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I fatti risalgono al pomeriggio di ieri. Un addetto alla sala Arrivi dell’aeroporto Marco Polo di Venezia, a causa del gran via vai di passeggeri, aveva per un attimo perso di vista il proprio borsello. In quel brevissimo momento di distrazione, l’oggetto era sparito, con mille euro in contati custoditi all’interno. La vittima, appena accortasi del furto, si è recata al presidio dei Carabinieri dell’aeroporto per fare denuncia. Dopo una serie di indagini di Polizia giudiziaria e aver visualizzato le immagini delle telecamere di sorveglianza, le forze dell’ordine hanno individuato il ladro.

 

Si tratta di un autista di 55 anni NCC (noleggio con conducente) che, approfittando della sua mansione, è riuscito a far sparire il borsello della vittima senza dare nell’occhio.

 

L’uomo è stato quindi fermato e, una volta messo davanti alle sue responsabilità, ha confessato il furto e restituito il denaro. Per lui è scattata una denuncia in stato di libertà per furto aggravato. Le indagini stanno proseguendo per valutare se ci siano altri soggetti coinvolti nella vicenda e per accertare l’eventuale coinvolgimento dell’uomo in altri furti analoghi avvenuti allo scalo veneziano.

 

 

Fonte: La Nuova Venezia

I fatti risalgono a giovedì scorso verso le 10.15 del mattino. La vittima, un pensionato di settantasette anni, si stava dirigendo verso casa quando a un tratto, mentre percorreva via Fratelli Bandiera, si è sentita strattonare da una sconosciuta. In un primo momento era sembrato quasi uno scontro fortuito, in quanto, la sconosciuta, si era scusata stringendogli il polso. Solo quando la donna ha cominciato a correre, il 77enne si è reso conto che il gesto di stringergli il polso, non era certo per chiedere scusa, ma per far sparire il Rolex del valore di diecimila euro.

 

L’uomo non ha potuto fare altro che chiamare le forze dell’ordine. Gli Agenti della questura di Meste l’hanno raggiunto all’altezza del deposito Bartolini. Il pensionato ha raccontato ai poliziotti ciò che gli era successo, descrivendo la sconosciuta come una ragazza sui 25 anni, molto probabilmente italiana, che vestiva un abito azzurro con motivi floreali.

 

La polizia ha immediatamente fatto scattare le ricerche diramando le informazioni alle altre Forze dell’ordine, ma sembra che l’abile ladra sia riuscita a non lasciare tracce, visto che nella zona dove si è consumato il furto molto probabilmente non ci sono telecamere di sicurezza che possano avere ripreso l’azione. 

 

 

Fonte: Il Gazzettino di Venezia del 04/08/19

Nella giornata di ieri, il personale del Commissariato della Polizia di Stato di Chioggia si è imbattuto in una persona che ne richiamava l’attenzione, in prossimità della Cassa di Risparmio di Venezia-Intesa San Paolo di Corso del Popolo.

 

L’utente ha informato i poliziotti che alla postazione bancomat dell’istituto di credito stava accadendo qualcosa di poco chiaro: un giovane stava cercando di raggirare un’anziana donna.

 

I fatti

Proprio in quel frangente gli operatori della Polizia di Stato hanno notato un giovane che corrispondeva alla descrizione fornita, che usciva dalla banca e, con andatura veloce, cercava di allontanarsi. L’uomo, notata la presenza della Volante, ha dapprima accelerato il passo e, successivamente, si è dato a precipitosa fuga.

 

Inseguito dagli agenti, M.A., un 27 enne brianzolo, è stato fermato in una calle vicina e trovato in possesso di una somma di denaro di 150 € e della carta bancomat intestata a una donna ultraottantenne di Chioggia. 

 

È stato accertato in seguito che il soggetto fermato, vista l’anziana signora intenta a effettuare un prelevamento di denaro, si è avvicinato a lei con una scusa, convincendola a inserire nuovamente la tessera per sincerarsi circa un eventuale malfunzionamento nell’erogazione del denaro. Così, nella concitazione e all’insaputa della signora, il malintenzionato è riuscito a prelevare dal conto di lei la somma di 150 € e a sottrarle la tessera bancomat, per poi cercare di dileguarsi dal luogo del misfatto. 

Il denaro e la carta bancomat di proprietà dell’anziana chioggiotta sono stati sequestrati e subito restituiti alla proprietaria ancora in preda allo spavento.

