Home / Posts Tagged "Movimento Cinque Stelle"

Il capo gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale di Mogliano, Cristina Manes, alla conclusione dei suoi cinque anni di mandato, tira le somme sull’attività consiliare svolta dal Movimento.

 

In primo luogo la Manes esprime un giudizio su come è stata accolta la novità a Mogliano del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale e sui rapporti avuti con la maggioranza: “Il Movimento 5 Stelle ha portato anche nell’istituzione moglianese un nuovo modo di fare politica, seppur con una sola rappresentante in Consiglio, inserendosi all’interno di rapporti di potere consolidati. La diffidenza rispetto alla novità rappresentata dall’ingresso in Consiglio Comunale di comuni cittadini ha lasciato presto il posto all’ostruzionismo, quando si è capito che la nostra presenza avrebbe dato fastidio, ponendo l’attenzione su questioni spinose e mai affrontate”.

 

“Un ostruzionismo opposto, contro di noi – prosegue la Manes – con tutti i mezzi possibili, anche con bassi attacchi mirati a sminuire la nostra persona prima ancora che la nostra azione, da parte del Presidente del Consiglio, Consiglieri di maggioranza, Sindaco e Assessori. La maggioranza si è trovata spiazzata, anche perché la nostra è stata un’opposizione soprattutto propositiva, condizione alla quale non si era abituati.”

 

“La nostra corposa attività propositiva e ispettiva – conclude la Manes – spesso ha messo in luce le contraddizioni presenti all’interno della coalizione di maggioranza. Una maggioranza, un Sindaco che non sono stati minimamente rispettosi del ruolo dei consiglieri di opposizione. Non hanno saputo cogliere le opportunità che sarebbero potute derivare da un confronto libero da pregiudizi, dando in Consiglio Comunale una perfetta rappresentazione plastica di quello che è stato il mancato rapporto tra Sindaco e cittadinanza.”

 

A seguire, la Manes espone in sintesi l’attività nei cinque anni di mandato del Movimento 5 Stelle. Sono state presentate 32 mozioni proposte, 15 interpellanze,  4 interrogazioni, 3 richieste di emendamenti e 2 proposte di regolamento.

 

Sono state dieci in totale le mozioni approvate. Tra queste:

1. trasmissione audio video del Consiglio Comunale e delle commissioni consiliari

2. 8×1000 all’edilizia scolastica

3. adesione al patto dei Sindaci e al bando per la redazione del P.A.E.S.

4. bando per interventi di efficienza e risparmio energetico pubblici edifici e reti di illuminazione pubblica

5. bando nazionale che avvii gli inceneritori esistenti e le discariche a una dismissione totale, escludendo nuovi impianti e discariche

6. devoluzione dei gettoni di presenza della seduta odierna da parte dei consiglieri, a favore delle popolazioni colpite dal tornado.

 

E ancora:

• patto con il cittadino-baratto amministrativo

 interventi comunali per la legalità e il contrasto al gioco d’azzardo patologico

• adesione del Comune di Mogliano Veneto alla campagna di sensibilizzazione delle patologie: sensibilità chimica multipla, encefalo mielite mialgica e fibromi algia, quali malattie altamente invalidanti

• adesione del Comune di Mogliano anche all’associazione Rete Italiana Città Sane-Oms

• sensibilizzazione e interventi per limitare l’uso e la dispersione della plastica usa e getta nell’ambiente: Mogliano Veneto comune Plastic-Free.

 

 

I temi affrontati dal gruppo 5 Stelle di Mogliano sono stati i seguenti: partecipazione, cittadinanza attiva, trasparenza, ambiente/salute, sicurezza, sociale, edilizia scolastica, connettività e trattati internazionali.

 

 

Foto credit: FB @cristina.manes.9

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle di Venezia in merito al declassamento dell’ospedale Civile di Venezia, un argomento di cui il nostro giornale si è occupato la scorsa settimana. La Regione, sostiene il Movimento, deve rispettare la specificità di Venezia e delle isole della laguna.

 

 

Il comunicato stampa del M5S

Il Piano Socio Sanitario della Regione Veneto 2019-2013 approvato con LR n. 48 del 28.12.2018 all’art 4 prevede che “la Regione garantisce e cura assistenza e servizi socio sanitari in modo uniforme, appropriato e responsabile su tutto il territorio regionale in conformità a quanto previsto dall’art 15 della Legge statutaria regionale L.R. n1/2012, le specificità del territorio bellunese, del Polesine e lagunari”.

