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Sempre più spesso al manifestarsi di precipitazioni meteorologiche di particolare intensità, in molte zone della città si presentano fenomeni di ristagno d’acqua che creano grandi disagi ai cittadini.

 

Nella riunione di ieri della Giunta comunale sono stati approvati lavori di manutenzione straordinaria – per 100.000 Euro – per il ripristino della funzionalità di 500 caditoie e delle relative tubazioni di raccordo, spesso ostruite da radici o altro materiale. Le vie interessate da questi interventi sono: via Ronzinella (tra Terraglio e via Ferretto), via Barbiero (tra via Svevo e via delle Azalee), via Ragazzi del ‘99 e via Svevo.
Inoltre quota parte dei lavori riguarderanno la ricalibratura e l’escavo di molti tratti di fossati di scolo per un totale di quasi 3,5 Km.

 

Così il sindaco “la Giunta ha toccato con mano i disagi che molti cittadini subiscono quando piove e ha voluto intervenire da subito con lavori che non sono visibili ma sono fondamentali per la città.
Il nostro impegno è e sarà quello di amministrare con il buon senso e la responsabilità del buon padre di famiglia”.

Comunicato del sindaco Davide Bortolato sulle decisioni prese ieri sera in consiglio comunale

 

La nuova passerella ciclopedonale sul Rusteghin in via Molino a Campocroce, la pavimentazione esterna del plesso scolastico Collodi di Marocco, la messa in sicurezza degli impianti del CRCS all’ovest, il rifacimento della passerella ciclopedonale sulla Fossa Storta nel quartiere Centro-Nord sono le opere più significative che con la variazione di bilancio avranno corso.

 

Importanti manutenzioni straordinarie per il rifacimento dei tetti delle scuole Anna Frank e Dante Alighieri sono previste, impegnando 150 mila euro, per far fronte alle infiltrazioni e per garantire ambienti salubri ai nostri bambini. Cospicue risorse sono previste per la manutenzione e la risistemazione degli spogliatoi e delle strutture dello Stadio Panisi, al fine di garantire l’inizio regolare delle attività sportive a settembre, come avevamo promesso ai genitori dei giovani calciatori preoccupati per la situazione. La variazione che stasera andremo ad approvare serve inoltre per andare a coprire alcuni mancati introiti previsti nel bilancio della precedente amministrazione comunale, tra cui il mancato ingresso di 100mila euro derivate dal gettito di multe, la mancata entrata di oneri di urbanizzazione, la mancata entrata dall’appalto degli impianti pubblicitari e altre per un totale di euro 372 mila euro.

 

L’opera di riqualificazione della zona della stazione ferroviaria viene ad oggi bloccata, per poi, una volta raggiunto l’accordo che oggi non esiste con le Ferrovie dello Stato, essere ripresa e finanziata. Ad oggi infatti le Ferrovie non hanno ancora dato il loro assenso al progetto proposto dal Comune anzi propongono un intervento molto più oneroso. Daremo invece un incarico a un professionista per progettare un piano cimiteriale pronto a sopperire all’emergenza della mancanza di manufatti cimiteriali, la sala del commiato sarà un’opera inclusa in questo piano cimiteriale, che però non intendiamo realizzare al Centro Sociale bensì in un’area adiacente al cimitero centrale. Abbiamo previsto un ulteriore incarico di progettazione per la demolizione dell’edificio ex sede Proloco sul Terraglio, al fine di realizzare una struttura più leggera quale Punto informazioni turistiche che occupi meno cubatura e che valorizzi le ex scuole Rossi e tutta l’area fronte Terraglio.

Ivan Venerucci, classe 1976, artista indipendente digitale e designer italiano distribuisce su molteplici piattaforme mondiali di vendita abbigliamento, complementi d’arredo ed accessori moda, le sue opere: realizzazioni grafiche dal grande impatto visivo che rispolverano la gloriosa storia italiana, lanciando altresì dei messaggi sociali.
Un sogno nel cassetto: quello di riuscire a vedersi riconoscere nella moda, anche nella sua terra nativa, l’Italia!
Già, percéè come quasi sempre accade agli artisti italiani, il successo lo si realizza prima nel resto del mondo, così come ora sta accadendo.

