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Quale momento migliore dell’inverno con i suoi colori freddi e l’atmosfera mistica, per riscoprire alcuni dei capolavori delle nostre belle città europee? Molte opere d’arte di inestimabile valore sono racchiuse in musei, a volte a pochi passi da dove viviamo, a volte sono la scusa perfetta per un weekend all’estero. Con un semplice scatto, si possono portare questi capolavori sempre in tasca…per mostrare la foto perfetta agli amici su Instagram, con un sacco di hashtag naturalmente!

 

Holidu, il motore di ricerca per case vacanza, ha deciso di stilare una lista dei musei più famosi su Instagram, comparando la classifica del 2018 con l’anno appena passato, e per ispirare tutti quei sognatori che amano l’arte e sono disposti a viaggiare per scattare la foto perfetta.

 

Musei Vaticani, Roma: #388.110 hashtag

Al primo posto, per il secondo anno consecutivo, i musei Vaticani si aggiudicano la medaglia d’oro, superando i 388mila hashtag. Questi musei ospitano una delle raccolte più grandi al mondo e sono il risultato di collezioni di grandi papi nel corso dei secoli. I 7 km di gallerie affrescate sono, inoltre, tra le più visitate di tutta la penisola e alcuni dei capolavori, tra questi, il Giudizio Universale affrescato da Michelangelo, nella meravigliosa Cappella Sistina. Rispetto all’anno scorso c’è stato un incremento del 29%.

 

Galleria degli Uffizi, Firenze: #367.131 hashtag

Al secondo posto non poteva non esserci uno dei musei più famosi e importanti al mondo con un totale di 367.131 hashtag: gli Uffizi. L’edificio, progettato dal Vasari, venne inaugurato nel 1581. Famosi pittori dell’epoca si occuparono di affrescare le bellissime stanze e, col passare del tempo, la collezione artistica si è arricchita notevolmente con opere provenienti dal Medioevo fino all’età moderna. Tra i capolavori più amati, le bellissime stanze del Botticelli. L’incremento di hashtag rispetto all’anno scorso è del 28%.

 

Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Roma: #149.825 hashtag

Al terzo posto si trova il Maxxi di Roma, che si aggiudica la medaglia di bronzo collezionando quasi 150mila hashtag. I lavori di questo enorme edificio, dedicato alla pittura e all’architettura del XXI sec., vennero affidati all’architetto Zaha Hadid. Il museo, inaugurato nel 2010, oggi ospita innumerevoli opere di arte contemporanea di artisti italiani e internazionali: tra questi, il sudafricano William Kentridge e gli italiani Maurizio Cattelan e Alighiero Boetti. In questo caso c’è stato quasi un 20% in più di foto e hashtag nel 2019.
Palazzo Pitti, Firenze: #109.601 hashtag Si torna a Firenze per il quarto posto dei musei più instagrammati, a Palazzo Pitti per l’esattezza, che si aggiudica quasi 110mila hashtag. Questo edificio pieno di storia ha ospitato ben tre dinastie e oggi dà spazio a quattro musei: il Tesoro dei Granduchi, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali ed Imperiali, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume. Nella Galleria Palatina, è possibile ammirare capolavori di Raffaello e Tiziano. Anche qui un incremento notevole del 24%.

 

Museo Ferrari, Maranello: #59.392 hashtag

I musei racchiudono opere d’arte di inestimabile valore, sia che si tratti di dipinti, sculture o…automobili! Ebbene sì, per molti anche alcune auto possono essere considerate opere d’arte a tutti gli effetti. Il Museo Ferrari, inaugurato nel 1998 a Maranello, si aggiudica, infatti, un posto nella Top10, con quasi 60mila hashtag. I visitatori potranno scoprire i 90 anni di storia del Cavallino Rampante e fotografare non solo auto, ma anche premi e documenti d’epoca. L’incremento di hashtag anno per anno è stato del 25%, niente male vero?

 

Pinacoteca di Brera, Milano: #55.240 hashtag

Al quinto posto, vicinissima al Museo Ferrari, si trova la Pinacoteca di Brera, aperta al pubblico nel 1776, che guadagna ben due posizioni in classifica, con l’incremento più alto della Top 9: 31% di hashtag in più. Questa galleria, che raccoglie dipinti di epoche diversissime tra loro, mostra alcuni degli esempi più importanti di pittura dell’Italia settentrionale, e si aggiudica ben 55.240 hashtag. Tra i capolavori esposti: Il “Cristo morto” di Andrea Mantegna, il “Quarto stato” di Pellizza da Volpedo e “Il bacio” di Francesco Hayez.

