Home / Posts Tagged "polizia"

Nuova operazione della Polizia locale di Venezia contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, venerdì scorso a Favaro Veneto, che ha portato all’arresto di un ventenne cittadino albanese.

 

L’uomo, sorvegliato già da una settimana dagli uomini del Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, aveva da tempo stabilito la propria base operativa in un B&B di via Altinia, dove, soprattutto nel fine settimana, incontrava alcuni uomini che raggiungevano la struttura ricettiva in auto o in moto e dopo pochi istanti si allontanavano, mentre il giovane rientrava velocemente all’interno del B&B.

 

Scena che si è ripetuta anche venerdì sera, quando il pusher ha incontrato una giovane ed è poi salito sulla sua auto per ripartire in direzione Mestre. Quando il veicolo è stato fermato poco più avanti per un controllo, il pusher ha gettato fuori dal finestrino un involucro, subito recuperato dagli agenti, che conteneva undici grammi di eroina (l’equivalente di una trentina di dosi pronto spaccio) e un bilancino di precisione. All’interno dell’abitacolo sono poi state trovate, grazie anche all’aiuto dell’unità cinofila, altre 23 dosi singole di cocaina già confezionate e 5600 euro in contanti che sono stati sequestrati perché ritenuti provento dell’attività di spaccio.

 

Il pusher è stato arrestato e portato alla Casa circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. Sabato mattina l’uomo è stato condotto davanti al giudice che ha convalidato il suo arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere fino al 7 novembre, data in cui verrà celebrato il processo.

Ieri le Volanti hanno rintracciato e arrestato F. M., cittadino svedese di 33 anni ricercato nel paese d’origine, perché deve scontare 4 mesi di reclusione per reati commessi in Svezia in materia di stupefacenti.

 

Lo svedese è stato rintracciato in un camping di Marghera. I poliziotti lo hanno quindi accompagnato in carcere in attesa della sua estradizione. 

Sequestrati dagli agenti del Corpo jesolano oltre 400 articoli contraffatti occultati da venditori abusivi all’intero di alcune cabine spiaggia presenti sull’arenile

 

L’attività di contrasto al commercio abusivo sull’arenile continua a dare i suoi frutti. Un intervento importante nella mattina di ieri, mercoledì 28 agosto alla presenza del Comandante Claudio Vanin ha permesso al Corpo di Polizia locale di Jesolo di procedere al sequestro di oltre 400 articoli contraffatti.

I fatti

Intorno alle 7.30 gli agenti sono intervenuti sull’arenile in prossimità del 1° accesso al mare di via Altinate per la segnalazione di venditori abusivi intenti a nascondere la mercanzia all’interno di alcune cabine spiaggia. Con l’assistenza di un operatore del Consorzio è stato effettuato un controllo riscontrando la presenza di numerosi teli da mare, capi di abbigliamento e occhiali da sole. Molti dei prodotti riportavano marchi di note griffe contraffatte. Gli agenti hanno provveduto al sequestro della merce, oltre 400 pezzi, che è stata poi depositata presso il Comando di Polizia locale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

Avviata un’indagine per risalire all’identità dei commercianti abusivi

A seguito dell’intervento è stata avviata un’indagine per risalire all’identità dei venditori abusivi e accertare l’eventuale responsabilità di soggetti terzi nell’occultamento della merce contraffatta, per la quale si configurerebbe il reato di favoreggiamento.

Gli investigatori di Jesolo hanno denunciato due persone per aver raggirato alcuni turisti italiani che pensavano di aver prenotato online un appartamento a Jesolo dove trascorrere le vacanze.

 

 

La tecnica utilizzata

Dai racconti dei vacanzieri raggirati si evince che il metodo è sempre lo stesso. Dopo aver individuato l’appartamento ideale per le vacanze su un sito internet, gli ignari turisti contattano il finto proprietario per concludere l’affare e prenotare l’immobile. Di solito dietro il pagamento di una sostanziosa caparra o, a volte, dell’intero prezzo della locazione. 

