Penitenziaria, Provinciale e Locale, Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Vigili del Fuoco, insieme a militari, piloti e specialisti dell’Aeronautica Militare.

 

«La Polizia di Stato ma anche tutte le altre Forze dell’Ordine hanno una particolare vocazione, e una inclinazione molto forte verso la solidarietà, per questo all’iniziativa “Uniformi nel Donare” promossa dell’Avis abbiamo risposto: presente. Riteniamo infatti che sia giusto far passare il concetto di sicurezza anche attraverso la solidarietà, la quale può fare da collante per una coesione sociale sempre più forte e contribuire a una migliore sicurezza della società» sottolinea Claudio Di Paola, vicequestore della Polizia di Stato, capo della Squadra Mobile di Treviso.

 

 

I dati

Nel corso del 2019 le 89 Avis Comunali e l’Avis provinciale a copertura dei 94 Comuni della Marca Trevigiana con i loro 34.300 soci hanno garantito il fabbisogno dei 6 ospedali del territorio e non solo, con un incremento delle donazioni superiore all’1.24% e una partecipazione sempre più estesa delle giovani generazioni che vengono coinvolte attraverso campagne di sensibilizzazione e forum dedicati. Nella Marca ogni 100 residenti 6 sono avisini e degno di nota è il dato sulle fasce d’età, che evidenzia una positiva presenza degli under 35: 39.16% degli avisini ha tra i 18 e 25 anni, il 22.89% tra i 26 e i 35 anni.

 

«Siamo soddisfatti delle donazioni in provincia di Treviso e un grazie sincero va a tutte le nostre Avis Comunali e ai cittadini che rispondono in maniera sempre partecipe alle nostre chiamate per garantire il costante bisogno di sacche di sangue che proviene dalle strutture sanitarie. Sono grata a tutti i donatori e li ringrazio di cuore» dice Vanda Prada, presidente dell’Avis Provinciale di Treviso.

 

A commentare con apprezzamento il trend positivo delle donazioni che ha contraddistinto l’anno in corso, è anche il direttore generale dell’Ulss 2 Francesco Benazzi, presente per un saluto agli uomini e alle donne delle Forze dell’Ordine che hanno presto parte a “Uniformi nel Donare”.

 

«Questa è una giornata importante perché le istituzioni sono riferimento puntuale e preciso per la sicurezza e il loro operato costituisce un indotto importante per tutta la collettività – commenta il dg Benazzi- Per noi il sangue è importante per garantire l’attività dei 6 ospedali e dello Iov, dove si fa tanta attività chirurgica e quindi il sangue è fondamentale per salvare le persone. Le donazioni sono aumentate grazie all’Avis che è una straordinaria realtà di puntiforme e capillare, capace di arriva in tutti i Comuni della Marca. La provincia di Treviso, anche grazie all’Avis che dona molto, è campionessa del volontariato. Possiamo sempre contare sull’Avis».

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