 

Galleria Borghese, Roma: #54.783 hashtag

Spodestata dal quinto posto, la lussuosa Galleria Borghese difende un dignitosissimo sesto posto con quasi 55mila hashtag. La collezione di dipinti e sculture, unica al mondo, specialmente per le opere esposte del Bernini e di Caravaggio, è stata iniziata da una ricca famiglia di Siena, diventando nel tempo vastissima e piena di pezzi unici. I visitatori potranno lasciarsi affascinare anche dalle decorazioni delle stanze e dai bellissimi giardini su cui affaccia la villa, che meritano certamente un selfie!

 

Musei Capitolini, Roma: #49.421 hashtag

La struttura museale civica più importante di Roma, i Musei Capitolini, guadagna tre posizioni rispetto all’anno scorso, con un incremento del 29% e un totale di più di 49mila hashtag. Inaugurati nel 1734, i Musei Capitolini sono considerati il primo museo al mondo e sono frutto di collezioni di molti papi, nel corso dei secoli. Tra i capolavori che si possono ammirare, c’è la statua equestre di Marco Aurelio, di cui una copia si trova nella piazza del Campidoglio, e la Lupa Capitolina, risalente al V sec. a.C.

 


Museo del ‘900, Milano: #47.206 hashtag

Inaugurato nel 2010, il Museo del’900 di Milano nasce con lo scopo di “diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento”, come si può leggere sul sito ufficiale, e si aggiudica il nono posto, perdendo qualche posizione rispetto all’anno precedente, ma portando a casa più di 47mila hashtag. All’interno delle stanze è possibile ammirare dipinti di diverse correnti artistiche, tra queste: le Avanguardie internazionali, il Futurismo e l’Arte Povera. Tra gli artisti più importanti figurano Boccioni, Modigliani e De Chirico.

 

Museo Nazionale del Cinema, Torino: #46.293 hashtag

Il Museo Nazionale del Cinema di Torino, con più di 46mila hashtag, si aggiudica l’ultimo posto nella Top 9 dei musei più popolari su Instagram, perdendo una posizione rispetto all’anno scorso. Incorniciato della spettacolare Mole Antonelliana, simbolo di Torino, questo museo è unico per la sua organizzazione espositiva a spirale e il percorso magico che viene offerto a tutti gli amanti della settima arte. Inaugurato nel 2000, questo spazio espositivo unisce divulgazione scientifica in un connubio interattivo unico.

 

 

Dalla 10ma alla 20esima posizione

Poco distante dalla Top 9 figurano altri bellissimi musei, sparsi in tutta la penisola. All’undicesimo posto c’è, infatti, il Museo egizio di Torino, secondo solo a quello de Il Cairo, con 20mila hashtag, seguito dal Museo archeologico nazionale di Napoli con più di 18mila hashtag, con l’incremento più alto della Top 20 (51% rispetto all’anno scorso) e poco distanti dal Museo nazionale di Capodimonte, quasi 16mila hashtag. Segue la Galleria Sabauda di Torino, con quasi 15.400 hashtag e un incremento del 46% rispetto all’anno scorso, seguita dal secondo museo automobilistico in classifica, il Museo Lamborghini, con quasi 15mila hashtag. Al 16esimo posto ci sono le Cappelle medicee di Firenze. Chiudono la Top 20 il Museo d’arte moderna e contemporanea di Rovereto, la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, il Museo delle Scienze di Trento e il Museo dell’Opera del Duomo a Firenze.

 

La champions league europea: Parigi e Londra vincono ancora su tutti Il Louvre di Parigi non ha rivali e si aggiudica nuovamente la medaglia d’oro europea con ben 4.123.988 hashtag, seguito dal Tate Modern, con 1.051.776 hashtag, e l’Hermitage di San Pietroburgo, che guadagna una posizione e si aggiudica la medaglia di bronzo con 675.282 hashtag. Al quarto posto il British Museum di Londra, seguito dal Rijksmuseum di Amsterdam e dal Musée d’Orsay di Parigi. A seguire i Musei Vaticani e la Galleria degli Uffizi a Firenze. Chiudono la Top 10 europea la Fondation Louis Vuitton e il Victoria and Albert Museum di Londra.

 


La classifica è stata creata contando gli hashtag per ogni museo sul social network Instagram, tenendo conto di massimo tre hashtag per ogni museo, tra quelli con più foto e menzioni (gennaio 2020) e comparando i risultati con i dati estratti a fine 2018.

Il prossimo 31 agosto, alle ore 11, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS Sezione di Venezia organizza una conferenza stampa relativa al corso: “Arte del con-tatto: corso base per operatori museali sull’accessibilità dei musei in favore delle persone con disabilità visiva”.

 

Con questo corso si vuole sottolineare l’importanza di formare gli operatori museali all’accoglienza delle persone non vedenti nei musei veneziani e non solo, ma soprattutto di realizzare uno standard di accoglienza che possa dare un valore aggiunto all’offerta culturale della città, soprattutto nei confronti dei residenti e dei turisti non vedenti.

 

Tale corso, promosso da IRIFOR Nazionale e con il supporto di UICI Venezia, è tenuto presso il Palazzo Tiepolo-Passi (S. Polo 2774, Venezia), sede di una mostra pensata dall’artista franco-svizzera Caroline Lépinay che offre la possibilità di apprezzare le sue opere tramite un emozionante percorso sensoriale al buio da bendati attraverso il tatto e l’ascolto di musica e storia che trasmetterà sensazioni profonde. La mostra, visitabile anche senza benda, è patrocinata dall’UICI, dalla fondazione Pavarotti e dal museo Omero di Ancona.

Un’iniziativa per contrastare il cambiamento climatico, ri-pensando il proprio stile di vita camminando e pedalando di più

Le novità di quest’anno: il numero di partner sostenitori, i ciclisti, i rollers e il concerto finale a scopo di beneficenza

 

Dopo il grande successo del 2018, torna domani, venerdì 1° marzo, torna a Treviso “M’illumino di meno”, ampliata grazie alla collaborazione di ben 15 realtà locali, che hanno accolto l’invito di ASD Strada Facendo, promotrice dell’evento insieme a ASD Strada Facendo Indoor e a Fiab Treviso.

 

“M’illumino di meno” è un’iniziativa ormai storica di Caterpillar (programma di Radio 2) per la sensibilizzazione al risparmio energetico. Giunta alla sua quindicesima edizione, la manifestazione trevigiana porterà in giro per le vie del centro e della Restera qualche centinaio di partecipanti, distribuiti fra due percorsi a piedi (uno lungo e uno corto) e una biciclettata accompagnata dai pattinatori.

 

A PIEDI

Camminata libera o con tecnica del Nordic Walking (per la quale si raccomanda l’uso dei bastoncini con gommini).
Sono previsti due itinerari: uno lungo di 10 km e uno breve di 5,5 km.
La conduzione è a cura degli istruttori, activity leader e soci dell’ASD Strada Facendo.

 

Camminata percorso LUNGO: circa 9 km (2 ore)

 

Camminata percorso BREVE: circa 4,5 km (1 ora e 20)

 

 

IN BICI

Biciclettata a cura di FIAB Treviso. Percorso di circa 15 km lungo il Sile, durata 1 ora circa, indispensabili luci, bici di qualsiasi tipo, percorso facile con qualche tratto sterrato.

 

Riuniti sotto il motto “Per contrastare il cambiamento climatico, ri-pensiamo il nostro stile divita camminando e pedalando di più”, i partecipanti partiranno da Piazza Indipendenza e sfileranno per le vie del centro verso la Restera, per poi concludere il percorso presso l’auditorium Stefanini (viale 3ª Armata 35), dove si terrà un concerto con i trevigiani Voci d’Oltrefiera e gli artisti bellunesi “Belluno alza la voce”.

 

I due gruppi artistici saranno presenti a titolo di beneficenza: la raccolta fondi attiva presso l’Auditorium verrà devoluta in favore della ricostruzione del Parco Fluviale del Lambioi (Bl), tramite il comitato Gocce di Sole. Essendo limitato il numero di posti, l’accesso al concerto sarà possibile solo per i primi 200 che, conclusa la camminata o pedalata, si presenteranno all’ingresso. L’evento sarà “diversamente illuminato”: una sorpresa pensata da Fiab Treviso.

 

Durante il percorso sarà attivo anche un punto ristoro a cura degli Alpini Città di Treviso, reso possibile grazie al contributo di Crich e NaturaSì – negozio di viale Cadorna.

 

Anche quest’anno la manifestazione gode del patrocinio della Provincia di Treviso e del Comune di Treviso, e del sostegno della Rete trevigiana Lasciamo il segno. Hanno deciso di aderire all’appello degli organizzatori anche Cicli Andrea Lenzini, Legambiente Treviso, Confcommercio, Confartigianato, Contarina, Trevisoinfo-eventi a Treviso e il Gruppo Alcuni – Parco degli alberi parlanti. Con l’aiuto operativo della Polizia Municipale di Treviso.

 

Oltre alla manifestazione, ci saranno due momenti dedicati a ricordare il risparmio energetico: dalle ore 18 alle 19 verrà spenta l’illuminazione pubblica di Palazzo dei Trecento e Piazza dei Signori, a cura del Settore Ambiente del comune di Treviso. Al Parco degli Alberi Parlanti, per alcuni minuti verranno spente anche tutte le luci della cedraia e i fari esterni che la illuminano, a cura degli Alcuni.

 

La conduzione delle camminate è a cura degli istruttori, activity leader e soci volontari dell’ASD Strada Facendo e ASD Strada Facendo Indoor, mentre la biciclettata è gestita da Fiab Treviso. I pattinatori sono della società sporting Treviso.

 

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti. Tuttavia si richiede la prenotazione per una miglior organizzazione.

In caso di pioggia, la manifestazione si terrà comunque, seguendo un percorso ridotto lungo le vie cittadine.

 

“Ripensare gli stili di vita è una priorità della nostra associazione sportiva – spiega la socia fondatrice di ASD Strada Facendo, professoressa Anna Maria Schiavinato, tecnico nazionale Nordic Walking –, ma crediamo debba avere sempre più importanza anche per la cittadinanza intera. Per questo siamo soddisfatti della risposta positiva ricevuta dai partner che ci avevano già sostenuti nel 2018, tra cui Fiab, che quest’anno è diventata co-organizzatrice, e dai nuovi soggetti che hanno deciso di appoggiare l’iniziativa del 1 marzo. Siamo 15 fra enti, associazioni e aziende. Ed è con la forza dei numeri che chiediamo alle amministrazioni locali di stimolare iniziative adeguate per una mobilità sostenibile, a tutela della salute globale di tutti i cittadini e per difendere la nostra meravigliosa Treviso”.

 

Link utili:
·       programma dettagliato e iscrizione
·       Evento Facebook (curiosità, approfondimenti e aggiornamenti giornalieri)

 

Anche Venezia s’illumina di meno: il Comune aderisce alla campagna spegnendo i suoi “simboli”

“Venerdì 1° marzo, dalle ore 18 alle 18.30 – ha annunciato l’assessore comunale all’Ambiente Massimiliano De Martin – si spegneranno le luci in Piazza San Marco, Piazza Ferretto, nei palazzi istituzionali dell’Amministrazione comunale Ca’ Farsetti, Ca’ Loredan, e nella sede del Municipio di Mestre in via Palazzo. Un gesto simbolico ma importante che ci richiama Istituzioni e singoli cittadini alla responsabilità e all’impegno nel rispetto e nella tutela del nostro meraviglioso pianeta”.

 

All’iniziativa aderisce anche la Fondazione Musei Civici di Venezia spegnendo dalle 18 alle 19 l’illuminazione di 9 Musei: Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Palazzo Mocenigo, Ca’ Pesaro, Palazzo Fortuny, Museo di Storia Naturale, Museo del Vetro di Murano e Museo del Merletto di Torcello.

 

“Fra gli obiettivi di questa importante iniziativa – ha dichiarato Gribaudi – c’è la conservazione dell’esistente, pratica che la Fondazione dei Musei Civici di Venezia che presiedo conosce bene e pratica quotidianamente, assieme alla sostenibilità. Accogliamo quindi anche quest’anno con entusiasmo l’invito dei promotori, spegnendo le facciate di tutti i nostri Musei”.

L’acqua alta eccezionale che ieri, lunedì 29 ottobre, ha interessato Venezia non ha intaccato il patrimonio della Fondazione Musei Civici. Lo dichiara la presidente della fondazione Maria Cristina Gribaudi: “Domenica, a fronte del peggiorare delle previsioni, abbiamo attivato la procedura di emergenza per la messa in sicurezza delle opere, dei libri e dei beni strumentali delle diverse sedi museali – spiega – In particolare al Fortuny erano dislocate, pronte per essere spedite, le casse per la restituzione ai prestatori dei quadri della mostra appena conclusa Una collezione italiana“.

 

“Da questa mattina presto, grazie al lavoro delle squadre addette – prosegue la presidente Gribaudi -, sono state effettuate le pulizie di fondo di tutti i palazzi per permetterne la regolare riapertura al pubblico. L’unica criticità a Ca’ Pesaro, dove il forte vento della notte scorsa ha fatto cadere alcune tegole nel chiostro. Grazie all’intervento degli operatori del settore Lavori Pubblici del Comune, l’area è stata messa in sicurezza così da consentire la fruizione del museo. Voglio ringraziare il sindaco Luigi Brugnaro per il supporto che ci ha garantito – conclude Gribaudi -, tutti coloro che con il proprio impegno hanno consentito di tutelare il patrimonio storico-artistico, i lavoratori della Fondazione e il personale che opera nei musei per garantire i servizi al pubblico, tutti comunque presenti. È stato un lavoro di squadra per riconsegnare prontamente oggi a Venezia i suoi musei”.

Bocciata da autorevoli nomi della critica d’arte l’idea di differenziare la gratuità di accesso ai Musei

 

La bufera social di questi giorni vede al centro il ministro della Cultura e del Turismo in carica, Alberto Bonisoli, e la sua proposta di abolire la prima domenica del mese a ingresso libero per i musei statali. Una novità che era stata introdotta nel 2014 dall’ex ministro Dario Franceschini.

Autorevoli nomi della critica d’arte vedono in tale cambiamento un danno per il Paese. A tal proposito Vittorio Sgarbi, scrittore d’arte, opinionista televisivo e parlamentare di Forza Italia ha sostenuto come “l’obiettivo di qualunque governo democratico, di qualunque Paese civile, è aprire i musei ai cittadini perché sappiano chi sono e da dove vengono” (ilgiornale.it), prospettando a tal proposito la soluzione di prevedere un ingresso gratis per gli italiani e a pagamento per gli stranieri.

 

Daniele Radini Tedeschi, a capo di padiglioni esteri alla Biennale di Venezia nonché autore di una rubrica d’arte sulla televisione di Stato, afferma che “differenziare la gratuità crea un grave problema di comunicazione generando il rischio di avere pochissimi fruitori ma anche un danno alle realtà culturali minori” (iltempo.it) e aggiunge: “Si potrebbe prevedere tutti i giorni una entrata gratis a favore di alcune categorie sociali come i disoccupati, le famiglie con reddito insufficiente. Occorre guardare gli esempi che l’estero offre si pensi a tutti quei Musei in qui l’ingresso è libero come la National Gallery di Londra, la Modern Tate Gallery, il British Museum”.

 

Infine Philippe Daverio, scrittore e divulgatore culturale, in modo netto dichiara che “a questo esecutivo della cultura non frega niente… Resto pessimista sul fatto che si possa cambiare rotta” (lettera43.it), aggiungendo poi: “Negli Stati Uniti si paga mediamente il 32% di tasse. Io ne pago il 70% avrò ben diritto di avere qualcosa in cambio. Di godere un opera d’arte e non solo un anonimo Consiglio Regionale”. La soluzione, stando alle parole dell’intellettuale, potrebbe essere quella di “regionalizzare le competenze culturali” per un miglior funzionamento dell’Arte e della Cultura tutta.

 

Al contrario, alcuni direttori di museo sostengono la decisione del ministro, tra i quali Eike Schmidt della Galleria degli Uffizi che afferma come si potrebbe “sviluppare ulteriormente questa misura (la gratuità), introducendo forti sconti o fare delle aperture gratuite in bassa stagione” (firenze.repubblica.it). Inoltre, dice, “si potrebbe puntare sulle identità locali e regionali: su Firenze a me piacerebbe fare delle iniziative, gratuite o con sconti fortissimi, nel giorno dedicato a Anna Maria Luisa de’ Medici”, in tale ottica i musei diverrebbero “catalizzatori dell’identità locale”.

 

Il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, ha spiegato: “Per come l’ho capita io, sono favorevole all’idea del ministro. Bonisoli conferma la necessità di giorni e di fasce di gratuità, però ritiene di uscire dalla formula fissa delle prime domeniche del mese e avere più formule per tener conto delle diverse realtà” (ilfattoquotidiano.it).

 

Ancora, Alfonsina Russo alla guida del Colosseo, risponde: “Sono favorevole a dare ampia libertà ai direttori, perché ogni museo vive in un contesto specifico. E in quello va studiato e gestito” (Ansa.it) e aggiunge: “Nel nostro caso si potrebbe pensare invece a una gratuità per una parte del sito, limitata a Foro Romano e Palatino. Oppure, meglio ancora, diversificare per fasce orarie. Anche per attrarre i residenti, si potrebbero incentivare i pomeriggi di visita gratuita”.

 

Anna Coliva della Galleria Borghese sostiene che “quella del ministro sembra una proposta sensata, perché le domeniche gratis ai musei delle grandi città d’ arte non tolgono o aggiungono nulla: il contributo dell’iniziativa è nullo” (dagospia.com). Poi aggiunge: “Penso che questo tipo di iniziativa debba essere gestita direttamente dal responsabile del museo. Sono io che devo decidere il giorno o le fasce orarie in cui far entrare gratuitamente le persone. E sceglierei i momenti in cui ho flussi storicamente bassi. La domenica può essere interessante per le realtà locali, non per i grandi musei”.

 

Serena Bartolucci, a capo di Palazzo Reale di Genova, ipotizza anche “ogni giorno un’ora di visite gratuite al pubblico” (dagospia.com), mentre Peter Aufrieter direttore della Galleria delle Marche di Urbino appoggia l’idea di avere “maggiore flessibilità” e ancora favorevole è il Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, Cecilie Hollberg, che senza alcun dubbio esclude per la sicurezza dei capolavori “nessuna apertura gratuita almeno nei periodi di maggior afflusso turistico a Firenze” (dagospia.com).

 

Insomma, staremo a vedere a settembre che tipo di riforme verranno intraprese nella gestione e valorizzazione dei Beni culturali.

Il critico d’arte Radini Tedeschi risponde al ministro Bonisoli: “Guardiamo l’esempio dei Musei stranieri” ed è dibattito sui Social

 

La prima domenica del mese ad ingresso libero per i Musei statali, inaugurata dall’ex Ministro Dario Franceschini nel 2014, dopo l’estate sarà abolita stando a ciò che è stato dichiarato in questi giorni dal Ministro in carica Alberto Benisoli. Proprio quest’ultimo difatti ha pubblicamente dichiarato come “l’esperienza delle domeniche gratis va superata”, e ancora: “È stata una grande bella cosa all’inizio, tante persone sono andate nei musei ma adesso ci sono altre opportunità per fare di più e meglio. Differenziare per giorni della settimana e per stagioni, magari per tipologia e fascia di orari, adattando le varie specificità. Perché Milano non è Pompei.”

 

Non sono mancate le reazioni, oltre che da parte del mondo della politica, anche da quello della cultura, che puntuali sono giunte a mezzo giornali e web, aprendo veri e propri dibattiti sui social network. Tra le diverse risposte, quella del critico d’arte Daniele Radini Tedeschi, con una solida esperienza negli anni come curatore alla Biennale di Venezia per alcune Nazioni estere, il quale ha chiosato sulla sua pagina Facebook come la domenica gratuita non vada abolita poiché “la dignità di un Paese è anche consentire ai suoi cittadini di visitare gratuitamente i musei, almeno una volta al mese”. In pochissimi minuti migliaia di like e commenti a sostegno del pensiero dell’intellettuale.

 

Quest’ultimo ha poi chiarito: “Il mio non è un discorso influenzato da un colore politico, credo semplicemente che l’idea del Ministro di conferire piena libertà e autonomia ai Musei nello stabilire il giorno gratuito per ogni realtà culturale con una azione differenziata non crei quella situazione favorevole per stimolare la partecipazione del pubblico. Si configura in tal modo un grave problema di comunicazione, la eterogeneità di programmazione non supportata da una adeguata campagna pubblicitaria non solo genera il rischio di avere pochissimi fruitori ma va anche a grave discapito delle realtà culturali minori. È impossibile pensare a una comune strategia in tal senso che abbracci ogni ente”.

