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Dal rapporto 2019 dell’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), emerge che il cancro alla prostata – che è quello più frequente nel maschio (19%) ma fortunatamente non per mortalità 8% – ha la stessa incidenza del tumore alla mammella per la donna: 1 su 9 si può ammalare.

Prostata e mammella rappresentano le sedi più frequenti di tumore rispettivamente nei maschi e nelle femmine, e la probabilità di ammalarsi nell’età 0-84 anni è la stessa ed è pari a 1 su 9.

 

Si stima inoltre che nel 2019 in Italia verranno diagnosticati complessivamente circa 371.000 nuovi casi di tumore maligno. Negli uomini prevale proprio il tumore della prostata, che con i 37.000 casi previsti rappresenta il 19% di tutti i tumori che verranno diagnosticati, in aumento dell’1% rispetto a quanto era stato previsto l’anno precedente.

 

Nonostante questo, in Italia, la mortalità di cancro alla prostata negli uomini, nel periodo 2010-2015, è pari all’8% contro il 27% del tumore al polmone che è al primo posto tra le cause di morte oncologiche maschili.

Nuove tecniche di diagnosi e cura consentono di guarire

Un ruolo importante ce l’ha la prevenzione con la diagnosi precoce e la cura.
Nelle sue fasi iniziali, il cancro alla prostata, non mostra alcun sintomo obiettivo che possa rappresentare un campanello d’allarme. Per questo motivo è importante la prevenzione effettuando, almeno una volta ogni 12 mesi, una visita urologica di controllo e un dosaggio del PSA a partire dall’età di 50 anni, anticipando lo screening all’età di 45 anni in caso di familiarità.

 

Importanti passi avanti si sono fatti per ciò che riguarda la diagnosi precoce e la chirurgia del carcinoma della prostata. Un punto di svolta viene con l’introduzione della Risonanza Magnetica multiparametrica della prostata e la biopsia Fusion.
“Si tratta di una nuova tecnica, inserita nel 2018 nelle linee guida europee – ha detto il dottor Carmelo Morana, primario di Urologia della Casa di Cura “Giovanni XXIII” – che consente la visualizzazione del focolaio tumorale mettendo insieme le immagini ecografiche, in corso di esame bioptico, con quelle della risonanza magnetica garantendo così una diagnosi precisa. Una cosa è importante sapere – continua il dottor Morana – che di cancro della prostata si può guarire. In funzione dello stadio della malattia, l’età e lo stato di salute del paziente si possono effettuare diversi trattamenti che vanno dalla terapia medica ormonale, alla radioterapia, al trattamento chirurgico (prostatectomia radicale) attraverso il Robot Da Vinci che nella maggior parte dei casi riesce a salvaguardare le funzionalità maschili come l’erezione e le funzioni urinarie”.

 

Per questo motivo la casa di cura “Giovanni XXIII” di Monastier, anche quest’anno in occasione di novembre, mese della prevenzione urologica, ha messo in atto una serie di iniziative per sensibilizzare la sfera maschile, tingendosi di azzurro (in foto).

 

 

Incontro, aperto alla popolazione, il 23 novembre a Zenson di Piave

Un incontro rivolto alla popolazione si terrà sabato 23 novembre alle ore 17.00 presso l’auditorium della scuola media di Zenson di Piave. Durante l’evento, organizzato dal Comune, dalla Pro Loco e dall’Avis di Zenson, il dottor Carmelo Morana, primario di Urologia della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier parlerà della “Prevenzione e diagnosi precoce del tumore alla prostata”.

 

Un altro seminario informativo per illustrare l’evoluzione tecnologica sia nella diagnosi che nella cura delle malattie urologiche si terrà invece a fine novembre, sempre alla “Giovanni XXIII” ed è rivolto ai medici di base.

 

La colica renale, l’incontinenza urinaria, il deficit erettile, l’ematuria o disturbi del basso apparato urinario (urinare spesso e/o con urgenza, alzarsi di notte per urinare, getto urinario debole) sono campanelli d’allarme urologici che il maschio non può sottovalutare, soprattutto se compaiono al di sotto dei 50 anni. Se poi sono presenti fattori di rischio potenziali come ipertensione, diabete, colesterolo alto o si fa poca attività fisica, si fuma o si è sottoposti ad uno stile di vita stressante, è essenziale fare una visita di controllo già a 40 anni.

 

L’ipertrofia prostatica benigna è invece una delle patologie urologiche più diffuse. Può essere operata attraverso differenti tipi di laser che permettono, per via endoscopica (cioè introducendo gli strumenti attraverso il canale urinario), di affrontare volumi prostatici importanti riducendo di conseguenza il tempo del mantenimento del catetere, le infezioni e i sanguinamenti post-operatori.

