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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta della Lega Giovani del Veneto in risposta alla polemica sollevata dal segretario provinciale del PD, Giovanni Zorzi, per gli striscioni di protesta contro il Governo comparsi nella Marca Trevigiana

 

La Lega Giovani del Veneto dichiara di aver semplicemente voluto esporre in maniera pacifica il proprio punto di vista riguardo le ultime vicende che caratterizzano la politica del nostro Paese: il dissenso verso questo Governo formato dai due partiti che dal 4 marzo 2018 hanno perso tutte le elezioni in cui si sono presentati.

Il primo a prendere la parola è Piergiovanni Sorato, commissario veneto della Lega Giovani e assessore comunale a Pianiga, che dichiara: “Non credo che uno striscione appeso possa aver creato un’indignazione così forte al segretario provinciale del PD. Credo che definire le nuove leve emergenti della Lega nel territorio non solo trevigiano irrispettose verso le istituzioni e la democrazia sia un po’ esagerato e siano usate parole particolarmente pesanti, anche perché noi di nuove leve e di nuovi amministratori possiamo parlarne con senso compiuto. Ci sono infatti in molte amministrazioni comunali ragazzi che lavorano in maniera lecita, rispettosa delle istituzioni e dedicano il loro tempo per cercare di migliorare i propri comuni di appartenenza. Esporre un proprio pensiero non è un crimine. Chiedo quindi alla dirigenza provinciale del PD di usare lo stesso metodo e gli stessi termini usati contro il movimento giovanile della Lega verso i ragazzi che provengono da altre estrazioni politiche, che avviano azioni di forza e manifestano in maniera non autorizzata contro chi in maniera pacata e pacifica porta avanti le proprie idee”, chiude Sorato.
“Probabilmente il signor Zorzi ha bisogno di pubblicizzare la festa provinciale del PD che si terrà a Treviso e posso garantire che non ci saranno sicuramente manifestazioni per dezorzizzare Treviso, essendoci sempre da parte nostra il rispetto di chi ha un’idea diversa”.

 

“Prende posizione a favore del gesto di protesta dei giovani anche il neo commissario provinciale della Lega di Treviso Gianangelo Bof: “Fa sorridere il fatto che il segretario del PD parli di messaggi d’odio quando durante le loro manifestazioni di sinistra fanno comparire striscioni inneggianti Piazzale Loreto per Matteo Salvini, augurandogli quindi la morte. Non accettiamo morali da chi si riempie la bocca con parole democratiche ma poi nella concretezza fa tutt’altro, come ad esempio l’atteggiamento dei centri sociali o di alcuni attivisti e militanti che danneggiano cose, imbrattano le città e manifestano con violenza e cattiveria… Su questo nessuno mai si indigna”.

 

Sulla vicenda interviene anche Chiara Fraccaro, coordinatrice provinciale della Lega Giovani di Treviso e consigliere comunale a Castelfranco Veneto: “La Lega è il primo partito italiano per giovani iscritti e attivi, formati attraverso le scuole politiche e l’esperienza diretta nelle amministrazioni e sul territorio, siamo sempre a contatto con la gente e a servizio dei cittadini, sappiamo fare squadra, abbiamo ideali, cuore e coraggio. Probabilmente il PD manca di questa parte e non può far altro che attaccarci su simili banalità; non dimentichiamoci anche l’attacco dai banchi del Partito Democratico durante l’ultimo Consiglio Comunale a Castelfranco dove si dava del ‘sensale tombolano’ ad un assessore, offendendo e scatenando l’ira di un’intera comunità di Tombolo, dimostrando palesemente chi sono coloro che seminano odio”.
Poi conclude: “Purtroppo le persone preferiscono vedere le pagliuzze negli occhi altrui e non accorgersi delle travi nei loro occhi.”

 

Una netta visione arriva anche da Loris Florian, membro del Direttivo Federale della Lega Giovani e capogruppo Lega in comune a San Vendemiano: “Penso che il segretario del PD farebbe meglio a pensare al suo Governo e al suo neo ministro per gli Affari regionali, perché si adoperino per garantire l’Autonomia che Veneto e Lombardia hanno richiesto a gran voce con il referendum del 22 ottobre 2017, faccia questo e sarà la prima volta che un esponente del PD avrà fatto l’interesse dei Veneti”.

