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Il Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier di Treviso, che conta 180 ospiti e 170 operatori, è stato sottoposto nelle giornata di giovedì e venerdì scorso ai controlli dell’AULSS 2 per la rilevazione di soggetti positivi al COVID-19, previsti dalla Regione Veneto.

 

Le 350 persone nel Centro Servizi sono state sottoposte al test sierologico, e quelle che hanno manifestato segni dubbi sono state sottoposte a tampone di controllo. Gli esiti hanno riscontrato negatività per tutti i 180 ospiti e tutti i 170 operatori sottoposti al test di Coronavirus.

 

Villa delle Magnolie è un complesso residenziale in cui abitano 180 persone anziane sia autosufficienti che non autosufficienti. Vivono in gruppi di circa 22 persone all’interno di 8 residenze distinte e con il proprio personale di assistenza, ma connesse ad ambienti comuni e ad una piazza coperta, dove si trova anche un asilo (in questo momento chiuso).

 

“In queste settimane difficili abbiamo dedicato grande impegno nello studio dei vari decreti, nell’adottare la migliore organizzazione del lavoro e rigorose procedure sanitarie, nell’utilizzare dispositivi che proteggessero le persone assistite e il personale (procurati per noi dall’adiacente Casa di Cura Giovanni XXIII) – racconta il direttore, dott. Flavio Ogniben – il senso di responsabilità degli operatori è stato encomiabile, la fiducia e la collaborazione dei familiari è stata totale. Sono giornate queste in cui si parla spesso in modo negativo dei centri servizi per anziani, ci farebbe dunque piacere si raccontasse anche della diffusa assistenza di qualità, di personale che ha attenzione al benessere non solo fisico ma anche emotivo delle persone anziane così come ha a cuore la serenità dei familiari. Purtroppo, anche in strutture virtuose come quelle del Veneto, sappiamo tutti che il virus resta pericoloso, può fare vittime nonostante gli sforzi profusi. Restiamo tutti in guardia”.

Lara ha 6 anni e vive a Fossalta di Piave, in provincia di Venezia, con la sua famiglia. Ha due fratelli più grandi di lei e il papà e la mamma di origini marocchine lavorano Italia da 32 anni. Entrambi sono operatori socio-sanitari al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier nel trevigiano. In quel luogo dove spesso prima dell’emergenza Lara andava a trovare i suoi “nonnini”, così li chiama con affetto da sempre, ha fatto portare attraverso i genitori un dono speciale: il disegno di una bandiera tricolore, il suo Paese.

 

Un poster che non è solo la dimostrazione della solidarietà tra popoli ma in questo particolare momento vuole essere un messaggio di speranza, di voglia di tornare quanto prima alla normalità a costo anche di sacrifici.

I sacrifici dei bambini. I sacrifici di tutti.

 

“Papà rinuncia a un caffè, alle sigarette e di andare dal barbiere e li dona alla Protezione Civile – scrive Lara in stampatello sopra il tricolore – io rinuncio alle caramelle, ai giochi, alle figurine e dono il mio salvadanaio perché voglio tornare a scuola, giocare con i miei amici, andare al mare e fare visite ai miei nonni. Fatelo anche voi.”

 

Vicino al tricolore, che è stato posto nella piazza coperta del Centro Servizi dove sono soliti ritrovarsi i suoi “nonnini” – ha fatto portare anche il barattolo in latta dove raccoglie i suoi piccoli risparmi.

 

Lei e il suo papà ogni giorno lo riempiono con quello che risparmiano. Anche loro fanno dei piccoli sacrifici in attesa che torni quell’arcobaleno che Lara ha dipinto sul suo prezioso salvadanaio assieme alla scritta “Andrà tutto bene”.

I commoventi auguri della figlia al papà ospite del “Centro Servizi Villa delle Magnolie” di Monastier (TV)

 

Un bacio quello senza contatto fisico quello a cui ci siamo abituati in queste ultime settimane. È quello che papà Euro, classe 1927, sta mandando alla figlia Antonella e ai nipotini attraverso il tablet, un mezzo tecnologico che fino a pochi giorni fa era per lui sconosciuto.

