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Un mese ricco di iniziative promosse dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII”, che apre anche il sabato per le donne che lavorano

 

In occasione di Ottobre Rosa 2019 ritorna per il quarto anno consecutivo la campagna di sensibilizzazione “Vinco Io”, promossa dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier allo scopo di combattere e prevenire il tumore al seno.

 

Molteplici le iniziative organizzate dalla struttura di Monastier che è partner, assieme ad altri 24 Centri di riferimento in Italia, dello Studio P.I.N.K.
La senologia della “Giovanni XXIII” è stata infatti accolta dal CNR di Pisa e dalla Fondazione Umberto Veronesi per partecipare all’indagine sulle metodologie di diagnosi integrate che consentono di ridurre la mortalità per cancro al seno.

 

Parte dei proventi alle associazioni trevigiane e veneziane che combattono il tumore al seno

La campagna “Vinco Io” ha un doppio scopo: quello di promuovere nelle donne la consapevolezza che prevenire il cancro significa “vincere” sul cancro e impadronirsi della propria salute per non lasciare che la malattia sconvolga la propria vita; e aiutare associazioni che operano nel territorio regionale come la LILT di Treviso e il Trifoglio Rosa di Mestre.

 

Anche per quest’anno, infatti la Casa di Cura “Giovanni XXIII” ha deciso di devolvere, nel mese di ottobre, parte del ricavato delle prestazioni effettuate in beneficenza.

 

Ma ciò su cui punta principalmente la struttura è l’informazione. Essere informate oggi su come e quando prevenire, può salvare la vita di una donna.

 

Le iniziative per l’Ottobre Rosa 2019 in tutto il territorio regionale e anche fuori regione

Quando a una donna viene diagnosticato il tumore al seno è inevitabile il coinvolgimento della famiglia. È per questo che la Casa di Cura ha deciso di farsi da promotrice per sensibilizzare anche i giovani sportivi appassionati di Calcio, Basket e Nuoto. A tal proposito sono stati organizzati due particolari open day.

 

A.C.D Treviso con il Consorzio Treviso Siamo noi

Il 29 settembre in occasione della partita di esordio allo Stadio Tenni del Treviso Calcio.

 

Palaverde con De’Longhi Treviso Basket

Un altro momento di incontro con la “prevenzione” è previsto per il 19 Ottobre al Palaverde di Villorba in occasione del Match che vedrà la De’ Longhi Treviso Basket contro la REYER Venezia.

 

Imoco Volley

Le campionesse italiane di volley durante l’incontro del 27 ottobre contro Pomì Casalmaggiore che si disputerà al Palaverde alle ore 17 nel pre-partita indosseranno la maglietta rosa di “Vinco io”.

 

Umana Reyer Venezia Femminile

Le giocatrici hanno deciso di sostenere la campagna di prevenzione appoggiando le iniziative che si stanno svolgendo nel mese di ottobre per sensibilizzare le donne alla prevenzione. Eccole in posa con il Fiocco Rosa “Vinco Io”.

 

Venezia, San Giuliano con la squadra di dragon Boat del Trifoglio Rosa

Durante tutto il mese di ottobre ogni sabato, a San Giuliano,  dalle 15 alle 18 le donne del Trifoglio Rosa di Mestre si metteranno a disposizione di quanti vorranno salire sul Dragon Boat per provare l’esperienza di uscire in laguna in barca ma soprattutto di raccogliere le sensazioni e gli stati d’animo, positivi, che le donne operate al seno hanno avuto aggregandosi alla squadra del Dragon Boat perché, nello stare insieme,  oltre ad avere un supporto fisico hanno anche un supporto psicologico che consente loro di affrontare i momenti di ansia dei controlli post operatori.

 

Convenzioni per Farmacia Internazionale di Silea

Per tutte le donne che hanno superato i 40 anni e che accederanno alla Farmacia Internazionale di Silea ci sarà la possibilità di sottoporsi allo screening mammografico in 3D ad una tariffa agevolata.

 

Incontri pubblici in Veneto e Friuli

Due incontri sono stati organizzati nel territorio triveneto per sensibilizzare le donne alla prevenzione del tumore al seno e alla prostata.

Il primo si è svolto il 26 settembre scorso a Fiume Veneto con un convegno aperto alla cittadinanza e ai medici che hanno avuto l’opportunità di essere maggiormente informati sulle Innovazioni tecnologiche nella prevenzione senologica come mammografia in 3D ed ecografia a 24 Mhz in grado di individuare le neoplasie in fase embrionale.

 

Incontro Informativo-Testimonianza il 26 ottobre a Roncade

Il secondo incontro, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà il 26 ottobre prossimo a Roncade sul tema “IL MIO SENO se lo conosco, lo proteggo”. Parteciperanno il dottor Bernardino Spaliviero, Radiologo Senologo, il dottor Pasquale Piazzola Chirurgo Senologo e ci sarà anche la testimonianza di una donna operata al seno, Michela Bardi dal titolo “Donne si nasce: guerriere si diventa”.

 

Mammografie anche al sabato per le donne che lavorano

Durante tutto il mese di ottobre la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier aprirà i propri ambulatori anche al sabato mattina per consentire alle donne che lavorano durante la settimana di sottoporsi all’esame clinico strumentale alla mammella.

 

“Giovanni XXIII” Rosa per festeggiare “il volersi bene”

Prevenire significa volere bene a sé stesse quindi un momento di gioia. È quello che vuole trasmettere per tutto il mese di ottobre la “Giovanni XXIII” di Monastier attraverso l’allestimento speciale dell’entrata della struttura contornata di fiocchi rosa.

 

Associazioni aderenti attraverso convenzione

Inoltre, in quanto convenzionate, aderiscono alla campagna di prevenzione “Vinco Io” e possono usufruire delle tariffe agevolate tutti gli associati e le loro famiglie delle seguenti associazioni:

  • Treviso Accademy
  • Consorzio “Treviso Siamo Noi”
  • De’ Longhi Treviso Basket
  • PDM Polisportiva Disabili di Marca
  • Consorzio Universo Treviso Basket
  • Natatorium Piscine Comunali Treviso-Selvana
  • Umana Reyer Venezia Basket
  • Imoco Volley
  • Treviso Atletica
  • Mogliano Rugby
  • Polisportiva Monastier 88
  • Polisportiva Casale
  • Pordenone Calcio

Il Centro Servizi agli Anziani “Villa delle Magnolie” di Monastier, in collaborazione con l’Università dell’Età libera-Treviso Est, ha progettato degli orti rialzati accessibili alle persone anziane, anche in carrozzina, adibiti alla coltivazione di ortaggi e di piante alimurgiche.

 

L’orto, oltre ad avere una valenza terapeutica e riabilitativa, ha un forte valore sociale: favorisce la socializzazione, la cooperazione, lo stare insieme, non solo tra persone della stessa età, ma anche tra anziani e bambini. Orti quindi che si aprono anche all’incontro intergenerazionale, dove anziani e bambini sono coinvolti attivamente nello scambio di conoscenze, tradizioni, abilità pratiche.

 

Il nuovo orto alimurgico rialzato per gli ospiti di “Villa delle Magnolie” non significa solamente mantenere viva la tradizione, ma un vero e proprio tuffo nel passato. Un’opportunità che si affianca alla condivisione dell’orto tradizionale intergenerazionale rialzato curato dagli anziani della struttura assieme ai bambini del micronido “La Casa sull’Albero” che si trova all’interno della struttura.

 

“Con questi due orti, ed in particolare con quello alimurgico, speriamo di conservare le tradizioni utili ai nostri ospiti più maturi, che hanno modo di ritornare ad assaporare e annusare i profumi antichi, ma anche alle nuove generazioni così come un tempo avevano fatto i miei nonni con me”, ha commentato Matteo Geretto Responsabile di Sogedin, durante l’inaugurazione dell’orto tradizionale rialzato.

 

Lo speciale orto alimurgico – ce ne sono solo due in tutta la regione -, con le piante “di urgenza” selvatiche e spontanee, verrà curato dall’Università dell’Età Libera-Treviso Est che conta oltre 400 associati.

 

 

E il nastro, venerdì scorso, è stato tagliato proprio dalla sua presidentessa, Erminia Zamuner. “Siamo stati coinvolti in questo progetto perché diventa un qualcosa di prezioso, anche a livello divulgativo, – ha commentato durante l’inaugurazione – per far vedere e toccare alle persone, ed in particolare le scolaresche, tutte quelle piante che nella tradizione venivano utilizzate tutti i giorni”.

 

Dal tarassaco alla camomilla, dalla malva alle “rosoline”, molte specie sono disponibili al profumo, alla vista, al tatto e al gusto dei visitatori: gli obiettivi sono ammirare le piante spontanee che ormai sono in via di estinzione, farle conoscere ed apprezzare anche nel settore enogastronomico, perché sono una miniera di proprietà nutrizionali per riscoprire la stagionalità, la biodiversità e il rispetto del territorio.

 

 

“Ormai possiamo considerarlo come un vero e proprio “museo”, perché alcune specie di piante non si trovano più, – ha proseguito la Zamuner – e quindi vogliamo che la nostra tradizione venga trasmessa ai giovani, è proprio per questo che l’orto alimurgico viene visitato anche dalle scolaresche: visitano l’orto, lo capiscono dal punto di vista botanico, vedono cosa possa significare freschezza, e nel frattempo gli anziani parlano dei loro ricordi e delle loro storie su questo tipo di piante, nel dare agli anziani la possibilità rivivere le proprie esperienze di gioventù”.

 

L’orto alimurgico del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, così come quello Tradizionale, ha la caratteristica di essere rialzato a livello di carrozzina, per dare possibilità agli ospiti di toccare, annusare e riscoprire gli antichi sapori del loro passato. In questo modo possono condividere con i bambini del micronido le ore di pausa in giardino riscoprendo così non solo i profumi di un tempo ma anche la gioia di far conoscere ai più piccini le tradizioni di un tempo.

Il tour mondiale dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata Giovani ha fatto tappa anche a Monastier, in una giornata di visita della Casa di Cura “Giovanni XXIII” e al Centro Servizi di “Villa delle Magnolie”, entrambe gestite dal gruppo Sogedin.

 

“La sanità 4.0 è la sfida del futuro per Aiop Giovani – ha spiegato il suo presidente nazionale, Michele Nicchio – e al centro della nostra attività restano la formazione e l’innovazione: quale miglior occasione, se non conoscere le varie esperienze a livello mondiale e quelle nel nostro territorio”. Insieme al vicepresidente dell’Aiop Giovani Veneto, Matteo Geretto, e al vicepresidente Aiop Lombardia, Guerrino Nicchio, la delegazione privata (Guerrino e Michele Nicchio, padre e figlio, sono gestori della Mantova Salus proprietaria di due ospedali e cinque case di riposo) ha avuto modo di visitare le strutture e apprezzarne tutte le loro particolarità: dal piccolo asilo nido e la “piazza” di servizi per gli ospiti di “Villa delle Magnolie”, alle tecnologie d’avanguardia impiegate nella Casa di Cura “Giovanni XXIII”. “Consideriamo la formazione indispensabile, – commenta il rappresentante della Sogedin che è anche vicepresidente regionale di Aiop Giovani del Veneto, Matteo Geretto – e credo che confrontarsi con le problematiche riscontrate in ogni struttura possa essere indispensabile per dare una risposta sempre più puntuale al nostro paziente”. 

 

 

 

 

Guerrino e Michele Nicchio sono rimasti piacevolmente sorpresi dai sistemi di protezione in favore degli ospiti di “Villa delle Magnolie” e dei molti servizi (bar, edicola, bazar, parrucchiere) che la rende all’avanguardia sul territorio italiano, con un modello di “casa di riposo”, una città nella città, molto simile al quello nordeuropeo. La visita è proseguita nella Casa di Cura “Giovanni XXIII”, dove sono state illustrate tutte le varie tecnologie con cui operano i professionisti: dai monitor touchless (operativi senza il bisogno di toccare lo schermo, ma con il solo gesto della mano) alle sale operatorie ibride ed integrate, dotate di un impianto che permette 70 ricicli d’aria all’ora e che consente la massima sterilità. Una visita che ha toccato tutti i reparti: da quello più nuovo, Medicina, realizzato di recente e dotato di massimo confort per il paziente; passando poi per il servizio di Senologia, dove il suo primario, il dottor Francesco Di Toma, ha illustrato le apparecchiature in grado di individuare le neoplasie fin dalla fase embrionale; fino al Centro di Sterilizzazione, considerato il “fiore all’occhiello” della struttura e spiegato dal coordinatore infermieristico Luca Florian; per terminare poi con la clinica odontoiatrica, dotata di 8 poltrone di cui una per disabili, coordinata dal direttore Angelo Iannacci.

 

“Ho visto delle cose bellissime, strutture che non si vedono molto in giro, ma la cosa importante è il sentimento interno alla gestione: si percepisce il grande cuore della sua amministrazione – commenta il vicepresidente Aiop Lombardia, Guerrino Nicchio, al quale prosegue il presidente nazionale di Aiop Giovani, Michele Nicchio – e si prova un vero senso di famiglia mentre si cammina nei reparti, un sentimento che viene trasmesso anche ai pazienti e gli assistiti. Siamo abituati a credere che l’eccellenza sia negli Stati Uniti, nei paesi del Nord Europa, ma anche in Italia esistono dei fiori all’occhiello, e queste strutture lo sono”. 

Il tempo di scendere dall’aereo e subito la visita medico sportiva per iniziare la stagione 2019/20 con la De’ Longhi Treviso Basket.
Charles Cooke III, l’esterno statunitense che completa il roster della squadra trevigiana di basket, è arrivato in terra trevigiana e nei prossimi giorni inizierà gli allenamenti.

 

Ieri pomeriggio, accompagnato dal team manager, ha fatto tappa alla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier (TV) per la visita medica di idoneità sportiva. Nel reparto di medicina sportiva diretto dal dottor Totò Giujusa il 25enne di Trenton (New Jersey) si è sottoposto a varie prove: il controllo dell’acuità visiva e del senso cromatico, gli esami di laboratorio, la misurazione del peso, l’altezza per poi concludere con l’elettrocardiogramma, sia di base sia sotto sforzo.

 

Per Cooke è la prima esperienza in Europa ma sembra già a proprio agio in terra trevigiana. “Mi auguro una buona accoglienza – ha detto Charles Cooke III  Treviso è una bella città con una grande tradizione non solo sportiva ma anche culinaria e artistica. Sicuramente sarà una bella esperienza”.

 

 

Ciò che è però ora importante è il lavoro che aspetta la De’ Longhi e i suoi giocatori in vista della nuova stagione. E il 25enne statunitense è già pronto per iniziare la sua sfida italiana. “Io sono carico. Non vedo l’ora di iniziare gli allenamenti.  Ora mi illustreranno tutto il programma degli allenamenti e sono pronto alla nuova squadra e al prossimo campionato. Sicuramente sarà una stagione difficile perché il campionato italiano è molto bello ma anche molto tosto. Cercherò comunque di fare del mio meglio”, ha concluso Charles Cooke III.  

 

Ad accogliere Cooke III anche il responsabile Marketing della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier Matteo Geretto.Quando c’è la forza di volontà e passione, non c’è nulla di impossibile da raggiungere, quindi aspettiamoci veramente grandi cose dalla De’ Longhi Treviso Basket anche per quest’anno”, ha concluso Geretto augurando, “in bocca al lupo” al nuovo giocatore della De’ Longhi.

 

 

Conosciamo Charles Cooke III

E non c’è dubbio che Charles Cooke III ce la metterà tutta a Treviso; è un giocatore completo e versatile che può giocare sia guardia che ala piccola; ha una grande potenza fisica abbinata a doti di tiro e buona tecnica individuale. La sua carriera di college dopo l’High School alla Trenton Catholic Academy, si è divisa tra i primi due anni alla James Madison University e il biennio finale (2015/17) a Dayton University dove ha chiuso con cifre di ottimo livello: 15.8 punti a gara con 5.1 rimbalzi, 2.8 assist, 1 stoppata, 1.1 recuperi e il 38% da tre punti. 

Nella sua esperienza in G League ha una media di 13.8 punti a gara con 4 rimbalzi e 2.3 assist, 46% da due e 34% da tre punti.

Prime visite medico-sportive per il Basket di serie A: venerdì mattina, la Campione d’Italia Umana Reyer Venezia ha affollato gli ambulatori della Casa di Cura Giovanni XXIII a Monastier, ad esclusione di Davide Casarin e Ariel Filloy, impegnati con le attività sportive delle rispettive categorie di Nazionale.

 

Gli atleti campioni d’Italia sono stati sottoposti a varie prove: il controllo dell’acuità visiva e del senso cromatico, gli esami di laboratorio, la misurazione del peso, per poi concludere con l’elettrocardiogramma, sia di base sia sotto sforzo.

 

“Dopo le prime visite mediche della mattina, come consuetudine, avremo un meeting al pomeriggio. – ha commentato Stefano Tonut, ormai considerato uno dei giocatori simbolo dell’Umana Reyer Venezia – Ci aspettiamo un campionato di altissimo livello, ancora una volta, ma dobbiamo puntare sempre su noi stessi, e cercare di costruire la squadra insieme ai nuovi innesti, per iniziare il prima possibile. Sicuramente quest’anno ci sarà un po’ più di pressione, ma la viviamo bene. Bisogna fare un ottimo precampionato, per poi puntare subito alla Supercoppa, nostro primo obiettivo”. Esce dall’ambulatorio anche l’argentino Bruno Cerella, subito dopo il termine della visita sotto sforzo condotta dal dottor Totò Giujusa, cardiologo e primario di Medicina dello Sport. È visibilmente provato, ma la fatica non gli ha levato il classico sorriso e la voglia di scherzare. “I test sono sempre un po’ faticosi, ma anche divertenti, – ha commentato Cerella, ancora con il fiatone – per noi atleti, la sicurezza è una cosa fondamentale, quindi questa parte è fondamentale per iniziare bene la stagione. Sono pronto, ma soprattutto felice di ricominciare. Ho passato delle belle vacanze, ho recuperato le energie: gli obiettivi sono lavorare bene, amalgamare la squadra con i nuovi arrivati ed essere competitivi, ma soprattutto divertirci”. Presente anche un nuovo acquisto dell’Umana Reyer Venezia, Federico Pellegrino. “Essere arrivati alla Reyer è un motivo d’orgoglio, – ha commentato – sono contentissimo di far parte di questa famiglia. I miei obiettivi personali sono quelli di vincere più partite possibili, come ogni anno e, di poter dare il contributo migliore alla squadra”.

 

Nel pomeriggio, invece, è toccato a un altro campione, che però milita nella fazione trevigiana: il newyorkese Jordan Parks, arrivato il giorno prima in Italia, nuovo acquisto della neopromossa De’ Longhi Treviso, si è sottoposto alla visita medico sportiva. Quella dello statunitense è stata la prima visita medico sportiva alla “Giovanni III” per la De’Longhi Treviso Basket nella Serie A: lo scorso 8 agosto, la formazione cestistica trevigiana ha ricominciato gli allenamenti per preparare questa nuova e prima stagione nella massima serie italiana. “La Casa di Cura “Giovanni XXIII” non va in vacanza- ha detto Matteo Geretto Responsabile Comunicazione della struttura di Monastier- anzi, proprio in questo periodo in cui le squadre si stanno preparando per il campionato è necessario essere a disposizione dei giocatori. Oggi abbiamo avuto l’Umana Reyer e il neo acquisto della De’Longhi Treviso Jordan Parks. Qui le squadre sanno di poter trovare un centro di eccellenza che dispone non solo della diagnostica di primo livello ma anche di secondo livello”, ha detto Matteo Geretto.

Ci si può abbonare dal 10 agosto

 

“Questo è il valore del Consorzio Treviso Siamo Noi, dove i consorziati possono proporre e valutare nuove soluzioni per stare insieme e per sostenere il nostro percorso. Grazie alla famiglia Geretto per l’opportunità, che concede agli abbonati e grazie a tutti gli associati che stanno costruendo simili iniziative per il Consorzio e il Treviso A.C. e i loro tifosi”. Così Marco Pinzi, presidente del Consorzio Treviso Siamo Noi saluta l’iniziativa della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier legata all’avvio della campagna abbonamenti, iniziata sabato 10 agosto, e che regalerà agli abbonati una speciale card che fa rima con un cuore, il simbolo di “Treviso siamo noi”, dal doppio significato. Quello affettivo, a testimonianza dell’attaccamento dei molti imprenditori consorziati verso il calcio della propria terra, e quello della salute.

 

La Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier incarna entrambi i significati ed è per questo che, come socio consorziato, ha deciso di offrire a tutti i tifosi che sottoscriveranno un abbonamento al Treviso A.C. per il 2019-2020 una particolare card per usufruire di una scontistica del 10% sui servizi sanitari a listino privato offerti dalla struttura. Tra questi, la diagnostica per immagini come la mammografia in 3D con tomosintesi, la risonanza magnetica, l’ecografia, la TAC e la radiografia, ma anche visite specialistiche, indagini strumentali, visite sportive, riabilitazione, fisioterapia odontoiatra, stomatologia, screening e check up.

 

Inoltre, per tutta la community dei consorziati alla “Treviso siamo noi” e ai componenti delle loro famiglie, ci sarà uno screen odontoiatrico comprensivo di pulizia dei denti a soli €33. La nuova clinica odontoiatrica della “Giovanni XXIII” di Monastier dispone di un’area riservata ai bambini con specialisti dedicati ed è dotata di 8 riuniti di cui uno riservato a persone con disabilità.

 

Sarà molto semplice prenotare, basterà presentare la particolare card che verrà fornita al momento della sottoscrizione dell’abbonamento o in caso di prenotazioni telefoniche sarà sufficiente indicare il codice 90901 che è riservato alla “Treviso siamo noi”. Un depliant con tutti i dettagli dell’intera convenzione verrà fornito al momento della sottoscrizione dell’abbonamento assieme alla CARD riservata. Punto di eccellenza ortopedico nazionale, 1° in Veneto e 4° nella classifica nazionale della protesica all’anca e al ginocchio del Programma Nazionale Esiti, la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier nel corso del 2018 ha registrato oltre 10.301 ricoveri, di cui il 30% provenienti da fuori Veneto.

Bambini e “nonni” di Villa delle Magnolie, dopo un mese di attività congiunte e attimi di condivisione, si sono salutati con momenti di commozione

 

60 bambini dei Centri Estivi di Monastier e gli ospiti del centro servizi “Villa delle Magnolie”, purtroppo, devono salutarsi: ma questo non sarà un addio, soltanto un arrivederci.

 

Sono state 7 settimane intense, un meraviglioso “Viaggio intorno al mondo” partito il 17 giugno e chiuso venerdì sera con una grande festa tra bambini, genitori e nonni. Anche per questa edizione, il centro estivo ha avuto come obiettivo principale il contatto tra generazioni diverse, raggiungendo ottimi risultati. Sono stati gli stessi genitori a complimentarsi con le educatrici, per la forte relazione tra i loro figli e gli ospiti di Villa Delle Magnolie: molti dei bambini hanno voluto portare dei regalini ai loro “nonni”, in modo che possano ricordarsi di loro durante l’anno.

 

Anche i genitori hanno avuto modo di legare con gli ospiti: alcuni hanno chiesto di poter passare durante le festività per salutarli. Durante la festa di chiusura del centro estivo, alcuni anziani si sono emozionati nel rivedersi nel filmato riassuntivo di questo fantastico percorso.

 

“Sono arrivata da poco in questa struttura – ha commentato una delle “nonne”, Annamaria Santini – non mi aspettavo di poter vivere un’esperienza affettiva così importante, così forte da voler bene a questi bambini come fossero dei veri nipotini”. Ed è stato proprio questo l’obiettivo cardine dell’associazione Germogli organizzatrice dei centri estivi: uno scambio intergenerazionale e la condivisione di momenti ludici, ricreativi, formativi e didattici fra l’infanzia e la terza-quarta età.

 

Dai balli popolari, ai laboratori creativi, a quelli di cucina o ancora di scrittura e lettura, in cui le persone anziane hanno fatto da cantastorie, raccontando ai piccoli alcuni eventi del passato e le leggende locali. Per non parlare delle esperienze nell’orto, o delle attività in cui i cittadini più anziani hanno coinvolto i bambini in giochi di una volta, ormai poco diffusi, raccontando della propria infanzia.

 

Il prossimo passo sarà l’inizio dei centri estivi dedicati ai ragazzi delle scuole medie, al via il prossimo settembre: il contenitore delle attività prevede delle interessanti novità, come i laboratori di giornalismo, di narrazione, multimediale, di fotografia e molto altro.

 

“Voliamo Esagerare”: per ora niente Pet-Therapy ma solo una fase di conoscenza dell’animale. Alla ricerca di sponsor e sensibilizzazione per creare un progetto più ampio destinato anche a persone con patologie complesse

 

Per ora è solo in una fase di promozione attraverso incontri pubblici, come quelli attuati nei giorni scorsi a Villa delle Magnolie a Monastier, ma il progetto sociale “Voliamo Esagerare” potrebbe nel tempo svilupparsi in modo molto più ampio e diventare una delle cure alternative soprattutto su patologie complesse come, ad esempio, i disturbi dello spettro autistico. 

 

“Siamo ancora nella fase di promozione del progetto – fa sapere il dottor Giorgio Zaramella, psicologo e responsabile del Progetto Sociale “Voliamo Esagerare”. – Con l’aiuto di Maria Katia Danieli, co-ideatrice del progetto e responsabile dei pappagalli stiamo promuovendo quello che ci auguriamo diventi un progetto terapeutico vero e proprio. Lo facciamo in luoghi come scuole, centri commerciali, piazze e, come ha fatto la signora Maria Katia Danieli a Monastier, anche in case di riposo. Ma non si può parlare ancora di Pet-Therapy con i pappagalli”.

 

Un progetto sociale con un duplice intento: il primo è quello di creare un gruppo di persone (staff) che ruoti attorno alla gestione dei pappagalli, anche attraverso l’aiuto pratico nella partecipazione agli eventi organizzati, e che permetta di unire nello stesso gruppo minori problematici, volontari, educatori e professionisti della salute. 

 

A Musestre una stanza dei pappagalli

“Per questo abbiamo creato presso la nostra sede a Musestre una stanza dei pappagalli appositamente attrezzata – fa sapere il dottor Zaramella. – Il secondo obiettivo è quello di formare una equipe multidisciplinare secondo Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con Animali e successivamente richiedere al Ministero della Salute la possibilità di sperimentare il pappagallo come animale da Pet-Therapy (oggi non contemplato) al fine di sviluppare cure alternative soprattutto su patologie complesse come, ad esempio, i disturbi dello spettro autistico. La particolare curiosità che suscitano questi animali non convenzionali, permette di creare un ambiente favorevole e inclusivo nel quale poter affrontare, attraverso interventi psicoeducativi specifici, alcuni disturbi dello sviluppo altrimenti difficilmente gestibili, basti pensare ai Disturbi Dirompenti dell’Umore nei quali vi è spesso un netto rifiuto da parte dei giovani pazienti alle cure proposte. Ovviamente tutto questo rimane di competenza di operatori sanitari, psicologi ed educatori, che appartengono al progetto stesso. I pappagalli sono e rimangono un semplice mezzo di attrazione e non un mezzo di cura” ribadisce il dottor Zaramella.

 

Il progetto “Voliamo Esagerare” originario nasce nel 2014 dalla stessa Maria Katia Danieli come attività ludico-ricreativa con i pappagalli, quando tale attività non era normata dallo Stato Italiano e quindi non era soggetta alle disposizioni entrate in vigore sin dal 2015.  Nel 2018, con il coinvolgimento di alcuni esperti nel settore sanitario e all’interno dell’associazione “A casa di …” di Musestre di Roncade (che offre servizi psico-educativi e di sostegno alle famiglie), l’attività con i pappagalli si evolve in “progetto sociale”.

 

 

Il pappagallo: un animale dalla caratteristiche uniche

“Quello che stiamo facendo ora è solo una fase di primo approccio con le persone che vengono a contatto con questi curiosi animali – ribadisce il dottor Giorgio Zaramella. – Il progetto Voliamo Esagerare sarà attuabile solo alla fine del percorso formativo che i vari operatori (psicologi, educatori, veterinari, coadiutori dell’animale) stanno effettuando ma che non hanno ancora completato. Per questo, allo stato attuale, non possiamo parlare di Pet-Therapy con il pappagallo. L’utilizzo del pappagallo, rispetto agli animali convenzionali (cane, gatto, cavallo, asino e coniglio) si giustifica per le sue caratteristiche uniche nel mondo animale: oltre a essere intelligente e simpatico riesce a manipolare gli oggetti, a pianificare azioni, a interagire con suoni che riproducono la comunicazione umana e tanto altro – ribadisce il dottor Giorgio Zaramella. – Per la realizzazione di tutto questo servono risorse economiche che cerchiamo di raccogliere attraverso sponsor e donazioni; in questa fase proponiamo al pubblico degli incontri finalizzati alla presentazione del progetto, all’informazione e alla conoscenza del mondo del pappagallo. Le persone possono interagire con i nostri animali, che non sono addestrati a fare numeri da circo, ma sono abituati a convivere liberi con l’uomo e non in gabbia, al pari di qualsiasi animale da compagnia, permettendo così di farsi accarezzare o salire su un braccio”, conclude il dottor Zaramella.

Una delegazione di chirurghi provenienti dagli Stati Uniti e dall’Australia è venuta alla Casa di Cura “Giovanni XIII” per assistere a due interventi chirurgici di protesi della spalla. Un primo intervento di protesi anatomica, un secondo di protesi inversa effettuati dall’equipe del dottor Enrico Gervasi composta dal dottor Andrea Tomasi e dal dottor Giacomo Sabbioni.

 

I colleghi giunti dagli Stati Uniti e dall’Australia sono dei professionisti della chirurgia con i quali ci scambiamo informazioni e dettagli di tecnica utili al paziente per tornare ad avere una vita normale – ha dichiarato il dottor Enrico GervasiMi piace pensare che quello che hanno visto non è solo la chirurgia della spalla ma tutto ciò, che attorno a questa, consente un’operazione chirurgica in sicurezza, come l’anestesia. La chirurgia della spalla ha infatti necessità particolari: l’ipotensione profonda per evitare sanguinamenti. Ciò richiede una particolare tecnica in cui eccellono i nostri anestesisti” conclude il dottor Gervasi. 

 

Monastier centro di eccellenza

La “Giovanni XIII” rappresenta l’eccellenza per la chirurgia in vari ambiti. In primis quello della protesica dell’anca e del ginocchio (1° in Veneto e 4° in Italia per numero di interventi – fonte PNE 2018) e sono molti i professionisti provenienti da altre strutture che quasi quotidianamente assistono alle operazioni che vengono effettuate in sala operatoria a Monastier sia nell’ambito della protesica ortopedica che in quella urologica. 

 

 

Il dottor Simone Crivellaro e il primario di urologia il dottor Carmelo Morana ormai da anni utilizzano il Robot da Vinci. Uno strumento all’avanguardia per la chirurgia mininvasiva alla prostata che permette di affrontare e risolvere problematiche chirurgiche con il miglior risultato e il minor discomfort possibile. Il dottor Crivellaro attualmente si divide tra la Casa di Cura di Monastier e la “University of Illinois at Chicago” dove è direttore della Divisione di Urologia Robotica e del Centro di Training Robotico Urologico. Le due strutture hanno infatti un accordo che prevede lo scambio di professionisti non solo per attività puramente clinica, ma anche per i corsi di aggiornamento e l’attività scientifica. 

 

La presenza quasi costante nelle nostre sale operatorie di professionisti della chirurgia provenienti da altri Paesi testimonia il credito che la Casa di Cura ha acquisito negli anni non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Un ambito in cui crediamo fortemente e sul quale continueremo ad investire sia in termini di professionisti che di strumentazione all’avanguardia” ha detto Gabriele Geretto, amministratore delegato della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier.  

Sabato 8 giugno, presso il Park Hotel Villa Fiorita di Monastier (Treviso), si è svolta la Festa delle premiazioni delle Società e delle Benemerenze regionali organizzata dalla LND Veneto. Come negli ultimi anni, anche quest’anno sono stati tantissimi i club veneti presenti all’evento che chiude la stagione del calcio dilettanti regionale, celebrando le squadre vincitrici dei gironi e della coppa disciplina nelle varie categorie. Consegnati anche i diplomi ai Dirigenti Benemeriti regionali e i Premi alla Stampa.

 

Tra i riconoscimenti assegnati, da segnalare il Premio Fair Play andato a Stefano Esposito e Gert Remmel, tandem di tecnici del Giorgione Calcio resosi protagonista di uno splendido gesto di sportività nel corso della recente finale regionale Allievi Elite: la panchina trevigiana ha infatti lasciato pareggiare l’avversario che aveva appena subito gol con il proprio portiere a terra dopo uno scontro di gioco. Celebrazioni anche per la Rappresentativa veneta Juniores di Calcio a cinque guidata da Nicola Paglianti, fresca vincitrice del titolo nazionale al Torneo delle Regioni di futsal in Basilicata.

 

 

Un commento di Giuseppe Ruzza

Le parole del Presidente della LND Veneto Giuseppe Ruzza a margine dell’evento: “Dal punto di vista agonistico è stata un’ottima stagione visto che abbiamo già promosso tre società in Serie D e festeggiato il titolo nazionale della nostra Rappresentativa Juniores di calcio a cinque. Anche sotto il profilo disciplinare è stata un’annata positiva nel complesso: è vero, nelle ultime settimane ci sono stati alcuni casi spinosi, ma oggi, per esempio, premiamo il bellissimo gestato degli Allievi Elite del Giorgione nella finale regionale di categoria. Le previsioni per le prossime iscrizioni? L’anno scorso abbiamo perso 17 società e alcuni tesserati dilettanti, ma sono aumentati notevolmente i tesserati del settore giovanile: è il segno che la voglia di calcio non svanisce mai, c’è sempre”.

Un commento di Florio Zanon

Il commento di Florio Zanon, Vice Presidente della Lega Nazionale Dilettanti in rappresentanza dell’Area Nord: “Il calcio dilettanti vive un buon momento di salute, guidati dal Presidente nazionale Cosimo Sibilia stiamo facendo un gran lavoro per continuare a migliorare la nostra organizzazione e farsi portavoce delle richieste dei club, soprattutto su un tema caldo come quello del vincolo sportivo. Nel panorama italiano il Veneto continua a distinguersi non solo sotto il profilo dei risultati sportivi, ma anche per la solidità a livello economico. La speranza ovviamente è quella di recuperare nuove iscrizioni anche grazie alle iniziative promosse dalla LND. Nonostante alcuni episodi negativi riportati dai media, il calcio rimane uno sport educativo e ricco di valori. Valori che noi vogliamo difendere e portare avanti”.

Un commento di Gabriele Geretto

Infine, l’intervento di Gabriele Geretto, Amministratore Delegato di Sogedin, società che gestisce il Park Hotel Villa Fiorita e la Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier: “È un vero piacere e un onore per noi ospitare questa importantissima manifestazione. Da ex calciatore ricordo benissimo la soddisfazione di essere premiati dopo una lunga stagione di passione e di sacrifici. In questa occasione, però, è giusto ricordare anche quelle società che non sono riuscite a ottenere titoli sul campo, ma che non hanno fatto mancare il loro impegno dall’inizio alla fine del campionato, offrendo a tanti giovani l’opportunità di praticare uno sport meraviglioso come il calcio”.

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