 

Una volta giunti sul luogo della vacanza, i turisti scoprono che l’appartamento in realtà non esiste e non riescono più a contattare l’interlocutore della locazione. Così si rivolgono agli uffici di Polizia per fare denuncia.

Beccati i due truffatori

Con le informazioni raccolte in sede di denuncia e le indagini esperite, gli investigatori del Commissariato di Jesolo hanno fermato due truffatori. Un brianzolo di 22 anni, al quale sono stati attribuiti cinque casi di truffa e una donna napoletana di 66 anni, alla quale ne sono stati attribuiti due. I malviventi verranno giudicati dall’Autorità competente. 

 

I truffatori sono ben organizzati. Usano telefoni, conti correnti postali e/o bancari, nonché account internet non immediatamente a loro riconducibili perché intestati ad altre persone, ignare degli accadimenti.

 

La Polizia di Stato consiglia…

Per evitare spiacevoli sorprese la Polizia di Stato consiglia di affidarsi ad agenzie di viaggio qualificate, qualora si scelga, in alternativa, di utilizzare siti internet per prenotare le proprie vacanze, prima di procedere al pagamento, fare ricerche sul venditore, diffidare delle offerte “troppo belle per essere vere”.

 

D’intesa con la Polizia Postale e la Polizia Locale si sono effettuate attività di controllo al mercato online di case vacanze e di bed and breakfast, nell’ambito di tali controlli la Polizia locale ha sanzionato quelle irregolari.

Il 7 agosto scorso, un ragazzo diciassettenne proveniente da Marghera e diretto a Mestre, mentre percorreva la passerella pedonale del cavalcaferrovia, è stato avvicinato da due giovani nordafricani che, con la scusa di chiedergli se avesse un accendino, lo hanno fermato. Uno dei due, mostrando una pistola che teneva infilata nella cinta dei pantaloni e occultata sotto la maglia, intimava al ragazzo di consegnarli il denaro in suo possesso. Il malcapitato ha risposto di non avere nulla e, impaurito, è scappato verso la stazione di Mestre dove ha raggiunto gli uffici della Polizia per raccontare l’accaduto.

 

Qualche ora dopo la notizia che, a San Donà di Piave, un altro giovane diciassettenne era stato vittima di un tentativo di rapina attuato con modalità analoghe. La vittima, quindi, ha fornito in sede di denuncia una dettagliata descrizione dei due malfattori.

 

Gli agenti del Compartimento Polizia ferroviaria Veneto sono così riusciti a individuare, analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione di Mestre, due soggetti compatibili con la descrizione fornita.

 

Grazie alla diffusione delle immagini dei due autori del reato, il personale del Posto Polizia Ferroviaria di Portogruaro è riuscito a risalire all’identità dei predetti che, nella giornata di lunedì 12 agosto, sono stati rintracciati presso le loro abitazioni e deferiti in stato di libertà per i fatti a loro contestati. Nella circostanza, i due hanno ammesso le loro responsabilità consegnando, peraltro, la “pistola” utilizzata a scopo di intimidazione che, seppur di buona fattezza, risultava in plastica e quindi inoffensiva.

I fatti risalgono al pomeriggio di ieri. Un addetto alla sala Arrivi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, a causa del gran via vai di passeggeri, aveva per un attimo perso di vista il proprio borsello. In quel brevissimo momento di distrazione, l’oggetto era sparito, con mille euro in contati custoditi all’interno. La vittima, appena accortasi del furto, si è recata al presidio dei Carabinieri dell’aeroporto per fare denuncia. Dopo una serie di indagini di Polizia giudiziaria e aver visualizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza, le forze dell’ordine hanno individuato il ladro.

 

Si tratta di un autista di 55 anni NCC (noleggio con conducente) che, approfittando della sua mansione, è riuscito a far sparire il borsello della vittima senza dare nell’occhio.