 

Ora però è diventato uno strumento essenziale per continuare a stare vicino ai propri cari. Euro Fusetti, 92 anni, è uno dei 180 ospiti del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) che dal 24 febbraio, seguendo le disposizioni regionali e ministeriali, ha evitato qualsiasi contatto esterno per garantire a tutti gli ospiti la massima sicurezza.

 

 

Gli anziani ospiti, pur non avendo contatti con persone diverse dagli operatori sanitari, riescono a trascorrere le loro giornate tra iniziative ricreative, di manualità come il realizzare i manifesti di “Andrà Tutto Bene”, appesi all’esterno della struttura o rievocando i momenti passati in attesa che tutto torni alla normalità.

 

“Sono molto attenti a quello che sta accadendo “fuori” – racconta il direttore della struttura il dottor Flavio Ogniben – attenti e qualcuno anche preoccuppato per i propri amici o familiari. Ma sono sereni. Qui grazie al grande nostro grande giardino che circonda la struttura chi può, fa anche la sua passeggiata quotidiana all’interno del parco. I momenti più commoventi – continua il direttore – sono quelli del contatto “virtuale” attraverso Face-Time con i propri familiari. Naturalmente dobbiamo aiutarli perché questi “marchingegni”, come qualcuno di loro li ha chiamati la prima volta, sono stati fino a poche settimane fa, per molti di loro, degli apparecchi sconosciuti”. Contiamo di riuscire in queste settimane a mantenere la serenità. Qui, fortunatamente, allo stato attuale, il virus è qualcosa che i nostri anziani hanno solo sentito citare in TV o letto sui giornali”.

Maestri d’eccezione 4 camerieri dell’AIPD l’Associazione Persone Down

 

Sold-out alla cena dei sindaci camerieri per Venezia colpita dal maltempo! C’è stata un’adesione di massa soprattutto da parte dei primi cittadini provenienti da ogni parte del Veneto.
30 i sindaci che il 7 febbraio prossimo, alle 19.30, al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier (TV) si cimenteranno nel servire ai tavoli. Avranno degli insegnanti d’eccezione i camerieri dell’AIPD l’Associazione Italiana Persone.

L’AIPD Marca Trevigiana da 15 anni promuove i diritti delle persone con la sindrome di Down e la loro piena inclusione. Organizza percorsi di terapia occupazionale individuale di autonomia sociale accompagnando le famiglie in ogni fase della vita della persona con sindrome di Down. Alla cena dei sindaci camerieri saranno presenti quattro ragazzi in uniforme che stanno svolgendo il corso di formazione “Il pranzo è servito” per l’acquisizione di abilità e competenze di sala e cucina che l’associazione promuove da molti anni.

Fitta adesione dei sindaci del Veneto alla cena di beneficenza del 7 febbraio, a Villa delle Magnolie a Monastier. Ora si attendono i cittadini che dovranno essere “serviti”

 

Sono già 20 i sindaci, fra cui quelli di Vicenza, Treviso e Belluno, un presidente di Provincia e vari assessori ad aver aderito alla cena benefica a favore di Venezia e i comuni del litorale colpiti dal maltempo dello scorso novembre.

 

Ma non saranno seduti a conversare fra loro in giacca e cravatta. Saranno tutti in piedi, cortesi e frettolosi, in divisa da cameriere, a far la spola fra la cucina e i tavoli dei veri commensali.
Accadrà venerdì 7 febbraio alle 19.30, a Monastier, nel salone del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” intitolato ad Antonio Calvani.

 

L’evento, che ha finalità squisitamente benefiche, è alla sua seconda esperienza. Lo scorso anno l’intero ricavato, pari a 11 mila euro, fu destinato ai comuni di Zenson, Salgareda, Ponte di Piave e San Biagio di Callalta, colpiti dall’esondazione del Piave nell’autunno precedente.
Le risorse raccolte in questa edizione, invece, confluiranno nel fondo regionale istituito per contribuire alla riparazione dei danni subiti da Venezia e dalle località rivierasche del litorale in occasione della mareggiata dello scorso novembre.