 

Credo nella mia arte, nella mia passione e nella mia Patria. Quello che creo, lo creo con il cuore e con la precisa intenzione di lasciare il segno. Non ho sponsor, raccomandazioni o canali preferenziali nel mondo della moda, e avanzo deciso e solo. Credo nella meritocrazia e in Dio, cosciente di essere una “mosca bianca”.

 

Queste le parole di Venerucci, il quale appoggiandosi ad aziende presenti nel web, presenta le sue creazioni digitali, nate dall’ausilio di software specifici e delle sue personali doti artistiche.
Un artista di nicchia, conosciuto dagli appassionati del suo stile grafico unico ed accattivante, personale ed affascinante.
Un uomo dalle alte doti morali, sempre attento al dettaglio, “un esteta dell’anima”.

 

Quello che indossiamo parla di noi, ci rappresenta e ha delle precise responsabilità. Quando noi camminiamo, quando intratteniamo pubbliche relazioni, volontariamente o involontariamente lanciamo dei messaggi subliminali, e la nostra attenzione su questi ultimi deve essere cosciente e totale. Ogni singolo esempio umano, è un patrimonio educativo di grande importanza. Io lavoro attraverso l’attento utilizzo di questi codici silenti che rindondano nel mondo, nella nostra vita sociale.”

 

Nato pubblicamente sulla piattaforma australiana di Redbubble, oggi collabora attivamente con la stessa, unitamente ad altre piattaforme mondiali che credono nei nuovi talenti, e a cui danno una possibilità, la stessa che dovrebbe essere in grado di dare ai suoi migliori, una nazione grande come l’Italia.

Una squadra di quindici operai specializzati e tecnici al lavoro sospesi nel vuoto a 85 metri d’altezza per quaranta giorni; 10mila mq di ponteggio sospeso per rivestire l’arco del ponte per un peso totale di 6080 quintali e alla fine la “Torre Eiffel della Brianza” è stata completamente “ingabbiata”.

 

A riuscire nell’impresa è stata Euroedile di Postioma di Paese (Tv) leader di settore a livello europeo. L’azienda è stata incaricata dalla “Luigi Notari” S.p.A., per conto di RFI proprietario e gestore del ponte, a installare i ponteggi per permettere il restauro del Ponte San Michele, in provincia di Lecco.

 

I lavori

Nei giorni scorsi sono state messe in sicurezza le piste ciclopedonali, inaugurate alla presenza dell’AD di RFI. Piste che consentono a pedoni e ciclisti di attraversare la struttura senza dover effettuare una deviazione lunga 17 chilometri.

 

     

 

Le parole di Gentile, AD RFI

“È una testimonianza di archeologia industriale, di ingegneria, che è un fiore all’occhiello per l’Italia. Ho sentito che può diventare patrimonio dell’Unesco Io spero che il nostro intervento contribuisca a far sì che questo sogno si realizzi” ha detto Maurizio Gentile amministratore delegato di RFI.

 

“È una sfida molto importante. L’abbiamo portata avanti in maniera molto buona da tutti i punti di vista e con la ditta trevigiana abbiamo avuto un’ottima sinergia che ritengo sia foriera anche per degli ottimi rapporti futuri” ha detto il rappresentante della “Luigi Notari” S.p.A. di Milano. Ha detto Fabrizio Notari, della ditta incaricata al restauro.

 

 

Le parole di Parisotto, AD Euroedile

“Siamo orgogliosi di essere stati scelti per la messa in sicurezza di questo meraviglioso Ponte che considero un’opera d’arte. Credo sia stata premiata la nostra esperienza soprattutto in cantieri e situazioni ai limiti per le quali siamo specializzati”. Spiega Nereo Parisotto, fondatore e amministratore unico di Euroedile.

 

Alcune maestranze, che hanno contribuito a realizzare il ponteggio record a Paderno d’Adda, sono state assunte dopo l’appello lanciato lo scorso gennaio dal titolare di Euroedile. L’imprenditore trevigiano era stato costretto a rinunciare a commesse per quasi un milione di euro da agosto a dicembre del 2018; questo a causa della carenza di personale specializzato.

 

“La risonanza mediatica avuta dopo l’annuncio di ricerca personale sui Social ci ha consentito di venire a contatto con operai specializzati con ruoli di “chiave” e “mezza chiave” che sono risultati importantissimi per realizzare questa opera di ponteggio straordinario effettuato su un ponte dalle caratteristiche non consuete”.