 

L’ultimo decennio ha segnato un’evoluzione importante delle tecniche urologiche, garantendo al paziente una diagnosi più appropriata ed un trattamento, ove necessario, più mirato e con meno impatto sulla sua qualità di vita. Ciò che è importante fare, però, è non sottovalutare i sintomi e sottoporsi regolarmente ad esami di controllo.
Linee guida per una corretta prevenzione in ambito urologico vengono dalla Società Italiana di Urologia (SIU) che ha stilato delle semplici regole da adottare: bere con regolarità un’adeguata quantità di acqua, almeno un litro e mezzo ad intervalli regolari durante tutta la giornata e scegliere un’acqua oligominerale, leggera, a basso contenuto di sodio e diuretica, che possa facilitare la funzionalità renale. Seguire una corretta alimentazione limitando il consumo di grassi animali, birra, insaccati, spezie, pepe, peperoncino, alcolici e superalcolici, caffè, privilegiando, al contrario, i cibi contenenti sostanze antiossidanti quali la vitamina A, C e E.

 

È importante inoltre prestare attenzione ad eventuali perdite involontarie di urina senza trascurare il minimo episodio di incontinenza urinaria, sia sotto sforzo che a riposo.

 

Se si dovessero evidenziare delle sangue nelle urine è necessario un consulto con l’urologo perché anche un singolo episodio di ematuria può rappresentare un sintomo precoce di gravi patologie dell’apparato urogenitale.

 

È importante inoltre ricordare che, nella vita di coppia, l’infertilità dipende nel 50% dei casi dal maschio. Per questo è consigliabile, in previsione di una gravidanza desiderata, eseguire un esame del liquido seminale perché eventuali alterazioni possono mettere in evidenza patologie che, se trattate in tempo, sono risolvibili.
La prevenzione urologica deve iniziare fin dalla tenera età. Dopo la nascita è necessario che il pediatra controlli la normale conformazione dello sviluppo dell’apparato genitale del bambino e, successivamente, nelle varie fasi della vita pubertà, età adulta e terza età effettuare una visita urologica.

 

Dati: https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2019/09/2019_Numeri_Cancro-operatori-web.pdf

Tra balli e canti sono state festeggiate nonna Cesira e nonna Angela

 

Festa di compleanno speciale al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier, dove tra balli e canti sono state spente 203 candeline. Sono quelle di nonna Cesira e nonna Angela, che hanno festeggiato rispettivamente 103 e 100 anni.

 

Ermizia Peloso, da tutti conosciuta come Cesira, è l’ultima nata di una numerosa famiglia di sette fratelli. Nonostante l’età tiene molto al suo aspetto, capelli sempre ben acconciati, elegante e amante dei fiori. Quelli che non sono mancati durante la sua festa di compleanno perché donati dai figli Mareva, Paolo e Rainella ma anche, come vuole la tradizione di Villa delle Magnolie, da uno degli ospiti della struttura che per l’occasione si è dimostrato un attento e prezioso cavaliere. Nata il 4 ottobre del 1916 a Pralongo di Monastier, dopo la rotta di Caporetto, Cesira va profuga a Chieti. Ritorna nel suo paese dopo la guerra e nel 1946 si sposa con Ernesto Mazzon con il quale ha 4 figli.

 

 

Angela De Benetti, conosciuta come Gina, è nata il 29 settembre del 1919 a Campocroce di Mogliano.
Da piccola aiuta la famiglia, con le sue otto sorelle e un fratello lavorando in filanda a Mogliano e nel 1943 sposa Egidio Favaro. Un’unione felice, durata oltre 50 anni, perché con il suo Egidio, e le figlie Adriana e Maria, festeggia anche le nozze d’oro. Le sue grandi passioni, soprattutto ora che risiede a Villa delle Magnolie, sono il gioco della tombola e il canto che condivide con i tanti ospiti della struttura soprattutto nei momenti di festa come quello del suo centenario compleanno.

Chi è il primo responsabile della nostra salute se non noi stessi? Cosa dobbiamo fare per prevenire malattie che se non sono prese in tempo possono compromettere la nostra vita?

 

A queste domande risponderà domani, venerdì 15 novembre a Monastier, nel corso di un incontro aperto alla cittadinanza un team di senologi, chirurghi e radiologi, della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier sul delicato tema della prevenzione del tumore al seno. Anche se ottobre rosa è terminato l’attenzione ai cambiamenti del proprio seno non deve mai venire meno. Oggi più di ieri siamo informati che l’arma migliore per combattere questa malattia è la prevenzione primaria e secondaria e la diagnosi precoce.

 

Il dottor Pasquale Piazzolla chirurgo-senologo e il dottor Bernardino Spaliviero radiologo-senologo della Brest Unit della “Giovanni XXIII” illustreranno le corrette metodologie di autopalpazione ma anche gli esami e la cadenza con cui effettuarli per individuare più precocemente possibile eventuali patologie. L’iniziativa rientra nell’ambito di Progetto Monastier Donna dell’Associazione “Un giro in Piazza” ed è patrocinata dal Comune di Monastier.

 

“Ogni giorno perdiamo di media 10 minuti per truccarci, altrettanti per la pulizia del viso ma spesso non educhiamo le nostre figlie a controllare una volta al mese per 5 minuti sotto la doccia il proprio seno – ha detto Giuliana Menegaldo – referente di “Un giro In piazza ”. Questa come la “Seconda Edizione di Monastier in rosa” e la sfilata di modelle che hanno vissuto una malattia senologica che si terrà la prossima primavera sono iniziative che vogliono sensibilizzare la cittadinanza a promuovere la prevenzione come stile di vita e conoscere i mezzi diagnostici e i piani di cura circa il tumore del seno”.

