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Piumestrepiuvenezia.org esprime vicinanza alle famiglie delle vittime dell’acqua alta e il proprio amaro punto di vista in merito al referendum del prossimo dicembre

 

Piumestrepiuvenezia.org esprime il proprio cordoglio per i due cittadini veneziani deceduti a causa dell’alta marea e la vicinanza alle loro famiglie: “I nuovi lutti che hanno colpito la comunità veneziana devono renderci più responsabili e più coraggiosi nel cambiare un sistema amministrativo incapace di proteggere la vita dei propri cittadini e contribuenti”.

 

Il referendum si svolgerà sotto il peso di due morti che potevano essere evitate

Come sottolineato da Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia “Venezia è in ginocchio” e Piumestrepiuvenezia invita i cittadini di Mestre e Venezia a votare a favore del SI al referendum del 1° dicembre per risollevare le comunità lagunari e della terra ferma. Anche in queste ore abbiamo avuto la prova dell’urgenza di avere amministrazioni comunali che si interessino realmente dei problemi dei cittadini e che soprattutto risolvano i problemi antichi di Venezia e Mestre.

 

Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha affermato che siamo in presenza di “un disastro annunciato”. Questa dichiarazione d’impotenza rende ancora più incomprensibile la volontà di non cambiare il modo di governare Mestre e Venezia. L’acqua alta di oggi rende evidente che siamo ancora fermi al 1966, quando ci fu un’alta marea più imponente, malgrado il fiume di denaro speso per il Mose ma trascurando la pulizia dei canali.

 

Quello che indigna, oltre ai morti, è quanto scritto dal Comune di Venezia sui propri Social: “non si tratta di un’alluvione”,“…fino a lasciare le strade bagnate come quando piove”.

 

Piumestrepiuvenezia.org sollecita provvedimenti verso chi deride i propri cittadini e contribuenti che rischiano la vita anche all’interno delle proprie abitazioni.

 

Anche sulla base di questa mancanza di rispetto per i cittadini è necessario che tutti vadano a votare il primo di dicembre e dicano sì all’autonomia di Venezia e di Mestre per avere amministrazioni più vicine ai bisogni delle persone che vivono e lavorano in queste due città.

Sabato 15 giugno, la scuola cinofila “Il cane” di Mogliano Veneto, FISA Treviso e FISA Padova (Federazione italiana salvamento acquatico) hanno partecipato all’esercitazione della Protezione civile di Rovigo, denominata RO06 maxi-emergenza.

 

 

L’esercitazione ha visto l’impiego di un centinaio di volontari impegnati in molteplici scenari di soccorso.

 

Alla scuola cinofila “Il cane” è stato assegnato il compito di trarre in salvo 4 persone rifugiatesi sul tetto di una abitazione allagata, mentre le moto d’acqua sono state impegnate in una ricerca SAR in lago e poi in fiume, traendo in salvo 5 persone alluvionate.

 

I soccorritori hanno dimostrato un’elevata professionalità, velocità di intervento e attenta assistenza alle vittime, tanto che hanno ricevuto i complimenti e gli applausi degli organizzatori e dei volontari della Protezione civile.

 

 

Ringraziamenti

Un ringraziamento particolare va a Katia Trombaiolli, ai soccorritori cinofili Claudio Dino con Amarok, Giampietro Zanon con Meggy, agli equipaggi delle moto d’acqua Marco Battaggia (pilota) Nicola Ceccon (soccorritore), Matteo Giardini (pilota), Teofilo Girardini (soccorritore) ed Elena Zennaro, coordinatrice del gruppo.

 

 

“Da un mese migliaia di persone affette dal morbo di Parkinson sono rimaste senza un farmaco indispensabile. Cosa sta facendo la Regione per affrontare questa emergenza e garantire ai pazienti di potersi curare?”. È quanto chiedono il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni insieme al capogruppo Stefano Fracasso, primi firmatari di un’interrogazione depositata oggi.

 

 

Al centro il caso del Sinemet, farmaco di vitale importanza e diventato praticamente introvabile da metà marzo. Una carenza dovuta a problemi produttivi, come ha sottolineato l’Agenzia italiana del farmaco. “Sono evidenti i disagi per queste persone e le loro famiglie, costrette a un’improbabile ‘caccia al tesoro’. Non esistono ‘generici’ che possano sostituirlo, al momento l’unica alternativa è acquistare un medicinale analogo dall’estero, dove costa di più, rivolgendosi alla propria Ulss di riferimento.

 

 

È inaccettabile che si arrivi a situazioni del genere, il ministero della Salute dovrebbe impegnarsi per assicurare la fruizione di medicinali fondamentali, come nel caso del Sinemet per i pazienti affetti dal Parkinson. Auspichiamo che la situazione possa normalizzarsi a breve, ma non ci sono certezze. Nel frattempo, viste le numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto, quali procedure ha messo in atto la Regione, tramite le proprie Ulss, per fronteggiare l’emergenza?”.

Il Presidente della Regione Luca Zaia ha richiesto al Governo la proroga dello stato di emergenza riguardo la contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova.

 

 

Un anno fa il Palazzo Chigi decretò lo stato di emergenza, fissandone la scadenza al 21 marzo 2019; il 28 maggio 2018 il Capo della Protezione Civile ha nominato Nicola Dell’Acqua (Direttore Area Tutela e Sviluppo del territorio della Regione del Veneto) come Commissario delegato.

 

 

Il piano approvato a dicembre 2018 dalla Protezione Civile ha dato il via alle infrastrutture acquedottistiche, con un costo pari a 56,8 milioni di euro, necessarie a bypassare gli acquedotti contaminati con fonti idropotabili di buona qualità presenti in altre aree del Veneto.

 

La richiesta di proroga permetterebbe di completare tutte le opere acquedottistiche, disponendo di un ulteriore tempo necessario per il completamento dei lavori. Inoltre la Regione si impegna a garantire un aggiornamento costante sullo stato dei lavori con la Protezione Civile.

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