 

L’uomo è stato quindi fermato e, una volta messo davanti alle sue responsabilità, ha confessato il furto e restituito il denaro. Per lui è scattata una denuncia in stato di libertà per furto aggravato. Le indagini stanno proseguendo per valutare se ci siano altri soggetti coinvolti nella vicenda e per accertare l’eventuale coinvolgimento dell’uomo in altri furti analoghi avvenuti allo scalo veneziano.

 

 

Fonte: La Nuova Venezia

L’attività condotta dagli agenti del Comando di Polizia locale di Jesolo e dai militari dell’Arma dei Carabinieri di Jesolo e San Donà di Piave è iniziata alle 7.00 di sabato 10 agosto, nell’ambito di un servizio congiunto dedicato alla lotta al commercio abusivo sulla spiaggia. I controlli hanno interessato diversi tratti del lungomare jesolano e i principali accessi al mare dove si ritrovano i venditori.

 

I fatti

Nel corso di un primo pattugliamento in borghese in prossimità dell’hotel Almar, gli Agenti e i Militari hanno individuato un gruppo di soggetti extracomunitari seduti su alcune panchine intenti a scambiarsi merce, probabilmente destinata alla vendita in spiaggia.

Poco dopo i venditori si sono allontanati con alcuni sacchi in spalla in direzione dell’Ospedale civile e, giunti tra la Croce Rossa e l’ospedale hanno scavalcato una recinzione metallica immergendosi nella boscaglia. Sono riemersi poco dopo senza sacchi disperdendosi tra gli ombrelloni.

 

 

Sequestrati circa 100 articoli contraffatti pronti alla vendita

Agenti e Carabinieri hanno quindi perlustrato l’area in cui era stata presumibilmente abbandonata la merce. Tra la boscaglia hanno recuperato tre sacchi contenenti circa 80 articoli tra borse, pochette, occhiali, teli da mare e portafogli per un valore di 2.220 euro. La merce è stata sequestrata e portata presso il Comando a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

 

Identificato un senegalese irregolare

Dopo un secondo appostamento effettuato intorno alle 10.40 in piazza Internazionale per controllare un soggetto extracomunitario già noto alle Forze dell’Ordine per vendita di merce contraffatta, Agenti e Carabinieri hanno raggiunto l’arenile fronte Park Hotel Agorà. Qui il soggetto era stato notato tra gli ombrelloni in atteggiamento di vendita. Fermato all’altezza del 22° accesso al mare mentre proponeva ai bagnanti borse e portafogli presumibilmente contraffatti, e privo di documenti è stato portato negli uffici del Comando e sottoposto a fotosegnalamento.

Dagli accertamenti è risultato essere originario del Senegal, in Italia senza fissa dimora. Nel corso dei controlli della merce in suo possesso, per un valore di 1.300 euro, gli agenti hanno sequestrato anche poco più di 2 gr. di marijuana nascosta tra gli oggetti. I Militari hanno accompagnato il soggetto presso la stazione di San Donà di Piave per la verifica di eventuali notifiche e provvedimenti a suo carico.

 

Il commento di Otello Bergamo, assessore alla Sicurezza

“Quello assestato ieri è stato un bel colpo al commercio abusivo – commenta l’assessore alla Sicurezza, Otello Bergamo -. La perseveranza nei controlli e nelle azioni di contrasto condotte anche in collaborazione con le altre Forze di Polizia, in particolare con l’Arma dei Carabinieri, dà i suoi risultati. Negli ultimi anni grazie all’impegno del nostro comando, la vendita di merce contraffatta è calata notevolmente e sul nostro litorale restano oggi piccoli gruppi. Ci sono tutti i presupposti per sradicare una volta per tutte questa forma di illegalità che danneggia chi lavora in modo onesto, ma servono pene certe per chi viola la legge”.