 

L’incontro di domani alle ore 20.00 presso il Centro Polivalente di Monastier in Piazza Marconi, 1, vedrà la testimonianza diretta di Michela Bardi, donna che ha superato la malattia. “La prevenzione è un regalo importante che facciamo a noi stesse. Passa attraverso tante emozioni: la paura, la conoscenza e la consapevolezza. Se al momento della mia diagnosi avessi avuto la conoscenza che ho adesso… sicuramente avrei avuto paura, ma sarei stata più consapevole di potercela fare. Non è un percorso facile! Del resto come tante cose inaspettate che ci capitano nella vita. La grande forza viene dalla consapevolezza di poter avere prospettive di cura” conclude Michela.

Donne operate al seno incontrano le donne che si devono operare

 

Un salottino, dei biscotti intinti in un tè, un po’ di musica e l’opportunità di stare insieme per una chiacchierata in un luogo dove nulla ha a che vedere con la malattia, dove tutto lascia spazio alla speranza e al proponimento di iniziare una battaglia che già tante altre donne hanno vinto. È “Cafè Coraggio” l’iniziativa promossa dalla LILT di Treviso e dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier che vedrà il suo primo incontro lunedì 11 novembre alle ore 18.00 al Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier in via Giovanni XXIII, 9. Sarà aperto a tutte quelle donne alle quali è appena stata fatta la diagnosi di un tumore al seno e si terrà ogni primo lunedì del mese. Qui altre donne come loro, già operate, si metteranno a disposizione per raccontare la propria esperienza, gli stati d’animo, le difficoltà avute e… superate.

 

“Il nostro non è un incontro medico, vuole essere un momento in cui, in punta di piedi, ci mettiamo a disposizione per offrire un supporto e, ci auguriamo, un sostegno valido nel momento in cui la donna è particolarmente fragile – ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di “Cafè Coraggio”. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne si possano fornire gli strumenti necessari per affrontare il periodo di cure con maggiore serenità”.

 

Il fine di “Cafè Coraggio” è quello di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale che inevitabilmente coinvolge da donna ma anche il compagno, i figli, l’intera famiglia.

 

“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta Michela Bardi Volontaria di “Cafè Coraggio” e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo che quel giorno il medico mi disse che da quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e le sensazioni iniziali di smarrimento e paura sono normali. Ma poi passano rimanendo solo un ricordo”, conclude Michela.

 

Chi volesse partecipare può telefonare allo 0422.896659 dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19 oppure scrivendo a [email protected].

Presente all’evento anche il climatologo premio Nobel Filippo Giorgi

 

Malattie tropicali e ondate di calore; eventi acuti e catastrofici, malattie croniche non trasmissibili, come patologie cardiovascolari e respiratorie, con conseguente riduzione della speranza di vita e mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica ma anche perdita di biodiversità, carestie e migrazioni.

Sono questi alcuni dei temi che saranno trattati domani, venerdì 25 ottobre 2019, da medici e scienziati ambientali che tornano a confrontarsi sulle conseguenze sanitarie della febbre planetaria nel corso del convegno “Pianeta Terra e Salute”.

 

Promosso dal Centro Studi Psicosociali Antonio Calvani con il patrocinio dell’Università di Padova, il convegno vedrà gli interventi di climatologi, epidemiologi, economisti, infettivologi, veterinari e psicologi.

L’evento avrà luogo presso il “Park Hotel Villa Fiorita” di Monastier (Tv), sito in via Giovanni XXIII, 1, e vedrà la partecipazione anche di 6 istituti Superiori del Veneto che da un anno stanno lavorando sull’argomento.

 

Cosa ci attende nei prossimi decenni?

Filippo Giorgi ha fatto parte dell’IPCC, Panel intergovernativo sui cambiamenti climatici, è stato vincitore del Premio Nobel nel 2007. Nel suo intervento ripercorrà le varie linee di evidenza che oggi portano a concludere che il riscaldamento globale in corso è un fatto scientifico inequivocabile. I vari scenari del clima che ci aspetta nel XXI secolo vengono prefigurati, dallo scenario di applicazione rigorosa degli accordi di Parigi a quello di non fare nulla per affrontare i cambiamenti, insieme con alcune delle loro conseguenze più importanti.

 

Molteplici gli effetti del riscaldamento globale e dell’inquinamento

Sono molti e diversi gli effetti dovuti al riscaldamento global e all’inquinamento. Nel corso della giornata saranno pertanto trattati i seguenti argomenti:
• Eventi acuti e catastrofici, come le inondazioni e le tempeste. Portano anche la testimonianza i sindaci Danilo De Toni di Alleghe (tempesta Vaia dell’ottobre 2018) e Alberto Polo di Dolo (tromba d’aria sulla Riviera del Brenta del luglio 2015)
• Eventi sub-acuti, come le ondate di calore, la siccità e l’erosione delle coste, e infine cambiamenti di più lungo termine, come la modificazione e l’impoverimento dell’ambiente fisico, la desertificazione, lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei mari.