 

“Se siamo riusciti in quest’impresa lo dobbiamo quindi anche alla stampa e mi sento dunque di ringraziare tutte le testate giornalistiche che indirettamente ci hanno permesso di reclutare il personale che cercavamo da tempo.  È stato un ponteggio complesso perché si tratta di un ponte unico nel proprio genere, dove ci sono tutte le difficoltà immaginabili. Lavorare a quasi un centinaio di metri, su una struttura piena di curve richiede i massimi requisiti di sicurezza ma anche grandi abilità da parte dei tecnici e degli operai”. Ha concluso l’amministratore di Euroedile Nereo Parisotto.

 

 

I lavori

Impegnati nell’opera di allestimento dei ponteggi una quindicina di maestranze. Con ruoli di “chiave” e “mezza chiave” che sviluppano con il loro lavoro una superficie di ponteggio pari a 17600 metri quadri; come se venisse ricoperta di ponteggi l’intera Piazza del Popolo di Roma. Di questi 10 mila metri quadri sono in sospensione.

 

Il ponteggio è stato realizzato ad hoc dall’ufficio tecnico diretto dall’ing. Alessandro Zanatta e tutti i pezzi sono stati progettati al computer.

Nel quartier generale di Postioma di Paese la “Torre Eiffel della Brianza” è stata anche ricostruita a pezzi ed è stata effettuata una simulazione di tutto il lavoro.

 

Quello di San Michele è un ponte storico. Una struttura unica nel suo genere che con il simbolo di Parigi ha in comune l’età e la struttura in ferro.

 

 

 

Il taglio del nastro

 

Alla cerimonia di apertura della corsia ciclopedonale anche l’assessore regionale alla Mobilità Claudia Maria Terzi e i sindaci Michele Pellegrini di Calusco e Renzo Rotta di Paderno; le autorità hanno ringraziato le ditte che stanno lavorando ed in particolare le maestranze. “Abbiamo visto degli operai all’opera nei ponteggi tanto audaci quanto spettacolari” ha detto il primo cittadino di Paderno d’Adda.

 

Dopo il taglio del nastro della pista ciclopedonale i lavori di restauro entreranno nel vivo. “Il nostro ponteggio è stato pensato e realizzato per restare a lungo e non essere smontato durante le varie fasi del restauro; per esempio quando ci sarà la sabbiatura della struttura o quando verrà verniciato e tornerà a splendere come un tempo”. Conclude Lorenzo Munarin capo cantiere di Euroedile al ponte San Michele.

 

 

 

 

Dati tecnici ponte

Il ponte San Michele tra Paderno d’Adda e Calusco veniva attraversato ogni giorno da 60 mila pendolari in auto e lungo la tratta ferroviaria. Fu costruito tra il 1887 ed il 1889 e nel 2017 è stato candidato per essere inserito nella lista Unesco dei beni patrimonio dell’Umanità.

 

 

Con i suoi 266 metri di lunghezza e un’altezza di 85 metri sul livello del fiume Adda è considerato uno dei simboli di archeologia industriali dell’Italia. Interamente costruito in ferro senza saldature. Fu tra i primi esempi di costruzione che sfruttò i principi della teoria dell’ellisse di elasticità e fu pertanto successivamente fatto oggetto di studi; analogamente ad altri grandi ponti metallici eretti negli stessi anni.

La fruizione dell’arte si fa conviviale e aiuta a scacciare la solitudine estiva della quarta età: questo grazie a “Estate a Palazzo”, l’iniziativa dell’associazione “Red Carpet For All”, realizzata in collaborazione con l’Assessorato comunale alla Coesione sociale e con il contributo di Istituzione veneziana Servizi sociali alla persona, che torna per il terzo anno consecutivo, per offrire ai cittadini over 75 la possibilità di osservare e discutere, comodamente seduti, di un certo numero di opere conservate in 19 differenti sedi concentrate soprattutto a Venezia, ma allargate quest’anno anche a Mestre.

 

“Si tratta di una bellissima idea di Valentina Paulon – ha esordito l’assessore comunale alla Coesione sociale Venturini – che tre anni fa abbiamo accolto con entusiasmo e messo in piedi, collegandola da subito con l’Istituzione veneziana Servizi sociali alla Persona, che ha sostenuto economicamente il progetto”.

 

I protagonisti dell’iniziativa sono i cosiddetti “grandi anziani”, che costituiscono una fetta consistente della popolazione: se ne contano 13mila nella città storica e 38mila in tutto il Comune, tra cui 16mila persone completamente sole. “Lo scopo – ha spiegato Venturini – è farli uscire di casa proprio nella stagione estiva, dove è più alto il rischio di solitudine, e frequentare spazi culturali assieme ad altre persone, che altrimenti da soli farebbero fatica a visitare. A volte infatti vince l’apatia sull’attività sociale”.

 

“Questo è un progetto soft – ha continuato Venturini – non emergenziale, ma si coniuga perfettamente col Piano del Comune per affrontare i rischi collegati al caldo, sia perché porta gli anziani a frequentare luoghi climatizzati, sia perché contribuisce forse più di altri a prevenire il senso di abbandono e il rischio di lasciarsi andare. Infine dà anche la possibilità di apprendere cose nuove o di scambiare ricordi e aneddoti, perché una delle particolarità di Venezia è che, anche se ci si è sempre vissuti, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire: un’opera d’arte, un particolare architettonico, un campo, una calle”.

 

Valentina Paulon, la presidente dell’associazione “Red Carpet for All”, è tornata proprio su questa doppia valenza del progetto: l’apprendimento che continua per tutto l’arco della vita e la creazione di una rete sociale per combattere isolamento e solitudine: “All’inizio abbiamo constatato che c’è un po’ di reticenza, di chiusura – ha detto – ma poi la rete è letteralmente esplosa. Si tratta di persone molto curiose intellettualmente e abbiamo capito che è importante non omologare la risposta, infatti proponiamo sia spiegazioni legate alle opere d’arte che storie o biografie”.

 

Tra le proposte, oltre le novità di Mestre con la riscoperta di Villa Erizzo, e del Lido, con un appuntamento all’Areroporto Nicelli dedicato a D’Annunzio, una mattinata alla Peggy Guggenheim Collection prima dell’orario di apertura al pubblico, il coinvolgimento delle Gallerie dell’Accademia e, ancora, l’apertura di luoghi solitamente difficili da visitare, come il Salone del Tiepolo di Palazzo Labia o l’Ospedaletto e la Sala della Musica. Importante il contributo della Fondazione Musei Civici, che a questo progetto crede molto, ma anche di altre realtà non museali.

 

Se l’anno scorso i partecipanti sono stati circa 400, quest’anno si prevedono 5-600 ingressi, dato l’aumento delle richieste di prenotazione, che possono essere fatte, di mese in mese, chiamando i numeri 370 1260488 oppure 3494582653, oppure ancora inviando una e-mail a [email protected]

S’inaugura venerdì 25 maggio 2018, alle 19, nella Sala Comunale d’Arte di Trieste (Piazza Unità d’Italia 4), la mostra personale dell’artista Antonella Mason intitolata Diario della Terza Dimensione. Relazione tra conscio e inconscio 364giorni+1, curata da Elsa Dezuanni, storico dell’arte, e introdotta con commento critico da Marianna Accerboni.
La rassegna, visitabile fino al 16 giugno, presenta l’installazione di quasi due metri per sei (cm 189,8 x 576,8) che dà il titolo alla mostra ed è composta di 364 piccoli dipinti, di uguale misura, realizzati ad acquerello e acrilico su carta, uno al giorno, nel 2017; il +1 del titolo corrisponde alla data di nascita dell’autrice, il 23 aprile, opera elaborata a sé con 24 minuscoli dipinti, uno per ogni ora di quel giorno, per complessivi cm 61,80 x 4,86.

 

La mostra si completa con tre tele di grandi dimensioni, che nelle intenzioni della curatrice introducono alla comprensione del percorso creativo del Diario, generato da un’analisi introspettiva decennale condotta dall’artista per dare via via un significato nuovo alla propria esistenza congiunta alla creatività. Di altrettanta importanza in questa piccola ma emozionante rassegna è la proiezione in video di alcune performance di Antonella Mason, che contribuiscono a una più ampia visione del suo lavoro.