 

La soluzione secondo il critico d’arte, che ha maturato esperienza in diverse padiglioni stranieri della Biennale di Venezia, è quella di guardare proprio gli esempi che l’estero offre: “Per evitare il pericolo di sovraffollamento in quell’unico giorno di accesso gratuito, evidenziato dal Ministro Bonisoli, e di conseguenza per valorizzare adeguatamente le opere d’arte conservate in loco si potrebbe andare maggiormente incontro ai cittadini prevedendo tutti i giorni una entrata gratis a favore di alcune categorie sociali come i disoccupati, le famiglie con reddito insufficiente. Occorre guardare gli esempi che l’estero offre, si pensi a tutti quei Musei in qui l’ingresso è libero come la National Gallery di Londra, la Modern Tate Gallery, il British Museum.” A settembre comunque si saprà l’esito di queste decisioni ed eventualmente si valuteranno meglio le riforme in campo di gestione e valorizzazione dei Beni Culturali.

La fruizione dell’arte si fa conviviale e aiuta a scacciare la solitudine estiva della quarta età: questo grazie a “Estate a Palazzo”, l’iniziativa dell’associazione “Red Carpet For All”, realizzata in collaborazione con l’Assessorato comunale alla Coesione sociale e con il contributo di Istituzione veneziana Servizi sociali alla persona, che torna per il terzo anno consecutivo, per offrire ai cittadini over 75 la possibilità di osservare e discutere, comodamente seduti, di un certo numero di opere conservate in 19 differenti sedi concentrate soprattutto a Venezia, ma allargate quest’anno anche a Mestre.

 

“Si tratta di una bellissima idea di Valentina Paulon – ha esordito l’assessore comunale alla Coesione sociale Venturini – che tre anni fa abbiamo accolto con entusiasmo e messo in piedi, collegandola da subito con l’Istituzione veneziana Servizi sociali alla Persona, che ha sostenuto economicamente il progetto”.

 

I protagonisti dell’iniziativa sono i cosiddetti “grandi anziani”, che costituiscono una fetta consistente della popolazione: se ne contano 13mila nella città storica e 38mila in tutto il Comune, tra cui 16mila persone completamente sole. “Lo scopo – ha spiegato Venturini – è farli uscire di casa proprio nella stagione estiva, dove è più alto il rischio di solitudine, e frequentare spazi culturali assieme ad altre persone, che altrimenti da soli farebbero fatica a visitare. A volte infatti vince l’apatia sull’attività sociale”.

 

“Questo è un progetto soft – ha continuato Venturini – non emergenziale, ma si coniuga perfettamente col Piano del Comune per affrontare i rischi collegati al caldo, sia perché porta gli anziani a frequentare luoghi climatizzati, sia perché contribuisce forse più di altri a prevenire il senso di abbandono e il rischio di lasciarsi andare. Infine dà anche la possibilità di apprendere cose nuove o di scambiare ricordi e aneddoti, perché una delle particolarità di Venezia è che, anche se ci si è sempre vissuti, c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire: un’opera d’arte, un particolare architettonico, un campo, una calle”.

 

Valentina Paulon, la presidente dell’associazione “Red Carpet for All”, è tornata proprio su questa doppia valenza del progetto: l’apprendimento che continua per tutto l’arco della vita e la creazione di una rete sociale per combattere isolamento e solitudine: “All’inizio abbiamo constatato che c’è un po’ di reticenza, di chiusura – ha detto – ma poi la rete è letteralmente esplosa. Si tratta di persone molto curiose intellettualmente e abbiamo capito che è importante non omologare la risposta, infatti proponiamo sia spiegazioni legate alle opere d’arte che storie o biografie”.

 

Tra le proposte, oltre le novità di Mestre con la riscoperta di Villa Erizzo, e del Lido, con un appuntamento all’Areroporto Nicelli dedicato a D’Annunzio, una mattinata alla Peggy Guggenheim Collection prima dell’orario di apertura al pubblico, il coinvolgimento delle Gallerie dell’Accademia e, ancora, l’apertura di luoghi solitamente difficili da visitare, come il Salone del Tiepolo di Palazzo Labia o l’Ospedaletto e la Sala della Musica. Importante il contributo della Fondazione Musei Civici, che a questo progetto crede molto, ma anche di altre realtà non museali.

 

Se l’anno scorso i partecipanti sono stati circa 400, quest’anno si prevedono 5-600 ingressi, dato l’aumento delle richieste di prenotazione, che possono essere fatte, di mese in mese, chiamando i numeri 370 1260488 oppure 3494582653, oppure ancora inviando una e-mail a [email protected]

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