 

Malattie croniche non trasmissibili

Di questo ne parlerà l’epidemiologo Stefano Vella. È stato stimato che milioni di nuovi casi di malattie croniche ogni anno siano legati all’inquinamento atmosferico. Tra queste, patologie cardiovascolari e respiratorie, asma grave, riduzione della funzionalità polmonare. Nel lungo termine, questi effetti porteranno inevitabilmente a una riduzione della speranza di vita, e a mortalità prematura per ictus o cardiopatia coronarica, cancro ai polmoni, bronchite cronica e bronco-pneumopatie croniche ostruttive.

 

Inquinamento atmosferico sulla salute umana

Gli effetti verranno approfonditi nella sessione pomeridiana da Vitaliana Murgia I principali responsabili della contaminazione dell’aria sono il particolato atmosferico (i cosiddetti PM10 e PM2,5) e numerose sostanze chimiche tra cui il monossido di carbonio, l’ozono, gli ossidi di zolfo e di azoto, gli idrocarburi Policiclici Aromatici, il benzene e il piombo. La pianura padana è una delle regioni più inquinate d’Europa perché la conformazione orografica e le particolari condizioni meteoclimatiche del bacino padano rendono particolarmente difficile la dispersione degli inquinanti.

 

Insorgenza nuove malattie causa vettori dovuti alle variazioni di temperatura, umidità come zanzare, zecche e flebotomi

Ne parla Gioia Capelli. Le variazioni di temperatura, umidità… influenzano in vario modo la dinamica di popolazione dei vettori e di conseguenza anche la loro presenza, densità e pericolosità come vettori di malattie.

 

Migrazioni delle popolazioni più vulnerabili (soprattutto dell’Africa sub-sahariana)

Ne parla il sociologo Vittorio Filippi: una importante ricaduta della crisi ambientale è data dall’aumento delle a causa del loro accesso decrescente a risorse come acqua e terra o a causa dei disastri naturali. Con conseguente aumento di possibilità di conflitti.

 

Disuguaglianze tra paesi

Ne parlerà Roberto Vogli Non tutti i paesi del mondo sono ugualmente esposti ai cambiamenti climatici, con il paradosso che quelli più vulnerabili (ad es. il Niger e la Somalia) sono quelli che meno contribuiscono a determinarlo, mentre i paesi con maggiori emissioni di gas serra (in primis i paesi europei e gli USA) sono tra i meno vulnerabili. Molti studi concludono che l’equità nei paesi e tra i paesi è associata al benessere e a comportamenti ecologici più responsabili.

 

Politiche per i cambiamenti climatici

Ne parlerà l’economista Enrica De Cian Offre una breve sintesi degli obiettivi di mitigazione e adattamento che i paesi si sono dati nell’ultimo Accordo di Parigi.
Molti studi mostrano l’impatto della crisi ambientale sulla salute fisica delle popolazioni, e in particolare dei gruppi più vulnerabili, al punto che l’autorevole rivista Lancet definisce quella ambientale “la maggior emergenza sanitaria del 21° secolo”.

 

Riconoscimento del diritto del cittadino ad un ambiente sano.

Ne parlerà Gianni Tamino. Il Trattato dell’Unione Europea precisa che la politica dell’Unione in materia di ambiente si fonda sui principi della precauzione, dell’azione preventiva e della correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio “chi inquina paga”. L’UE fornisce anche finanziamenti per progetti in materia di salute in tutto il territorio. Vi è poi la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, secondo la quale l’ambiente è un diritto quando siamo in presenza di un chiaro nesso con il diritto alla vita e all’integrità personale.

Tuttavia il lungo percorso verso la garanzia che l’ambiente sano sia un diritto è ancora lunga e spesso non bastano le leggi, se poi non vengono applicate.

 

Percezione dei cambiamenti ambientali e motivazione a intraprendere azioni positive per ridurli e mitigarli

Questo tema sarà trattato da Paolo Michielin ed Enrico Di Giorgi. A livello individuale, una motivazione forte può derivare dal fatto che la maggior parte dei comportamenti ecosostenibili sono gli stessi che favoriscono la salute, dall’alimentazione con meno carne rossa all’attività fisica. L’altra motivazione è di carattere morale e si basa su un’idea dell’ambiente, anzi della natura, come di cosa viva, che ha i suoi diritti e va rispettata, non solo sfruttata.

 

AZIONI POSITIVE: l’alimentazione sana e sostenibile

Ne parlerà Gianni Gallo. Mentre la mortalità prematura colloca l’Italia tra i 6 Paesi a minor rischio, la situazione si capovolge per i bambini: al 4° posto per maggiore obesità al Mondo. Le attività agricole se si includono le emissioni associate alle attività di pre e post produzione nel sistema alimentare globale, si stima siano del 21-37% delle emissioni nette totali di gas a effetto serra. La causa principale è legata alla produzione di carne, in particolare carne rossa, che determina oltre ad una alta produzione di gas serra elevati consumi di territorio e di acqua.

 

Creazione luoghi dove rigenerare la mente e il corpo

Ne parlerà Ilaria Doimo afferma che alberi e foreste stanno prendendo un ruolo di rilievo come soluzione ad una crescente domanda di contatto con la natura ma anche di servizi socio-sanitari. Non più solamente bacini di estrazione di legname o strumenti per la prevenzione e mitigazione del cambiamento climatico, ma luoghi dove rigenerare la mente e il corpo.

 

Mobilità individuale e collettiva

Tema che verrà approfondito da Pirous Fateh-Moghadam concorde a livello scientifico che alimentazione e la mobilità siano i due aspetti con maggiori sinergie positive tra promozione della salute e sostenibilità ambientale e quindi a favore dell’Agenda 2030. Partendo da alcune esperienze italiane, illustra il contrasto della sedentarietà attraverso la promozione del trasporto attivo.

 

Gestione responsabile dei rifiuti

Ne parlerà Franco Zanata. Spiegherà come la tutela della salute e la salvaguardia dell’ambiente possono trovare in una gestione corretta del settore dei rifiuti un contributo fondamentale e decisivo.

 

Presente all’evento anche l’attivista Aran Cosentino e moltissimi studenti

Aran Cosentino parla delle sue attività in favore dell’ambiente e del mondo di oggi visto da un giovane ragazzo ormai diciassettenne, diventato un attivista già all’età di dodici anni.

 

Parteciperanno inoltre gli studenti dei 6 istituti superiori di Tv e Pd (Besta e Canova di Treviso, Astori e Berto di Mogliano, Parini di Mestre e Dante Alighieri di Padova). I ragazzi esporranno i poster che sintetizzano il loro lavoro di approfondimento e di discussione su specifici temi ambientali.
Nel pomeriggio cercheranno, con la metodica del World Cafè (discussione libera attorno ad un tavolo, in gruppi di 5-6 e con una tovaglia di carta per annotare idee e proposte), di dare risposta alle domande:
1. Cosa può fare, da subito, la singola persona per riportare indietro il clima. Come farlo diventare di moda: motivazioni, barriere, opportunità.
2. Pensare globalmente ed agire localmente: cosa chiedere alle istituzioni locali (Comune, Regione) e come sostenere queste azioni.

 

Enrico Di Giorgi illustrerà i risultati del questionario, che è stato compilato da oltre 600 studenti degli stessi istituti. Verranno esposti poi i suggerimenti dei giovani per salvare il loro futuro.

 

 

È stato presentato ieri il progetto avviato dalla LILT di Treviso con la Casa di Cura “Giovanni XXIII”: si chiama “Cafè Coraggio”. Si tratta dell’istituzione di un punto di incontro, simile ad un salotto, all’interno del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, in cui chi sia stato operato al seno si metta a disposizione di donne che stanno vivendo la malattia.
“L’iniziativa intende offrire un supporto e sostegno nel momento in cui la donna è particolarmente fragile -ha detto Rita De Mattia responsabile della delegazione LILT di Treviso e referente di Cafè Coraggio. – Abbiamo pensato che tramite il confronto con altre donne, che hanno già affrontato questa prova molto difficile, si possa fornire, alle donne alle quali è appena stata diagnosticava, gli strumenti necessari per affrontare il peridoto di cure con maggiore serenità”.
“Ho tre figli e la mia diagnosi è stata fatta 2 anni fa” – racconta con commozione Michele Bardi Volontaria di Cafè Coraggio e donna operata al seno. – “Il mio primo pensiero è andato a loro. Ricordo benissimo che proprio quel giorno il medico mi disse che in quel momento non dovevo pensare a loro ma concentrare la forza su di me. E da lì è partita la volontà di capire cosa mi stava succedendo e di farcela.
È per questo che ora mi sento di condividere la mia esperienza con altre persone che stanno facendo il mio stesso percorso. Per far capire loro che le emozioni e i sentimenti che proviamo sono veramente cose normale”.
Il fine di Cafè Coraggio è di creare un ambiente confidenziale e sincero in cui condividere stati d’animo, esperienze, difficoltà e trasmettere fiducia sui risultati che possono essere raggiunti superando l’inevitabile stato di prostrazione iniziale.
L’iniziativa partirà l’11 novembre e avrà cadenza mensile.
Chi fosse interessato può telefonare allo 0422.896659, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 19.

Un mese ricco di iniziative promosse dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII”, che apre anche il sabato per le donne che lavorano

 

In occasione di Ottobre Rosa 2019 ritorna per il quarto anno consecutivo la campagna di sensibilizzazione “Vinco Io”, promossa dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier allo scopo di combattere e prevenire il tumore al seno.

 

Molteplici le iniziative organizzate dalla struttura di Monastier che è partner, assieme ad altri 24 Centri di riferimento in Italia, dello Studio P.I.N.K.
La senologia della “Giovanni XXIII” è stata infatti accolta dal CNR di Pisa e dalla Fondazione Umberto Veronesi per partecipare all’indagine sulle metodologie di diagnosi integrate che consentono di ridurre la mortalità per cancro al seno.

 

Parte dei proventi alle associazioni trevigiane e veneziane che combattono il tumore al seno

La campagna “Vinco Io” ha un doppio scopo: quello di promuovere nelle donne la consapevolezza che prevenire il cancro significa “vincere” sul cancro e impadronirsi della propria salute per non lasciare che la malattia sconvolga la propria vita; e aiutare associazioni che operano nel territorio regionale come la LILT di Treviso e il Trifoglio Rosa di Mestre.

 

Anche per quest’anno, infatti la Casa di Cura “Giovanni XXIII” ha deciso di devolvere, nel mese di ottobre, parte del ricavato delle prestazioni effettuate in beneficenza.

 

Ma ciò su cui punta principalmente la struttura è l’informazione. Essere informate oggi su come e quando prevenire, può salvare la vita di una donna.

 

Le iniziative per l’Ottobre Rosa 2019 in tutto il territorio regionale e anche fuori regione

Quando a una donna viene diagnosticato il tumore al seno è inevitabile il coinvolgimento della famiglia. È per questo che la Casa di Cura ha deciso di farsi da promotrice per sensibilizzare anche i giovani sportivi appassionati di Calcio, Basket e Nuoto. A tal proposito sono stati organizzati due particolari open day.

 

A.C.D Treviso con il Consorzio Treviso Siamo noi

Il 29 settembre in occasione della partita di esordio allo Stadio Tenni del Treviso Calcio.

 

Palaverde con De’Longhi Treviso Basket

Un altro momento di incontro con la “prevenzione” è previsto per il 19 Ottobre al Palaverde di Villorba in occasione del Match che vedrà la De’ Longhi Treviso Basket contro la REYER Venezia.

 

Imoco Volley

Le campionesse italiane di volley durante l’incontro del 27 ottobre contro Pomì Casalmaggiore che si disputerà al Palaverde alle ore 17 nel pre-partita indosseranno la maglietta rosa di “Vinco io”.

 

Umana Reyer Venezia Femminile

Le giocatrici hanno deciso di sostenere la campagna di prevenzione appoggiando le iniziative che si stanno svolgendo nel mese di ottobre per sensibilizzare le donne alla prevenzione. Eccole in posa con il Fiocco Rosa “Vinco Io”.

 

Venezia, San Giuliano con la squadra di dragon Boat del Trifoglio Rosa

Durante tutto il mese di ottobre ogni sabato, a San Giuliano,  dalle 15 alle 18 le donne del Trifoglio Rosa di Mestre si metteranno a disposizione di quanti vorranno salire sul Dragon Boat per provare l’esperienza di uscire in laguna in barca ma soprattutto di raccogliere le sensazioni e gli stati d’animo, positivi, che le donne operate al seno hanno avuto aggregandosi alla squadra del Dragon Boat perché, nello stare insieme,  oltre ad avere un supporto fisico hanno anche un supporto psicologico che consente loro di affrontare i momenti di ansia dei controlli post operatori.

 

Convenzioni per Farmacia Internazionale di Silea

Per tutte le donne che hanno superato i 40 anni e che accederanno alla Farmacia Internazionale di Silea ci sarà la possibilità di sottoporsi allo screening mammografico in 3D ad una tariffa agevolata.

 

Incontri pubblici in Veneto e Friuli

Due incontri sono stati organizzati nel territorio triveneto per sensibilizzare le donne alla prevenzione del tumore al seno e alla prostata.

Il primo si è svolto il 26 settembre scorso a Fiume Veneto con un convegno aperto alla cittadinanza e ai medici che hanno avuto l’opportunità di essere maggiormente informati sulle Innovazioni tecnologiche nella prevenzione senologica come mammografia in 3D ed ecografia a 24 Mhz in grado di individuare le neoplasie in fase embrionale.

 

Incontro Informativo-Testimonianza il 26 ottobre a Roncade

Il secondo incontro, aperto a tutta la cittadinanza, si terrà il 26 ottobre prossimo a Roncade sul tema “IL MIO SENO se lo conosco, lo proteggo”. Parteciperanno il dottor Bernardino Spaliviero, Radiologo Senologo, il dottor Pasquale Piazzola Chirurgo Senologo e ci sarà anche la testimonianza di una donna operata al seno, Michela Bardi dal titolo “Donne si nasce: guerriere si diventa”.

 

Mammografie anche al sabato per le donne che lavorano

Durante tutto il mese di ottobre la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier aprirà i propri ambulatori anche al sabato mattina per consentire alle donne che lavorano durante la settimana di sottoporsi all’esame clinico strumentale alla mammella.

 

“Giovanni XXIII” Rosa per festeggiare “il volersi bene”

Prevenire significa volere bene a sé stesse quindi un momento di gioia. È quello che vuole trasmettere per tutto il mese di ottobre la “Giovanni XXIII” di Monastier attraverso l’allestimento speciale dell’entrata della struttura contornata di fiocchi rosa.

 

Associazioni aderenti attraverso convenzione

Inoltre, in quanto convenzionate, aderiscono alla campagna di prevenzione “Vinco Io” e possono usufruire delle tariffe agevolate tutti gli associati e le loro famiglie delle seguenti associazioni:

  • Treviso Accademy
  • Consorzio “Treviso Siamo Noi”
  • De’ Longhi Treviso Basket
  • PDM Polisportiva Disabili di Marca
  • Consorzio Universo Treviso Basket
  • Natatorium Piscine Comunali Treviso-Selvana
  • Umana Reyer Venezia Basket
  • Imoco Volley
  • Treviso Atletica
  • Mogliano Rugby
  • Polisportiva Monastier 88
  • Polisportiva Casale
  • Pordenone Calcio

Il Centro Servizi agli Anziani “Villa delle Magnolie” di Monastier, in collaborazione con l’Università dell’Età libera-Treviso Est, ha progettato degli orti rialzati accessibili alle persone anziane, anche in carrozzina, adibiti alla coltivazione di ortaggi e di piante alimurgiche.

 

L’orto, oltre ad avere una valenza terapeutica e riabilitativa, ha un forte valore sociale: favorisce la socializzazione, la cooperazione, lo stare insieme, non solo tra persone della stessa età, ma anche tra anziani e bambini. Orti quindi che si aprono anche all’incontro intergenerazionale, dove anziani e bambini sono coinvolti attivamente nello scambio di conoscenze, tradizioni, abilità pratiche.

 

Il nuovo orto alimurgico rialzato per gli ospiti di “Villa delle Magnolie” non significa solamente mantenere viva la tradizione, ma un vero e proprio tuffo nel passato. Un’opportunità che si affianca alla condivisione dell’orto tradizionale intergenerazionale rialzato curato dagli anziani della struttura assieme ai bambini del micronido “La Casa sull’Albero” che si trova all’interno della struttura.

 

“Con questi due orti, ed in particolare con quello alimurgico, speriamo di conservare le tradizioni utili ai nostri ospiti più maturi, che hanno modo di ritornare ad assaporare e annusare i profumi antichi, ma anche alle nuove generazioni così come un tempo avevano fatto i miei nonni con me”, ha commentato Matteo Geretto Responsabile di Sogedin, durante l’inaugurazione dell’orto tradizionale rialzato.

 

Lo speciale orto alimurgico – ce ne sono solo due in tutta la regione -, con le piante “di urgenza” selvatiche e spontanee, verrà curato dall’Università dell’Età Libera-Treviso Est che conta oltre 400 associati.

 

 

E il nastro, venerdì scorso, è stato tagliato proprio dalla sua presidentessa, Erminia Zamuner. “Siamo stati coinvolti in questo progetto perché diventa un qualcosa di prezioso, anche a livello divulgativo, – ha commentato durante l’inaugurazione – per far vedere e toccare alle persone, ed in particolare le scolaresche, tutte quelle piante che nella tradizione venivano utilizzate tutti i giorni”.

 

Dal tarassaco alla camomilla, dalla malva alle “rosoline”, molte specie sono disponibili al profumo, alla vista, al tatto e al gusto dei visitatori: gli obiettivi sono ammirare le piante spontanee che ormai sono in via di estinzione, farle conoscere ed apprezzare anche nel settore enogastronomico, perché sono una miniera di proprietà nutrizionali per riscoprire la stagionalità, la biodiversità e il rispetto del territorio.

 

 

“Ormai possiamo considerarlo come un vero e proprio “museo”, perché alcune specie di piante non si trovano più, – ha proseguito la Zamuner – e quindi vogliamo che la nostra tradizione venga trasmessa ai giovani, è proprio per questo che l’orto alimurgico viene visitato anche dalle scolaresche: visitano l’orto, lo capiscono dal punto di vista botanico, vedono cosa possa significare freschezza, e nel frattempo gli anziani parlano dei loro ricordi e delle loro storie su questo tipo di piante, nel dare agli anziani la possibilità rivivere le proprie esperienze di gioventù”.

 

L’orto alimurgico del Centro Servizi “Villa delle Magnolie”, così come quello Tradizionale, ha la caratteristica di essere rialzato a livello di carrozzina, per dare possibilità agli ospiti di toccare, annusare e riscoprire gli antichi sapori del loro passato. In questo modo possono condividere con i bambini del micronido le ore di pausa in giardino riscoprendo così non solo i profumi di un tempo ma anche la gioia di far conoscere ai più piccini le tradizioni di un tempo.

Il tour mondiale dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata Giovani ha fatto tappa anche a Monastier, in una giornata di visita della Casa di Cura “Giovanni XXIII” e al Centro Servizi di “Villa delle Magnolie”, entrambe gestite dal gruppo Sogedin.

 

“La sanità 4.0 è la sfida del futuro per Aiop Giovani – ha spiegato il suo presidente nazionale, Michele Nicchio – e al centro della nostra attività restano la formazione e l’innovazione: quale miglior occasione, se non conoscere le varie esperienze a livello mondiale e quelle nel nostro territorio”. Insieme al vicepresidente dell’Aiop Giovani Veneto, Matteo Geretto, e al vicepresidente Aiop Lombardia, Guerrino Nicchio, la delegazione privata (Guerrino e Michele Nicchio, padre e figlio, sono gestori della Mantova Salus proprietaria di due ospedali e cinque case di riposo) ha avuto modo di visitare le strutture e apprezzarne tutte le loro particolarità: dal piccolo asilo nido e la “piazza” di servizi per gli ospiti di “Villa delle Magnolie”, alle tecnologie d’avanguardia impiegate nella Casa di Cura “Giovanni XXIII”. “Consideriamo la formazione indispensabile, – commenta il rappresentante della Sogedin che è anche vicepresidente regionale di Aiop Giovani del Veneto, Matteo Geretto – e credo che confrontarsi con le problematiche riscontrate in ogni struttura possa essere indispensabile per dare una risposta sempre più puntuale al nostro paziente”. 

 

 

 

 

Guerrino e Michele Nicchio sono rimasti piacevolmente sorpresi dai sistemi di protezione in favore degli ospiti di “Villa delle Magnolie” e dei molti servizi (bar, edicola, bazar, parrucchiere) che la rende all’avanguardia sul territorio italiano, con un modello di “casa di riposo”, una città nella città, molto simile al quello nordeuropeo. La visita è proseguita nella Casa di Cura “Giovanni XXIII”, dove sono state illustrate tutte le varie tecnologie con cui operano i professionisti: dai monitor touchless (operativi senza il bisogno di toccare lo schermo, ma con il solo gesto della mano) alle sale operatorie ibride ed integrate, dotate di un impianto che permette 70 ricicli d’aria all’ora e che consente la massima sterilità. Una visita che ha toccato tutti i reparti: da quello più nuovo, Medicina, realizzato di recente e dotato di massimo confort per il paziente; passando poi per il servizio di Senologia, dove il suo primario, il dottor Francesco Di Toma, ha illustrato le apparecchiature in grado di individuare le neoplasie fin dalla fase embrionale; fino al Centro di Sterilizzazione, considerato il “fiore all’occhiello” della struttura e spiegato dal coordinatore infermieristico Luca Florian; per terminare poi con la clinica odontoiatrica, dotata di 8 poltrone di cui una per disabili, coordinata dal direttore Angelo Iannacci.

 

“Ho visto delle cose bellissime, strutture che non si vedono molto in giro, ma la cosa importante è il sentimento interno alla gestione: si percepisce il grande cuore della sua amministrazione – commenta il vicepresidente Aiop Lombardia, Guerrino Nicchio, al quale prosegue il presidente nazionale di Aiop Giovani, Michele Nicchio – e si prova un vero senso di famiglia mentre si cammina nei reparti, un sentimento che viene trasmesso anche ai pazienti e gli assistiti. Siamo abituati a credere che l’eccellenza sia negli Stati Uniti, nei paesi del Nord Europa, ma anche in Italia esistono dei fiori all’occhiello, e queste strutture lo sono”. 

Il tempo di scendere dall’aereo e subito la visita medico sportiva per iniziare la stagione 2019/20 con la De’ Longhi Treviso Basket.
Charles Cooke III, l’esterno statunitense che completa il roster della squadra trevigiana di basket, è arrivato in terra trevigiana e nei prossimi giorni inizierà gli allenamenti.

 

Ieri pomeriggio, accompagnato dal team manager, ha fatto tappa alla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier (TV) per la visita medica di idoneità sportiva. Nel reparto di medicina sportiva diretto dal dottor Totò Giujusa il 25enne di Trenton (New Jersey) si è sottoposto a varie prove: il controllo dell’acuità visiva e del senso cromatico, gli esami di laboratorio, la misurazione del peso, l’altezza per poi concludere con l’elettrocardiogramma, sia di base sia sotto sforzo.

 

Per Cooke è la prima esperienza in Europa ma sembra già a proprio agio in terra trevigiana. “Mi auguro una buona accoglienza – ha detto Charles Cooke III  Treviso è una bella città con una grande tradizione non solo sportiva ma anche culinaria e artistica. Sicuramente sarà una bella esperienza”.

 

 

Ciò che è però ora importante è il lavoro che aspetta la De’ Longhi e i suoi giocatori in vista della nuova stagione. E il 25enne statunitense è già pronto per iniziare la sua sfida italiana. “Io sono carico. Non vedo l’ora di iniziare gli allenamenti.  Ora mi illustreranno tutto il programma degli allenamenti e sono pronto alla nuova squadra e al prossimo campionato. Sicuramente sarà una stagione difficile perché il campionato italiano è molto bello ma anche molto tosto. Cercherò comunque di fare del mio meglio”, ha concluso Charles Cooke III.  

 

Ad accogliere Cooke III anche il responsabile Marketing della Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier Matteo Geretto.Quando c’è la forza di volontà e passione, non c’è nulla di impossibile da raggiungere, quindi aspettiamoci veramente grandi cose dalla De’ Longhi Treviso Basket anche per quest’anno”, ha concluso Geretto augurando, “in bocca al lupo” al nuovo giocatore della De’ Longhi.

 

 

Conosciamo Charles Cooke III

E non c’è dubbio che Charles Cooke III ce la metterà tutta a Treviso; è un giocatore completo e versatile che può giocare sia guardia che ala piccola; ha una grande potenza fisica abbinata a doti di tiro e buona tecnica individuale. La sua carriera di college dopo l’High School alla Trenton Catholic Academy, si è divisa tra i primi due anni alla James Madison University e il biennio finale (2015/17) a Dayton University dove ha chiuso con cifre di ottimo livello: 15.8 punti a gara con 5.1 rimbalzi, 2.8 assist, 1 stoppata, 1.1 recuperi e il 38% da tre punti. 

Nella sua esperienza in G League ha una media di 13.8 punti a gara con 4 rimbalzi e 2.3 assist, 46% da due e 34% da tre punti.

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