 

In una mozione presentata al Sindaco dai Consiglieri del Movimento 5 Stelle veneziano mette in evidenza come la Regione Veneto nella redazione delle schede ospedaliere allegate al PSSR Veneto non abbia tenuto in nessun conto la specificità di Venezia riconosciuta invece per gli ospedali degli ambiti montani e per il polesine.

 

“Questa mancata considerazione della specificità del territorio lagunare veneziano ha di fatto portato al declassamento dell’Ospedale Civile di Venezia da ospedale di rete a ospedale di base, laddove nei fatti l’Ospedale Civile è chiamato a fornire servizi di rete a una comunità insediata su un territorio ad alta specificità dovuta alla sua morfologia, alla complessità dei trasporti, ai tempi di percorrenza ed alla massiccia presenza di turisti durante tutto l’anno”.

 

“La causa del declassamento dell’Ospedale – dichiara la capogruppo del M5S Elena la Rocca – non può essere certo attribuita ai cittadini che denunciano il calo dei residenti nel centro storico e nelle isole, come invece ha dichiarato il Sindaco Brugnaro in Consiglio Comunale, il quale sostiene che siano proprio i cittadini con il loro gridare al lupo, al lupo la causa dei tagli della Regione in materia di sanità”.

 

Questo declassamento comporta una perdita di operatori sanitari, la conseguente chiusura di reparti ospedalieri e in genere lo scadere drammatico del livello degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi delle strutture sanitarie pubbliche dedicate all’assistenza per l’assistenza ospedaliera nel centro storico e nelle isole lagunari.

 

I cittadini veneziano stanno soffrendo di questa decisione, tanto da essersi mobilitati massicciamente in varie forme che i consiglieri del Movimento 5 Stelle sosterranno, chiedendo alla amministrazione comunale e in particolare al Sindaco – quali tutori della qualità del servizio reso ai cittadini a difesa della salute – di riconoscere la gravità della decisione presa dalla Regione. Chiederanno altresì a quest’ultima di rivedere subito le schede ospedaliere, partendo dal riconoscimento e dalla salvaguardia delle specificità territoriale di Venezia e delle isole della Laguna, allo scopo di garantire servizi socio sanitari appropriati alle necessità di cura e salute della comunità veneziana, del centro storico e delle isole.

In via Gobbi a Campalto, Mestre, si stanno da tempo effettuando lavori per un sottopasso di attraversamento. Durante i lavori, però, si sono presentate delle difficoltà per cedimenti, per le quali il Movimento 5 Stelle ha presentato la seguente interpellanza all’amministrazione cittadina.

 

 

Venezia, 3 settembre 2018
nr. ordine 1235
n p.g. 216

All’Assessore Renato Boraso

e per conoscenza

Al Presidente della IV Commissione
Alla Segreteria della Commissione consiliare IV Commissione
Alla Presidente del Consiglio comunale
Al Sindaco
Al Capo di Gabinetto del Sindaco
Ai Capigruppo consiliari
Al Vicesegretario Vicario

 

Oggetto: preoccupante deformazione del manto stradale in Via Gobbi a seguito dei lavori per la realizzazione della variante alla S.S. 14 “Triestina” nota come bypass di Campalto

 

Tipo di risposta richiesta: in Commissione

 

Premesso che
– con deliberazione di C.C n°8 del 21.01.2008 è stato approvato il “progetto preliminare relativo ai lavori di nuova viabilità Bissuola compreso bypass Favaro Veneto, da S.S.14bis a Via Triestina – Favaro veneto (C.I. 10573/1) con contestuale adozione variante al P.R.G.;
– il P.C.P. (programma di coordinamento preventivo) approvato il 12 novembre 2012, ha recepito il tracciato del progetto definitivo della variante approvato con Dispositivo dell’amministrazione Unico dell’Anas del 17.01.2012, in attuazione della Determinazione di approvazione n. 106 del 13.01.2012;