 

 

Innumerevoli precedenti

Il soggetto, che al suo attivo annovera una serie interminabile di precedenti per furti e reati contro il patrimonio in genere, è stato perciò arrestato dagli Agenti di Chioggia per truffa aggravata e furto aggravato. Nella mattinata odierna è stato convalidato l’arresto e disposta la misura degli arresti domiciliari presso la residenza nella provincia di Monza-Brianza.

Il weekend appena trascorso, concomitante con la ricorrenza della festività del Redentore, ha richiamato come di consuetudine a Venezia numerosi turisti e vacanzieri.

 

In tale occasione la stazione ferroviaria di Venezia e gli esercizi commerciali circostanti diventano una sorta di crocevia interessato da un grande flusso di persone che si spostano poi verso il centro storico.

 

La massiccia presenza di turisti richiama anche un buon numero di borseggiatori che vedono aumentare le probabilità di concretizzare furti di portafogli e bagagli, approfittando della confusione e della disattenzione delle persone immerse nell’atmosfera di festa che si respira.

 

Anche quest’anno, dunque, il Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto ha potenziato significativamente i servizi di contrasto ai borseggiatori. Molti gli agenti specializzati, operanti in abiti civili, pronti ad individuare la presenza in stazione e nelle aree circostanti di soggetti sospetti, che per il loro modo di agire, possano dare l’impressione di essere borseggiatori in attesa di cogliere il momento più propizio per perpetrare il loro reato.

Turista derubata in stazione

Nel primo pomeriggio di sabato 20 luglio, una pattuglia della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto operante in abiti civili, ha notato una coppia di stranieri apparentemente originari del Sud America, che usciva dalla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia.

Gli agenti, attirati dal comportamento anomalo dei due, ne hanno seguito gli spostamenti, osservando che si cambiavano rapidamente i capi di abbigliamento mentre camminavano, avvalorando in tal modo il sospetto che i due potessero essere borseggiatori. 

 

I due stranieri dopo alcuni minuti, si sono uniti ad altri tre soggetti. I cinque sono stati fermati e sottoposti ad un controllo da parte di una pattuglia in uniforme.

 

Nel frattempo la Sala Operativa informava circa una turista derubata della propria borsa mentre si trovava all’interno di un esercizio commerciale della stazione ferroviaria.

La borsa in questione era in possesso del gruppo dei sospettati. Al suo interno vi era un portafogli già svuotato del contenuto.

 

Rilevando assoluta corrispondenza tra gli oggetti ritrovati e quanto sottratto alla turista, i malfattori hanno consegnato il denaro prelevato dal portafogli. Poco dopo gli Agenti hanno recuperato anche gli altri effetti abbandonati dagli autori del furto all’interno del camerino di un negozio della stazione. L’esame delle immagini delle telecamere ha poi permesso di ricostruire i momenti successivi al furto e la dinamica di fuga.

 

La refurtiva è stata riconsegna integra alla turista che ha potuto continuare il suo viaggio. I responsabili del furto, tutti di origine sudamericana, sono stati denunciati in stato libertà per ricettazione e furto aggravato.

La nota cantante lirica americana Yunah Lee, in visita a Venezia nei giorni scorsi, è stata derubata del suo portafoglio nel quale custodiva il passaporto statunitense e varie carte di credito.

 

A ritrovarlo è stato un cittadino, che dopo aver notato i documenti e le carte di credito, l’ha portato alla polizia.

 

Gli agenti, una volta preso in consegna il portafoglio, hanno effettuato le ricerche relative all’intestataria dei documenti scoprendo allora che si trattava della nota soprano residente in Ariziona (USA) e che stava trascorrendo una vacanza a Venezia. Hanno quindi deciso di provare a contattarla tramite l’applicazione “Messenger” invitandola presso il commissariato per restituirle i suoi beni.

 

La cantante, dopo aver ringraziato personalmente gli agenti del commissariato di Mestre per l’iniziativa assunta, il giorno successivo ha voluto condividere con i suoi follower su Facebook la sua gioia e rinnovare agli agenti il suo ringraziamento dedicando loro un Post: “A tutti può capitare di essere derubati in Italia; ma a quanti capita di essere contattati dalla Polizia perché documenti e portafogli sono stati ritrovati? Il mio terzo giorno in Italia ed ecco il miracolo! Grazie per avermi cercata su Google, siete i miei eroi!”

