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Le previsioni avevano preannunciato un aumento dell’instabilità e della probabilità di rovesci e temporali da locali a sparsi, senza escludere locali fenomeni temporaleschi intensi.

 

E difatti nella notte i Vigili del fuoco sono stati impegnati nel Trevigiano per una decina di interventi causati dalla caduta di rami e da alberi pericolanti. In particolare nei comuni di Cessalto, Ponzano, Chiarano, Silea, Crocetta, Paese, Fregona.

 

Nel Veneziano, invece, gli interventi dei pompieri hanno riguardato Viale San Marco, Concordia Sagittaria, San Michele al Tagliamento, via Terraglietta a Venezia, viale Udine a Portogruaro, via Correr e via Bafile a Jesolo.

L’iniziativa si terrà a Villa delle Magnolie il 7 febbraio

 

“Sindaci camerieri” per solidarietà. La cena, la seconda dopo quella organizzata lo scorso anno per le famiglie alluvionate del Piave, è promossa dai dipendenti di Sogedin di Monastier che con la Casa di Cura “Giovanni XXIII” e il Centro Servizi “Villa delle Magnolie” di Monastier hanno anche deciso di donare delle ore di lavoro. L’iniziativa, patrocinata dal comune di Monastier che parteciperà con il sindaco Paola Moro e una rappresentanza della giunta, è aperta a tutta la cittadinanza e si terrà venerdì 7 febbraio alle 19.30. Sono stati invitati a partecipare tutti i sindaci del Veneto e i rappresentanti delle associazioni del territorio.

 

L’intero ricavato andrà a quanti hanno avuto seri danni, a Venezia e nei comuni del litorale, a seguito del maltempo dello scorso novembre. Per una sera saranno i primi cittadini a servire ai tavoli con tanto di vassoi e grembiuli.

 

L’anno scorso furono raccolti oltre 11 mila euro che furono distribuiti ai comuni di Zenson, Salgareda, Ponte di Piave e San Biagio di Callalta. “È diventato quasi un appuntamento periodico – commenta l’amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII Gabriele Geretto – Ci dispiace perché ci rendiamo conto che episodi così drammatici come quelli del 2018 e dello scorso novembre non vorremmo che accadessero mai. È bello però vedere che anche in questi casi non manca la solidarietà. Per questo ringrazio in anticipo quanti vorranno partecipare e tutti i dipendenti del nostro gruppo che fin dalle prime ore successive all’alluvione hanno cercato di dare, come potevano il loro contributo donando ore di lavoro e proponendo questa cena benefica”.

 

Dopo la devastazione causata dall’acqua alta a Venezia e le mareggiate che hanno colpito  i comuni del litorale veneziano i dipendenti di Sogedin – rappresentati da Pina Annibali- si sono prodigati subito proponendo, per raccogliere fondi, di devolvere delle ore di lavoro e di organizzare questa bella iniziativa che si terrà il 7 febbraio. Qui gli stessi dipendenti della Casa di Cura “Giovanni XXIII” del Centro Servizi “Villa delle Magnolie” serviranno a tavoli assieme ai sindaci del Veneto e rappresentanti delle associazioni. Visto lo scopo benefico dell’iniziativa hanno deciso di partecipare anche i comici “Marco & Francesco” che porteranno una ventata di allegria con i loro simpatici personaggi, tra questi le simpatiche nonnine Flora e Virginia.

 

“Lo scorso gennaio fu un grande successo. Contiamo di ripeterlo anche quest’anno – fa sapere Pina Annibali – per questo abbiamo predisposto dei numeri di telefono da chiamare per le prenotazioni della cena che si terrà nel salone A. Calvani del Centro Servizi Villa delle Magnolie”. Basterà telefonare, entro il 5 febbraio, e comunque fino ad esaurimento posti, al numero 0422.896548 o 348.2726138. Il costo della cena è di 18 euro per gli adulti e 8 euro per i bambini fino a 10 anni. Tutto il ricavato andrà interamente in beneficenza in quanto i costi delle pietanze sono a carico della Casa di Cura Giovanni XXIII e del Centro Servizi Villa delle Magnolie.

Il bel tempo di oggi e domani sul Veneto sta aiutando il deflusso dell’onda di piena sui corsi d’acqua. I livelli della rete idrografica principale sono generalmente in calo, anche se permangono situazioni di crescita nei tratti distali dei fiumi Gorzone, Adige e Livenza, in quest’ultimo a causa delle operazioni di rilascio controllato dagli invasi di Ravedis e Ponte Racli. 