 

Andrea Cogo, giovane consigliere della Provincia di Treviso e consigliere comunale a Silea sostiene: “Ad oggi il PD è intenzionato ad apparire per via delle imminenti elezioni regionali 2020 con tutta probabilità; come sempre però si aggrappano al pretesto sbagliato. Noi a differenza loro apprezziamo, sosteniamo e valorizziamo i giovani che fanno sana politica e che cercano di migliorare la società in cui vivono. Dispiace sentire Zorzi criticare un intero movimento per un’idea che non condivide, al punto da volerla censurare ma ahimè, avesse voluto solo censurarla avrebbe agito in silenzio, invece ha voluto creare un caso mediatico solo per ottenere un po’ di visibilità… positiva o negativa lo decideranno presto gli elettori.”

 

Commenta i fatti anche Alain Tommasi, giovane segretario di sezione Lega a San Zenone degli Ezzelini e consigliere comunale del medesimo comune: “Il segretario del PD Trevigiano definisce questo atto come una mancanza di rispetto per le istituzioni e la democrazia di questo paese, proprio il partito che rappresenta forse non conosce bene la parola democrazia (letteralmente il popolo che comanda), ricordo inoltre i 7 anni tra governi tecnici ed auto eletti, non ultimo il penoso inciucio con coloro che tanto hanno contestato e denigrato. Se Zorzi vuole parlare di democrazia lo faccio sostenendo il ritorno alle urne, subito!”

 

 

Photo Credits: FB @LegaGiovaniTreviso

Il presidente nazionale di AIDAA-ITALIAMBIENTE ha inviato una lettera aperta al presidente del consiglio avvocato dottor Giuseppe Conte e ai capigruppo di tutti i partiti politici presenti coi loro gruppi nei due rami del Parlamento, elencando le priorità di una politica di tutela degli animali e in particolare la richiesta al presidente Conte, perché tenga conto anche del benessere e dei diritti degli animali nel programma che andrà a illustrare nei prossimi giorni in Parlamento in occasione del voto di fiducia al suo nuovo governo.
I punti sommariamente elencati dal presidente di AIDAA-ITALIAMBIENTE Lorenzo Croce sono 6 e possono essere brevemente così riassunti:
1) IVA
Si chiede l’abbassamento o in via subordinata il mantenimento delle attuale aliquote iva sulle prestazioni veterinarie e sui farmaci veterinari e sugli alimenti e i prodotti di prima necessità per cani e gatti compresi gli antiparassitari.
2) RANDAGISMO
Solo una seria lotta al randagismo con l’introduzione delle stazioni mobili di sterilizzazione affidate per le zone di maggior criticità alla veterinaria militare strutturata con gli ospedali veterinari da campo per operare anche in zone impervie e montuose, potrà ridurre il randagismo in tempi rapidi. Forte campagna di adozioni dei cani e nuove regole europee per le adozioni internazionali sia per i cani in entrata che in uscita dall’Italia. Finanziamenti della cassa depositi e prestiti a tasso zero ai comuni per pagare gli arretrati ai canili e maggiore controllo delle attività degli stessi. Introduzione dell’obbligo del microchip anche per i gatti, riconoscimento legale del ruolo delle gattare e fondi ai Comuni per la gestione del fenomeno del randagismo felino. Da tenere sotto controllo con interventi specifici anche nuove forme di randagismo, compreso quello equino il cui numero di cavalli abbandonati cresce mese per mese.
3) AVVELENAMENTI
Il problema dell’avvelenamento degli animali di affezione è un problema centrale in forte espansione. AIDAA-ITALIAMBIENTE chiede che si faccia una seria politica di contrasto a questo fenomeno con l’introduzione di pene certe e severe per coloro che si rendono responsabili dell’avvelenamento dei cani e degli altri animali domestici, di affezione e dei selvatici.
4) CACCIA E LOTTA AL BRACCONAGGIO
Si chieda che entro il 2022 si arrivi alla totale abolizione della caccia, e che nel frattempo si faccia una seria revisione di quelli che sono i permessi di caccia ed i porto d’armi introducendo limiti di età massima per il conseguimento ed il mantenimento della licenza di caccia. Lotta senza quartiere al bracconaggio.
5) SELVATICI
Da subito stop all’abbattimento di lupi, ibridi e orsi e revisione delle regole di abbattimento di selezioni in senso restrittivo per le altre specie selvatiche. Da subito nuovi progetti di introduzione delle specie selvatiche, un piano lupo ed un piano orso che preveda anche adeguati finanziamenti per i rimborsi dovuti agli allevatori in caso di comprovati danni causati dalle specie selvatiche compresi i cinghiali.
6) INTRODUZIONE NUOVE PENE PER I REATI CONTRO GLI ANIMALI 
Introduzione di pene severe che prevedano la reclusione fino a 10 anni di carcere per i reati di cui all’articolo 544 del codice penale relativo al maltrattamento ed uccisione di animali.
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“L’aria sta velocemente cambiando e del cambiamento fa parte anche una nuova e positiva attenzione ai territori da parte del livello nazionale. Dopo i 33 milioni assegnati pochi giorni fa ai Comuni veneti con meno di ventimila abitanti, oggi la buona notizia che oltre 23 milioni di euro da destinare alla manutenzione di scuole e strade arriveranno per le nostre Province. Ringrazio il Governo e il Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Sono segnali significativi, che danno fiducia”.