 

considerato che
– per la costruzione del sottopasso previsto per l’attraversamento di via Gobbi, sono stati realizzati i due pozzi, con pali scavati fino alla profondità di 9 metri dei 13 previsti, e sono in corso d’opera i lavori di consolidamento tramite iniezione di miscele cementizie e inserimento di tubi in acciaio;
– il 29 dicembre del 2017, in via Gobbi, in corrispondenza ai lavori del passante e poco distante dal cantiere del sottopasso, c’è stato un cedimento del manto stradale. La società ANAS s.p.a., l’Ente nazionale per le strade che sta costruendo il bypass, è intervenuta eseguendo dei lavori di consolidamento al fine di rimettere in sicurezza il tratto viario;
– a fronte di un altro cedimento avvenuto il 16 gennaio 2018, sono stati necessari nuovi interventi che hanno comportato la chiusura del traffico di Via Gobbi sull’immediato e disagi nei giorni successivi dovuti allo spostamento del percorso degli autobus Actv e alla percorribilità del tratto di strada solo in senso unico alternato. In quell’occasione, l’assessore alla Mobilità Renato Boraso, dichiarava alla stampa: “È stato accertato che sono i lavori del nuovo passante a generare il problema, perché vanno a toccare la falda che si trova tre metri e mezzo al di sotto della superficie. Abbiamo quindi diffidato Anas: i lavori non proseguiranno finché non sarà garantita la sicurezza della strada” (fonte: Venezia Today);
– i lavori, dopo gli interventi, sono proseguiti con l’impiego anche di rilevazioni strumentali, nello specifico con un Georadar, allo scopo di monitorare il terreno e prevenire così ulteriori smottamenti;
– nonostante le sistemazioni eseguite sul manto stradale, Via Gobbi presenta avvallamenti, un alto dosso in corrispondenza del futuro sottopasso, pare dovuto alle succitate iniezioni di calcestruzzo , e sconnessioni diffuse dell’asfalto;

 

considerato infine che
– la pericolosità della strada non è al momento evidenziata in modo efficace perché la segnaletica verticale, che ne pone il limite di velocità di marcia a 30 km/h, è semi nascosta dai rami degli alberi che costeggiano il tracciato viario: condizione che ostacola la visione agli automobilisti e rende pericoloso il tratto, in special modo a motociclisti e ciclisti;
– la Municipalità di Favaro Veneto, è stata messa al corrente della critica situazione tramite un’interrogazione, depositata il 13 agosto 2018, dai consiglieri di municipalità del Movimento 5 Stelle ma, solo dopo continue proteste di privati cittadini sui media, che hanno rilanciato la questione, l’Assessore ha ritenuto di intervenire ulteriormente il 24 agosto 2018 parlando con il responsabile del cantiere (fonte: La Nuova Venezia);

 

ritenuto che
– sia opportuno impedire il crearsi di condizioni che aumentino la probabilità di incidente e soprattutto prevenire situazioni che mettano in pericolo la stabilità stessa del tratto di via Gobbi interessata dalla realizzazione del futuro sottopasso;

 

tutto ciò premesso, considerato e ritenuto
si chiede agli Assessori ai LL.PP. e alla Mobilità

• di relazionare sulle condizioni attuali del tratto stradale di via Gobbi e se ANAS si sia attivata per aumentare la segnaletica e impedire situazioni di pericolo per gli utenti della strada
• se gli uffici competenti abbiano verificato, rivedendo tutta la documentazione del progetto, se esistono criticità che possano compromettere la realizzazione del sottopasso
• se non si ritenga opportuno chiedere ad ANAS, quale indennizzo, la riasfaltatura di via Gobbi e che, dunque, non se ne faccia carico il Comune, il quale ha previsto ventitré interventi (anche uno proprio in via Gobbi) per la manutenzione straordinaria con uno stanziamento di 1,3 milioni di euro;
• perché, nonostante la richiesta da parte dei consiglieri della Municipalità di Favaro Veneto, si è aspettato parecchi giorni prima di intervenire presso ANAS, lasciando quel tratto stradale in condizioni di potenziale pericolo per gli utenti.

È stata presentata dal Movimento Cinque Stelle un’interpellanza avente a oggetto le politiche sulla Terza Età dell’attuale Amministrazione.

 

“Vogliamo sapere se questa Amministrazione ha un quadro preciso di quante persone anziane vivono situazioni di difficoltà nel nostro territorio, oltre a quelle conosciute attraverso le richieste di assistenza; quali azioni sono state messe in atto per individuare situazioni critiche della popolazione anziana.