 

“Invitiamo tutti i cittadini che volessero partecipare, per essere serviti ai tavoli da questi insoliti camerieri, a prenotare quanto prima. Sarà la dimostrazione congiunta di una solidarietà tipica dei veneti che non si fermano ad aspettare gli eventi ma li affrontano insieme” – fa sapere Gabriele Geretto Amministratore delegato della “Giovanni XXIII” che anche lui, per l’occasione, vestirà il grembiule assieme al presidente di Sogedin Massimo Calvani.

A vestire l’insolita livrea, tuttavia, non saranno solo amministratori pubblici e figure istituzionali.

 

Un solido rinforzo al parco camerieri giungerà anche da esponenti di varie associazioni tra cui “Trifoglio Rosa” di Mestre, “Bersaglieri d’Italia” sezione di Monastier e Treviso, “Melograno”, “Oltre l’Indifferenza”, “Trevisani nel Mondo” e dalle sezioni dell’ Unione Cavalieri d’Italia (Unci) di Treviso e di Udine, oltre che dai dipendenti della Casa di cura “Giovanni XXIII” e del Centro servizi “Villa delle Magnolie”.
Sono previsti infine momenti di humour con l’intervento dei comici “Marco & Francesco”.
Per le prenotazioni sono a disposizione, entro il 5 febbraio e fino ad esaurimento posti, i numeri 0422.896548 e 348 2726138. La quota di partecipazione è di 18 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini fino a 10 anni.

 

L’iniziativa, che ha il patrocinio del comune di Monastier, è promossa dai dipendenti di Sogedin, società che gestisce, la Casa di Cura “Giovanni XXIII”, il Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, il Micro Nido “La Casa sull’Albero”, il Park Hotel “Villa Fiorita”, l’“Antony Palace Hotel” e l’“Antony Hotel”.

Dal rapporto 2019 dell’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), emerge che il cancro alla prostata – che è quello più frequente nel maschio (19%) ma fortunatamente non per mortalità 8% – ha la stessa incidenza del tumore alla mammella per la donna: 1 su 9 si può ammalare.

Prostata e mammella rappresentano le sedi più frequenti di tumore rispettivamente nei maschi e nelle femmine, e la probabilità di ammalarsi nell’età 0-84 anni è la stessa ed è pari a 1 su 9.

 

Si stima inoltre che nel 2019 in Italia verranno diagnosticati complessivamente circa 371.000 nuovi casi di tumore maligno. Negli uomini prevale proprio il tumore della prostata, che con i 37.000 casi previsti rappresenta il 19% di tutti i tumori che verranno diagnosticati, in aumento dell’1% rispetto a quanto era stato previsto l’anno precedente.

 

Nonostante questo, in Italia, la mortalità di cancro alla prostata negli uomini, nel periodo 2010-2015, è pari all’8% contro il 27% del tumore al polmone che è al primo posto tra le cause di morte oncologiche maschili.

Nuove tecniche di diagnosi e cura consentono di guarire

Un ruolo importante ce l’ha la prevenzione con la diagnosi precoce e la cura.
Nelle sue fasi iniziali, il cancro alla prostata, non mostra alcun sintomo obiettivo che possa rappresentare un campanello d’allarme. Per questo motivo è importante la prevenzione effettuando, almeno una volta ogni 12 mesi, una visita urologica di controllo e un dosaggio del PSA a partire dall’età di 50 anni, anticipando lo screening all’età di 45 anni in caso di familiarità.