 

Lo dice il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, in relazione alla lettera con la quale il Viminale ha comunicato ai Presidenti delle Province italiane che è stato firmato il decreto interministeriale che destina 250 milioni di euro per la manutenzione di scuole e strade. In Veneto si tratta di 23.115.193 euro distribuiti nelle sei Province: a Belluno vanno 1,20 milioni, a Padova 2,49 milioni, a Rovigo 1,97 milioni, a Treviso 9,88 milioni, a Verona 5,32 milioni, a Vicenza 2,24 milioni.

 

“Dopo anni nei quali il patto di stabilità ha penalizzato i moltissimi Enti virtuosi veneti, impedendo loro l’uso legittimo dei fondi che avevano a disposizione – aggiunge Zaia – con questi finanziamenti è stato dato un grande segnale di svolta in termini di considerazione e attenzione ai territori”.

 

“Gli Enti locali – conclude il Governatore – sono i primi ‘terminali’ del nostro assetto istituzionale. Quelli virtuosi, come i Veneti, meritavano finanziamenti che si tradurranno in servizi attesi dai cittadini come la messa in sicurezza di strada e scuole. Molto bene. Avanti così”.

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dell’Associazione italiana difesa animali e ambiente (AIDAA), in merito alla caccia al cinghiale

 

Secondo le notizie riportate dalle agenzie stampa, il Governo – o meglio la componente leghista del Governo – ha presentato un emendamento al decreto legge semplificazione, con il quale si chiede di dare alle Regioni la possibilità di: “individuare operatori qualificati ed abilitati per affiancare dopo un corso le guardie forestali, comunali ed i proprietari e gestori dei fondi ora coinvolti nei piani di abbattimenti e contenimenti dei cinghiali”.

 

In poche parole, la Lega, partito legato a triplo filo ai cacciatori, starebbe facendo passare la possibilità per i cacciatori di partecipare alle battute al cinghiale dopo un breve corso, in base alle richieste delle Regioni.

 

Questo con la complicità del Movimento Cinque Stelle – altra componente di Governo che si vantava di tutelare gli animali – e forse anche di altre componenti politiche della minoranza.

 

“Si tratta di una scelta precisa che apre la strada alla liberalizzazione della caccia al cinghiale – sostiene Lorenzo Croce, Presidente di AIDAA – e questo nel silenzio innanzitutto dei parlamentari, che si definiscono animalisti, e della componente Cinque Stelle del Parlamento che, in nome della reciproca non interferenza, si presta a questo orribile gioco di morte, che ovviamente noi condanniamo sia nella forma che nella sostanza dei fatti”.

“Fare previsioni è sempre difficile, ma non credo che questo Governo durerà per la legislatura”. Lo ha detto intervenendo questa mattina al Morning Show di Radio Padova, l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, rispondendo a una domanda del conduttore Barry Mason.
“Mi sembra che le difficoltà economiche che la sua azione ha provocato – aggiunge Paolo Gentiloni riferendosi all’attuale Governo – e che purtroppo si incrociano anche con un rallentamento dell’economia dell’Eurozona, renderanno impossibile mantenere anche gli ultimi tentativi delle promesse elettorali che sono state fatte. E questo non credo che renderà la vita del Governo particolarmente lunga. Dopodichè speriamo che si riesca a fare almeno una legge di bilancio perchè siamo al 17 di dicembre e ancora non ne abbiamo notizia”.
Venendo alla politica interna al Pd Paolo Gentiloni smentisce eventuali ritorni di accordi con Massimo D’Alema, come paventato in maniera ostile dall’ex ministro Carlo Calenda.
“Io credo che un po’ di rinnovamento è necessario – ha aggiunto l’ex presidente del Consiglio Paolo Gentiloni riferendosi a sè stesso – se tu hai svolto un ruolo così importante come quello del Presidente del Consiglio, e poi alla fine gli elettori hanno espresso il loro verdetto…” e lo stesso ragionamento vale anche per Massimo D’Alema, che ha portato l’ex ministro Carlo Calenda a lanciare strali su twitter. “D’Alema non rispunta per niente. Se rispuntasse D’Alema avrebbe ragione da vendere anche Calenda”.