 

 

Per Marianna Accerboni l’esposizione si configura “raffinata, intensa e icastica con opere attraverso le quali Mason comunica al fruitore la propria visione e interpretazione della realtà. In tale assetto s’intreccia sottilmente la sua filosofia dell’essere, approfondita e condivisa da anni con il neuro scienziato americano James Stellar”; soggiungendo: “A Trieste è scesa una stella, quella dell’introspezione attraverso la pittura. Nella città di Weiss, allievo di Freud, Antonella Mason ci parla del rapporto tra conscio e inconscio, visualizzato attraverso una pittura fatta di passione e di slancio, di dedizione e complessità, di allegoria contemporanea, dal gesto riflessivo e nel contempo immediato. Un’artista colta e internazionale, che opera tra Venezia e New York e ha scelto deliberatamente la tridimensionalità della piazza sul mare di Trieste per esprimere la tridimensionalità del proprio pensiero”.

 

Elsa Dezuanni nel pannello introduttivo alla mostra scrive: “In anni più recenti l’opera è uscita dai confini della tela per amplificare il proprio significato in performance e installazioni, mentre cresceva nell’artista la necessità di sviscerare ulteriormente la relazione tra conscio e inconscio, o ragione e sentimento, e di addentrarsi dunque nei meandri più nascosti della mente. Un andare in quell’oltre che ha chiamato Terza Dimensione, donde è generata nuova creatività operando un ulteriore sovvertimento stilistico, di pari passo con un continuo divenire, da lei definito evoluzione dell’essere. Di tale passaggio la mostra presenta le grandi tele del 2016 Unione, Origine e Incertezza, elaborate con spettacolari accensioni luminose di materia in movimento, raccordate su una tavolozza di azzurri cupi e violacei, di verdi acidi e giallognoli e di rossi accesi o aranciati. In Unione, sullo sfondo di un azzurro intenso, si vede sulla destra un corpo zoomorfo rosso vivo, pressoché sferico (una medusa, per l’autrice), con le silhouette del Brooklyn Bridge allacciato al Ponte della Libertà veneziano tracciate sulla bocca, dalla quale si sprigionano tentacoli simili a fiammate, che si contrappongono a un cumulo vorticoso irradiante una benefica luce verde. Scossi da altrettanti turbinosi involucri gassosi sono sia Origine – ovvero energia nel processo del suo prorompere da una tazza, che ha la forma dell’Africa, assecondando il mito che da qui sia originata l’umanità – sia Incertezza, che è fucina di forze centripete rilucenti un chiarore che non fa temere l’ignoto. Sgorga da lì una nuova linfa che, nel 2017, porta al Diario della Terza Dimensione, con sottotitolo Relazione tra conscio e inconscio 364giorni+1, per ora (e solo per ora) segmento terminale dell’esplorazione nella propria sfera psico-emotiva. […] Viene da pensare che, in quest’opera di esplosione radiosa, l’artista abbia coniugato le memorie della sontuosità bizantina dei mosaici della veneziana basilica di San Marco con il dinamismo di segni liberati dalla forma e imprevedibili come il brulicare esistenziale di New York.”

 

 

Antonella Mason si è formata a Venezia e poi a New York, laureandosi con un Bachelor in Fine Arts al Queens College, CUNY. Attiva in entrambe queste sedi, il suo fare è evoluto gradualmente da un figurativo di richiamo espressionista all’attuale sintassi informale, procedendo per cicli elaborati in relazione al proprio vissuto. Da diversi anni sviluppa una ricerca sul rapporto tra conscio e inconscio, sostanziata anche dal dialogo instauratosi nel 2009 con il neuroscienziato americano James Stellar – e tuttora in atto – sulle reciproche influenze tra arte e neuroscienza.

 

Informazioni:
DOVE: Sala Comunale d’Arte · Piazza dell’Unità d’Italia, 4 · Trieste
QUANDO: 26 maggio · 16 giugno 2018
ORARIO: tutti i giorni ore 10 · 13 e 17 · 20 – Visite guidate con M. Accerboni venerdì 8 e 15 giugno, ore 19
A CURA DI: Elsa Dezuanni
INTERVENTI CRITICI DI: Marianna Accerboni
CATALOGO: sì
INFO: [email protected] · +39 335 6750946 / [email protected] · +39 339 1078717

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