 

Importanti passi avanti si sono fatti per ciò che riguarda la diagnosi precoce e la chirurgia del carcinoma della prostata. Un punto di svolta viene con l’introduzione della Risonanza Magnetica multiparametrica della prostata e la biopsia Fusion.
“Si tratta di una nuova tecnica, inserita nel 2018 nelle linee guida europee – ha detto il dottor Carmelo Morana, primario di Urologia della Casa di Cura “Giovanni XXIII” – che consente la visualizzazione del focolaio tumorale mettendo insieme le immagini ecografiche, in corso di esame bioptico, con quelle della risonanza magnetica garantendo così una diagnosi precisa. Una cosa è importante sapere – continua il dottor Morana – che di cancro della prostata si può guarire. In funzione dello stadio della malattia, l’età e lo stato di salute del paziente si possono effettuare diversi trattamenti che vanno dalla terapia medica ormonale, alla radioterapia, al trattamento chirurgico (prostatectomia radicale) attraverso il Robot Da Vinci che nella maggior parte dei casi riesce a salvaguardare le funzionalità maschili come l’erezione e le funzioni urinarie”.

 

Per questo motivo la casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier, anche quest’anno in occasione di novembre, mese della prevenzione urologica, ha messo in atto una serie di iniziative per sensibilizzare la sfera maschile, tingendosi di azzurro (in foto).

 

 

Incontro, aperto alla popolazione, il 23 novembre a Zenson di Piave

Un incontro rivolto alla popolazione si terrà sabato 23 novembre alle ore 17.00 presso l’auditorium della scuola media di Zenson di Piave. Durante l’evento, organizzato dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Avis di Zenson, il dottor Carmelo Morana, primario di Urologia della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier parlerà della “Prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla prostata”.

 

Un altro seminario informativo per illustrare l’evoluzione tecnologica sia nella diagnosi che nella cura delle malattie urologiche si terrà invece a fine novembre, sempre alla “Giovanni XXIII” ed è rivolto ai medici di base.

 

La colica renale, l’incontinenza urinaria, il deficit erettile, l’ematuria o disturbi del basso apparato urinario (urinare spesso e/o con urgenza, alzarsi di notte per urinare, getto urinario debole) sono campanelli d’allarme urologici che il maschio non può sottovalutare, soprattutto se compaiono al di sotto dei 50 anni. Se poi sono presenti fattori di rischio potenziali come ipertensione, diabete, colesterolo alto o si fa poca attività fisica, si fuma o si è sottoposti ad uno stile di vita stressante, è essenziale fare una visita di controllo già a 40 anni.

 

L’ipertrofia prostatica benigna è invece una delle patologie urologiche più diffuse. Può essere operata attraverso differenti tipi di laser che permettono, per via endoscopica (cioè introducendo gli strumenti attraverso il canale urinario), di affrontare volumi prostatici importanti riducendo di conseguenza il tempo del mantenimento del catetere, le infezioni e i sanguinamenti post-operatori.

 

L’ultimo decennio ha segnato un’evoluzione importante delle tecniche urologiche, garantendo al paziente una diagnosi più appropriata ed un trattamento, ove necessario, più mirato e con meno impatto sulla sua qualità di vita. Ciò che è importante fare, però, è non sottovalutare i sintomi e sottoporsi regolarmente ad esami di controllo.
Linee guida per una corretta prevenzione in ambito urologico vengono dalla Società Italiana di Urologia (SIU) che ha stilato delle semplici regole da adottare: bere con regolarità un’adeguata quantità di acqua, almeno un litro e mezzo ad intervalli regolari durante tutta la giornata e scegliere un’acqua oligominerale, leggera, a basso contenuto di sodio e diuretica, che possa facilitare la funzionalità renale. Seguire una corretta alimentazione limitando il consumo di grassi animali, birra, insaccati, spezie, pepe, peperoncino, alcolici e superalcolici, caffè, privilegiando, al contrario, i cibi contenenti sostanze antiossidanti quali la vitamina A, C e E.

 

È importante inoltre prestare attenzione ad eventuali perdite involontarie di urina senza trascurare il minimo episodio di incontinenza urinaria, sia sotto sforzo che a riposo.

 

Se si dovessero evidenziare delle sangue nelle urine è necessario un consulto con l’urologo perché anche un singolo episodio di ematuria può rappresentare un sintomo precoce di gravi patologie dell’apparato urogenitale.