La missiva è partita questa mattina e contiene le 10 richieste presentate a Governo e Parlamento, sottoscritte dai primi cittadini della Marca Trevigiana per l’autonomia finanziaria degli enti locali

Comuni al collasso, la piattaforma con le 10 richieste allo Stato dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, firmata e sottoscritta dai primi cittadini della nostra provincia, è stata inviata questa mattina (mercoledì 5 dicembre) al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, al Ministro degli Affari regionali Erika Stefani, al Ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta Riccardo Fraccaro, ai sottosegretari Massimo Bitonci e Massimo Garavaglia, al Prefetto di Treviso Maria Rosaria Laganà, ai parlamentari trevigiani, al Presidente della Regione Veneto Luca Zaia e al Presidente della provincia di Treviso, Stefano Marcon.

 

I contenuti della piattaforma sono già stati divulgati e sono noti. I Comuni trevigiani chiedono:

– la concreta attuazione del “federalismo dei costi standard”;

– la restituzione ai Comuni della “piena autonomia nel governo della leva fiscale”;

– l’aggiornamento del catasto in tutto il territorio nazionale (per avere basi imponibili realistiche);

– l’effettiva liberalizzazione degli avanzi di bilancio e la revisione di tutti quei “meccanismi bizantini” che impediscono l’utilizzo degli spazi finanziari pur in assenza di debito;

– la soppressione del sistema della Tesoreria Unica;

– la possibilità per i Comuni del ricorso all’indebitamento per investimenti di messa in sicurezza del proprio territorio;

– lo sblocco del turnover e la possibilità di nuove assunzioni su base concorsuale;

– una reale semplificazione legislativa per abbattere la “giungla normativa” vigente che ingessa l’azione amministrativa dei Comuni.

 

 

Ora la parola spetta al Governo e al Parlamento. Si sta discutendo la legge di bilancio e i sindaci trevigiani si aspettano provvedimenti concreti.

 

Nella lettera accompagnatoria, i Comuni della Marca Trevigiana chiedono «risposta affinché essi possano conservare un minimo di operatività dopo gli anni della cosiddetta “spending review”, il famigerato taglio della spesa a invarianza dei servizi, che si è rivelato un ossimoro amministrativo involontariamente comico nella sua pretesa e disastroso negli effetti: la riduzione dei diritti dei cittadini ad avere strade sicure, edifici scolastici a norma sismica, sostegno sociale negli anni della crisi e via elencando».

 

«Rifinanziare gli enti locali avrebbe due implicazioni positive – spiega la presidente Mariarosa Barazza -: investire in sicurezza su strade, ambiente e scuole, creare posti di lavoro reali e mettere le ditte che lavorano per il pubblico nelle condizioni di assumere. Ci aspettiamo che vengano accolte anche le altre richieste, tutte essenziali per la sopravvivenza dei nostri enti, in particolare la possibilità per i Comuni di assumere personale. Desideriamo vedere, a monte, un cambio di mentalità con il riconoscimento del ruolo dei Comuni nella nostra Repubblica. I Comuni pre-esistono allo Stato italiano: va maturata la consapevolezza in chi ci governa, tanto a Roma quanto a Venezia, che accogliendo le richieste dei comuni si danno risposte ai cittadini e che quindi il tema del ridare loro operatività va messo nelle priorità politiche del Paese».