Nella giornata di ieri, domenica 14 luglio, il personale del Commissariato P.S. di Jesolo ha conseguito un importante risultato per la prevenzione e repressione dell’odioso fenomeno dei furti ai danni delle autovetture in sosta, che comporta spesso danni ai veicoli e forti preoccupazioni per i derubati. Risultato, questo, che è frutto del potenziamento dei servizi di controllo del territorio in corrispondenza delle località del litorale, accentuato ulteriormente nei weekend, in considerazione del maggior afflusso turistico.

 

In particolare, grazie a puntuali riscontri investigativi, gli agenti del Commissariato di Jesolo sono riusciti a individuare gli occupanti di una Fiat Punto Evo di colore bianco, quali soggetti coinvolti nella predetta attività illecita.

 

Nella tarda mattinata di ieri, dunque, gli equipaggi in servizio di controllo del territorio hanno effettuato un’attenta ricerca del veicolo indicato nei luoghi noti come maggiormente “a rischio furti”. Alle ore 14.30, una volante ha intercettato il mezzo, condotto da I. F. di 64 anni, con a bordo due donne (la moglie del conducente, C. G., di 59 anni, e una terza conoscente, C. P., di 55 anni), procedendo al suo controllo.

 

Nei frangenti del controllo è balzato immediatamente all’occhio attento dei poliziotti il fulmineo tentativo, compiuto dalla moglie del conducente, di occultare “qualcosa”, che poi è risultato trattarsi di 4 carte bancomat, con relativi codici PIN, delle quali nessuno dei controllati ha fornito giustificazioni idonee a fondarne un possesso legittimo.

 

Approfondendo il controllo, gli agenti hanno notato che all’interno di una borsa da mare, sistemata tra i piedi della C.G., vi erano una seconda borsa da donna di colore bordeaux e un borsello di colore nero. All’interno della borsa erano ancora presenti del denaro, i documenti e gli effetti personali riconducibili a una donna, mentre all’interno del borsello vi erano i soldi, il portafogli e i documenti di un uomo.

 

La sala operativa del Commissariato di Jesolo è quindi riuscita a rintracciare telefonicamente il titolare del portafogli il quale, nella mattinata, dopo aver parcheggiato la sua auto, si era recato in spiaggia e non era assolutamente a conoscenza di essere stato vittima di un furto sul proprio veicolo in sosta. Lo stesso, assieme alla moglie, si è presentato poco dopo in Commissariato per sporgere denuncia e recuperare quanto gli era stato sottratto poco prima.

 

Gli accertamenti esperiti tramite la Banca Dati Interforze del ministero dell’Interno permettevano di appurare che i 3 sottoposti a controllo annoverano numerosi precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio. Gli stessi sono stati indagati per l’ipotesi di ricettazione in concorso e, non essendo residenti nel comune di Jesolo, saranno segnalati per un provvedimento di foglio di via con divieto di ritorno nel predetto Comune.
La tempestività dell’azione di polizia ha consentito, inoltre, di evitare che i malfattori utilizzassero le carte di credito con i relativi codici per l’effettuazione di prelievi.

Ieri mattina, gli uomini della Polizia Ferroviaria, unitamente alla pattuglia del Commissariato San Marco in servizio antiborseggio, hanno proceduto all’arresto in flagranza di una borseggiatrice e alla denuncia a piede libero di altre.

 

Un turista brasiliano si trovava su un treno in partenza dalla Stazione Santa Lucia in compagnia della moglie e della figlia, quando si è accorto che la moglie era stata appena derubata del proprio portafoglio, contenente 3500 euro. Autrice del gesto: una diciannovenne di nazionalità croata che, in concorso con altre tre giovani (due croate, di cui una minorenne, e una bosniaca) è stata sorpresa mentre armeggiava intorno alla famiglia di turisti. L’uomo ha affrontato le quattro malfattrici e ne è nato un alterco. La responsabile, vistasi scoperta, ha gettato a terra il portafoglio e ha tentato di darsi alla fuga insieme alle complici.

 

Intanto il capotreno, informato di quanto stava accadendo, ha allertato gli agenti della Polizia Ferroviaria i quali, prontamente intervenuti, sono riusciti a bloccare l’autrice materiale del borseggio e una delle complici.

 

Le altre due donne, che erano riuscite a dileguarsi, all’uscita dalla stazione sono state rintracciate dalla pattuglia antiborseggio del Commissariato San Marco a cui erano già note in quanto abitualmente dedite ai furti in centro storico. Anche queste ultime, così come le prime due, sono state poi riconosciute dalla vittima che ha sporto querela.

 

L’autrice materiale del borseggio, A.E., è stata arrestata e processata per direttissima. Il Tribunale di Venezia ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere, in attesa della prossima udienza fissata per il 26 giugno p.v. Al termine dell’udienza è stata accompagnata al carcere della Giudecca.

 

 Le altre tre responsabili sono state denunciate a piede libero per concorso nel furto. Di queste, H.M., 31 anni, bosniaca, è anche risultata destinataria di un foglio di via obbligatorio con ordine di allontanamento dal Comune di Venezia emesso dal Questore di Venezia e in scadenza nel 2022, oltre che della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Roma; si è pertanto proceduto a deferirla all’Autorità giudiziaria per le relative inosservanze. 

Il Questore di Venezia ha disposto l’intensificazione dei servizi antiborseggio in relazione al maggior flusso turistico del periodo, per contrastare il fastidioso reato.

 

Ieri mattina due donne sono state rintracciate nei pressi di Rialto durante le ore di maggior afflusso dei turisti. Riconosciute dai poliziotti sotto copertura, impiegati nei controlli antiborseggio, sono state fermate e identificate: un’italiana di 30 anni che si accompagnava ad una bosniaca di 29 anni, numerosi i precedenti per borseggio accertati dalla polizia.

 

Su di loro pende un foglio di via del Questore emesso nel 2018 che vieta il ritorno nel comune di Venezia per tre anni, pertanto gli agenti le hanno denunciate alla Autorità Giudiziaria.

Oggi si è conclusa, con un lieto fine, la disavventura di due turisti tedeschi che, durante la loro vacanza in un camping a Cavallino Treporti, si sono visti rubare due biciclette elettriche del valore di 2800 euro ciascuna. 

 

Il furto era avvenuto nella notte tra il 19 e il 20 maggio scorso. La coppia di turisti tedeschi in vacanza a Jesolo si era vista privare di due mountain bike elettriche commercializzate da una ditta tedesca. Negli scorsi giorni, nell’ambito di più ampia attività di contrasto agli episodi di furto e ricettazione, i poliziotti del Commissariato di Mestre aveva recuperato, su segnalazione fiduciaria, da un garage mestrino, una serie di oggetti ricettati che, opportunamente smontati e imballati, erano già pronti per la vendita.

 

Tra questi vi era una falciatrice elettrica, un monopattino elettrico, già restituito al legittimo proprietario, una motosega e due biciclette. Le bici, modello mountain bike elettriche, di marca Haibike, con motore BOSCH, avevano impresso su telaio un numero seriale identificativo grazie al quale, con la collaborazione della casa costruttrice e del gestore di un camping, si è riusciti a risalire ai proprietari: una coppia di turisti tedeschi ai quali stamane sono state restituite le bici.

 

La ricerca dei proprietari è stata articolata e complessa posto che pur essendo stato impresso sui telai delle bici il numero seriale identificativo è stato necessario contattare diversi gestori di camping per risalire alla coppia derubata che, oggi, dopo la restituzione, ha potuto riprendere il soggiorno estivo.

 

Un cittadino ucraino invece è stato denunciato per ricettazione aggravata.

 

 

Consigli della Polizia di Stato

 

1. La biciletta non va mai lasciata incustodita.

Il consiglio nasce dall’esperienza di famosi bikers e appassionati di cicloturismo nonchè dai riscontri di Polizia. Normalmente infatti le persone che usano le bicilette sostano nei luoghi affollati lasciando anche temporaneamente il mezzo incustodito. È evidente che questo comportamento consente ai più scaltri di appropriarsi di bicilette il cui valore, alle volte, è ingente.

 

2. Laddove sia necessario lasciarla prediligere luoghi vigilati da telecamere o personale addetto e apporre una catena in modo tale da impedire la facile rimozione.

 

3. Conservare i documenti di proprietà.

Alcune case di fabbricazione rilasciano documenti di proprietà della biciletta in cui sono inserite caratteristiche del mezzo che ne rendono più facile la successiva identificazione ed eventuale restituzione.

 

4. Scattare delle foto della bicicletta.

È opportuno fare delle foto che mostrino componenti aggiuntive della bicicletta o eventuali scalfitture e graffi, utili in caso di ritrovo e riconoscimento del mezzo.

 

5. Verificare se la propria bicicletta ha un numero di telaio,

In questo caso comunicarlo in sede di denuncia.

 

6. Evitare di acquistare bici la cui provenienza non è certificabile o certa.

Il mercato delle bici rubate non deve essere incoraggiato da comportamenti inappropriati o incauti; 

 

7. Denunciare sempre il furto.

La denuncia è indispensabile per la restituzione dell’oggetto rubato in caso di ritrovamento.

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