 

È importante inoltre ricordare che, nella vita di coppia, l’infertilità dipende nel 50% dei casi dal maschio. Per questo è consigliabile, in previsione di una gravidanza desiderata, eseguire un esame del liquido seminale perché eventuali alterazioni possono mettere in evidenza patologie che, se trattate in tempo, sono risolvibili.
La prevenzione urologica deve iniziare fin dalla tenera età. Dopo la nascita è necessario che il pediatra controlli la normale conformazione dello sviluppo dell’apparato genitale del bambino e, successivamente, nelle varie fasi della vita pubertà, età adulta e terza età effettuare una visita urologica.

 

Dati: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/09/2019_Numeri_Cancro-operatori-web.pdf

Tra balli e canti sono state festeggiate nonna Cesira e nonna Angela

 

Festa di compleanno speciale al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier, dove tra balli e canti sono state spente 203 candeline. Sono quelle di nonna Cesira e nonna Angela, che hanno festeggiato rispettivamente 103 e 100 anni.

 

Ermizia Peloso, da tutti conosciuta come Cesira, è l’ultima nata di una numerosa famiglia di sette fratelli. Nonostante l’età tiene molto al suo aspetto, capelli sempre ben acconciati, elegante e amante dei fiori. Quelli che non sono mancati durante la sua festa di compleanno perché donati dai figli Mareva, Paolo e Rainella ma anche, come vuole la tradizione di Villa delle Magnolie, da uno degli ospiti della struttura che per l’occasione si è dimostrato un attento e prezioso cavaliere. Nata il 4 ottobre del 1916 a Pralongo di Monastier, dopo la rotta di Caporetto, Cesira va profuga a Chieti. Ritorna nel suo paese dopo la guerra e nel 1946 si sposa con Ernesto Mazzon con il quale ha 4 figli.

 

 

Angela De Benetti, conosciuta come Gina, è nata il 29 settembre del 1919 a Campocroce di Mogliano.
Da piccola aiuta la famiglia, con le sue otto sorelle e un fratello lavorando in filanda a Mogliano e nel 1943 sposa Egidio Favaro. Un’unione felice, durata oltre 50 anni, perché con il suo Egidio, e le figlie Adriana e Maria, festeggia anche le nozze d’oro. Le sue grandi passioni, soprattutto ora che risiede a Villa delle Magnolie, sono il gioco della tombola e il canto che condivide con i tanti ospiti della struttura soprattutto nei momenti di festa come quello del suo centenario compleanno.

Chi è il primo responsabile della nostra salute se non noi stessi? Cosa dobbiamo fare per prevenire malattie che se non sono prese in tempo possono compromettere la nostra vita?

 

A queste domande risponderà domani, venerdì 15 novembre a Monastier, nel corso di un incontro aperto alla cittadinanza un team di senologi, chirurghi e radiologi, della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier sul delicato tema della prevenzione del tumore al seno. Anche se ottobre rosa è terminato l’attenzione ai cambiamenti del proprio seno non deve mai venire meno. Oggi più di ieri siamo informati che l’arma migliore per combattere questa malattia è la prevenzione primaria e secondaria e la diagnosi precoce.

 

Il dottor Pasquale Piazzolla chirurgo-senologo e il dottor Bernardino Spaliviero radiologo-senologo della Brest Unit della “Giovanni XXIII” illustreranno le corrette metodologie di autopalpazione ma anche gli esami e la cadenza con cui effettuarli per individuare più precocemente possibile eventuali patologie. L’iniziativa rientra nell’ambito di Progetto Monastier Donna dell’Associazione “Un giro in Piazza” ed è patrocinata dal Comune di Monastier.

 

“Ogni giorno perdiamo di media 10 minuti per truccarci, altrettanti per la pulizia del viso ma spesso non educhiamo le nostre figlie a controllare una volta al mese per 5 minuti sotto la doccia il proprio seno – ha detto Giuliana Menegaldo – referente di “Un giro In piazza ”. Questa come la “Seconda Edizione di Monastier in rosa” e la sfilata di modelle che hanno vissuto una malattia senologica che si terrà la prossima primavera sono iniziative che vogliono sensibilizzare la cittadinanza a promuovere la prevenzione come stile di vita e conoscere i mezzi diagnostici e i piani di cura circa il tumore del seno”.

 

L’incontro di domani alle ore 20.00 presso il Centro Polivalente di Monastier in Piazza Marconi, 1, vedrà la testimonianza diretta di Michela Bardi, donna che ha superato la malattia. “La prevenzione è un regalo importante che facciamo a noi stesse. Passa attraverso tante emozioni: la paura, la conoscenza e la consapevolezza. Se al momento della mia diagnosi avessi avuto la conoscenza che ho adesso… sicuramente avrei avuto paura, ma sarei stata più consapevole di potercela fare. Non è un percorso facile! Del resto come tante cose inaspettate che ci capitano nella vita. La grande forza viene dalla consapevolezza di poter avere prospettive di cura” conclude Michela.

Donne operate al seno incontrano le donne che si devono operare

 

Un salottino, dei biscotti intinti in un tè, un po’ di musica e l’opportunità di stare insieme per una chiacchierata in un luogo dove nulla ha a che vedere con la malattia, dove tutto lascia spazio alla speranza e al proponimento di iniziare una battaglia che già tante altre donne hanno vinto. È “Cafè Coraggio” l’iniziativa promossa dalla LILT di Treviso e dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier che vedrà il suo primo incontro lunedì 11 novembre alle ore 18.00 al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier in via Giovanni XXIII, 9. Sarà aperto a tutte quelle donne alle quali è appena stata fatta la diagnosi di un tumore al seno e si terrà ogni primo lunedì del mese. Qui altre donne come loro, già operate, si metteranno a disposizione per raccontare la propria esperienza, gli stati d’animo, le difficoltà avute e… superate.

 

“Il nostro non è un incontro medico, vuole essere un momento in cui, in punta di piedi, ci mettiamo a disposizione per offrire un supporto e, ci auguriamo, un sostegno valido nel momento in cui la donna è particolarmente fragile – ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di “Cafè Coraggio”. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne si possano fornire gli strumenti necessari per affrontare il periodo di cure con maggiore serenità”.

 

Il fine di “Cafè Coraggio” è quello di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale che inevitabilmente coinvolge da donna ma anche il compagno, i figli, l’intera famiglia.

 

“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta Michela Bardi Volontaria di “Cafè Coraggio” e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo che quel giorno il medico mi disse che da quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e le sensazioni iniziali di smarrimento e paura sono normali. Ma poi passano rimanendo solo un ricordo”, conclude Michela.

 

Chi volesse partecipare può telefonare allo 0422.896659 dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 oppure scrivendo a [email protected].

Presente all’evento anche il climatologo premio Nobel Filippo Giorgi

 

Malattie tropicali e ondate di calore; eventi acuti e catastrofici, malattie croniche non trasmissibili, come patologie cardiovascolari e respiratorie, con conseguente riduzione della speranza di vita e mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica ma anche perdita di biodiversità, carestie e migrazioni.

Sono questi alcuni dei temi che saranno trattati domani, venerdì 25 ottobre 2019, da medici e scienziati ambientali che tornano a confrontarsi sulle conseguenze sanitarie della febbre planetaria nel corso del convegno “Pianeta Terra e Salute”.

 

Promosso dal Centro Studi Psicosociali Antonio Calvani con il patrocinio dell’Università di Padova, il convegno vedrà gli interventi di climatologi, epidemiologi, economisti, infettivologi, veterinari e psicologi.

L’evento avrà luogo presso il “Park Hotel Villa Fiorita” di Monastier (Tv), sito in via Giovanni XXIII, 1, e vedrà la partecipazione anche di 6 istituti Superiori del Veneto che da un anno stanno lavorando sull’argomento.

 

Cosa ci attende nei prossimi decenni?

Filippo Giorgi ha fatto parte dell’IPCC, Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, è stato vincitore del Premio Nobel nel 2007. Nel suo intervento ripercorrà le varie linee di evidenza che oggi portano a concludere che il riscaldamento globale in corso è un fatto scientifico inequivocabile. I vari scenari del clima che ci aspetta nel XXI secolo vengono prefigurati, dallo scenario di applicazione rigorosa degli accordi di Parigi a quello di non fare nulla per affrontare i cambiamenti, insieme con alcune delle loro conseguenze più importanti.

 

Molteplici gli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento

Sono molti e diversi gli effetti dovuti al riscaldamento global e all’inquinamento. Nel corso della giornata saranno pertanto trattati i seguenti argomenti:
• Eventi acuti e catastrofici, come le inondazioni e le tempeste. Portano anche la testimonianza i sindaci Danilo De Toni di Alleghe (tempesta Vaia dell’ottobre 2018) e Alberto Polo di Dolo (tromba d’aria sulla Riviera del Brenta del luglio 2015)
• Eventi sub-acuti, come le ondate di calore, la siccità e l’erosione delle coste, e infine cambiamenti di più lungo termine, come la modificazione e l’impoverimento dell’ambiente fisico, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari.

 

Malattie croniche non trasmissibili

Di questo ne parlerà l’epidemiologo Stefano Vella. È stato stimato che milioni di nuovi casi di malattie croniche ogni anno siano legati all’inquinamento atmosferico. Tra queste, patologie cardiovascolari e respiratorie, asma grave, riduzione della funzionalità polmonare. Nel lungo termine, questi effetti porteranno inevitabilmente a una riduzione della speranza di vita, e a mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica, cancro ai polmoni, bronchite cronica e bronco-pneumopatie croniche ostruttive.

 

Inquinamento atmosferico sulla salute umana

Gli effetti verranno approfonditi nella sessione pomeridiana da Vitaliana Murgia I principali responsabili della contaminazione dell’aria sono il particolato atmosferico (i cosiddetti PM10 e PM2,5) e numerose sostanze chimiche tra cui il monossido di carbonio, l’ozono, gli ossidi di zolfo e di azoto, gli idrocarburi Policiclici Aromatici, il benzene e il piombo. La pianura padana è una delle regioni più inquinate d’Europa perché la conformazione orografica e le particolari condizioni meteoclimatiche del bacino padano rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti.

 

Insorgenza nuove malattie causa vettori dovuti alle variazioni di temperatura, umidità come zanzare, zecche e flebotomi

Ne parla Gioia Capelli. Le variazioni di temperatura, umidità… influenzano in vario modo la dinamica di popolazione dei vettori e di conseguenza anche la loro presenza, densità e pericolosità come vettori di malattie.

 

Migrazioni delle popolazioni più vulnerabili (soprattutto dell’Africa sub-sahariana)

Ne parla il sociologo Vittorio Filippi: una importante ricaduta della crisi ambientale è data dall’aumento delle a causa del loro accesso decrescente a risorse come acqua e terra o a causa dei disastri naturali. Con conseguente aumento di possibilità di conflitti.

 

Disuguaglianze tra paesi

Ne parlerà Roberto Vogli Non tutti i paesi del mondo sono ugualmente esposti ai cambiamenti climatici, con il paradosso che quelli più vulnerabili (ad es. il Niger e la Somalia) sono quelli che meno contribuiscono a determinarlo, mentre i paesi con maggiori emissioni di gas serra (in primis i paesi europei e gli USA) sono tra i meno vulnerabili. Molti studi concludono che l’equità nei paesi e tra i paesi è associata al benessere e a comportamenti ecologici più responsabili.

 

Politiche per i cambiamenti climatici

Ne parlerà l’economista Enrica De Cian Offre una breve sintesi degli obiettivi di mitigazione e adattamento che i paesi si sono dati nell’ultimo Accordo di Parigi.
Molti studi mostrano l’impatto della crisi ambientale sulla salute fisica delle popolazioni, e in particolare dei gruppi più vulnerabili, al punto che l’autorevole rivista Lancet definisce quella ambientale “la maggior emergenza sanitaria del 21° secolo”.

 

Riconoscimento del diritto del cittadino ad un ambiente sano.

Ne parlerà Gianni Tamino. Il Trattato dell’Unione Europea precisa che la politica dell’Unione in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio “chi inquina paga”. L’UE fornisce anche finanziamenti per progetti in materia di salute in tutto il territorio. Vi è poi la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo la quale l’ambiente è un diritto quando siamo in presenza di un chiaro nesso con il diritto alla vita e all’integrità personale.

Tuttavia il lungo percorso verso la garanzia che l’ambiente sano sia un diritto è ancora lunga e spesso non bastano le leggi, se poi non vengono applicate.

 

Percezione dei cambiamenti ambientali e motivazione a intraprendere azioni positive per ridurli e mitigarli

Questo tema sarà trattato da Paolo Michielin ed Enrico Di Giorgi. A livello individuale, una motivazione forte può derivare dal fatto che la maggior parte dei comportamenti ecosostenibili sono gli stessi che favoriscono la salute, dall’alimentazione con meno carne rossa all’attività fisica. L’altra motivazione è di carattere morale e si basa su un’idea dell’ambiente, anzi della natura, come di cosa viva, che ha i suoi diritti e va rispettata, non solo sfruttata.

 

AZIONI POSITIVE: l’alimentazione sana e sostenibile

Ne parlerà Gianni Gallo. Mentre la mortalità prematura colloca l’Italia tra i 6 Paesi a minor rischio, la situazione si capovolge per i bambini: al 4° posto per maggiore obesità al Mondo. Le attività agricole se si includono le emissioni associate alle attività di pre e post produzione nel sistema alimentare globale, si stima siano del 21-37% delle emissioni nette totali di gas a effetto serra. La causa principale è legata alla produzione di carne, in particolare carne rossa, che determina oltre ad una alta produzione di gas serra elevati consumi di territorio e di acqua.

 

Creazione luoghi dove rigenerare la mente e il corpo

Ne parlerà Ilaria Doimo afferma che alberi e foreste stanno prendendo un ruolo di rilievo come soluzione ad una crescente domanda di contatto con la natura ma anche di servizi socio-sanitari. Non più solamente bacini di estrazione di legname o strumenti per la prevenzione e mitigazione del cambiamento climatico, ma luoghi dove rigenerare la mente e il corpo.

 

Mobilità individuale e collettiva

Tema che verrà approfondito da Pirous Fateh-Moghadam concorde a livello scientifico che alimentazione e la mobilità siano i due aspetti con maggiori sinergie positive tra promozione della salute e sostenibilità ambientale e quindi a favore dell’Agenda 2030. Partendo da alcune esperienze italiane, illustra il contrasto della sedentarietà attraverso la promozione del trasporto attivo.

 

Gestione responsabile dei rifiuti

Ne parlerà Franco Zanata. Spiegherà come la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente possono trovare in una gestione corretta del settore dei rifiuti un contributo fondamentale e decisivo.

 

Presente all’evento anche l’attivista Aran Cosentino e moltissimi studenti

Aran Cosentino parla delle sue attività in favore dell’ambiente e del mondo di oggi visto da un giovane ragazzo ormai diciassettenne, diventato un attivista già all’età di dodici anni.

 

Parteciperanno inoltre gli studenti dei 6 istituti superiori di Tv e Pd (Besta e Canova di Treviso, Astori e Berto di Mogliano, Parini di Mestre e Dante Alighieri di Padova). I ragazzi esporranno i poster che sintetizzano il loro lavoro di approfondimento e di discussione su specifici temi ambientali.
Nel pomeriggio cercheranno, con la metodica del World Cafè (discussione libera attorno ad un tavolo, in gruppi di 5-6 e con una tovaglia di carta per annotare idee e proposte), di dare risposta alle domande:
1. Cosa può fare, da subito, la singola persona per riportare indietro il clima. Come farlo diventare di moda: motivazioni, barriere, opportunità.
2. Pensare globalmente ed agire localmente: cosa chiedere alle istituzioni locali (Comune, Regione) e come sostenere queste azioni.

 

Enrico Di Giorgi illustrerà i risultati del questionario, che è stato compilato da oltre 600 studenti degli stessi istituti. Verranno esposti poi i suggerimenti dei giovani per salvare il loro futuro.

 

 

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