Martedì pomeriggio gli uomini del Commissariato San Marco, impegnati in un servizio in abiti civili, mirato al contrasto dei reati contro il patrimonio, mentre si trovavano presso il supermercato COOP di Fondamenta Santa Chiara hanno udito le grida di una cassiera che segnalava l’uscita di un giovane con della merce non pagata.

 

I poliziotti sono accorsi verso le casse e, qualificandosi, hanno intimato all’uomo di fermarsi. Questi, al contrario si è dato ad una fuga precipitosa e una volta raggiunto dopo un inseguimento fuori dal negozio, ha opposto resistenza agli Agenti, che lo hanno comunque bloccato dopo una violenta colluttazione.

 

L’autore del furto, un cittadino italiano 26enne con precedenti per reati contro il patrimonio, rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, è stato arrestato per rapina. 

 

L’arresto è stato convalidato ed all’esito dell’udienza per direttissima di ieri il giudice ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, disponendo la traduzione dell’arrestato alla Casa Circondariale di Venezia.

I fatti risalgono a giovedì scorso verso le 10.15 del mattino. La vittima, un pensionato di settantasette anni, si stava dirigendo verso casa quando a un tratto, mentre percorreva via Fratelli Bandiera, si è sentita strattonare da una sconosciuta. In un primo momento era sembrato quasi uno scontro fortuito, in quanto, la sconosciuta, si era scusata stringendogli il polso. Solo quando la donna ha cominciato a correre, il 77enne si è reso conto che il gesto di stringergli il polso, non era certo per chiedere scusa, ma per far sparire il Rolex del valore di diecimila euro.

 

L’uomo non ha potuto fare altro che chiamare le forze dell’ordine. Gli Agenti della questura di Meste l’hanno raggiunto all’altezza del deposito Bartolini. Il pensionato ha raccontato ai poliziotti ciò che gli era successo, descrivendo la sconosciuta come una ragazza sui 25 anni, molto probabilmente italiana, che vestiva un abito azzurro con motivi floreali.

 

La polizia ha immediatamente fatto scattare le ricerche diramando le informazioni alle altre Forze dell’ordine, ma sembra che l’abile ladra sia riuscita a non lasciare tracce, visto che nella zona dove si è consumato il furto molto probabilmente non ci sono telecamere di sicurezza che possano avere ripreso l’azione. 

 

 

Fonte: Il Gazzettino di Venezia del 04/08/19

Questa mattina la Squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di applicazione congiunta dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria a carico di due maggiorenni. J.O. di 18 anni e P.A. di 20 anni sono ritenuti responsabili, in concorso con altri, della rapina consumata ai danni di un Minimarket etnico a Mestre lo scorso 6 aprile.

I fatti

Quel giorno, alle 20.30 circa, una decina di ragazzi è entrata nel Minimarket tentando di comprare dell’alcool. Al rifiuto del titolare, che aveva dubbi sulla loro maggiore età, il gruppo ha messo a soqquadro il negozio, ha aggredito il titolare, minacciandolo con un coltello e ha rubato l’incasso della giornata.

Le indagini

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dall’A.G., hanno consentito di eseguire il 25 luglio scorso un provvedimento cautelare di collocamento in comunità a carico di un minore. Grazie anche a elementi raccolti nel corso delle attività di perquisizione condotte alcune settimane fa, sono stati identificati altri due componenti del gruppo. A carico di questi ultimi è stato emesso l’odierno provvedimento.

Le conseguenze

La misura è stata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario su richiesta della Procura della Repubblica e va ad inquadrarsi nella più ampia azione di contrasto intrapresa dall’A.G. e dalla Polizia di Stato al fenomeno delle Baby Gang, gruppi di giovani e giovanissimi, spesso minorenni, che negli ultimi mesi si sono resi protagonisti di molteplici azioni delittuose nella terraferma e nel centro storico veneziano.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni