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Il 7 agosto scorso, un ragazzo diciassettenne proveniente da Marghera e diretto a Mestre, mentre percorreva la passerella pedonale del cavalcaferrovia, è stato avvicinato da due giovani nordafricani che, con la scusa di chiedergli se avesse un accendino, lo hanno fermato. Uno dei due, mostrando una pistola che teneva infilata nella cinta dei pantaloni e occultata sotto la maglia, intimava al ragazzo di consegnarli il denaro in suo possesso. Il malcapitato ha risposto di non avere nulla e, impaurito, è scappato verso la stazione di Mestre dove ha raggiunto gli uffici della Polizia per raccontare l’accaduto.

 

Qualche ora dopo la notizia che, a San Donà di Piave, un altro giovane diciassettenne era stato vittima di un tentativo di rapina attuato con modalità analoghe. La vittima, quindi, ha fornito in sede di denuncia una dettagliata descrizione dei due malfattori.

 

Gli agenti del Compartimento Polizia ferroviaria Veneto sono così riusciti a individuare, analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione di Mestre, due soggetti compatibili con la descrizione fornita.

 

Grazie alla diffusione delle immagini dei due autori del reato, il personale del Posto Polizia Ferroviaria di Portogruaro è riuscito a risalire all’identità dei predetti che, nella giornata di lunedì 12 agosto, sono stati rintracciati presso le loro abitazioni e deferiti in stato di libertà per i fatti a loro contestati. Nella circostanza, i due hanno ammesso le loro responsabilità consegnando, peraltro, la “pistola” utilizzata a scopo di intimidazione che, seppur di buona fattezza, risultava in plastica e quindi inoffensiva.

I fatti risalgono al pomeriggio di ieri. Un addetto alla sala Arrivi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, a causa del gran via vai di passeggeri, aveva per un attimo perso di vista il proprio borsello. In quel brevissimo momento di distrazione, l’oggetto era sparito, con mille euro in contati custoditi all’interno. La vittima, appena accortasi del furto, si è recata al presidio dei Carabinieri dell’aeroporto per fare denuncia. Dopo una serie di indagini di Polizia giudiziaria e aver visualizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza, le forze dell’ordine hanno individuato il ladro.

 

Si tratta di un autista di 55 anni NCC (noleggio con conducente) che, approfittando della sua mansione, è riuscito a far sparire il borsello della vittima senza dare nell’occhio.

 

L’uomo è stato quindi fermato e, una volta messo davanti alle sue responsabilità, ha confessato il furto e restituito il denaro. Per lui è scattata una denuncia in stato di libertà per furto aggravato. Le indagini stanno proseguendo per valutare se ci siano altri soggetti coinvolti nella vicenda e per accertare l’eventuale coinvolgimento dell’uomo in altri furti analoghi avvenuti allo scalo veneziano.

 

 

Fonte: La Nuova Venezia

L’attività condotta dagli agenti del Comando di Polizia locale di Jesolo e dai militari dell’Arma dei Carabinieri di Jesolo e San Donà di Piave è iniziata alle 7.00 di sabato 10 agosto, nell’ambito di un servizio congiunto dedicato alla lotta al commercio abusivo sulla spiaggia. I controlli hanno interessato diversi tratti del lungomare jesolano e i principali accessi al mare dove si ritrovano i venditori.

 

I fatti

Nel corso di un primo pattugliamento in borghese in prossimità dell’hotel Almar, gli Agenti e i Militari hanno individuato un gruppo di soggetti extracomunitari seduti su alcune panchine intenti a scambiarsi merce, probabilmente destinata alla vendita in spiaggia.

Poco dopo i venditori si sono allontanati con alcuni sacchi in spalla in direzione dell’Ospedale civile e, giunti tra la Croce Rossa e l’ospedale hanno scavalcato una recinzione metallica immergendosi nella boscaglia. Sono riemersi poco dopo senza sacchi disperdendosi tra gli ombrelloni.

 

 

Sequestrati circa 100 articoli contraffatti pronti alla vendita

Agenti e Carabinieri hanno quindi perlustrato l’area in cui era stata presumibilmente abbandonata la merce. Tra la boscaglia hanno recuperato tre sacchi contenenti circa 80 articoli tra borse, pochette, occhiali, teli da mare e portafogli per un valore di 2.220 euro. La merce è stata sequestrata e portata presso il Comando a disposizione dell’autorità giudiziaria.

 

 

Identificato un senegalese irregolare

Dopo un secondo appostamento effettuato intorno alle 10.40 in piazza Internazionale per controllare un soggetto extracomunitario già noto alle Forze dell’Ordine per vendita di merce contraffatta, Agenti e Carabinieri hanno raggiunto l’arenile fronte Park Hotel Agorà. Qui il soggetto era stato notato tra gli ombrelloni in atteggiamento di vendita. Fermato all’altezza del 22° accesso al mare mentre proponeva ai bagnanti borse e portafogli presumibilmente contraffatti, e privo di documenti è stato portato negli uffici del Comando e sottoposto a fotosegnalamento.

Dagli accertamenti è risultato essere originario del Senegal, in Italia senza fissa dimora. Nel corso dei controlli della merce in suo possesso, per un valore di 1.300 euro, gli agenti hanno sequestrato anche poco più di 2 gr. di marijuana nascosta tra gli oggetti. I Militari hanno accompagnato il soggetto presso la stazione di San Donà di Piave per la verifica di eventuali notifiche e provvedimenti a suo carico.

 

Il commento di Otello Bergamo, assessore alla Sicurezza

“Quello assestato ieri è stato un bel colpo al commercio abusivo – commenta l’assessore alla Sicurezza, Otello Bergamo -. La perseveranza nei controlli e nelle azioni di contrasto condotte anche in collaborazione con le altre Forze di Polizia, in particolare con l’Arma dei Carabinieri, dà i suoi risultati. Negli ultimi anni grazie all’impegno del nostro comando, la vendita di merce contraffatta è calata notevolmente e sul nostro litorale restano oggi piccoli gruppi. Ci sono tutti i presupposti per sradicare una volta per tutte questa forma di illegalità che danneggia chi lavora in modo onesto, ma servono pene certe per chi viola la legge”.

Martedì pomeriggio gli uomini del Commissariato San Marco, impegnati in un servizio in abiti civili, mirato al contrasto dei reati contro il patrimonio, mentre si trovavano presso il supermercato COOP di Fondamenta Santa Chiara hanno udito le grida di una cassiera che segnalava l’uscita di un giovane con della merce non pagata.

 

I poliziotti sono accorsi verso le casse e, qualificandosi, hanno intimato all’uomo di fermarsi. Questi, al contrario si è dato ad una fuga precipitosa e una volta raggiunto dopo un inseguimento fuori dal negozio, ha opposto resistenza agli Agenti, che lo hanno comunque bloccato dopo una violenta colluttazione.

 

L’autore del furto, un cittadino italiano 26enne con precedenti per reati contro il patrimonio, rapina, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, è stato arrestato per rapina. 

 

L’arresto è stato convalidato ed all’esito dell’udienza per direttissima di ieri il giudice ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere, disponendo la traduzione dell’arrestato alla Casa Circondariale di Venezia.

I fatti risalgono a giovedì scorso verso le 10.15 del mattino. La vittima, un pensionato di settantasette anni, si stava dirigendo verso casa quando a un tratto, mentre percorreva via Fratelli Bandiera, si è sentita strattonare da una sconosciuta. In un primo momento era sembrato quasi uno scontro fortuito, in quanto, la sconosciuta, si era scusata stringendogli il polso. Solo quando la donna ha cominciato a correre, il 77enne si è reso conto che il gesto di stringergli il polso, non era certo per chiedere scusa, ma per far sparire il Rolex del valore di diecimila euro.

 

L’uomo non ha potuto fare altro che chiamare le forze dell’ordine. Gli Agenti della questura di Meste l’hanno raggiunto all’altezza del deposito Bartolini. Il pensionato ha raccontato ai poliziotti ciò che gli era successo, descrivendo la sconosciuta come una ragazza sui 25 anni, molto probabilmente italiana, che vestiva un abito azzurro con motivi floreali.

 

La polizia ha immediatamente fatto scattare le ricerche diramando le informazioni alle altre Forze dell’ordine, ma sembra che l’abile ladra sia riuscita a non lasciare tracce, visto che nella zona dove si è consumato il furto molto probabilmente non ci sono telecamere di sicurezza che possano avere ripreso l’azione. 

 

 

Fonte: Il Gazzettino di Venezia del 04/08/19

Questa mattina la Squadra mobile ha eseguito un’ordinanza di applicazione congiunta dell’obbligo di dimora e dell’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria a carico di due maggiorenni. J.O. di 18 anni e P.A. di 20 anni sono ritenuti responsabili, in concorso con altri, della rapina consumata ai danni di un Minimarket etnico a Mestre lo scorso 6 aprile.

I fatti

Quel giorno, alle 20.30 circa, una decina di ragazzi è entrata nel Minimarket tentando di comprare dell’alcool. Al rifiuto del titolare, che aveva dubbi sulla loro maggiore età, il gruppo ha messo a soqquadro il negozio, ha aggredito il titolare, minacciandolo con un coltello e ha rubato l’incasso della giornata.

Le indagini

Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dall’A.G., hanno consentito di eseguire il 25 luglio scorso un provvedimento cautelare di collocamento in comunità a carico di un minore. Grazie anche a elementi raccolti nel corso delle attività di perquisizione condotte alcune settimane fa, sono stati identificati altri due componenti del gruppo. A carico di questi ultimi è stato emesso l’odierno provvedimento.

Le conseguenze

La misura è stata emessa dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario su richiesta della Procura della Repubblica e va ad inquadrarsi nella più ampia azione di contrasto intrapresa dall’A.G. e dalla Polizia di Stato al fenomeno delle Baby Gang, gruppi di giovani e giovanissimi, spesso minorenni, che negli ultimi mesi si sono resi protagonisti di molteplici azioni delittuose nella terraferma e nel centro storico veneziano.

Un agente di Polizia locale colpito al volto e sottoposto alle cure del pronto soccorso di Jesolo con una prognosi di quattro giorni e un senegalese irregolarmente in Italia processato per direttissima che ha stabilito l’obbligo di presentarsi due volte alla settimana presso gli uffici di Polizia giudiziaria in prossimità del domicilio, a Napoli. È questo il resoconto dell’attività di contrasto all’abusivismo commerciale condotta nella mattinata di ieri, domenica 4 agosto, dagli operatori del Corpo jesolano.

I fatti

L’episodio è avvenuto intorno alle 9 del mattino sul tratto di arenile in prossimità dell’accesso al mare di via Carmen Frova. Le pattuglie in borghese composte in tutto da 8 agenti hanno individuato sulla spiaggia due soggetti di etnia africana intenti a proporre articoli ai bagnanti. Il personale del Corpo ha proceduto a effettuare il controllo su uno dei due soggetti. Un altro operatore si è intanto avvicinato e qualificato dal secondo venditore. Questo ha reagito colpendolo al volto, rompendogli gli occhiali e avviando una breve collutazione, terminata con l’immobilizzazione del soggetto grazie all’intervento degli altri agenti e con l’uso di spray al peperoncino in dotazione.

 

L’uomo è stato quindi allontanato dalla spiaggia, per evitare pericoli per i bagnanti e prevenire ulteriori scontri con altri soggetti di etnia africana sopraggiunti brandendo dei bastoni e inveendo contro gli agenti. Portato in Comando, l’aggressore è stato identificato come irregolare di nazionalità senegalese e condotto presso il carcere di Venezia. Processato per direttissima nel pomeriggio di ieri, lunedì 5 agosto, il giudice ha convalidato l’arresto. Inoltre ha imposto obbligo di firma due giorni alla settimana presso la stazione di Polizia giudiziaria vicina al luogo di domicilio a Napoli.

 

L’agente colpito è ricorso alle cure mediche del pronto soccorso di Jesolo per le contusioni riportate con una prognosi di 4 giorni.

Il commento dell’assessore alla Sicurezza

“Contro questi soggetti sarà tolleranza zero – dichiara a margine dell’episodio l’assessore alla Sicurezza della città di Jesolo, Otello Bergamo. Non è accettabile che un gruppo di persone che sta violando la legge possa pensare di fare il bello e il cattivo tempo, mettendo a rischio l’incolumità del personale di polizia locale e dei tanti ospiti. Mi rivolgo a tutte le Forze dell’Ordine chiedendo che sia affrontata con determinazione questa situazione, che siano allontanati questi soggetti e non sia permesso loro di rimettere piede a Jesolo. A tutti gli uomini e le donne del Corpo in prima linea per garantire la sicurezza della città va il mio pieno appoggio e un augurio di pronta guarigione all’agente ferito”.

Nella giornata di ieri, il personale del Commissariato della Polizia di Stato di Chioggia si è imbattuto in una persona che ne richiamava l’attenzione, in prossimità della Cassa di Risparmio di Venezia-Intesa San Paolo di Corso del Popolo.

 

L’utente ha informato i poliziotti che alla postazione bancomat dell’istituto di credito stava accadendo qualcosa di poco chiaro: un giovane stava cercando di raggirare un’anziana donna.

 

I fatti

Proprio in quel frangente gli operatori della Polizia di Stato hanno notato un giovane che corrispondeva alla descrizione fornita, che usciva dalla banca e, con andatura veloce, cercava di allontanarsi. L’uomo, notata la presenza della Volante, ha dapprima accelerato il passo e, successivamente, si è dato a precipitosa fuga.

 

Inseguito dagli agenti, M.A., un 27 enne brianzolo, è stato fermato in una calle vicina e trovato in possesso di una somma di denaro di 150 € e della carta bancomat intestata a una donna ultraottantenne di Chioggia. 

 

È stato accertato in seguito che il soggetto fermato, vista l’anziana signora intenta a effettuare un prelevamento di denaro, si è avvicinato a lei con una scusa, convincendola a inserire nuovamente la tessera per sincerarsi circa un eventuale malfunzionamento nell’erogazione del denaro. Così, nella concitazione e all’insaputa della signora, il malintenzionato è riuscito a prelevare dal conto di lei la somma di 150 € e a sottrarle la tessera bancomat, per poi cercare di dileguarsi dal luogo del misfatto. 

Il denaro e la carta bancomat di proprietà dell’anziana chioggiotta sono stati sequestrati e subito restituiti alla proprietaria ancora in preda allo spavento.

 

 

Innumerevoli precedenti

Il soggetto, che al suo attivo annovera una serie interminabile di precedenti per furti e reati contro il patrimonio in genere, è stato perciò arrestato dagli Agenti di Chioggia per truffa aggravata e furto aggravato. Nella mattinata odierna è stato convalidato l’arresto e disposta la misura degli arresti domiciliari presso la residenza nella provincia di Monza-Brianza.

“Che si debbano fare i controlli nei centri di accoglienza lo sosteniamo da anni. E da anni siamo accusati di pregiudizio nei confronti degli extracomunitari e di eccedere nella diffidenza ai limiti della persecuzione. Ora che ai centri di Malcontenta le Forze dell’ordine hanno trovato droga posso dire ancora una volta che la legalità deve essere rispettata da tutti e ribadire che simili verifiche sono necessarie. Chi si comporta secondo la legge non ha nulla da temere”.

Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta il ritrovamento di sostanze stupefacenti nei centri di accoglienza nel Veneziano durante un’operazione svolta dalla Polizia.

 

“Si coglie che il clima è cambiato e che c’è una maggior attenzione a livello centrale verso sicurezza dei cittadini e del territorio. È chiaro che simili operazioni di polizia non sono una persecuzione per nessuno – prosegue il Governatore – ma sono uno degli strumenti che ci consentono di individuare coloro che non hanno nessun interesse a vivere secondo le nostre leggi e arrivano nella nostra terra con intenzioni illegali e criminose. Solo i delinquenti hanno da preoccuparsi. Ringrazio ancora una volta le forze dell’ordine che si impegnano continuamente per la sicurezza della nostra regione”.

Agenti impegnati in tutta Jesolo con servizi antidroga, vigilanza per il rispetto dell’ordinanza sul divieto di detenzione e consumo di alcolici in aree pubbliche il sabato notte e attività lungo le strade in uscita dalla città per il contrasto alla guida in stato di ebbrezza. 

 

Non si ferma l’azione della Polizia locale di Jesolo per garantire la sicurezza in città. Tre i fronti principali su cui sono stati impegnati gli agenti del Corpo nella notte tra sabato 3 e domenica 4 agosto: servizi antidroga con impiego dell’unità cinofila “Chaos” tra lungomare e accessi al mare; controlli per il rispetto dell’ordinanza “anti-alcol” che vieta il sabato notte la detenzione e il consumo di alcolici su area pubblica del Lido di Jesolo; attività di prevenzione degli incidenti stradali e contrasto alla guida in stato di ebbrezza.

 

Controllo allo spaccio di stupefacenti

Per quanto riguarda il contrasto allo spaccio di stupefacenti, si conferma importante il ruolo dell’unità cinofila “Chaos” che sotto la guida degli operatori della Polizia locale ha contribuito all’individuazione e al sequestro di circa 23 grammi di marijuana nell’accesso al mare di via Carducci in zona piazza Aurora.

 

 

Contro l’abuso di alcol tra i giovani

Conferme sulla bontà del provvedimento firmato dal sindaco Zoggia per frenare l’abuso di alcol tra i giovani, arrivano dai numeri registrati la scorsa notte. Solo 3 i verbali emessi dagli agenti di Polizia locale, in piazza Mazzini, per violazione all’ordinanza: uno a carico di un trentenne della provincia di Treviso e due nei confronti di soggetti extracomunitari.

 

Controlli agli automobilisti

Anche l’attività di prevenzione degli incidenti stradali e della guida in stato di ebbrezza inizia a dare i suoi frutti. Le pattuglie della Polizia locale dislocate presso la rotatoria “Frova” in uscita da Jesolo hanno fermato circa 200 veicoli tra l’1.00 e le 5.00 della mattina sottoponendo altrettanti conducenti a pre-test alcolimetrico. Per 3 di loro sono seguiti ulteriori accertamenti con l’impiego di etilometro omologato riscontrando valori alcolemici compresi tra 0,57 e 1,18 g/L e conseguente ritiro della patente.

 

 

“Siamo soddisfatti delle misure che abbiamo messo in campo per la sicurezza in città – dichiara il sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia -. Il nostro obiettivo è quello di promuovere un atteggiamento responsabile tra le persone e in particolare tra chi viene a Jesolo nel weekend. La nostra è una realtà ospitale ma che chiede anche rispetto: per i suoi cittadini, per gli operatori economici e per i suoi ospiti. Dunque sì al divertimento, in particolare tra i giovani, purché sia un divertimento senza eccessi. Il senso dell’ordinanza emessa nelle scorse settimane serve a questo. Continueremo a vigilare il sabato notte e nei giorni clou del Ferragosto perché Jesolo non è, né vuole essere la casa dello sballo”.

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