 

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto conferma pertanto l’allerta arancione (stato di  pre-allarme): la criticità idraulica arancione nel bacino dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone ) e in quello del basso Brenta-Bacchiglione è valida fino alla mezzanotte di oggi. Successivamente, fino alle ore 14 di domani, è da considerare gialla (stato di attenzione).

 

Lungo il fiume Po è in transito un onda di piena il cui culmine dovrebbe interessare il territorio regionale a partire dalla serata di domani. La criticità idraulica arancione nel bacino del Po e del basso Adige è riferita alla propagazione della piena del fiume e interessa tutti i comuni rivieraschi. Si segnala che presumibilmente dalla serata di domani 26 novembre il grado di criticità diventerà rossa (stato di allarme). Nei rimanenti comuni la criticità idraulica è da considerare verde.

 

È ancora allerta gialla sulla rete principale del bacino del Lemene, Livenza e Tagliamento.

Banca Prealpi SanBiagio lancia il prestito “Emergenza Maltempo” per sostenere le popolazioni del territorio flagellato dall’eccezionale ondata di maltempo dei giorni scorsi.

 

Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto di credito cooperativo di Tarzo ha deliberato l’attivazione di un plafond di 15 milioni di euro a tassi agevolati per famiglie e imprese che hanno subìto danni causati dal fenomeno alluvionale (allagamenti, esondazioni, abbondanti piogge, forti raffiche di vento). Nel caso delle imprese, in particolare, i danni possono riguardare anche perdite economiche subite in relazione alle fasi produttive o di commercializzazione dei prodotti.

 

 

Come richiedere il prestito

Il mutuo, con importo massimo del finanziamento di 100.000 euro, ha una durata di 60 mesi prolungabile fino a un massimo di 72 mesi, è esente da spese d’istruttoria, spese d’incasso rata e spese per decurtazione o estinzione anticipata. L’intero territorio di competenza di Banca Prealpi SanBiagio – dal Bellunese a Lignano e dal Piave a Chioggia, passando per la città di Venezia – potrà beneficiare dell’iniziativa, che vuole rappresentare una prima e tempestiva forma di sostegno alle comunità interessate.

 

Per presentare domanda di finanziamento, entro il 31 marzo 2020, basterà fornire alla Banca un’autodichiarazione con descrizione e importo dei danni subiti, oppure preventivi e fatture di spesa che comprovino la tipologia dell’intervento da finanziare.

 

 

Iniziativa “Venezia nel Cuore”

Banca Prealpi SanBiagio sostiene inoltre la città di Venezia tramite l’azzeramento delle spese di commissione sulle donazioni effettuate tramite bonifico bancario e destinate al conto corrente aperto dall’Amministrazione Comune per raccogliere, nel quadro dell’iniziativa “Venezia nel cuore”, fondi a sostegno della cittadinanza colpita.

 

«Le parole di conforto sono certamente importanti, ma i fatti lo sono di più – ha dichiarato Carlo Antiga, presidente di Banca Prealpi SanBiagio – Per questo il nostro Istituto ha deciso di scendere in campo in favore delle comunità che hanno subito ingenti danni per il forte maltempo, alle famiglie che hanno perso tutto a causa dell’alluvione, agli imprenditori che hanno patito perdite economiche. A tutti loro, Banca Prealpi SanBiagio vuole offrire una prima risposta concreta per le esigenze immediate di ricostruzione e per ripartire in fretta, nel solco dei valori della cooperazione e del mutualismo che da sempre ci animano. Il territorio e le comunità non devono sentirsi abbandonate: la nostra Banca è in prima linea al loro fianco».

È in arrivo un nuovo fine settimana di tempo perturbato in Veneto: tra sabato pomeriggio e domenica pomeriggio sono previste precipitazioni, anche a carattere di rovescio o locale temporale, specie verso la costa, con quantitativi consistenti e localmente abbondanti sia sulle zone montane e pedemontane sia nella pianura nordorientale. Nevicherà in quota, sopra i 1800-2000 metri.

 

Il Centro Funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto segnala lo stato di pre-allarme (allerta arancione) nelle aree del Delta del Po, interessate dalla propagazione dell’onda di piena del fiume. L’allerta, già da oggi pomeriggio e fino alle ore 14 di domani, interessa tutto il tratto veneto del Po. Il transito dell’onda di piena determinerà l’allagamento delle aree golenali non difese da argini, con interessamento delle attività, degli insediamenti, delle infrastrutture presenti. Si raccomanda ai Comuni ed agli enti gestori di interdire l’accesso alle golene aperte e chiuse compreso l’utilizzo delle piste ciclabili ivi presenti, e di mantenere la massima attenzione lungo il corso d’acqua, nonché di valutare l’interdizione al transito di mezzi e persone attraverso i ponti in barche presenti sui rami di Po e di provvedere eventualmente alla loro apertura per il libero deflusso della piena e del materiale flottante trasportato.

 

Per le aree alpine e prealpine (Alto Piave, Piave pedemontano, Alto Brenta, Monti Lessini e bacino del Garda) è stato di attenzione (allerta gialla) per possibili criticità nella rete idraulica minore e ai sistemi fognari e, in conseguenza delle precipitazioni abbondanti dei giorni scorsi, per la possibilità d’innesco di fenomeni franosi sui versanti. Permane, inoltre,  la situazione di criticità locale legata alla frana della Busa del Cristo in Comune di Perarolo di Cadore (BL)

 

Fino alla serata di domenica 24 permane lo stato di attenzione sula rete idrografica secondaria anche nei bacini del Lemene, Livenza e Tagliamento e nel bacino scolante della laguna di Venezia.

Dopo la tragedia dell’acqua alta del 12 novembre, Venezia si sta risollevando grazie soprattutto alla tenacia dei veneziani.

 

Purtroppo ora stanno venendo fuori i danni incalcolabili al patrimonio artistico e culturale della città, dove ben duecento sono gli edifici danneggiati.

 

La Basilica di San Marco ha subìto danni visibili. Uno tra i tanti sono le tessere dei mosaici pavimentali, che si stanno staccando, ma anche danni occulti come quelli subìti dalle colonne attaccate dalla salsedine lasciata dall’acqua del mare.

 

Danni gravissimi ha subìto anche il Conservatorio Benedetto Marcello, che ha visto importantissimi spartiti sommersi dalla marea.

 

La forza con cui l’acqua è arrivata potrebbe aver danneggiato la stabilità di molti campanili veneziani. Purtroppo l’acqua salata è penetrata nei muri delle chiese e degli edifici storici, provocando danni alla loro stabilità nel prossimo futuro.

 

L’isola di Pellestrina è totalmente in ginocchio, solo oggi un solo supermercato ha riaperto; tutto il resto rimane chiuso e danneggiato dall’acqua.

 

A Murano le fornaci sono spente, con danni economici ingentissimi, e a Burano la situazione non è certamente rosea.

 

Comunque anche questa volta la Serenissima ce la farà con buona pace del Mose che, secondo alcuni esperti, avrebbe salvato la città se fosse stato operativo.

“Il Veneto è stato colpito a trecentosessanta gradi. I danni non sono ancora quantificati ma ingentissimi. Abbiamo chiesto un secondo commissario, oltre al sindaco Brugnaro che gestirà la situazione di Venezia e delle isole, per gestire la ricostruzione e il ripristino nei territori della regione massacrati da piene di fiumi, frane, dissesti e scomparsa di chilometri di spiaggia”. 

 

Così il Presidente della Regione Luca Zaia, questa mattina, ha fatto il punto della situazione dopo l’ondata di maltempo che da una settimana sta imperversando sul Veneto, puntualizzando quali sono le situazioni più critiche.  

 

“Devastata la costa, le spiagge ed il litorale – ha spiegato il Presidente – numerose le frane e gli smottamenti che abbiamo registrato in montagna. Per dare un’idea, sono 50 i cantieri di Vaia che hanno subìto danni. Misurina è rimasta isolata a lungo, strade chiuse nell’agordino ed il lago di Alleghe è arrivato a 6 centimetri dall’esondazione. Situazione devastante nel Veneto orientale. A Bibione 100.000 metri cubi di spiaggia sono stati inghiottiti, distrutti i sottoservizi. Danni anche a Caorle ed Eraclea, a Jesolo oltre un km di lungomare, verso la Pineta, non esiste più. Poi c’è tutta la parte verso il Polesine. La spiaggia di barricata è sparita, mentre la Sacca degli Scardovari è devastata. Su 70 cavane, 50 sono state distrutte, anche quelle che erano state appena ricostruite dopo Vaia”. 

 

L’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin ha poi fornito alcuni numeri relativi all’emergenza di questi giorni. “L’Unità di crisi si è riunita da martedì scorso, ma già da dieci giorni era allertata – spiega – 195 i Centri Operativi Comunali aperti, 744 i soccorritori volontari che hanno operato, 186 le squadre di 78 organizzazioni. Numeri significativi che forniscono un’idea della grande macchina messa in moto dalla Protezione Civile regionale, mettendo insieme professionisti e volontari. Ora l’emergenza sta rientrando, ma temiamo per la montagna, dove le frane si possono muovere anche parecchie ore successivamente alle precipitazioni.”

 

In dieci giorni sono caduti dai 400 ai 700 mm di acqua – ha sottolineato Nicola Dell’Acqua, direttore dell’area tutela del territorio della Regione – si tratta della quantità che lo scorso anno si è registrata in 48 ore in occasione di Vaia. Il problema è rappresentato dall’ingrossamento dei fiumi in simultanea con l’alta marea che ha colpito pesantemente Venezia e le isole. Questo ha mandato in crisi la rete secondaria e provocato parecchi problemi in montagna, in particolare in alcuni cantieri di Vaia e nell’area nord-orientale”.

 

Dopo un sintetico quadro della situazione e un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare senza sosta in questi giorni (dai volontari ai professionisti della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e tutte le forze dell’Ordine), il Presidente ha spiegato che la Regione sta predisponendo una relazione sommaria con una prima quantificazione dei danni in tutte le zone del Veneto, esclusa Venezia e le isole. Per ora è disponibile una relazione sintetica di ARPAV.

 

“I danni sono ingenti ma è ancora difficile ipotizzare cifre – ha sottolineato – quello che ci preoccupa ora, oltre al ripristino delle spiagge, fondamentali dato che rappresentano il 50 per cento del fatturato turistico del Veneto, è il fronte frane. Dopo il 2010 abbiamo messo in atto il piano D’Alpaos con 3 miliardi di euro, ma le piene si ripetono. Per mettere in sicurezza il Piave servono bacini di laminazione. Serve che qualcuno decida a livello centrale: se il dissesto idrogeologico è una priorità, bisogna che il Governo investa adeguatamente”. 

 

“Nel bilancio 2020 abbiamo allocato 45 milioni di euro, quello che potevamo, ben consapevoli che non basteranno” ha concluso il Presidente della Regione del Veneto.

Un appello urgente per il recupero dei libri che domani andranno al macero viene lanciato in queste ore dalla libreria Bertoni in Rio terrà degli Assassini, vicino a calle della Mandola a Venezia. Si tratta di libri che sono andati sott’acqua e che sarebbe troppo lungo e costoso cercare di asciugare uno ad uno. Così saranno buttati! Chi volesse in queste ore andare a prenderli potrà farlo e portarli a casa gratuitamente, anche se si consiglia una piccola offerta.

 

Lo stesso sta facendo la libreria Acqua Alta in Calle Longa S. Maria Formosa. La storica libreria vende libri usati e allora a Mogliano si è già pensato di provvedere al… riordino!

 

Un gruppo si sta infatti attivando per la raccolta e chi volesse donare dei libri, esclusi testi scolastici ed enciclopedie, può portarli al negozio TecnoAudio di via C. Gris n. 29 a Mogliano. La raccolta si protrarrà fino a venerdì 22 e poi i libri rimarranno in un deposito fino a quando la libreria non sarà pronta per accoglierli. Nel frattempo i libri bagnati sono a disposizione di chi volesse andare a prenderli e magari asciugarli, curarne le ferite pur di salvarli.

I libri della solidarietà viaggiano dunque a doppio binario.

 

 

Silvia Moscati

“Pensavamo di avere visto il peggio con Vaia, invece siamo di fronte a uno scenario apocalittico su Venezia e tutto il litorale. Uno scenario che ci preoccupa anche per le prossime ore. In montagna sta nevicando e le temperature si stanno alzando. Sono previsti 120 cm di neve, che con lo scirocco stanno facendo prospettare uno scenario come quello dell’alluvione del 2010. Ricordo che in quell’occasione sono stati colpiti 235 Comuni, oltre 10.000 tra cittadini e imprese, ed è stato superato il miliardo di danni.”  

 

Così il Presidente della Regione, Luca Zaia, ha inquadrato questa mattina la drammatica situazione di emergenza maltempo che si è venuta a creare in Veneto da ieri sera. Particolarmente colpiti Venezia, Pellestrina e tutta la zona del litorale. Erano presenti alla conferenza stampa, svoltasi nella sala operativa della Protezione civile regionale, a Marghera, il Sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, il Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, il Direttore del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Angelo Borrelli, Capo del Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco Fabio Dattilo.  

 

“Abbiamo già dichiarato lo stato di crisi per Venezia e tutte le altre località – continua a spiegare il Presidente – resta ferma la modalità che tutte le segnalazioni che via via arriveranno saranno accolte lasciando aperto il decreto. Continueremo a seguire le evoluzioni dalla sala operativa, consapevoli che siamo di fronte ancora una volta a un evento straordinario.”

 

Nell’Unità di Crisi della Protezione Civile, attivata ieri, sono operativi l’assessore regionale Gianpaolo Bottacin, il direttore dell’area ambiente Nicola Dell’Acqua e il direttore della Protezione Regionale, Luca Soppelsa, che stanno monitorando tutto ciò che accade non solo a Venezia ma anche nel resto della Regione.

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