 

«Nei sei anni che vanno dal 2011 al 2017, lo Stato con i tagli ai Comuni ha risparmiato soli 9 miliardi di euro, cioè una media di un miliardo e mezzo all’anno. Ne valeva la pena? – si chiede il sindaco di Montebelluna Marzio Favero, referente del Gruppo Finanza Locale dell’Associazione -. È evidente che la riattivazione dei trasferimenti ai Comuni, meglio se alla luce della spesa standard rispetto a quella storica, come stabilito dalla non attuata legge 42/2009, non sconvolgerebbe l’impianto della finanziaria e, anzi, la migliorerebbe proprio nelle misure rivolte alla crescita sollecitate dall’Europa, poiché gli enti locali potrebbero tornare alla spesa d’investimento per strutture e infrastrutture, contribuendo così a rimettere in moto il comparto delle costruzioni, che è quello che maggiormente ha sofferto negli anni della stagnazione».

 

Cosa si aspettano i sindaci trevigiani da questo Governo?

«Si aspettano per prima cosa una grande sensibilità sul tema dell’autonomia in generale e comunale in particolare – risponde il sindaco di Codognè Roberto Bet -. I Comuni da anni subiscono provvedimenti economico-finanziari che vanno in direzione opposta a quella dell’autonomia. È stato fatto un primo passo con l’inserimento nella legge di bilancio dello sblocco delle tariffe e delle aliquote, ma è ancora un piccolo avanzamento rispetto alle modifiche necessarie per dare autonomia finanziaria ai Comuni: i soldi devono restare ai cittadini sul territorio in modo che ci sia maggior controllo sulle decisioni di spesa e maggiore responsabilità da parte di chi, come noi amministratori locali, ha l’onere delle decisioni di spesa».

 

«In questa fase di interlocuzione con l’Europa, il Governo deve capire che i Comuni sono quel livello istituzionale-amministrativo che può dare la spinta in avanti più forte al Paese per evitare che finisca in recessione e, al contrario, incentivare la crescita – ragiona Pieranna Zottarelli, sindaca di Roncade – . Le necessità dei Comuni sono a supporto delle imprese e quindi a favore della crescita. I soldi che noi chiediamo indietro sono già dei Comuni, perché è con i nostri soldi che alimentiamo il Fondo di Solidarietà. E sono risorse destinate a migliorare le infrastrutture, a cominciare da quelle stradali, e dunque a far ripartire gli investimenti, che sono crollati negli ultimi anni con conseguenze negative anche sulle imprese locali. Da questo Governo ci aspettiamo autonomia, che fa rima con solidarietà e responsabilità: responsabilità nello sviluppo, che dovrà essere sostenibile e sempre più “verde”; e solidarietà al nostro territorio, visti i danni derivanti dal mal tempo, e risposte concrete per i nostri giovani. Il Veneto è già proiettato in Europa e quindi bisogna che anche i Comuni veneti vengano ascoltati».

“Dopo anni di sole parole, con l’approvazione definitiva di oggi, viene data una risposta concreta a un’esigenza primaria della gente per bene come la sicurezza. Come Presidente di una Regione che l’ha invocata inutilmente per anni a tutti i livelli, ringrazio il ministro dell’Interno Matteo Salvini per un lavoro fatto presto e bene, il Governo e il Parlamento”.

 

Lo ha sottolineato ieri il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, dicendosi convinto che “questa decisione è un segnale fortissimo di cambiamento per un Paese dove legalità e sicurezza sono state troppo spesso trascurate”.

 

“La nuova normativa dà una serie di risposte chiare alle richieste che provenivano dalla società civile, dai cittadini stanchi di subire ingiustizie varie, determinate dalla debolezza di uno Stato più volte debole di fronte all’illegalità e alla clandestinità”.

 

“Nei contenuti del Decreto Salvini – conclude Zaia –  si ritrovano tanti contenuti di ciò che ripetute volte abbiamo chiesto, inascoltati, ai predecessori: lotta senza quartiere all’illegalità, presidio del territorio, sostegno alle forze dell’ordine, severità rispetto all’immigrazione clandestina come conseguenza della tratta illegale di migranti e del business incontrollato dell’accoglienza. La musica è davvero cambiata”.

«La Lega ha perso l’occasione di ascoltare i giovani e gli studenti del Veneto, che due settimane fa sono venuti davanti a Palazzo Ferro Fini a manifestare pacificamente contro il servizio militare obbligatorio. Dispiace constatare che chi governa a Venezia e a Roma abbia così poca stima e fiducia nelle nuove generazioni, che la Lega vuole condannare a una corvè di Stato». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), dopo l’approvazione del “pdl naja” di cui è stato relatore di minoranza.

 

«Se non altro siamo riusciti, come minoranza, a salvare il servizio civile che la Lega voleva cancellare. Con un emendamento, condiviso con la consigliera Baldin (M5S), abbiamo impedito questo oltraggio alle numerosissime associazioni di volontariato che operano nel nostro territorio anche grazie al servizio civile».

 

«Abbiamo anche evitato – sottolinea Ruzzante – il servizio di leva su base regionale, una formulazione che evocava degli “eserciti regionali” di cui proprio non si sente il bisogno».

 

«Tolte queste piccole ma importanti modifiche, la maggioranza ha respinto ogni emendamento che modificasse l’impianto della legge: resta il servizio militare, resta l’obbligo, continuano a mancare i soldi e le garanzie che la nuova naja di Zaia non vada a ostacolare il percorso di studi. La Lega non ha voluto ascoltare i giovani veneti e ha scelto di portare avanti un provvedimento di pura propaganda, che non ha alcuna speranza di diventare legge poiché non ha i numeri in Parlamento: la mia scommessa – conclude Ruzzante – è che tra un anno questa proposta di legge non sarà ancora arrivata all’esame della Camera. A quel punto, chiederò ogni settimana che fine ha fatto…».

La Giunta che governerà Treviso per i prossimi cinque anni è stata presentata ieri dal neo sindaco Mario Conte, che ha scelto come vice sindaco Andrea De Checchi.

Gli assessori saranno sette, di cui quattro donne e tre uomini.

 

Ecco la squadra femminile.

assessore ai Beni culturali: Lavinia Colonna Preti

assessore all’Urbanistica: Linda Tassinari

assessore allo Sport: Silvia Nizzetto

assessore alle Politiche sociali: Gloria Tessarollo.

 

Ed ecco quella maschile: Alessandro Manera sarà assessore alle Politiche ambientali, Cristian Schiavon sarà assessore alle Risorse economiche e Sandro Zampese avrà l’assessorato ai Lavori pubblici.

Finalmente il buon senso è tornato e il governo, frutto del contratto tra Lega e Cinque Stelle, ha preso il via – speriamo – per i prossimi cinque anni!

È bastato che tutti facessero un passo indietro e la cosa si è resa possibile.

 

La Lega ha spostato il prof. Savona dal ministero dell’Economia, sgradito all’Europa e al presidente Mattarella, al ministero delle Politiche europee, e tutto si è risolto.

 

La compagine di governo sembra molto solida, anche se il premier Conte avrà alle calcagna due mastini, i vicepremier Di Maio e Salvini.

 

A questo punto sono pochi i commenti da fare: buona la scelta del prof. Tria al ministero dell’Economia, molto apprezzato in Europa, e che certamente ben difenderà i nostri interessi in quella sede.

Aspettiamo con curiosità di vedere quali posizioni di Salvini nei confronti dell’immigrazione, visto che si è piazzato al ministero degli Interni.

 

Di seguito, i nomi dei ministri e dei ministeri a loro assegnati, che oggi pomeriggio si presenteranno al Quirinale dal presidente Mattarella per il giuramento, e martedì saranno in Parlamento per ottenere la fiducia.

 

Premier: prof. Giuseppe Conte

Vicepremier: Matteo Salvini e Luigi Di Maio

Ministro dell’Economia: Giovanni Tria (Lega)

Ministro degli Esteri: Moavero Milanesi

Ministro della Giustizia: Alfonso Bonafede (M5S)

Ministro delle Politiche comunitarie: Paolo Savona

Ministro dei Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta: Riccardo Fraccaro (M5S)

Ministro della Pubblica amministrazione: Giulia Bongiorno (Lega)

Ministro degli Affari regionali: Erika Stefani (Lega)

Ministro del Sud: Barbara Lezzi (M5S)

Ministro della Famiglia e dei disabili: Lorenzo Fontana(Lega)

Ministro della Difesa: Elisabetta Trenta (M5S)

Ministro delle Politiche agricole: Gian Marco Centinaio (Lega)

Ministro delle Infrastrutture: Danilo Toninelli (M5S)

Ministro dell’Istruzione: Marco Bussetti (Lega)

Ministro dei Beni culturali: Alberto Bonisoli (M5S)

Ministro della Salute: Giulia Grillo (M5S)

Ministro dell’Ambiente Sergio Costa.

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