 

Come fa un anziano inabile, non autosufficiente o parzialmente autosufficiente, solo, con gravità e/o con risorse parentali insufficienti a chiedere assistenza? Non è previsto dal regolamento, e non sono conosciute altre modalità per accedere al servizio. Il “Regolamento del Servizio di Assistenza Domiciliare” attualmente in vigore, prevede infatti che l’assistenza venga assegnata, in presenza di determinati criteri, solo successivamente alla presentazione della domanda di assistenza sociale da parte dell’utente o di altra persona che ne abbia la cura.

 

Manca inoltre un coordinamento tra Comune e le realtà associative del territorio, funzione un tempo svolta dalla “Consulta per la Terza Età”. Perché questa Amministrazione non l’ha istituita?

 

Le stime Istat ci dicono anche che, nel 2030, potrebbero arrivare a 4 milioni e mezzo gli ultra 65enni che vivranno da soli, e di questi, 1 milione e 200mila avrà più di 85 anni. Si potrebbe avere un’impennata del numero di persone non autosufficienti.

 

È evidente, quindi, che le cure sul territorio non rappresentano più un’opzione, ma un obbligo per dare una risposta efficace alla fragilità e alla non autosufficienza dei nostri anziani, che si accompagnerà anche a una crescente solitudine.

 

Alcune situazioni critiche di persone anziane, a volte sfociate in epiloghi drammatici, anche nella nostra comunità locale, ci evidenziano come il tema della autonomia, fragilità e non autosufficienza nella Terza Età, non sia ancora affrontato con la necessaria attenzione.

 

Riteniamo sia doverosa una riflessione da parte dell’intero Consiglio Comunale sulle politiche sociali e sul sistema di assistenza di questa Amministrazione.

 

Si dovrebbero, a nostro avviso, applicare modalità nuove o diverse per conoscere i bisogni e le esigenze di assistenza e di cura per gli anziani soli o comunque non totalmente autosufficienti, ricercare innovativi strumenti flessibili e dinamici che portino a nuovi progetti.

 

Vorremmo pertanto sapere quali azioni ha posto in essere l’Amministrazione comunale in questi anni, per rispondere alle esigenze primarie di questa fascia debole della popolazione”.

Riceviamo e pubblichiamo una nota a firma di Elena La Rocca del Movimento Cinque Stelle

Mai chiesto una “Presidenta”, non è italiano; “La Presidente”, invece, è italiano e sta a indicare che si sta parlando di una donna.
Ho letto con dispiacere la replica della Presidente alle mie dichiarazioni in merito all’eliminazione della forma femminile dalla bozza del Regolamento Interno del Consiglio Comunale.
Mi è parso un ridicolizzare e voler svilire quella che invece è una realtà, avvalorata da decenni di studi: le parole sottendono significati e hanno effetti nell’inconscio collettivo.
In politica le donne faticosamente cercano di farsi strada. La Presidente del Consiglio, e ci tengo a rappresentare che una donna ricopre tale ruolo, ha scelto di fare marcia indietro rispetto a quanto espresso nella proposta di Delibera di modifica del Regolamento del Consiglio Comunale.
Da decenni il Comune di Venezia si occupa delle questioni di genere, per vigilare e contrastare una cultura maschilista. Sapremo fare tesoro dei passi fatti fino ad oggi?
Per contro, riconosco alla Presidente il merito di aver accolto una mia proposta e di averla inserita nel Regolamento.
Si tratta della previsione della registrazione audio delle Commissioni, come avevo proposto nel marzo scorso con la consigliera Visman. Questo è un importante passo verso la trasparenza. L’emendamento prevede che le registrazioni siano rese disponibili ai consiglieri; chiederò che siano pubblicate sul sito del Comune e rese pubbliche in tempo reale per renderle realmente fruibili alla cittadinanza.

Passano due proposte del Movimento Cinque Stelle

 

“Avevamo depositato le due proposte in marzo, siamo molto soddisfatti dell’esito positivo ottenuto in Consiglio comunale, anche se lamentiamo il ritardo con cui sono state calendarizzate”.

 

WIFI4EU è un’iniziativa della Commissione Europea che prevede il diritto di tutti i cittadini dell’Unione Europea di connettersi gratis ad Internet da qualsiasi luogo pubblico. Favorirà l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria. Molte zone del nostro comune risultano ancora scoperte e aspettano da anni il collegamento Adsl, impedendo l’accesso ai servizi, come nel caso delle frazioni, delle scuole e degli ambulatori medici. A Bonisiolo ad esempio il comitato di quartiere ha dovuto impegnare fondi propri sia per l’acquisto della parabola wi-fi che per il pagamento del canone, vista l’indifferenza del Comune. Il medico di base con l’ambulatorio nei locali dell’ex scuola elementare, adibita a centro servizi per la comunità, non poteva rilasciare le ricette per i propri assistiti via internet come prevede la legge; ma anche nello stesso Municipio, il wi-fi è assente e i Consiglieri durante le sedute del Consiglio comunale non possono collegarsi ad internet se non con mezzi propri.

 

Impegnavamo con la nostra mozione di marzo, Sindaco e Giunta a partecipare con solerzia al bando, trattandosi di un bando a chiamata, con un valido progetto.

 

Il bando che scadeva in maggio, è stato rinviato in autunno per problemi dovuti alla massiccia adesione dei comuni, questo darà modo al Comune di perfezionare un progetto e di presentarlo per tempo. L’Assessore di riferimento ha assicurato che il Comune parteciperà al bando.

 

Anche la seconda mozione per l’adesione del Comune alla “Rete Città Sane- OMS” ha trovato l’approvazione all’unanimità di tutto il Consiglio e dell’assessore all’Ambiente a nome della Giunta.

 

La Rete Italiana Città Sane – OMS è una associazione di Comuni italiani, nata nel 1995 come movimento di Comuni e divenuta nel 2001 associazione senza scopo di lucro. La Rete promuove il ruolo e l’impegno dei Comuni italiani nelle politiche di promozione della salute a livello locale. Diffonde e sviluppa il movimento Città Sane a livello nazionale: i Comuni associati mirano a costruire un percorso condiviso di raccolta, analisi e diffusione degli elementi migliori e replicabili delle buone pratiche di promozione della salute, ad esempio in materia di inquinamento delle città, prevenzione di tumori, trapianti, risorse sanitarie.

 

Secondo questa prospettiva, la Salute non è solo assenza di malattia, ma è un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale. La Salute è una risorsa della vita quotidiana.

 

La Città Sana non è quella che ha raggiunto un particolare livello di salute, ma quella che sceglie con energia di migliorarla.

 

Una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

 

Il Progetto Città Sane nasce per aiutare le città a perseguire concretamente questi obiettivi. Le parole chiave sono: salute a tutto campo, benessere del singolo come benessere della comunità e ruolo delle città come promotrici di salute.

 

“Crediamo in questi valori e riteniamo che gli amministratori con le loro azioni debbano tutelare innanzitutto la Salute e l’Ambiente, al di là degli schieramenti politici.

La nostra proposta è stata accolta con ampio consenso da maggioranza, opposizione e Giunta. Siamo soddisfatti perché pur da opposizione la nostra attività ha trovato ancora una volta condivisione unanime su temi importanti.”

Di seguito pubblichiamo una nota stampa del Movimento Cinque Stelle, che si esprime in merito alla campagna referendaria.

 

La campagna referendaria si fa ormai accesa, da sempre ribadiamo la nostra ferma convinzione che l’istituto referendario, quale espressione diretta del cittadino, debba essere difeso e incoraggiato.

 

Dare voce al popolo è una delle nostre battaglie e consapevoli della necessità di far luce sui vantaggi e svantaggi della separazione, abbiamo iniziato il mese scorso a organizzare degli incontri tematici aperti a tutti, dando voce ad entrambe le parti.

 

Ad oggi permane la volontà di non schierarsi né per il “Sì” né per il “No”, ritenendo il nostro ruolo puramente informativo, confidando con il nostro lavoro di poter accompagnare i cittadini a un voto più consapevole.

 

Pur tuttavia apprendiamo con rammarico dalla stampa locale che il MoVimento 5 Stelle di Venezia abbia appoggiato il fronte del NO.

Desideriamo sottolineare che la persona citata in un articolo di stampa odierno non rappresenta in alcun modo il MoVimento 5 Stelle, bensì una persona allontanata dal gruppo locale ed esclusa dalle scorse Parlamentarie.

 

Con la presente chiediamo cortesemente che gli organi di stampa prestino ogni necessaria attenzione alle fonti, e confermiamo la disponibilità ad ogni chiarimento utile nel perseguire il comune obiettivo di una corretta comunicazione cittadino.

Il Movimento 5 Stelle si esprime in merito al bilancio partecipativo e il baratto amministrativo del Comune di Mogliano Veneto. Di seguito diffondiamo il loro comunicato:

 

“Nonostante la necessità di accantonare il 70 per cento dell’avanzo a fondo rischi, ci siamo impegnati a investire comunque risorse sufficienti a realizzare alcuni degli obiettivi di programma che abbiamo con la città”. Parole del Sindaco in sede di approvazione del Rendiconto.

 

Proprio perchè si parla di obiettivi di programma, non ha pensato il Sindacodi consultare i cittadini sulle priorità da finanziare con questo tesoretto, visto che anche il bilancio partecipativo era nel programma di questa amministrazione e visto l’ingente avanzo di amministrazione?

 

Ma l’impegno preso a suo tempo dall’amministrazione con la cittadinanza sulla partecipazione non si è ad oggi concretizzato, e questo è l’impegno più importante di tutti. Per individuare le priorità non ci si deve affidare a meri tornaconti elettorali, ma si consultano TUTTI i cittadini, non solo i portatori di voto!

 

Il Bilancio Partecipativo è un procedimento attraverso il quale la popolazione individualmente e attraverso le proprie forme di aggregazione sociale, è chiamata a stabilire come utilizzare le risorse a disposizione dell’ente o una parte d’esse..

 

Il M5S presentò, nell’ormai lontano il 23/06/15, una propria mozione per impegnare sindaco e Giunta ad introdurre mediante regolamentazione il Bilancio Partecipativo, ma fu bocciato da questa maggioranza, che ne ignorava perfino la presenza nelle linee programmatiche.

 

Non ha pensato il Sindaco, per esempio, di utilizzare parte di questo avanzo di amministrazione per sgravare i cittadini dalla pressione fiscale?

 

Da alcuni anni il baratto amministrativo viene adottato in vari Comuni, producendo da un lato un’occasione per i contribuenti in difficoltà di assolvere ai propri doveri e dall’altro la possibilità di usufruire di una “nuova” forza lavoro, visto che ad oggi le assunzioni risultano essere bloccate ed i tagli nella gestione amministrativa risultano essere sempre più ingenti. I tributi a cui si riferisce la legge sono TASI, IMU, TARI ed in generale i debiti che i cittadini hanno contratto con il fisco. L’esenzione del pagamento delle tasse locali è concessa solo per un periodo di tempo limitato ed è commisurato all’entità del lavoro svolto e del debito da saldare con la Pubblica Amministrazione. Gli interventi possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade, boschi, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extra urbano.

 

A Mogliano Veneto il 18/08/15 il M5S propose il baratto amministrativo, con una propria mozione e fu approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale. Insieme alla proposta depositammo anche una bozza di regolamento. Da allora giace sul tavolo degli uffici comunali che avrebbero dovuto redarre l’apposito regolamento. A nulla sono valse le nostre successive interpellanze, che sono state liquidate con risposte insoddisfacenti.

 

Nel frattempo sono subentrate alcune deliberazioni della Corte dei Conti che hanno fatto chiarezza sulle modalità con cui i Comuni possono applicarlo, non essendoci una legislazione completa.

 

Ma la nostra mozione approvata dall’intero consiglio è ad oggi ancora disattesa. Non sono anche questi obiettivi che i cittadini attraverso i loro rappresentanti attendono che siano realizzati?

 

Sottolineiamo infine che quello che è l’assessorato più importante, dalle dimissioni del Vice Sindaco, Dott. Bardini, è ancora nelle mani del Sindaco, oltre a quello sulla pianificazione del territorio, urbanistica ed edilizia.

 

Il Movimento 5 Stelle Venezia commenta la bocciatura di Marghera a ospitare la Divertor Tokamak Test facility, che si propone di imitare la fusione nucleare come nel sole.

 

Stiamo guardando un film già visto, dove la morale ci insegna che i fatti sono un’altra cosa rispetto alle parole e ai lustrini sparsi per propaganda”.

 

Così commenta Sara Visman, capogruppo del M5S, a seguito della valutazione molto negativa e alla conseguente sonora bocciatura della candidatura del Comune di Venezia, in cordata con la Regione Veneto e l’Università di Padova, a ospitare nell’ex area Syndial la Divertor Tokamak Test facility (DTT). Un progetto da 500 milioni di euro, messi a disposizione dall’Unione Europea, che si propone di imitare la fusione nucleare così come avviene nel sole.

 

Venezia si rivela essere un gigante dai piedi d’argilla, una Cinecittà con facciate di prestigio ma poggiate su strutture inconsistenti. Si ‘scopre’ che dell’area presentata non sono state prodotte le certificazioni richieste e che il sito non è ancora nelle disponibilità del Comune. Su questo volevo anche ricordare un’interpellanza del mio collega Davide Scano risalente al 5 aprile 2016, ben due anni fa dove si chiedevano lumi sul ritardo per l’acquisizione dell’area in questione. Come l’amministrazione abbia solo potuto pensare di concorrere contro realtà molto più strutturate ed efficienti è un mistero, di certo riteniamo non basti pubblicizzare il rilancio di Marghera con un faro dal nome altisonante per ottenere credibilità. Siamo sempre più convinti di essere alla presenza di un Sindaco che pretende di governare con effetti speciali senza un lavoro serio fatto a monte. Prova ne è l’atteggiamento dell’assessore all’ambiente che non risponde a domande specifiche sulle aree di Marghera e quando lo fa è sempre in modo vago e poco esaustivo.

 

Tutto questo immobilismo ci sta facendo perdere tempo prezioso, buttando al vento occasioni per una realtà come il Comune di Venezia che, a fronte di una trasformazione veloce, si ritrova senza uno straccio di programmazione per una reale riqualificazione, ma lasciato in balia degli umori del mercato e al fai da te di chicchessia (basta porti “schei”) a discapito del bene comune e della qualità della vita dei sempre meno resilienti residenti”.

Di seguito pubblichiamo un comunicato inviatoci dal gruppo MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto, riguardo al bando europeo WIFI4EU.

 

 

Vista la recente approvazione del progetto “WiFI4EU, mediante il quale la Commissione europea intende promuovere le connessioni wi-fi gratuite per i cittadini e i visitatori in spazi pubblici, quali parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e centri sanitari in tutta Europa, abbiamo presentato, questa mattina, una mozione per impegnare Sindaco e Giunta ad attivarsi affinché si presenti il prima possibile un progetto valido che riesca ad accedere ai bandi europei, in modo da garantire ai cittadini di Mogliano Veneto, il diritto ad accedere ad un servizio di tale importanza.

“Per Il Movimento 5 Stelle l’accesso a Internet è un diritto che va riconosciuto a tutti i cittadini: siamo per la cittadinanza digitale per nascita, oltre che per la copertura completa dell’ADSL a livello nazionale”, dichiara Cristina Manes portavoce del M5S a Mogliano Veneto.

“Anche molte zone della nostra città infatti, non sono ancora raggiunte dalla rete, creando quel digital divide che penalizza privati, professionisti e strutture pubbliche, anche per mancanza di infrastrutture. Ricordiamo che l’Italia si è impegnata alla copertura totale del territorio nazionale con la banda larga a 30 megabit e al 50% con la banda ultra-larga a 100 megabit entro il 2020”.

WiFi4EU è una iniziativa senza precedenti, che prevede il diritto di tutti i cittadini dell’Unione Europea di connettersi gratis a internet da qualsiasi luogo pubblico.

Questa iniziativa si inquadra in un più ampio progetto della Commissione europea teso a favorire la realizzazione del mercato unico digitale.

L’iniziativa avrà un bilancio di 120 milioni di euro tra il 2017 e il 2019, favorirà l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria.

L’iniziativa WiFi4EU, aperta agli organismi del settore pubblico, come ad es. municipi, biblioteche e centri sanitari finanzierà l’attrezzatura e i costi di installazione.

Le autorità locali saranno incoraggiate a sviluppare e promuovere i propri servizi digitali in settori quali l’amministrazione online, la telemedicina e il turismo elettronico con un’apposita app.

Poiché il 15 maggio 2018 alle ore 13 verrà pubblicato il primo bando e i progetti saranno selezionati in base all’ordine di presentazione delle domande, occorre agire tempestivamente per presentare un progetto valido e non perdere questa opportunità per i cittadini.

[email protected]

http: //www.moglianoveneto5stelle.it/

Facebook: MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni