Home / Posts Tagged "digital"

Quante volte siete andati a sbirciare Instagram e non siete riusciti a resistere a quella camicia così particolare? Oppure avete acquistato quel profumo di cui tanto parlano su Facebook? E la borsa che è apparsa sul profilo Instagram di Asos la scorsa settimana? 

 

Con internet l’approccio delle aziende al mercato ha iniziato a cambiare e con questo anche il sistema di vendita, sfruttando tutti quei canali social che supportano interazioni, fasi di pre-vendita e vendita diretta. Un legame shopping online e social network che ha dato il via a un fenomeno chiamato social commerce, ossia l’acquisto e la vendita di prodotti tramite social media.

 

I social network stanno acquisendo un ruolo sempre più centrale nella vita di ognuno: sono un utile sistema grazie al quale molte persone possono farsi un’idea sulle novità dell’ultimo momento, tenersi aggiornate, scambiarsi idee oppure dare un’occhiata ai prodotti in circolazione alla ricerca di nuovi spunti per prossimi acquisti. Pensiamo solo all’enorme awareness che deriva dalla condivisione di post e recensioni da parte di clienti soddisfatti e dalla viralità che questi mezzi rendono possibile.

 

Inoltre se consideriamo che il 74% dei consumatori dipende dai social per le sue decisioni di acquisto (studio realizzato dall’agenzia di digital marketing ODM Group), il social commerce non può che rivelarsi la scelta vincente per qualsiasi azienda.

 

Elenchiamo allora alcuni motivi per cui attuare una buona strategia di social commerce può rivelarsi la svolta decisiva per il vostro business.

 

1. Permette di instaurare un engagement autentico e duraturo

I social network permettono di instaurare una comunicazione più profonda tra brand e consumatore. 

Postando periodicamente contenuti è possibile mantenere aggiornati i propri followers e loro, a loro volta, possono interagire con il brand tramite likes, commenti, taggando amici e condividendo contenuti. I social permettono poi di rispondere pubblicamente e privatamente ad ogni persona con la possibilità di stabilire delle connessioni più profonde e autentiche che sono la base per instaurare un business ben consolidato e incrementare la notorietà del proprio brand.

Tramite piattaforme social è inoltre possibile coinvolgere direttamente i propri fans promuovendo attività e contest: ad esempio realizzando post che ritraggono i consumatori oppure condividendo delle loro foto in cui vengono chiaramente utilizzati i prodotti promossi. Così il cliente si sente speciale e il marchio acquisisce notorietà.

Il consumatore non sarà più solo un semplice acquirente ma si sentirà parte di una famiglia.

 

2. I clienti sono più felici

I social network permettono di condividere opinioni e recensioni tra clienti che, prima di effettuare un acquisto hanno modo di confrontarsi con altre persone. È un po’ come andare a fare shopping ricevendo dei suggerimenti: non ci si sente mai soli ma più sicuri e decisi primi di premere “click” su acquista. 

 

3. Crescono fiducia e lealtà nel consumatore  

Le persone si fidano di più di altre persone che del brand. Perciò avere molti consumatori che lasciano commenti e recensioni positive all’interno della propria pagina permette di renderla “più affidabile” agli occhi di altri potenziali acquirenti. Dall’altra parte ci sarà una possibilità in più che fans del prodotto già soddisfatti, viste le recensioni, possano ripetere l’acquisto nuovamente. 

Avere una pagina social perciò è fondamentale: 4 persone su 10 solitamente seguono il loro brand preferito: e ciò vuol dire buone possibilità di creare relazioni più consolidate e leali nel tempo.

 

4. Migliora la customer experience tramite sistemi di pagamento più immediati

Social network come Pinterest o Facebook permettono alle persone di acquistare direttamente in app anziché reindirizzare al sito web dove saranno costretti ad iscriversi ogni volta e compilare noiosi form. Fare shopping diventa così più immediato e semplice e quindi una passeggiata per qualsiasi utente potenzialmente interessato!

 

5. Permette di aumentare il valore medio dell’ordine

I social riescono a convincerci a spendere di più! Come? Sicuramente un fattore importante è che i consumatori possono acquistare in modo semplificato qualsiasi cosa con un solo click da telefono. Inoltre recensioni, testimonial/ influencers, discussioni e immagini che ci martellano giorno per giorno su qualsiasi piattaforma influenzano profondamente le nostre decisioni d’acquisto spingendoci a riempire il nostro “carrello virtuale” con facilità.

 

6. Favorisce condivisioni e suggerimenti tra utenti

È facile che un consumatore soddisfatto condivida la propria esperienza e suggerisca un brand tramite i social. Questo aiuta il marchio ad acquisire maggiore popolarità e consumatori a costo zero! Ovviamente è un’arma a doppio taglio: consumatori insoddisfatti possono diffondere cattive recensioni e opinioni diminuendo potenziali clienti. La chiave per gestire al meglio queste situazioni è offrire delle risposte/offerte giuste al momento giusto.

 

7. Riesce a raggiungere un pubblico globale

Una delle caratteristiche più importanti dei social media è che permettono di oltrepassare qualsiasi confine: di particolare importanza se il prodotto offerto si rivolge ad un pubblico internazionale (Facebook da solo conta più di 2 miliardi di utenti e la piattaforma è accessibile in 101 lingue).

Perciò milioni di persone da tutto il mondo possono discutere e scambiarsi opinioni riguardo un marchio espandendo il mercato e rendendolo globale diversamente rispetto al tradizionale e-commerce.

Ovviamente le opportunità di crescita tramite i social sono molteplici, il segreto è saperli gestire correttamente tramite un buon piano marketing rimanendo sempre aggiornati sui trend: le modalità d’acquisto online cambiano costantemente ed è importante essere sempre al passo con i tempi. 

 

 

Mariangela Schiavon

Stai lottando per raggiungere il successo di marketing sui social media? Stai cercando aree in cui puoi migliorare la tua strategia di marketing sui social media? Sei un imprenditore di Venezia, Treviso o Roma e vuoi sapere quali sono gli errori da evitare nei social media aziendali?

 

Condividiamo con te i 5 errori più importanti da evitare!

Ecco un breve riepilogo:

• Agire senza un piano
• Qualità è meglio di quantità
• Diffondersi
• Ignorare la concorrenza
• Non guardarsi allo specchio.

 

1) Definisci quali sono i tuoi obiettivi e capisci come raggiungerli.

 

2) Non pubblicare continuamente contenuti poco interessanti, concentrati su meno post ma che arrivino al tuo giusto target.
I contenuti delle pagine aziendali sono infatti visibili solo a piccolissima percentuale del proprio seguito, meglio meno post ma con qualche piccola sponsorizzazione che tanti post non visibili a nessuno.

 

3) È meglio essere fantastici su uno o due profili social piuttosto che essere semplicemente “ok” in tutti.
Solo grandissime aziende o istituzioni riescono ad seguire in maniera egregia ogni social, non disperdere le tue energie su troppi fronti, concentrati su quelli che fanno al caso tuo.

 

4) Tieni d’occhio ciò che fa la concorrenza visitando regolarmente i loro siti Web, leggendo i loro comunicati stampa e frequentando i loro siti di social media.
Con l’avvento del mondo digital fare benchmark è molto più facile, non perdere questa opportunità che ti permette di giudicare la qualità dei propri servizi, studiare le proposte delle imprese con le migliori performance nel proprio settore al fine compiere un processo di continuo miglioramento.

 

5) Monitora i tuoi progressi e tieni d’occhio gli Insights ti aiuterà a concentrarti sulle cose che effettivamente funzionano portando avanti le strategie più efficaci.

“Forzare” l’indicizzazione e il posizionamento di un determinato sito web sui motori di ricerca: una pratica poco conosciuta che porta a pesanti conseguenze

Le tecniche di Negative SEO consentono di “forzare” l’indicizzazione e il posizionamento di un determinato sito web: l’applicazione pratica di queste tecniche, banali o complesse che siano, porta una determinata piattaforma web ad essere fortemente penalizzata dai motori di ricerca.

 

La conseguenza di ciò è che l’intero dominio viene inserito in una “blacklist” dalla quale è poi molto complicato uscirne, con tutte le conseguenze del caso.

 

La Negative SEO può essere utilizzata da veri e propri professionisti che, assieme a tipologie di attacchi come DoSSQL InjectionCross-Site Scripting possono mettere in seria difficoltà una piattaforma web causandone la penalizzazione.

 

La concorrenza sleale non è mai stata così concreta come in questo periodo dove “anonimato” consente di raggiungere più o meno facilmente l’obiettivo.

 

Sono molte le società che fanno uso della Negative SEO allo scopo di poter “affondare” i competitor, utilizzando le tecniche non per errore sulla propria piattaforma web ma con estrema pianificazione e strategia verso piattaforme web delle vittime. E raramente si assiste ad un contrattacco da parte della vittima designata.

 

La più grande problematica della Negative SEO è la quasi impossibilità di difendersi senza un supporto professionale, specie se gli attacchi sono mirati a piattaforme completamente estranee. 

 

 

Le più comuni tecniche di Negative SEO

Vediamo quindi in dettaglio alcune delle più comuni tecniche di Negative SEO che possono essere messe in pratica per colpire la reputazione di un sito Web nei confronti dei motori di ricerca e causarne così la conseguente penalizzazione:

• Google Bowling: una tecnica che si basa sulla creazione di numerosi link di bassa qualità. Molto spesso questa tecnica viene portata a segno da una combinazione di attacchi SQL Injection e Cross-Site Scripting che consentono di manipolare o aggiungere informazioni e contenuti web su piattaforme estranee alla vittima. Generalmente il Google Bowling si basa sulla creazione di numerosi post, recensioni e topic in molte piattaforme web come forum, blog e web application di vario tipo che risultano essere obsolete con diversi bug di sicurezza. La generazione massiva di questi contenuti ritenuti una forzatura, oltre che essere di bassa qualità dai motori di ricerca, causa una forte penalizzazione del dominio della vittima;

• Guilty by Association: attraverso il web scraping (una tecnica di estrazione automatica dei contenuti di una piattaforma web), il malintenzionato esegue una copia esatta della pagina o dell’intero sito web, pubblicando la copia su un nuovo dominio, completamente sconosciuto alla vittima. Dopodiché, l’attaccante non deve fare altro che attendere la scansione del bot del motore di ricerca che, dopo l’analisi del contenuto della piattaforma clonata, con molta probabilità andrà a contrassegnare il clone come spam (questo perché verifica l’anzianità del contenuto rispetto alla piattaforma web della vittima). Infine il malintenzionato, verificata l’assegnazione dello status di spam da parte del motore di ricerca, completa il tutto inserendo nella piattaforma clonata un redirect 301 verso la piattaforma web della vittima causando una notevole riduzione della reputation.

 

È molto importante monitorare costantemente la propria piattaforma, al fine di poter prendere tutte le contromisure necessarie per limitare quanto più possibile il danno causato dalla Negative SEO. Nello specifico si può cominciare:

• Monitorando la propria piattaforma con i più famosi strumenti di Analytics (esempio Google Analytics, Google Webmaster Tools, Bing Webmaster Tools) così da poter notare immediatamente un eventuale calo di traffico e quindi procedere immediatamente con un’analisi così da individuare la causa e poter agire nel minor tempo possibile;

• Se si è colpiti da un malware è molto importante ripristinare l’intera piattaforma web prima di danneggiare ulteriormente e definitivamente la reputation. Se i tempi di disaster recovery sono lunghi in questo caso basterebbe un redirect 302 su una pagina che notifichi la “Manutenzione in corso”;

 

Se desideri avere ulteriori informazioni e sapere se i tuoi siti web sono al sicuro dagli attacchi della concorrenza, puoi rivolgerti a WTN, Web Agency attiva da oltre vent’anni sul territorio veneto e non solo.

Identificare i top player e studiare le loro strategie vincenti per migliorare il proprio posizionamento

 

L’analisi dei competitor online è uno studio di settore fondamentale quando si intende intraprendere una nuova attività online o una campagna di comunicazione per capire il proprio posizionamento nel mercato di riferimento.

 

• Quali sono i fattori determinanti per la classifica dei risultati organici di ricerca?
• Cosa cercano i potenziali clienti?
• Quali sono i siti web più visibili e noti in un determinato settore?

Questi elencati sono i tre criteri fondamentali da cui partire per ogni indagine sul proprio posizionamento.

 

Nella pratica occorre cominciare definendo il dizionario di settore, ovvero quel set di parole chiave informative che rappresenta un dato settore merceologico. L’obiettivo di questa ricerca è mappare il settore e i possibili comportamenti dei potenziali clienti.

 

Dopo aver creato il dizionario, possiamo utilizzare una suite SEO come Semrush, Sistrix, Seozoom & co, per individuare i siti web più visibili e ricorrenti in SERP per il dizionario di settore.

 

Ora è possibile classificare e valutare la lista dei siti web più visibili su Google per il dizionario di settore secondo fattori come la posizione del sito nei risultati di ricerca, il traffico medio di ricerca della parola chiave e il numero di ricorrenze del sito web.

 

Ottenendo i primi dati sul comportamento degli utenti, il cliente diventa così una fonte importante di informazioni, soprattutto per i termini tecnici, informazioni sui suoi prodotti ed eventuali domande e dubbi che riceve di frequente.

 

Per concludere, l’analisi dei competitor può rivelarsi uno strumento molto potente per capire come orientare le future campagne al fine di acquisire visualizzazioni e clienti. Data la complessità è però sempre utile affidarsi a dei professionisti in grado di elaborare la migliore strategia per raggiungere i propri obiettivi.

 

Desideri approfondire le tecniche per ottimizzare la tua strategia di investimento in campagne sponsorizzate? Contatta WTN, agenzia digitale con sede a Mogliano e a Roma, specializzata da oltre vent’anni nel web.

Due strumenti molto differenti fra loro, se sfruttati insieme in modo sinergico, permettono di potenziare al massimo l’efficacia di una strategia di Digital Marketing

 

La SEO ha il compito di aiutare le aziende a farsi trovare nelle prime posizioni su Google quando qualcuno cerca un contenuto per parola chiave, e agisce in un momento di “ricerca”, ovvero quando l’utente è attivamente impegnato nella ricerca (appunto) di un prodotto o servizio ed è libero da azioni pubblicitarie.

 

Nell’Email Marketing, invece, il target finale riceve passivamente un messaggio che il mittente ha creato per lui in virtù di un’iscrizione pregressa. L’email è inoltre personalizzata grazie alle informazioni che lo stesso ha volontariamente comunicato, sempre nel rispetto della sua privacy.

 

Vediamo quindi alcune similitudini tra questi strumenti:

• il titolo di un articolo in un blog può essere considerato l’equivalente dell’oggetto di una newsletter. Il titolo è la prima informazione che un utente legge. Deve esserne colpito e attratto; per questo va definito con attenzione in entrambi i canali.

• oltre il 60% delle aperture delle email deriva dalla capacità dell’oggetto di generare interesse nell’utente, mentre dal titolo di un blog post può derivare un buon posizionamento sui motori di ricerca.

 

SEO e Email Marketing possono collaborare attivamente tra di loro al raggiungimento degli obiettivi, come ad esempio:

• la creazione di un database comune. Google ama il traffico di qualità e analizza bounce rate, tempo di permanenza e altri dati. Significa che mandare i tuoi contatti “caldi” e profilati a leggere le ultime novità sul tuo sito sarà un’ottima arma per ottenere visitatori più interessati e migliorare la tua reputazione di fronte a Google.

• testare i contenuti prima di pubblicarli sul sito. Se non sai quale contenuto è potenzialmente più performante prova a immaginare quando li invierai al tuo database di contatti. Le interazioni ti serviranno per “testare” preventivamente quelli che funzioneranno anche sul sito web.

 

In conclusione, sebbene siano due canali di Marketing digitale differenti, Email Marketing e SEO hanno degli aspetti simili e sinergici da non sottovalutare, perfetti da integrare quando si progetta una strategia digitale.

 

Se desideri avere ulteriori informazioni e approfondire le tecniche per ottimizzare la tua strategia di Digital Marketing, puoi contattare WTN, agenzia digitale con sede a Mogliano Veneto!

Chiara Di Giusto, Responsabile del Dipartimento Istruzione e Formazione del Veneto di F.I., ha spiegato al nostro giornale le finalità del testo unico del disegno di legge “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica” approvato in Senato il 1° agosto.

 

“Questa è una legge trasversale – ricorda la Di Giusto – ed è il risultato di più proposte di legge e prevede l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica a partire dalle primarie. Questa è una legge che ha origini molto antiche, ma oggi era forte l’esigenza di un assetto definitivo che reinterpretasse il concetto di educazione civica.”

 

“L’aspetto importante è che nell’art.5 della legge, voluto fortemente da F.I., per la prima volta si parla di educazione alla cittadinanza digitale e si concretizza il concetto di Internet e dei Social. Questo aspetto è importantissimo perché anche se i nati dal 2000 ad oggi sono definiti nativi digitali, cioè predisposti a tutto ciò che è digitale, non vuol dire che conoscano il digitale.”

 

“Forza Italia – prosegue la Di Giusto – ha voluto questo articolo perché il mondo del web è parte della nostra vita quotidiana e nella convinzione che più democrazia vuol dire anche che la scuola si deve fare carico di trasmettere tutto ciò che è digitale. È ovvio quindi che l’offerta formativa deve comprendere questo tipo di insegnamento a partire dalle primarie e iniziando dall’abc. Si deve insegnare ai giovani come vagliare e conoscere tutte le fonti del web distinguendo quello che è vero e quello no, quindi criticamente.”

 

“Far capire quali sono gli strumenti digitali più adeguati alla nostra crescita futura. Purtroppo l’uso del digitale comporta una responsabilità personale e il sapersi difendere dal cyberbullismo. Insegnare a sapersi garantire e tutelare ponendo attenzione a tutti i fenomeni digitali.”

 

 

“Tutto questo a costo zero per la scuola. Si devono individuare insegnati che si occupino di questo insegnamento senza aumentare il loro monte ore e dovrà esserci un coordinatore tra i docenti che non avrà alcun tipo di compenso. Sarà a titolo gratuito anche il redigere una relazione con cadenza quindicinale nella quale si terrà conto del lavoro nel territorio.”

 

“L’ art. 6, relativo alla formazione dei docenti, è una conseguenza di questo processo, – conclude la Di Giusto – mentre l’art.7 si occupa del potenziamento rapporto scuola famiglia mentre. Le ore dovranno essere 33 annuali e dovranno essere distratte dal monte ore già esistente. La legge avrà decorso a partire dal prossimo anno scolastico.”

Come funziona lo strumento di Google pensato per le attività commerciali e professionali

 

 

Google My Business è lo strumento che permette ad attività e organizzazioni di gestire e curare la propria presenza online su Google e su varie piattaforme come Search e Maps.

 

Attraverso questo strumento le aziende possono verificare e modificare le informazioni sulla propria attività, per essere trovate più facilmente degli utenti, e pubblicare immagini e dettagli del proprio lavoro.

 

Google My Business appare come un box al perfezionarsi di query inerenti, che consentono agli utenti di visualizzare un riquadro sull’attività che contiene fotografie, indirizzo della sede, orari di apertura, numeri di telefono, mappa e indicazioni stradali, eventuale sito web o spazio Social, recensioni degli altri utenti e punteggio relativo, ricerche correlate e altro ancora.

 

Il servizio di Google My Business si raggiunge dall’URL https://www.google.com/business ed è gratuito: ogni proprietario di attività può (in prima persona o delegando un gestore) inserire i dati, aggiornarli e monitorare il proprio brand, ottimizzando le informazioni associate e interagendo con gli utenti.

 

I tre motivi per cui tale strumento si rivela utile per le aziende di ogni tipo sono:
– rendere più accurate le informazioni visualizzate online sulla propria attività;
– migliorare l’interazione con gli utenti (con foto sia della sede che di prodotti e servizi offerti);
– attirare nuovi clienti e indirizzarli sul sito online.

 

Se desideri avere ulteriori informazioni o approfondire le tecniche per ottimizzare la tua scheda Google MyBusiness, contatta WTN, Web Agency con oltre vent’anni di esperienza.

Sarà capitato a tutti di sentir parlare di realtà aumentata (AR) e di realtà virtuale (VR), ma ancora in pochi ne conoscono la differenza. In questo articolo cercheremo di fare un po’ di chiarezza.

 

 

Realtà aumentata. Amplifica la realtà di fronte a te

Quando si parla di realtà aumentata ci si riferisce ad una versione amplificata della realtà che, grazie all’uso della tecnologia, aggiunge contenuti digitali sovrapponendoli all’ambiente reale. In altre parole la realtà aumentata parte dalla nostra realtà e vi aggiunge qualcosa.

Per fare ciò la realtà aumentata si avvale dell’utilizzo di un device, come smartphone o tablet, su cui va scaricata un’APP, oppure sfrutta sistemi più sofisticati come i Google Glasses.

Proveremo a spiegarvi come funziona nella pratica.
Le APP di realtà aumentata utilizzano la fotocamera del telefono per mostrare una visione del mondo reale che hai di fronte. Su quell’immagine di partenza vengono aggiunti dei livelli di informazioni, come testi, altre immagini o effetti.

 

 

Realtà virtuale. Sostituisce la realtà di fronte a te

Quando si parla invece di realtà virtuale, si intende una tecnologia capace di trasportarci in una realtà completamente diversa da quella che stiamo vivendo. Questo è possibile grazie a dei particolari occhiali visori 3D che, una volta indossati, consentono di ricreare a 360° e in modo realistico un ambiente diverso da quello in cui ci troviamo realmente, dandoci l’impressione di essere fisicamente lì.

Facciamo degli esempi. Indossando i visori, potremmo ritrovarci immersi in un bosco, e avere la sensazione di fare una camminata tra gli alberi. Oppure potremmo visitare un’azienda o un museo, percorrendone sale e corridoi. Le possibilità sono infinite.

 

 

La differenza sostanziale, quindi, è che la realtà aumentata rappresenta il mondo arricchito di elementi virtuali, la realtà virtuale è un mondo completamente virtuale.

 

 

Con WTN puoi avvalerti di questi servizi.

 

 

 

Fonte: digitalmosaik.com

Celebrare l’importanza della tutela dell’ambiente, sostenere il concetto di economia circolare e favorire una sempre più marcata cultura del riciclo. Con questi auspici viene lanciata la nuova campagna multimediale di Acqua Minerale San Benedetto, dal claim “Una scelta Sostenibile”.

 

Un importante progetto di comunicazione che ha l’obiettivo di raccontare al grande pubblico la filosofia green del Gruppo leader in Italia nel beverage analcolico e il percorso virtuoso intrapreso per ridurre il proprio impatto ambientale. Un impegno trasversale che coinvolge tutta l’azienda ma che offre al tempo stesso al consumatore, scegliendo San Benedetto, la possibilità di trasformare il gesto quotidiano del bere in un’azione più responsabile e rispettosa per l’ambiente.

 

Vittorio Brumotti ambassador d’eccezione

La campagna è partita ieri, domenica 14 luglio, con un nuovo post firmato dall’agenzia The Beef, on air sulle principali reti televisive italiane. Protagonista è l’Acqua Minerale San Benedetto Ecogreen, la linea di prodotti con il 100% di emissioni di CO2 eq. compensate – attraverso l’acquisto di crediti per finanziare progetti di riduzione dei gas effetto serra – e realizzata con plastica riciclata, fino al 50%, il massimo consentito dalla normativa italiana.

 

 

A fianco di San Benedetto c’è Vittorio Brumotti, Ambasciatore FAI, campione di bike trial, vincitore di 10 Guinnes dei Primati e difensore civico contro il degrado con le sue inchieste su Striscia la Notizia. Brumotti racconta i risultati ambientali ottenuti dall’Azienda sensibilizzando il consumatore sulla sfida più importante: mantenere l’equilibrio della natura anche attraverso piccoli gesti quotidiani come il riciclo delle bottiglie in PET.

 

Oltre allo spot televisivo, la campagna prevede una pianificazione sulla stampa quotidiana e una declinazione digital con focus specifico sul sito sanbenedetto.it completamente rinnovato nella sua sezione dedicata al tema della sostenibilità.

 

Un commento di Vincenzo Tundo, Direttore Marketing di Acqua Minerale San Benedetto

“Abbiamo scelto di associare al nostro impegno green il volto di Vittorio Brumotti perché ci accomuna una visione di tutela e sensibilità ambientale.” – dichiara Vincenzo Tundo, Direttore Marketing di Acqua Minerale San Benedetto –“Un tema fondamentale che portiamo avanti da oltre 10 anni attraverso un approccio scientifico che ha condotto a dei risultati importanti: aver ridotto le nostre emissioni complessive grazie ad interventi di processo e di prodotto come: l’alleggerimento di peso delle bottiglie, l’uso di PET Riciclato, l’adozione di un network produttivo che valorizza le risorse del territorio e riduce le distanze di trasporto, per arrivare, con la linea Ecogreen, alla completa neutralizzazione delle emissioni residue”.

 

Un commento di Vittorio Brumotti

“Sono molto orgoglioso di essere stato scelto per questo ruolo – afferma Vittorio Brumotti – in quanto rispecchia in pieno quelli che sono i miei valori in tema di ecosostenibilità e tutela ambientale. Da sempre mi batto per rendere il nostro pianeta meno inquinato e più pulito anche attraverso la promozione di gesti quotidiani come il corretto riciclo”.

 

San Benedetto è stata la prima azienda nel settore a realizzare un accordo con il Ministero dell’Ambiente per misurare il proprio impatto ambientale e progressivamente abbattere le emissioni di CO2. Esempio tangibile dell’impegno di San Benedetto è stata la linea Ecogreen, la prima acqua minerale in Italia a ricevere dal Ministero dell’Ambiente il logo del programma per la valutazione dell’impatto ambientale. In cinque anni, sulla Linea Ecogreen sono state ridotte le emissioni di gas effetto serra del 18,7%*: un risultato pari alla CO2 assorbita in un anno da 140.767 piante oppure all’emissione generata da un camion di taglia 40t che percorre una distanza pari a 1.227.616 km trasportando una tonnellata di prodotto. Una vocazione, quella di San Benedetto, che è anche un impegno verso quei territori in cui l’azienda è presente con le produzioni. Ne è testimonianza il “Progetto Network” che coinvolge cinque siti produttivi in Italia e che ha consentito di valorizzare le acque locali presenti nel territorio, avvicinando la produzione ai luoghi di consumo e riducendo l’incidenza dei trasporti. In questo modo sono state evitate nel 2018 l’emissione di 19.618 t di CO2 eq., vale a dire 24.537 Km in meno percorsi “su gomma”, l’equivalente di circa 13 volte l’Italia intera da Nord a Sud e viceversa.

 

 

Photo Credits: Paolo Spadacini

 


* (dato su base litro, produzioni effettuate nei siti produttivi di Scorzè, Viggianello e Popoli, confronto 2018 vs. 2013 – certificato di verifica CSQA n°53485 del 23/04/2018).

Nonostante nel mondo internet abbia ormai permeato la vita lavorativa e sociale quotidiana, in Italia c’è ancora un gap conoscitivo e strumentale che ci separa da quello che è lo sviluppo digitale globale.

 

Mancanze, a livello anche strutturale, che non ci lasciano semplicemente indietro, ma risultano essere un vero e proprio macigno sulle piccole e medie imprese italiane.

 

Queste, utilizzando gli strumenti giusti, potrebbero sfruttarli per dare una vera e propria impennata alle proprie economie.

 

Osservando bene i dati si può comprendere ancora meglio questo fenomeno. Delle piccole e medie imprese nostrane, solamente il 33% ha un proprio sito web. Due su tre sono invece quelle che non hanno un proprio profilo sui social network.

 

Tali mancanze corrispondono a quello che più comunemente e scherzosamente viene definito come “darsi la zappa sui piedi da soli”.

 

Connessi ad internet, a livello globale, ci sono ben 4 miliardi di persone, di cui ben 43 milioni solamente in Italia.

 

Non solo visibilità però, poiché il digitale mette a disposizione strumenti in grado di migliorare decisamente quelle che sono le strategie promozionali. Tramite questi è infatti possibile rivolgersi ad un pubblico ancora più specifico che sarà dunque più interessato ai nostri prodotti per poi monitorare le azioni una volta stabilito il contatto.

 

Non solo visibilità fine a se stessa, chiaramente. Con e attraverso il digitale è possibile utilizzare strumenti in grado di supportare e incrementare le performance commerciali del progetto.

 

Tra i mezzi che si possono annoverare, uno dei più tradizionali è sicuramente la newsletter. In questo caso, ad esempio, si possono creare e lanciare vere e proprie campagne pubblicitarie a mezzo mail, con la possibilità di monitorare e analizzare le performance delle iniziative commerciali.

 

Mail Marketing è uno dei tool con il quale è possibile creare delle newsletter.

 

Collegandosi al loro sito, inoltre, si comprende facilmente come mai questo sia uno dei portali più apprezzati del settore.

 

A disposizione dell’utente infatti c’è un sistema estremamente facile ed intuitivo, che consente di essere utilizzato direttamente online, senza dover installare alcun software sul proprio computer.

 

Anche dal punto di vista tariffario troviamo un sistema vantaggioso, con la presenza di un piano gratuito, diversificati in base alle esigenze di invio, e persino uno che consente di pagare in base al numero di mail che si inviano.

 

Uno degli errori più comuni è quello di ritenere inadatto internet alle piccole e medie imprese. Dai numeri emerge infatti che la presenza del digitale è direttamente proporzionale alle dimensioni dell’azienda e del suo fatturato. Niente di più errato.

 

Al contrario l’occasione del web risulta una delle migliori attualmente nel nostro paese. Sfruttare il fatto che sono ancora pochissime le attività italiane che si adeguano a questo universo potrebbe essere la mossa decisiva per dare lo slancio decisivo alla propria attività.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni