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Esiti dei tamponi rapidi in 15 minuti. Prevista anche un’area ristoro

 

Aumentano sempre di più le persone in isolamento venute a contatto con soggetti positivi. Aumenta di conseguenza chi, per sapere se ha contratto il virus, essendo pure asintomatico, vuole sottoporsi a tampone naso-faringeo. Per questo motivo il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier da lunedì 23 novembre ha attivato il primo Covid Point privato della Provincia di Treviso, collocato nell’area del parcheggio del Park Hotel Villa Fiorita. Si accede direttamente dal Varco F in prossimità della rotonda di Monastier. Il Covid Point è stato strutturato per evitare code e affollamenti e per consentire a chiunque, in assoluta sicurezza e velocemente, anche durante la pausa pranzo, di sottoporsi al test con tempi brevi di risposta.

 

 

Grazie al personale sanitario del Presidio Ospedaliero l’utente potrà sottoporsi al tampone rapido (antigenico) o al tampone molecolare accedendo direttamente, anche senza prenotazione, dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 14, il sabato dalle 7 alle 12 e anche la domenica e i giorni festivi solo prenotando al numero 0422896728 oppure online.

 

 

È stato predisposto un parcheggio con oltre 200 posti auto proprio a ridosso dei locali riscaldati adibiti a Punti Tampone e delle casse. L’esito del tampone rapido verrà fornito in 15 minuti durante i quali l’utente potrà attendere nella zona ristoro del parco o decidere di scaricare il referto successivamente on line. Per l’esito del tampone molecolare bisognerà invece attendere almeno 48 ore e il referto, anche in questo caso, potrà essere scaricato online direttamente da casa inserendo i dati di accesso forniti dalla cassa al momento dell’accettazione.

Il Referto sarà redatto dal Laboratorio di Microbiologia del Presidio Ospedaliero Giovanni XXIII.

 

 

“In questo momento abbiamo due armi per sconfiggere Sars-Cov2 in attesa di un vaccino efficace: una è l’uso dei DPI (mascherine e presìdi), il distanziamento sociale e la sanificazione delle mani e degli oggetti che tocchiamo; l’altra è la Diagnostica. Avere la possibilità di diagnosticare in fase iniziale in Coronavirus con un TAMPONE protegge noi stessi e chi ci sta vicino, in particolare le persone anziane o fragili che ci circondano, che sono anche in questa seconda ondata pandemica coloro che hanno subito le conseguenze più gravi. Oggi stiamo anche vedendo che soggetti più giovani possono avere complicazioni severe!” afferma il Dr. Marco Bassanello, COVID MANAGER del Presidio Ospedaliero Giovanni XXIII di Monastier.

 

 

“In queste ultimi mesi abbiamo avuto un notevole afflusso di persone che richiedono di effettuare i tamponi in tempi ristretti e soprattutto in luoghi sicuri senza avere il rischio di ulteriore contagio – fa sapere Matteo Geretto, Responsabile dell’ufficio Comunicazione del Giovanni XXIII. Il presidio ospedaliero, che da quando è scoppiata l’emergenza Covid-19 ha messo in atto un piano di accesso molto rigoroso alla struttura, ha deciso quindi di creare il varco F in un luogo comodo dove parcheggiare e facilmente accessibile in tutte le ore della giornata. Ringrazio a tal proposito la protezione civile ANA di Monastier che ci ha dato il supporto nella gestione logistica garantendo tutti i giorni la loro preziosa presenza”.

La musica ringrazia la sanità in prima linea e omaggia gli anziani davanti alla casa di riposo

 

La musica rende onore agli eroi in camice bianco traendo, proprio da loro, la forza per ripartire.

Oltre 400 persone, rigorosamente distanziate e con mascherina, hanno assistito ieri sera (giovedì 3 settembre 2020) davanti al Centro Servizi per gli anziani “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) al concerto/testimonianza in onore della sanità in prima linea durante l’emergenza Covid-19. A seguire l’evento, attraverso una telecamera collocata nelle loro camere, anche i 180 ospiti del Centro Servizi in rappresentanza di tutti i nonni d’Italia, la categoria più fragile e più colpita dal Covid-19. A Villa delle Magnolie fortunatamente il virus non è entrato ma le norme rigide alle quali sono ancora sottoposti tutti gli anziani delle case di riposo sta loro precludendo una vita sociale fatta di amici e parenti che sono ancora costretti ad incontrare attraverso un divisorio di plexiglass.

 

Un evento organizzato da Sogedin di Monastier e fortemente voluto da Gabriele Geretto amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier e dalle altre realtà del gruppo del Presidente Massimo Calvani: il Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, il micronido “la Casa sull’Albero” e il park Hotel “Villa Fiorita” di Sogedin Hotel di Monastier.

 

 

Sul palco, insieme, si sono esibiti Roby Facchinetti che a conclusione dell’evento ha cantato il brano simbolo dell’emergenza di Bergamo “Rinascerò Rinascerai”, il maestro Vittorio Matteucci e l’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso ed il tenore Luca Minelli. E poi le commoventi testimonianze, tra un brano e l’altro, degli operatori sanitari in prima linea dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso, dell’Ospedale Covid di Jesolo con i colleghi del “Giovanni XXIII” di Bergamo, struttura duramente colpita dal coronavirus e del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier.

 

Due complessi ospedalieri, quelli di Monastier e Bergamo, contraddistinti da destini diversi. Nella cittadina lombarda il Covid-19 ha lasciato un segno indelebile su un’intera popolazione; a Monastier il virus è stato arginato garantendo al Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di essere considerato Covid free hospital.

 

Un “gemellaggio in musica” tra le due strutture che portano lo stesso nome e che, con gli altri ospedali operano ogni giorno con gli stessi principi: quelli della salvaguardia e della tutela dell’essere umano.

 

Sul palco la musica come segno di rinascita ma anche come segno di rispetto nei confronti delle tante vite spezzate nei giorni bui dell’emergenza. Sono stati suonati brani come Poeta, Domani, Pierre, Uomini Soli interpretate da Roby Facchinetti, o Le Cattedrali, Mi Mancherai, Caruso cantate da Vittorio Matteucci, ma anche il Nessun dorma interpretato dal tenore Luca Minelli. Commovente il momento iniziale, quando, subito dopo i saluti del sindaco di Monastier Paola Moro, è stato suonato l’Inno di Mameli. Sullo sfondo prima le immagini drammatiche delle terapie intensive e dei camion militari che a Bergamo trasportavano le vittime fuori dagli ospedali e poi le immagini di gioia, gli applausi che hanno caratterizzato i momenti della fine dell’emergenza.

 

 

Tra un brano e l’altro le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona l’angoscia, la paura di quei tristi momenti, di chi ha messo a repentaglio anche la propria vita per salvare quella del prossimo, i sanitari dell’ospedale “Giovanni XXIII” di Bergamo: il Dottor Stefano Fagiuoli Direttore del Dipartimento di Medicina e la dott.ssa Lauretta Rota Responsabile del Dipartimento Emergenza Urgenza e Area Critica.  Sul palco il Prof. Carlo Agostini Direttore Dipartimento di Medicina Interna Ospedale Ca’Foncello e la dott.ssa Lorena Zanin Coordinatrice Medicina Interna 1 e Dipartimento di Medicina Interna sempre dell’Ospedale trevigiano; in rappresentanza dell’Ospedale Covid di Jesolo (Ve) il Dottor. Fabio Toffoletto Direttore Dipartimento di Area Critica, Pediatrica ed adulta e Don Eros Pellizzari sacerdote dell’Ospedale di San Donà che durante il Covid si è trasferito a quello di Jesolo per assistere gli ammalati. E poi, a fare gli onori di casa, il dottor Maurizio D’Aquino Primario di Medicina del Presidio Ospedaliero Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier con il dottor Flavio Ogniben Direttore del Centro Servizi per gli Anziani “Villa delle Magnolie”. A portare la sua testimonianza anche Bruno Crosato in rappresentanza della Protezione Civile Ana che di recente è stato insignito dal presidente Sergio Mattarella del titolo di cavaliere proprio per il lavoro svolto durante l’emergenza.

 

Tutti hanno ricordato ad una società, ancora purtroppo distratta, che il Covid è ancora presente e solo attraverso un comportamento rispettoso delle regole da parte di tutti, potremmo stanarlo e definitivamente sconfiggerlo.

 

“Fin dai primi giorni dell’emergenza-  fa sapere Gabriele Geretto amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier che attraverso Sogedin ha organizzato l’evento – era nel nostro cuore dare una giusta dimostrazione di gratitudine a questi eroi che stavano combattendo contro il virus. L’abbiamo concretizzata oggi attraverso la musica che va al di là di qualsiasi parola.  Un evento che non è stato solo un concerto, ma la dimostrazione che l’umanità, la partecipazione e la condivisione possono sovrastare qualsiasi cosa, anche il Covid, che ci ha piegato ma non ci ha abbattuto” conclude l’amministratore delegato Gabriele Geretto.

 

 

Presenti anche il direttore Generale dell’Aulss 2 Francesco Benazzi, il direttore generale dell’Aulss 4 Carlo Bramezza e il prefetto di Vicenza Pietro Signoriello. Con loro anche numerose rappresentanze dei comuni trevigiani, di Jesolo ma anche autorità militari, religiose e i rappresentanti del mondo economico e bancario e del mondo dell’associazionismo, dello sport e del volontariato con gli Amici del Trodetto, le donne del Trifoglio Rosa di Mestre, di Cafè Coraggio e il presidente del comitato Melograno Daniele Furlan.

 

Partner sensibili dell’iniziativa: Elettro Automazioni di Meolo, Operamed di Limena, Termoidraulica Voltarel di Candelù, Lima Corporate di Udine e l’impresa Edile Tecno Costruzioni di Meolo.

Lutto al Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier per la scomparsa ieri del dottor Leonardo Priore Primario del Centro Odontoiatrico.

 

Nato 71 anni fa si era laureato con 110 e lode in medicina e chirurgia, specializzandosi poi nel 1982 in odontoiatria e protesi dentaria.

 

La sua è stata una carriera ospedaliera lunga 40 anni durante la quale ha ricoperto l’incarico di primario di maxillo facciale odontoiatria negli ospedali di Venezia e Mestre per ben 13 anni. Ha lavorato anche a Parigi alla scuola di maxillo facciale.

 

Un anno e mezzo di malattia che il dottor Priore ha affrontato con determinazione e coraggio. Ha continuato a lavorare fino a fine dicembre e la sua presenza rincuorava tutti ogni giorno. Nonostante la malattia e le terapie aveva sempre un sorriso e una bella parola per chiunque incontrasse, pazienti, medici o infermieri della struttura.

 

“Ha lasciato un grande vuoto in tutti noi” – si fa da portavoce Angelo Iannacci Coordinatore del Centro Odontoiatrico- Siamo in 20 medici e 14 assistenti. È da ieri, da quando abbiamo avuto la notizia della sua scomparsa, che il telefono non smette di suonare. Ci mancherà molto!”

 

 

“Siamo profondamente addolorati. Con il dottor Priore ci conoscevamo da più di 40 anni. Un legame non solo lavorativo ma anche di profonda amicizia. Una persona leale e sincera. Un amico. Siamo vicini alla moglie, ai figli e al fratello” fanno sapere Gabriele Geretto ed Emanuela Calvani del Giovanni XXIII di Monastier.
Il dottor Leonardo Priore amava profondamente il suo lavoro. Impegnato come medico si dedicava anche a portare la sua esperienza attraverso conferenze pubbliche durante le quali forniva tutti quei consigli utili in tema di prevenzione.

 

 

I funerali si svolgeranno martedì 11 agosto nella chiesa di Sant’Agnese a Treviso dove risiedeva con la famiglia. Per quel giorno il reparto di Monastier che dirigeva in segno di lutto rimarrà chiuso.

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41 le onorificenze assegnate nella serata del prossimo 27 luglio, significato speciale per la “Vittoria Alata” conseguita da Alex Zanardi

 

Si terrà nella serata di lunedì 27 luglio, presso la prestigiosa cornice di Villa Fiorita a Monastier di Treviso, la seconda edizione del Gran Galà dello Sport Paralimpico Veneto, in cui saranno conferite 41 onorificenze.

 

Organizzato dal Comitato Regionale Veneto, l’evento comincerà alle 18.30 ed è stato fortemente voluto dal presidente Ruggero Vilnai per dare il giusto risalto alle imprese paralimpiche degli atleti della nostra regione nell’anno appena trascorso, ritenendo l’usuale ricorrenza quadriennale in occasione delle Paralimpiadi troppo rarefatta rispetto al continuo lavoro svolto dagli atleti paralimpici veneti stagione dopo stagione.

 

“Lo sport paralimpico, negli ultimi anni, è in continua crescita, non solo in termini numerici rispetto ai tesserati, ma anche relativamente ai risultati agonistici ed al continuo progresso civico e sociale sul tema dell’inclusione e dell’accettazione della disabilità nell’opinione pubblica“, afferma il Presidente CIP Veneto, Ruggero Vilnai. “Grazie alle imprese dei nostri atleti, il movimento paralimpico sta orgogliosamente contribuendo all’abbattimento di pregiudizi ampiamente superati dalla storia, e conseguentemente alla crescita culturale della nostra società in senso ampio”.

 

E continua: “Con un po’ di ritardo a causa dell’emergenza sanitaria, pur tra mille difficoltà anche quest’anno siamo testardamente riusciti ad organizzare questa seconda edizione del Gran Galà dello Sport Paralimpico Veneto, convinti più che mai della necessità di un messaggio potente come quello trasmesso dal mondo paralimpico attraverso i valori espressi quotidianamente dai suoi atleti”.

 

“Lasciatemi esprimere un grande orgoglio per questa cerimonia e per ciò che essa va a celebrare, confermando il nostro impegno a farne uno dei principali appuntamenti nel calendario annuale dello sport veneto.

Riteniamo, infatti, che onorificenze come le Stelle, le Palme, le Medaglie al Merito Sportivo e i premi LA VITTORIA ALATA e L’OLIMPO meritino ogni anno un palcoscenico di prestigio, come segno di riconoscenza nei confronti degli atleti, delle società e di tutti coloro che si adoperano incessantemente per la promozione dello sport paralimpico e dei suoi valori”.

 

Quest’anno sarà conferito anche il Premio “ALLA CARRIERA”

Quest’anno, il CIP Veneto ha voluto istituire un ulteriore riconoscimento (il Premio “ALLA CARRIERA”), dedicato agli atleti veneti che abbiano conseguito risultati straordinari nel corso della loro vita sportiva paralimpica.

 

Tra questi, emozioni assicurate per l’attesa assegnazione del premio al padovano di adozione Alex Zanardi, atleta-simbolo del paralimpismo, alle prese in queste settimane con la sua gara più difficile, cui giungerà l’abbraccio virtuale di tutto il movimento, in attesa di potergli consegnare personalmente il trofeo quanto prima possibile.

 

Inoltre, verranno assegnati due prestigiosi riconoscimenti: il premio “ALLA CARRIERA – OFFCARR” a un atleta paralimpico veneto che abbia conseguito risultati straordinari nel corso della sua vita sportiva, e il premio “L’OLIMPO” ad una persona che si sia particolarmente distinta per l’impegno profuso nella promozione e nella diffusione dei valori del movimento.

 

Mascherina e plexiglass: il piano di distanziamento anti Covid

Nel corso della serata, organizzata nel pieno rispetto delle normative e dei protocolli Covid-19 studiati per settimane, saranno consegnate anche le “ONORIFICENZE PARALIMPICHE 2018” ed il premio “LA VITTORIA ALATA”, destinato invece agli atleti paralimpici veneti che abbiano conquistato un titolo mondiale o europeo nel corso della stagione agonistica 2018-2019.

 

“Siamo onorati di ospitare un così importante evento che vede la nostra struttura protagonista di una organizzazione in grado di ospitare una platea di persone in assoluta sicurezza – fa sapere Fabrizio Calvani, Amministratore del Gruppo Sogedin Hotels di cui fa parte il Park Hotel “Villa Fiorita”. – “Per venire incontro alle esigenze del Comitato c’è stato un ampio lavoro di progettazione dei luoghi tenendo conto dei distanziamenti interpersonali di 1 metro e rispettando tutte le normative anti Covid-19, che mirano a salvaguardare la salute delle persone e a rendere questo evento un vero momento di festa”, conclude.

Le Associazioni delle PMI della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso mettono a disposizione dei propri associati dei servizi sanitari a tariffa convenzionata presso “Giovanni XXIII” di Monastier di Treviso, Presidio Ospedaliero di grande eccellenza veneta e nazionale. I sanitari della struttura a “domicilio” nelle aziende per fare test e tamponi.
Si è svolto Lunedì 13 Luglio u.s., presso la sede di Monastier di Treviso, l’atto della firma di una Convenzione tra Apindustria Venezia e Confapi Treviso con il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier (TV), alla presenza dei rispettivi Presidenti Marco Zecchinel, Federica Polloni e dell’Amministrazione Delegato del Giovanni XXIII Gabriele Geretto, del Presidente di Sogedin Massimo Calvani e del Vice Presidente Sogedin Fabrizio Calvani.

 

Cosa prevede l’accordo

È un accordo volto a favorire l’accesso, per oltre 14.000 persone tra lavoratori delle 500 aziende associate e i propri familiari, ad alcuni importanti servizi sanitari quello raggiunto tra le Associazioni delle Piccole e Medie Imprese della Città Metropolitana di Venezia e della Provincia di Treviso con il Covid Free Hospital “Giovanni XXIII”, per mezzo della stipula della convenzione che riguarda specifiche prestazioni. Tra queste: screening Covid-19 con Test sierologico venoso e tampone, Servizio di Medicina del Lavoro, costruzione di piani welfare e un nuovo progetto sulla prevenzione che riguarderà tutti i dipendenti e i loro familiari. Previsto inoltre il convenzionamento con enti bilaterali Confapi coadiuvato da attività divulgativa/informativa alle Aziende
Partendo dal primo servizio, la necessità di discriminare nell’universo della infezione Coronavirus fra soggetti malati, portatori del virus o soggetti che lo hanno avuto, anche in forma asintomatica o paucisintomatica, è oggi di rilevante e fondamentale necessità.

 

I due test di screening che verranno effettuati sono: il prelievo venoso e il tampone faringeo e qualora l’azienda lo richiedesse la struttura di Monastier è in grado di effettuare, attraverso i propri sanitari, i prelievi direttamente nelle aziende consentendo quindi ai lavoratori di evitare viaggi con minor costi e riduzione dei tempi.
Il Servizio di Medicina del Lavoro, poi, si propone di tutelare la salute dei lavoratori delle aziende nelle quali è nominato un Professionista, attraverso una serie di attività volte a prevenire le malattie professionali e gli infortuni sul lavoro.
Oltre all’esecuzione delle visite mediche preventive e periodiche del personale dipendente, esso si occupa di tutte le alterazioni legate all’attività lavorativa, gli incidenti e i conseguenti infortuni che possono verificarsi sul luogo di lavoro, provvedendo a rilasciare il “certificato medico del lavoro” o idoneità lavorativa al lavoratore visitato.
La convenzione prevede pure lo sviluppo di un nuovo “progetto prevenzione”: una serie di incontri dedicati alla salute e alla prevenzione. Esso ha come obiettivo unico e mirato la salvaguardia della salute della persona attraverso la diagnosi precoce delle patologie con strumentazione, quella presente nel Presidio Ospedaliero di Monastier, di ultima generazione e ad alto livello tecnologico; tutto ciò, con la competenza dei professionisti presenti consente di individuare in fase precoce neoplasie che potrebbero mettere a repentaglio la salute della persona.

 

Prevenzione, sensibilizzazione e informazione al centro del progetto

Circa i nuovi piani di welfare e tutte le disposizioni approvate, esse dimostrano un’attenzione crescente per il benessere e la qualità della vita dei collaboratori, e a godere dei servizi di welfare sono quindi anche le loro famiglie. Considerato il valore consentito da ciascun dipendente e le prestazioni sanitarie comprese nel welfare, la Struttura sottopone, pertanto, una serie di screening utilizzabili dal dipendente e dal familiare.
Con gli enti bilaterali della Confederazione nazionale delle Associazioni delle Piccole e Medie Industrie private, infine, si espandono ed integrano i convenzionamenti, grazie all’interazione tra uffici competenti.
Soddisfatti del risultato raggiunto, il Presidente di Apindustria Venezia, Marco Zecchinel, commenta: “Da tempo la nostra associazione supporta gli imprenditori in un percorso di diffusione del benessere all’interno dell’azienda e per i dipendenti, coinvolgendo anche le loro famiglie. La nostra esperienza dimostra che le imprese che credono in questa filosofia ne ricavano un concreto beneficio in termini di soddisfazione e miglioramento della performance del lavoratore.
“Casa di Cura Giovanni XXIII” è una struttura all’avanguardia, in grado di fornire un’ampia gamma di servizi sanitari e diagnostici; la convenzione che ci pregiamo di firmare oggi è un ulteriore passo nel perfezionamento della proposta di welfare che poniamo a disposizione della platea dei nostri associati.”

 

La Presidente di Confapi Treviso, Federica Polloni, sottolinea: Ad un anno dal ritorno della nostra associazione nella provincia di Treviso questa convenzione rappresenta un ulteriore ed importante passo che assume una duplice valenza; da un lato la continuazione di un percorso di crescita che mira alla costruzione di sinergie e network tra e con le aziende del territorio di cui la Giovanni ventitreesimo’ rappresenta un’eccellenza e punto di riferimento indiscusso. Dall’altro, la cui importanza accresce alla luce della recente emergenza sanitaria che non possiamo ancora considerare superata, la volontà di affiancarsi ad un partner che permetta di valorizzare ulteriormente l’attività a supporto dei nostri associati sui temi della salute e prevenzione. Dobbiamo aiutare le nostre aziende ad essere pronte e sempre più preparate nell’affrontare situazioni che possono comprometterne la continuità aziendale affiancandole in maniera concreta nella tutela dei loro collaboratori e della loro salute.”

 

Il dottor Maurizio D’Aquino, Primario di Medicina del Presidio “Giovanni XXIII”, apporta il proprio contributo alla discussione: “Le indagini di medicina preventiva consentono di individuare nelle persone sane fattori di rischio soprattutto per la patologia cardiovascolare, e quindi casomai modificabili, e possono essere fatte diagnosi precoci di patologie nascoste anche asintomatiche. Patologie che se individuate in tempo si possono curare efficacemente e questo può quindi salvare la vita al paziente.
Nelle persone che hanno avuto il covid-19, che ne avranno poi la testimonianza sierologica – visti gli screening che il Giovanni XXIII, qualora venisse richiesto è in grado di andare ad effettuare direttamente nelle aziende – c’è la possibilità dal punto di vista curativo di andare a migliorare gli eventuali danni a carico del loro organismo, considerando che la maggior parte di esse possono sviluppare un problema di natura respiratoria”.

 

“Ringraziamo per la fiducia che le Associazioni ci hanno accordato. Siamo una realtà che da 50 anni è a servizio della collettività e negli ultimi decenni grazie a figure sanitarie di alto livello siamo diventati punto di riferimento per pazienti che arrivano da tutta Italia – fa sapere Gabriele Geretto, Amministratore Delegato del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier-. La nostra missione è quella di far star bene le persone andando incontro alle loro esigenze mettendo a disposizione la competenza dei nostri professionisti e la tecnologia all’avanguardia che insieme consentono diagnosi precoce di patologie importanti e umanità nelle cure”
La stipula della Convenzione rientra all’interno di una più ampia progettualità associativa locale, la quale mira a fornire servizi specifici e puntuali alle proprie aziende iscritte, partendo dalle loro singole e particolari necessità e richieste, traducendole in provvedimenti e atti concreti a loro beneficio.
Il ruolo dell’associazione di categoria, infatti, è quello di ascoltare e risolvere le problematiche di chi tutti i giorni fa impresa con sacrificio e determinazione, credendo fortemente nel valore di fare squadra e nella necessità di costruire relazioni forti e durature con gli stakeholder economici ed istituzionali del territorio.

Da WhatsApp alle prenotazioni con smartphone per scegliere lo specialista e data e ora della visita o dell’esame diagnostico. Un nuovo sistema che piace anche agli over 65

 

Prenotazioni di esami e visite, trasmissione documenti e ritiro referti in pochi click in qualsiasi giorno e in qualsiasi ora della giornata. In più, contatti via Whatsapp e scelta dello specialista con giorno e ora di appuntamento via smartphone. Con DA CASA È + SEMPLICE c’è stato un boom di prenotazioni, soprattutto nel week end e nelle ore serali, momenti in cui evidentemente lo stress del lavoro viene meno e si pensa un po’ di più a se stessi e alla propria salute.

 

Un insieme di opportunità tecnologiche, evidentemente apprezzate dagli utenti, per continuare ad usufruire dei servizi alla salute in assoluta sicurezza e grazie al quale, il Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier, rendendone più agibile la fruizione, intende affrontare l’era della post pandemia pur continuando ad assicurare le risposte a tutte le istanze finora soddisfatte in modo tradizionale.
DA CASA È + SEMPLICE è un progetto che è stato predisposto prevedendo l’aumento del flusso di richieste di servizi post lockdown quantificato in circa il 30% superiore a quello ordinario.
Dopo il 4 maggio, data in cui è terminato il lockdown, il Presidio Ospedaliero di Monastier le richieste telefoniche sono passate dai 1800 contatti medi giornalieri del giugno 2019 ai 2400 del giugno 2020.

 

 

Ma l’addensamento di richieste di prenotazioni deve conciliarsi con le sempre fondamentali esigenze di distanziamento sociale ed è per questo che il “Giovanni XXIII”, struttura da sempre Covid-free, attraverso il comitato tecnico-scientifico diretto da un Covid-manager, ha potenziato e semplificato tutti gli strumenti che rendano possibile ed esauriente da remoto il dialogo con l’utenza, comprese le prenotazioni di una visita o di un esame diagnostico che si possono effettuare anche nei giorni di festa o durante le ore notturne. Si possono scaricare gli esami e con la collaborazione del proprio medico di base anche i referti diagnostici; possibilità, questa, mai avuta prima.
Tutti strumenti nuovi ai quali non eravamo abituati che però sono stati molto apprezzati e non solo dai giovanissimi. La fascia di età che ha maggiormente usufruito delle prenotazioni on line (pc e smartphone) è quella dai 41 ai 65 anni con una percentuale del 66%. Si sono adattati alla nuova formula di prenotazione tecnologica anche gli over 65 (6%) mentre solo il 2% è al di sotto dei 20 anni.
Tra i mezzi preferiti, o forse più comodi, il computer (75%) mentre il 25% delle prenotazioni sono arrivate attraverso telefonino a dimostrazione di quanto il sistema sia fruibile in qualsiasi posto una persona si possa trovare.

 

Accedere alle prenotazioni on line è semplice: dalla pagina d’ingresso del sito, il canale prioritario, più completo e rapido nella interlocuzione fra struttura e fruitori dei servizi – è stata conferita un’impostazione di massima chiarezza sia da PC che da telefonino. La Home page appare quindi subito rivolta in modo diretto a chi abbia necessità di prenotare un esame, ritirare un referto oppure eseguire un test sierologico, una verifica, quest’ultima, diventata spesso indispensabile per ragioni professionali.
Il cruscotto delle funzioni consente poi di selezionare in prima battuta il tipo di prestazione ricercata, di inviare l’impegnativa o altri documenti in formato file e di lasciare tutti i recapiti per la risposta e successive chiamate. Tra le opzioni del progetto DA CASA È + SEMPLICE non manca infine quella di utilizzare applicazioni di messaggistica istantanea via smartphone, quali l’ormai popolarissima Whatsapp, immediatamente accessibile qualora la consultazione del portale avvenga dallo stesso dispositivo mobile.

 

Una opzione di particolare valore aggiunto è infine la scelta, via smartphone o PC dello specialista con il quale effettuare la visita privata, o l’esame diagnostico, in base al giorno e all’orario più consono al paziente.
“Si tratta di migliorie che abbiamo voluto adottare senza perdere di vita il contatto umano soprattutto nei casi in cui l’utente non abbia sufficiente familiarità verso gli strumenti telematici e si senta più rassicurato da un contatto telefonico. Anche l’operatività del centralino tradizionale è stata infatti potenziata e fluidificata, assicurando tempi d’attesa in linea davvero minimi”- fa sapere Matteo Geretto (in foto) membro del Comitato Tecnico Scientifico Covid Free Hospital e ideatore di DA CASA È + SEMPLICE – L’iniziativa mira anche ad un efficientamento del servizio e ad un risparmio economico dei costi di viaggio per l’utente. Senza tralasciare un altro aspetto importante: quello legato all’inquinamento dovuto all’utilizzo dei veicoli per spostarsi da casa”.

 

“Le prenotazioni per servizi sanitari ed amministrativi da remoto – ricorda il dottor Marco Bassanello Covid Manager del Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII”- sono scelte raccomandate dalle linee guida diffuse dalla Regione Veneto all’inizio della “Fase 2”, nei primi giorni di maggio che noi abbiamo predisposto assieme a tutta una serie di linee guida di accesso alla struttura attraverso dei thermo scanner, 5 varchi di ingresso differenziati, distanziamenti e controlli con test sierologico e tampone per i pazienti che devono essere ricoverati”.

Il Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier di Treviso, che conta 180 ospiti e 170 operatori, è stato sottoposto nelle giornata di giovedì e venerdì scorso ai controlli dell’AULSS 2 per la rilevazione di soggetti positivi al COVID-19, previsti dalla Regione Veneto.

 

Le 350 persone nel Centro Servizi sono state sottoposte al test sierologico, e quelle che hanno manifestato segni dubbi sono state sottoposte a tampone di controllo. Gli esiti hanno riscontrato negatività per tutti i 180 ospiti e tutti i 170 operatori sottoposti al test di Coronavirus.

 

Villa delle Magnolie è un complesso residenziale in cui abitano 180 persone anziane sia autosufficienti che non autosufficienti. Vivono in gruppi di circa 22 persone all’interno di 8 residenze distinte e con il proprio personale di assistenza, ma connesse ad ambienti comuni e ad una piazza coperta, dove si trova anche un asilo (in questo momento chiuso).

 

“In queste settimane difficili abbiamo dedicato grande impegno nello studio dei vari decreti, nell’adottare la migliore organizzazione del lavoro e rigorose procedure sanitarie, nell’utilizzare dispositivi che proteggessero le persone assistite e il personale (procurati per noi dall’adiacente Casa di Cura Giovanni XXIII) – racconta il direttore, dott. Flavio Ogniben – il senso di responsabilità degli operatori è stato encomiabile, la fiducia e la collaborazione dei familiari è stata totale. Sono giornate queste in cui si parla spesso in modo negativo dei centri servizi per anziani, ci farebbe dunque piacere si raccontasse anche della diffusa assistenza di qualità, di personale che ha attenzione al benessere non solo fisico ma anche emotivo delle persone anziane così come ha a cuore la serenità dei familiari. Purtroppo, anche in strutture virtuose come quelle del Veneto, sappiamo tutti che il virus resta pericoloso, può fare vittime nonostante gli sforzi profusi. Restiamo tutti in guardia”.

Lara ha 6 anni e vive a Fossalta di Piave, in provincia di Venezia, con la sua famiglia. Ha due fratelli più grandi di lei e il papà e la mamma di origini marocchine lavorano Italia da 32 anni. Entrambi sono operatori socio-sanitari al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier nel trevigiano. In quel luogo dove spesso prima dell’emergenza Lara andava a trovare i suoi “nonnini”, così li chiama con affetto da sempre, ha fatto portare attraverso i genitori un dono speciale: il disegno di una bandiera tricolore, il suo Paese.

 

Un poster che non è solo la dimostrazione della solidarietà tra popoli ma in questo particolare momento vuole essere un messaggio di speranza, di voglia di tornare quanto prima alla normalità a costo anche di sacrifici.

I sacrifici dei bambini. I sacrifici di tutti.

 

“Papà rinuncia a un caffè, alle sigarette e di andare dal barbiere e li dona alla Protezione Civile – scrive Lara in stampatello sopra il tricolore – io rinuncio alle caramelle, ai giochi, alle figurine e dono il mio salvadanaio perché voglio tornare a scuola, giocare con i miei amici, andare al mare e fare visite ai miei nonni. Fatelo anche voi.”

 

Vicino al tricolore, che è stato posto nella piazza coperta del Centro Servizi dove sono soliti ritrovarsi i suoi “nonnini” – ha fatto portare anche il barattolo in latta dove raccoglie i suoi piccoli risparmi.

 

Lei e il suo papà ogni giorno lo riempiono con quello che risparmiano. Anche loro fanno dei piccoli sacrifici in attesa che torni quell’arcobaleno che Lara ha dipinto sul suo prezioso salvadanaio assieme alla scritta “Andrà tutto bene”.

I commoventi auguri della figlia al papà ospite del “Centro Servizi Villa delle Magnolie” di Monastier (TV)

 

Un bacio quello senza contatto fisico quello a cui ci siamo abituati in queste ultime settimane. È quello che papà Euro, classe 1927, sta mandando alla figlia Antonella e ai nipotini attraverso il tablet, un mezzo tecnologico che fino a pochi giorni fa era per lui sconosciuto.

 

Ora però è diventato uno strumento essenziale per continuare a stare vicino ai propri cari. Euro Fusetti, 92 anni, è uno dei 180 ospiti del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) che dal 24 febbraio, seguendo le disposizioni regionali e ministeriali, ha evitato qualsiasi contatto esterno per garantire a tutti gli ospiti la massima sicurezza.

 

 

Gli anziani ospiti, pur non avendo contatti con persone diverse dagli operatori sanitari, riescono a trascorrere le loro giornate tra iniziative ricreative, di manualità come il realizzare i manifesti di “Andrà Tutto Bene”, appesi all’esterno della struttura o rievocando i momenti passati in attesa che tutto torni alla normalità.

 

“Sono molto attenti a quello che sta accadendo “fuori” – racconta il direttore della struttura il dottor Flavio Ogniben – attenti e qualcuno anche preoccuppato per i propri amici o familiari. Ma sono sereni. Qui grazie al grande nostro grande giardino che circonda la struttura chi può, fa anche la sua passeggiata quotidiana all’interno del parco. I momenti più commoventi – continua il direttore – sono quelli del contatto “virtuale” attraverso Face-Time con i propri familiari. Naturalmente dobbiamo aiutarli perché questi “marchingegni”, come qualcuno di loro li ha chiamati la prima volta, sono stati fino a poche settimane fa, per molti di loro, degli apparecchi sconosciuti”. Contiamo di riuscire in queste settimane a mantenere la serenità. Qui, fortunatamente, allo stato attuale, il virus è qualcosa che i nostri anziani hanno solo sentito citare in TV o letto sui giornali”.

Maestri d’eccezione 4 camerieri dell’AIPD l’Associazione Persone Down

 

Sold-out alla cena dei sindaci camerieri per Venezia colpita dal maltempo! C’è stata un’adesione di massa soprattutto da parte dei primi cittadini provenienti da ogni parte del Veneto.
30 i sindaci che il 7 febbraio prossimo, alle 19.30, al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) si cimenteranno nel servire ai tavoli. Avranno degli insegnanti d’eccezione i camerieri dell’AIPD l’Associazione Italiana Persone.

L’AIPD Marca Trevigiana da 15 anni promuove i diritti delle persone con la sindrome di Down e la loro piena inclusione. Organizza percorsi di terapia occupazionale individuale di autonomia sociale accompagnando le famiglie in ogni fase della vita della persona con sindrome di Down. Alla cena dei sindaci camerieri saranno presenti quattro ragazzi in uniforme che stanno svolgendo il corso di formazione “Il pranzo è servito” per l’acquisizione di abilità e competenze di sala e cucina che l’associazione promuove da molti anni.

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